Cos'è utile ad un essere umano?
Cos'è utile per chi non ha più bisogno?
Cos'è utile a questo punto?
Siamo così pieni di cose, pieni di possibilità, pieni di piacere
pieni di noi stessi.
Creati, spezzettati, riassemblati ad arte,
impacchettati per risultare appetibili sul mercato dello sprezzo.
Riflettiamo lo sguardo altrui dalla brillantezza del nostro cellophane.
Cosa è utile?
Siamo carcasse affannate nella corsa verso la specialità.
Calpestiamo, odiamo, vomitiamo insicurezze.
Siamo illusi uomini humus.
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Profilo Autore: Ladelirante S.  

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Come un calzino aspetto

Come un calzino vorrei toccarti
sentire le tue unghie

cosmetiche e scivolose.

Come un calzino ti appartengo
ma tu non ci sei.

E i tuoi piedi camminano altrove.
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Profilo Autore: enrico vergoni  

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Invitami a ballare
prima un lento

così posso sentire

le tue mani sui miei fianchi

e guardandomi negli occhi

fammi poi vorticare

fino a far girar la testa,

i tuoi passi coi miei passi

sorseggiare lentamente

una coppa di champagne,

farmi ancora

roteare sulla pista

mentre salgon

bollicine sulla testa,

fammi poi cadere a terra

stravolgendomi la mente

affinghiata a te

toglimi anche il respiro

fino a morir di te

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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Fallace,
come silenzioso criminale,
codardo, privo di cuore
lascia il fedele amico
al crepuscolo, bruciando le carezze
di quello sguardo che, un dì gioiva dolce,
per quei teneri e muti occhi
ora, gonfi d’angoscia
e mentre l’asfalto arde,
senza comprendere fissa la quiete,
prigioniero di catene
accovacciato, nell’attesa,
illudendosi di scorgere ancora,
quegli occhi, senza cuore.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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S'abbandona alla moda
anoressico vestito attillato
sfila nell'occhio guardingo
intransigente
che applaude affascinato
dalle alte bellezze
riempiendosi pacatamente
nell'ignorare fatiche estenuanti
nella magrezza fin troppo esagerata
egocentrico disinvolto mirino
sua carriera divina
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Chiedo al  cuore mio
indolente
non risponde
e allora rido
rido come una matta
della sua ingenuità
di quella bimba che
custodisce dentro
che a volte piange
senza motivo
in cerca d'attenzioni
e altre volte punta i piedi
la dispettosella
così tanto per esser sculacciata
l'impertinente
mi rende così fragile
e pazza
oltre ogni immaginazione.
Chiedo al cuore mio
paziente lui ascolta
ma non comprende
la mia rivolta
e allora lo ferisco
di volta in volta
così facendo voglio
che capisca 
la vita è un brutto scherzo
di eventi senza senso
che si incastrano per dispetto
dall'imprevedibile evolversi.
Chiedo al cuore mio
che smetta di ascoltare
così che io possa smettere
di sentire questa mia follia
che mi fa impazzire
con le sue chiacchiere
da comare.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Quanto vorrei dirti
di questo tempo
che poco rimane
disposto comunque ad ascoltare
lungo un filo che separa
nei dubbi, nei difetti
tenuti tutti in quell'angolino
solitario
mio compagno delicato
bianche spoglie pareti
guardate
pensandoti
spaziando dissapori
sotto una sola pelle
a confondere il grigio
e mescolarlo con il bianco
nelle mie parole
per te distensive
nel tuo cruccio
antichissimo passato
che non smetterà di ricordarmi
quando un'altra corrente scontrosa
a trovarci verrà

                                                                                                                                                Scritta due anni fa
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Cerco arresa  nella mente
le mancanze
a riempirmi l'anima di ricordi
Cerco coraggiosamente
le partenze
a ricordo del dolore degli adii
Cerco furiosamente
le assenze
a testimoniare le spietate presenze
di fantasmi che invadono  corpo e mente
Cerco scavando
nelle lontane memorie
il mio bisogno d'amore
lasciato fermentare in aceto 
macerare in fondo al cuore.
Cerco te
ieri,oggi e domani
nel tempo che passa inesorabile
e non si arresta davanti al mio dolore
ma trascina con sè la mia vita
senza nessun pudore o pietà disseppelita,
come la musica che ascolto la notte
piangendo atroce la tua assenza
in una vita passata ad aspettare
che sia finito il mio cercare 
con occhi chiusi traboccanti di dolore.
Omai aspetto solo di impazzire
solo così forse potrò smettere di cercare.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Un sogno per voi
E uno per me;
Una sirena blu,
Una sinfonia,
La casa segreta
All'interno di un albero
Il mondo dei sogni è pieno
Della società.

La sera andiamo
Per luoghi rari,
Dove nessuno conosce
Che sono lì;
E ogni sogno
Una scala nascosta,
Questo ci porta a
Un nuovo qualunque.

Se i sogni
Potessero sovrapporsi
Le cuciture a pelo
All'interno del nostro pisolino,
E flussi di preziosi
Non su una mappa
Quindi altre vite ,
Potremmo scartare.

La fine del giorno
Ci ha portato
Una notte piena di stelle
Abbiamo fatto la nostra casa sul prato
E lì il cielo era nostro

Guardando su l'aria buia
Le nostre dita toccandole
Macchie giallo oro che cadono
Coprendoci
Come la pioggia
Una casa respira attraverso le sue ossa,
I suoi vertici siedono come sentinelle;
Anche se si decompongono le travi-
Non nega mai  l'ingresso.

Assorbe luce del sole attraverso le tende
Bacia le mie palpebre
Lentamente mi risveglio
(Raggiungere)
La mia mano accarezza l'aria
Ma non ci sono
Il mio corpo fa male
Cerco sollievo
seguendo le pieghe
Di morbide lenzuola aggrovigliate
E penso...
Potrei restare qui per sempre
Avvolto nella tua memoria.

Una casa respira attraverso le sue ossa,
I suoi vertici siedono come sentinelle;
Anche se si decompongono le travi-
Non nega mai  l'ingresso.

I suoi fantasmi si trovano nei loro letti,
Terra morbida sotto la loro memoria;
Le persiane ben chiuse
Il passato visto solo vagamente.
 
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Profilo Autore: fabio brogini  

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La rabbia repressa

nei lustri passati

stagione dopo stagione

avevo imprigionato

in corridoi di filo spinato

Condannata senza processo

carcerata per errore

in giudizio

Il tutto viveva nell'anima mia

che persa vagava

dove ancora non so,

muta urlavo il dolore

lasciavo tracce insanguinate

da nessuno capite

Le spine mi stringevano la gola

sentivo che non era

il mo tempo per morire,

strappai a nude mani

quel filo maledetto

a morsi mi aprii un varco

lacerai la pelle

le labbra

e rinacqui una seconda volta

come amazzone guerriera

pronta a combattere

per non cadere più

*****

 

Modulato va questo sentimento

come una musica,

esente da note troppo alte

stonate, marcate

ma il cuore ora libero

da voce alle sensazioni

che più non reprimo

E dalla bocca fuggono

parole appuntite

frecce avvelenate, feriscono

involontarie, impulsive

anche chi ami

Nell'attimo stesso

le labbra mordi

a stillare sangue

come boomerang

tornano a te, e quanto fan male

Non servono lacrime

non giovano scuse

solo l'amore immenso e vero

come vive in noi,

tu che della mia vita

sei l'essenza

riportare può la pace

di un'alba nuova

 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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   Il vento più non spinge
   quel guscio in mare
   la vela ormai non funge
   dell'uomo desio d'amare.


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Profilo Autore: meteora  

Questo autore ha pubblicato 11 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Una volta, a quattro anni di età,
prese la mano del padre
e si avvicinò ad una pozzanghera
creatasi nelle buche della strada,
dopo un temporale.
 
Una pozzanghera in particolare
si trovava sotto la marmitta di un camion.
Brillava di colori untuosi:
un turbinare di rosso, giallo e verde.
 
“Papà, vedo un arcobaleno morto”.
 
Al padre si strinse il cuore
perché era una cosa così bella
per lui da dire.
 
Gli anni sono passati velocemente.
 
Eccolo qui ora,
trentatre anni e così tenero,
mentre prova
a respirare nuova vita in un uccello morto,
bocca a becco.
Mentre il suo piccolo figlio
è intento a guardare.

Molto attentamente.
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Profilo Autore: Charlie  

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Lo sferragliar di tram
piacevole rumore, cornice
di un quadro dipinto
con la polvere
delle strade di Lisbona.
 
Come un Fado
danzo su melanconiche note
per ardue vie vago
scorgendo il profilo tuo sfuggente
come le tue forme
nella calca del Brasileira.
 
Dubbio nascente
coltello taglia i miei sentimenti
altro amore
invigorisce il mio spirito
eteronomo mi guida, sotto 
il castello signor d’Alfama.
 
Triste miraggio i tuoi capelli
mossi dal vento.
 
Greve atmosfera circonda
il crepuscolo
di amore morente
perduto tra i riflessi
di doloroso tramonto
contemplato
dalla Torre Di Belem.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

Questo autore ha pubblicato 166 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Andy...
non so chi sei
ma son tuo schiavo

Il ricordo costa molto
e io son debole e ferito,
anche il riposo è triste.

Andy...
per me sei già un fantasma
dai persi lineamenti,
ma io ti vedo ancora
e so che senti
il mio respiro sporto sopra i sensi.

Andy...
il tuo è un nome, un segno
così perduto e fragile
così chiaro e eterno,
volgiti al profondo
con Kregar non più solo
che regalerà al mondo
il suo urlo di fine secolo.
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Profilo Autore: Kenji  

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Tra la terra e il cielo tutto oscilla
In un lungo e forsennato moto,
che di sé non lascia traccia. Brilla
un unico pensier nel grande vuoto
 
che mi segue sempre come un ombra:
il pensier di quando da bambino,
vidi la vita, in un pertugio, sgombra
da ogni suo significato. E il destino
 
allor privato di qualsiasi norma,
non poteva modellar la forma
 
del suo male.
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Profilo Autore: Paolo Coscione  

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