Scorrono i giorni
dell’ottobre
con l’odore
dai tramonti di foglie
ricci di marroni schiusi
rimbalzano nel cadere
e… conigli selvatici
curiosi ad annusare
scorrono i giorni
d’ottobre
con l’odore del mosto
ormai passato
l’albero delle giuggiole
a riposo e..
il merlo… gironzola
sulla siepe a cercar
le bacche rosse appena
accese
nei venti dei sospiri
dentro anche il profondo
prendimi
accorpami
plasmami
anima da ascoltare
mente da scoprire
corpo da modellare
nei solstizi di fine estate
tra l’amaranto della tua pelle
oltre il profumo di frangipane
afferrami
miscelami
levigami
essenza da respirare
spirito da seguire
corpo da modellare
tra rintocchi della luna
nei colori del piacere
dentro il cielo affondato nel mare
tienimi
mescimi
forgiami
sguardo da leggere
pelle da brillare
corpo da modellare
modellami
tra il caldo delle tue mani
modellami
tra il dolce tuo respiro
modellami
tra la linea del giorno e della notte
modellami
senza confini
modellami
nelle nostre forme
modellami
senza mai smettere
Lasciar morire
è come seppellire
se stessi, in una catacomba
senza buchi, nel desiderio
di ritrovarselo accanto
un tempo che è già stato
tra affetti veri
che colpiscono il petto
ad un andar pianino
con l'appoggio preferito
all'ineluttabilità del fato
comprensivo per il bisogno
Non sò se riuscirei a staccare la spina....
Perdona piccole colpe
riconosci come tali
ti sentirai sollevato
nell'anima tua
che guarderà con ottimismo
comete, fiere di lei
che vuole l'amore
cercandolo disperatamente
in ogni più piccolo angolo
della terra, arrabbiandosi
se non lo trova
nel suo insostituibile calore
bollente, stanco di non sentirsi
amato, dalle buie notti non vissute
pienamente
da romantiche vive candele
che osservano effusioni amorose
fotografando due corpi
in uno soltanto
Ai margini
scruto l’andare del pensiero
che nel suo stare supino
si immerge nelle acque
del tempo.
Nelle fronde del tenero ramo
miraggio di rugiada
che assapora ogni mattino
quella luce a lei donato,
e se precipito
in questo fosso
di me rimarrà
solo una lacrima
lasciata nei margini
del mondo.
e lentamente scorre
per posarsi sul ramo
che l’alba attende
si accendono le stelle
e penetra la luce
nel cuore impietrito
dell’uomo che più
il sole non scorge
perché il pensiero
è granitico e l’orizzonte
non sogna.
Adoro i tuoi pensieri...
Cosmo dall'orbita zafferano
l'alba che cresce un viso ipnotico,
guardiano di ossa mi stai davanti
tra i leoni usciti dalla luna.
Dirigo i colori con altri occhi
e prego che non salga rapidamente;
restava a mezz'aria, senza un saluto.
Lontano pascola una prateria
di tende aperte ad ogni speranza.
Qui non è altro che la mia stanza
e un lungolago di lucine.
(2011)
Le bianche braccia
nella veste e le ginocchia,
il gesto d'amore che piega la luna
è uno scorrere
di silenzio su di me
di fata.
Non è realtà
e se ci penso fa male
che la mente addormenti piano il quadro...
Le dita
sulle corde
si fermano a metà
di un'altra vita.
L'incertezza del futuro
rende impreparati ad ogni
fortunale che abbattersi può
sui nostri occhi mentre
il cielo azzurro osserviamo,
che all'improvviso si fa nero
come il buio più impervio
Anime perse tra i gironi
dell'inferno che è di questa
vita di passaggio terreno
e non all'aldilà appartiene,
sopportiamo inermi
le sofferenze dai demoni inflitte
Demoni camuffati
in amori sofferti e poi finiti
in affezioni svariate
che colpiscono noi piccoli esseri
senza età ….
La Morte non è simbolo di avanzati anni
ruba il respiro a bambini belli come angeli,
a giovani desiderosi di vivere appieno
il tempo che di fronte a loro si presenta
mutandosi in un film dell'orrore …
Il sole nascente
mi veste di luce
mi sento stella che brilla
di fulgore riflesso
Dall'acqua del mare
mi lascio rapire
muto in onda leggiadra
e di gioia … danzo
Lingue di fuoco
avvolgono la pelle
truccandomi in tepore
caldo e dolce
che le sere illumina
dall'incavo di un camino
Nella Madre terra
vivono le mie radici
di quercia dalla folta chioma
che ombra dona
dalla calura estiva
In me tutto questo
vive
amalgama magica
fonte dell'amore
che da secoli ci appartiene
e si fa vita
tutta da centellinare,
bicchiere di vino d'annata
che mai evacua ….








