Scatta una foto
e ovunque tu sia...
ovunque io sia...
forse in fondo ad un letto
freddo e disfatto
tra lenzuola sdrucite
da pensieri imperfetti
ove riposano sogni
ma non le paure
... che riecheggiano come ululati,
si insinuano tra le pieghe
del buio di un cielo d'inverno.
E guardi rflesse in soffitto
immagini che non osi riferire.
Aspetti l'aurora
e il sorgere nuovo.
che va a nascondersi dietro le nubi
di uno stanco tramonto invernale
per poi
sorgere da dietro le montagne
in una vigorosa
alba di primavera.
Un letto disfatto
da una notte
di passione
i tuoi capelli
castani
inondati dal sole
vivace ritratto
si confonde
con il mio essere
perso
nel languore
sognante dei tuoi occhi.
Ricordo
è rigurgito di fantasia
dimenticando
la memoria triste
degli sbagli
conservando il chiarore
limpido
della gioiosa allegria
istantanea di un attimo
vissuto assieme
si perde
nell’anima
della nostra memoria.
Divenir d’amor rugiada
gocce di cristallo tra ciglia folte
mentre crepita l’anima che assetata
porge labbra per baciar la morte.
Divenir candido sorriso,
per il quale la vita è così avara
nel dolore che strazia il viso
e dignità nella certezza or amara.
Divenir crepuscolo splendente
prima del tramonto vanitoso
assopendo oggi la tua mente
per quel domani triste e rugoso.
Ma amor mio, io sono un’ onda vera
in un mare quando la sera tace
e nascendo in questa alba assai sincera
divenir quiete non sarò mai capace.
Accanto a me
nessuno mai avrei
voluto avere
più grande di te
Grande nei tuoi silenzi
intrisi d'amore
Grande nei tuoi sguardi
di gioia
quando rido di cuore
Grande nei tuoi sguardi
tristi
quando il male mi affligge
Nessun altro mai
avrei voluto accanto
grande nell'abbraccio
che mi culla
Grande nelle carezze
che godimento mi donano
Grande nel dirmi ti amo
con piccoli immensi agiti
Grande tu che alla mia ingenuità
mi dici che sono
“dolce come un pan di zucchero”
e mi baci tra la gente
incurante degli sguardi
e tra mille persone
esistiamo solo noi
A volte vorrei chiudere
parole in una fantasia
che non sanno di realtà
mentre taccio per non soffrire
ascoltando l'anima mia
son poche le cose
che sanno di me
in questo tempo
altro non è
un semplice sorriso
e parole mai dette
parole che non riesco a scrivere
in questo spazio
senza senso
mentre cerco
in me
note di un pentagramma
mai scritto
Ho bisogno di vita
Ribelle
Emozionami
Inquietami
Sorpassami
Fammi sentire importante
Il tuo mezzo, il tuo scopo
Tuo scrigno, tuo contenuto
Batti, rullio in danza tribale
Rimbalzo di voci
Sei l’andirivieni del mare
Incessante
Orbita irripetibile
Com’è che un giorno cadrai?
Ed io insieme a te
Mia scatola
Nera
Se parole mute
dalla mia bocca
nascono
non è mancanza d'amore
è dolore
non allontanarti,
stringi le mie mani
lasciati guidare
Ti condurrò
dentro al mio cuore
cammineremo insieme
per sentieri di ciottoli
pungenti
sangue sgorgherà dalle ferite
si unirà in un unico
piccolo rigagnolo
vivrai con me
la sofferenza, la paura
e l'indifferenza
Lungi da me il voler
farti male
amore mio
solo così potrò dar voce
alle parole mute
sentirai, capirai
il mio vivere di adesso
crescerà ancora
il nostro amore
se è possibile
perchè già immenso è
come un oceano,
dove noi zattere perse
ritroveremo
la pace
Faremo l'amore
tra onde spumeggianti
amanti per sempre
vincendo il dolore
oltre la vita
oltre l'ultimo respiro
in questo momento
che non esce nulla
dal mio cuore spento
Vorrei affrontare il mondo
accarezzarlo con le dita
amandomi più di prima
sterminando il silenzio
per sempre
nelle sporche acide piogge
della notte e del giorno
in un valido appoggio
di mani tese
disposte a sentire
fuoco e lampi
ingannevoli passi
Il fuoco brucia per la combustione
Le offese bruciano per la cattiveria
poi l’acqua di colpo può spegnere il fuoco
le semplici scuse cancellano le offese
Non ci vuole coraggio a gettare acqua sul fuoco
ma ci vuole coraggio a chiedere scusa
contro mattoni
di vita posticcia
contro voci
sguaiate blateranti
ingiunzioni
contro il bigotto
salutismo di vite
ordinate,
virare in folle volo
lanciato, radente
il limite
di un’ossessione
artistica perduta
nel suono colorato
di pastelli
di carta,
superando
distopiche evidenze
di realtà
cementificate.
Fammi conoscere
una nuova varietà
di altare,
bruciano
i bocciòli
della tua veste
quando è distesa
nel campo di battaglia.
Pietra di luna
il sapone
nel catino,
un cero di garza
con la croce.
Ed io m'innamorerò di te
dalle ferite
del mio immondo bicchiere.







