Cos'è utile per chi non ha più bisogno?
Cos'è utile a questo punto?
Siamo così pieni di cose, pieni di possibilità, pieni di piacere
pieni di noi stessi.
Creati, spezzettati, riassemblati ad arte,
impacchettati per risultare appetibili sul mercato dello sprezzo.
Riflettiamo lo sguardo altrui dalla brillantezza del nostro cellophane.
Cosa è utile?
Siamo carcasse affannate nella corsa verso la specialità.
Calpestiamo, odiamo, vomitiamo insicurezze.
Siamo illusi uomini humus.

Invitami a ballare
prima un lento
così posso sentire
le tue mani sui miei fianchi
e guardandomi negli occhi
fammi poi vorticare
fino a far girar la testa,
i tuoi passi coi miei passi
sorseggiare lentamente
una coppa di champagne,
farmi ancora
roteare sulla pista
mentre salgon
bollicine sulla testa,
fammi poi cadere a terra
stravolgendomi la mente
affinghiata a te
toglimi anche il respiro
fino a morir di te
come silenzioso criminale,
codardo, privo di cuore
lascia il fedele amico
al crepuscolo, bruciando le carezze
di quello sguardo che, un dì gioiva dolce,
per quei teneri e muti occhi
ora, gonfi d’angoscia
e mentre l’asfalto arde,
senza comprendere fissa la quiete,
prigioniero di catene
accovacciato, nell’attesa,
illudendosi di scorgere ancora,
quegli occhi, senza cuore.
S'abbandona alla moda
anoressico vestito attillato
sfila nell'occhio guardingo
intransigente
che applaude affascinato
dalle alte bellezze
riempiendosi pacatamente
nell'ignorare fatiche estenuanti
nella magrezza fin troppo esagerata
egocentrico disinvolto mirino
sua carriera divina
indolente
non risponde
e allora rido
rido come una matta
della sua ingenuità
di quella bimba che
custodisce dentro
che a volte piange
senza motivo
in cerca d'attenzioni
e altre volte punta i piedi
la dispettosella
così tanto per esser sculacciata
l'impertinente
mi rende così fragile
e pazza
oltre ogni immaginazione.
Chiedo al cuore mio
paziente lui ascolta
ma non comprende
la mia rivolta
e allora lo ferisco
di volta in volta
così facendo voglio
che capisca
la vita è un brutto scherzo
di eventi senza senso
che si incastrano per dispetto
dall'imprevedibile evolversi.
Chiedo al cuore mio
che smetta di ascoltare
così che io possa smettere
di sentire questa mia follia
che mi fa impazzire
con le sue chiacchiere
da comare.
di questo tempo
che poco rimane
disposto comunque ad ascoltare
lungo un filo che separa
nei dubbi, nei difetti
tenuti tutti in quell'angolino
solitario
mio compagno delicato
bianche spoglie pareti
guardate
pensandoti
spaziando dissapori
sotto una sola pelle
a confondere il grigio
e mescolarlo con il bianco
nelle mie parole
per te distensive
nel tuo cruccio
antichissimo passato
che non smetterà di ricordarmi
quando un'altra corrente scontrosa
a trovarci verrà
Scritta due anni fa
le mancanze
a riempirmi l'anima di ricordi
Cerco coraggiosamente
le partenze
a ricordo del dolore degli adii
Cerco furiosamente
le assenze
a testimoniare le spietate presenze
di fantasmi che invadono corpo e mente
Cerco scavando
nelle lontane memorie
il mio bisogno d'amore
lasciato fermentare in aceto
macerare in fondo al cuore.
Cerco te
ieri,oggi e domani
nel tempo che passa inesorabile
e non si arresta davanti al mio dolore
ma trascina con sè la mia vita
senza nessun pudore o pietà disseppelita,
come la musica che ascolto la notte
piangendo atroce la tua assenza
in una vita passata ad aspettare
che sia finito il mio cercare
con occhi chiusi traboccanti di dolore.
Omai aspetto solo di impazzire
solo così forse potrò smettere di cercare.
Un sogno per voi
E uno per me;
Una sirena blu,
Una sinfonia,
La casa segreta
All'interno di un albero
Il mondo dei sogni è pieno
Della società.
La sera andiamo
Per luoghi rari,
Dove nessuno conosce
Che sono lì;
E ogni sogno
Una scala nascosta,
Questo ci porta a
Un nuovo qualunque.
Se i sogni
Potessero sovrapporsi
Le cuciture a pelo
All'interno del nostro pisolino,
E flussi di preziosi
Non su una mappa
Quindi altre vite ,
Potremmo scartare.
La fine del giorno
Ci ha portato
Una notte piena di stelle
Abbiamo fatto la nostra casa sul prato
E lì il cielo era nostro
Guardando su l'aria buia
Le nostre dita toccandole
Macchie giallo oro che cadono
Coprendoci
Come la pioggia
Una casa respira attraverso le sue ossa,
I suoi vertici siedono come sentinelle;
Anche se si decompongono le travi-
Non nega mai l'ingresso.
Assorbe luce del sole attraverso le tende
Bacia le mie palpebre
Lentamente mi risveglio
(Raggiungere)
La mia mano accarezza l'aria
Ma non ci sono
Il mio corpo fa male
Cerco sollievo
seguendo le pieghe
Di morbide lenzuola aggrovigliate
E penso...
Potrei restare qui per sempre
Avvolto nella tua memoria.
Una casa respira attraverso le sue ossa,
I suoi vertici siedono come sentinelle;
Anche se si decompongono le travi-
Non nega mai l'ingresso.
I suoi fantasmi si trovano nei loro letti,
Terra morbida sotto la loro memoria;
Le persiane ben chiuse
Il passato visto solo vagamente.
La rabbia repressa
nei lustri passati
stagione dopo stagione
avevo imprigionato
in corridoi di filo spinato
Condannata senza processo
carcerata per errore
in giudizio
Il tutto viveva nell'anima mia
che persa vagava
dove ancora non so,
muta urlavo il dolore
lasciavo tracce insanguinate
da nessuno capite
Le spine mi stringevano la gola
sentivo che non era
il mo tempo per morire,
strappai a nude mani
quel filo maledetto
a morsi mi aprii un varco
lacerai la pelle
le labbra
e rinacqui una seconda volta
come amazzone guerriera
pronta a combattere
per non cadere più
*****
Modulato va questo sentimento
come una musica,
esente da note troppo alte
stonate, marcate
ma il cuore ora libero
da voce alle sensazioni
che più non reprimo
E dalla bocca fuggono
parole appuntite
frecce avvelenate, feriscono
involontarie, impulsive
anche chi ami
Nell'attimo stesso
le labbra mordi
a stillare sangue
come boomerang
tornano a te, e quanto fan male
Non servono lacrime
non giovano scuse
solo l'amore immenso e vero
come vive in noi,
tu che della mia vita
sei l'essenza
riportare può la pace
di un'alba nuova
Una volta, a quattro anni di età,
prese la mano del padre
e si avvicinò ad una pozzanghera
creatasi nelle buche della strada,
dopo un temporale.
Una pozzanghera in particolare
si trovava sotto la marmitta di un camion.
Brillava di colori untuosi:
un turbinare di rosso, giallo e verde.
“Papà, vedo un arcobaleno morto”.
Al padre si strinse il cuore
perché era una cosa così bella
per lui da dire.
Gli anni sono passati velocemente.
Eccolo qui ora,
trentatre anni e così tenero,
mentre prova
a respirare nuova vita in un uccello morto,
bocca a becco.
Mentre il suo piccolo figlio
è intento a guardare.
Molto attentamente.
piacevole rumore, cornice
di un quadro dipinto
con la polvere
delle strade di Lisbona.
Come un Fado
danzo su melanconiche note
per ardue vie vago
scorgendo il profilo tuo sfuggente
come le tue forme
nella calca del Brasileira.
Dubbio nascente
coltello taglia i miei sentimenti
altro amore
invigorisce il mio spirito
eteronomo mi guida, sotto
il castello signor d’Alfama.
Triste miraggio i tuoi capelli
mossi dal vento.
Greve atmosfera circonda
il crepuscolo
di amore morente
perduto tra i riflessi
di doloroso tramonto
contemplato
dalla Torre Di Belem.
non so chi sei
ma son tuo schiavo
Il ricordo costa molto
e io son debole e ferito,
anche il riposo è triste.
Andy...
per me sei già un fantasma
dai persi lineamenti,
ma io ti vedo ancora
e so che senti
il mio respiro sporto sopra i sensi.
Andy...
il tuo è un nome, un segno
così perduto e fragile
così chiaro e eterno,
volgiti al profondo
con Kregar non più solo
che regalerà al mondo
il suo urlo di fine secolo.
Tra la terra e il cielo tutto oscilla
In un lungo e forsennato moto,
che di sé non lascia traccia. Brilla
un unico pensier nel grande vuoto
che mi segue sempre come un ombra:
il pensier di quando da bambino,
vidi la vita, in un pertugio, sgombra
da ogni suo significato. E il destino
allor privato di qualsiasi norma,
non poteva modellar la forma
del suo male.








