Impassibile mi rassegno
all'esodo
determinato dal desiderio,
desiderio di sopravvivere
un giorno ancora
nella terra libera
che mi asseconda malauguratamente.
Spalanca il mare
le fauci d'un pozzo
senza fondo,
l'orizzonte accoglie il mio destino
clandestino nella terra
di nessuno,
ambasciatore di sofferenza
stringo nel cuore
il mio rancore,
aggrappato alla speranza
vivo la vita che mi resta.
Sognatore senza memoria
calpestato
dalla dignita' di chi si indigna
ingiustamente,
giustamente
prendo il largo
con altri cento
disperati assalitori
del diritto a vivere.
Se sopravvivro' vivro'felice.
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Profilo Autore: Lo Verso Manuel  

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Il Poema

Canto il poema dell'amor e dell'essenza caduca.

Dell'essere che nel vagar dell'animo suo

segue il moto degli astri celesti,

a non tradir mai l'infinita forza che tutto muove.




REMINESCENZA.

Guardiano delle stelle

conduci l'anima mia per mano

tra quello che fu e il tempo che sarà.




VISIONI

Venne un caldo torrido

ed esso regalò alle notti

visionarie danze di lucenti astri.

Venne ad ascoltare i lamenti

di statue di ghiaccio che

si sciolsero al sorgere del sole.

Venne a incontrare giovani passioni

e ingenui sogni nel nascere del sentimento.

Bussò alla porta d'un immaginario

amore.

Dormì al canto delle lucciole,

si spense in un solo giorno lasciando

in pegno una scia incantata di ricordi.







SOGNI

“Sognai ancora orchidee nere

racchiuse in anfore d'argento.

Osservai mille altre volte

svanir le tentazioni

che i tuoi occhi suscitarono in me.

Sognai nella solitaria notte,

sognai d'una stirpe d' eroi.

Sognai il nome d'una mano

che scagliò nelle viscere dei vasi

di terracotta i resti di filamentose ragnatele.

Sognai il calore d'una carezza,

sprigionato da parvenze imprigionate in esili burattini.

Nell'etere ricoperto di aghi spezzati

trovai un pozza d' acqua riempita da menzogne.

Vissi un giorno,

perso per sempre in un diario blu.

Vissi e mi persi in un anfiteatro dove

rappresentavano la vita.

Sognai ancora,

in un lungo attimo della pioggia che calpestò

le briciole del tuo cuore.

Sognai luoghi incendiati dal fuoco,

sprigionato da matite impolverate.

Sognai immagini,

inventate dalla tragedia

di maschere dipinte dal sangue,

imbrattate dagli stolti.

Sognai un'irreale esistenza,

dove il tuo amore oscillava

appeso ai rami della speranza”




ASTRI

Tutto si concesse al vuoto andare

del moto degli astri.

Il buio d'una stanza racchiuse i ricordi,

mentre le note d'un assurdo dolore

trafissero quel poco di vita che rimaneva.

Un piccolo fiore visse dentro un sogno,

l'azzurro d'una rosa attraversò il fiume rosso

delle lacrime e si fermò ad ascoltare stralci di poesie.

Se le rocce avessero il colore dei sentimenti

si bagnerebbero di fine pazzia.

Le onde dei mari che mille volte bagnarono i volti

si sciolsero al cospetto di versi perduti per sempre.

Vidi l'acqua d'un ruscello tornare indietro.

Vidi i sassi sorridere alla tristezza che

il tempo disegnò sui cuori.

Vidi pensieri manovrare i nostri fili a piacimento.

Vidi gli occhi gettati in terra come pezzi di carta.

Infinite arcane orchidee dal misterioso senso

volarono nello spirito,

concessero la forza per rompere le statue scolpite dall'ipocrisia,

di chi si divertì a sfregiare i sentimenti,

di chi forgiò con la cera inutili

monumenti all'idiozia quotidiana.







RICORDI

“Quando il velluto che ricoprì

bambole di latta perse il colore,

quando tutto questo rimase solo

un lontano ricordo.

Quando, sepolte negli spenti sguardi delle conchiglie,

ascoltai le lacrime delle lucciole che

dormivano sui fondali della morte,

nell'eterna perdizione dei tuoi occhi,

trovai il coraggio di rincorrere ancora una volta

i giardini delle nostre paure...”




VERITA'

E in essi mi persi nuovamente a cercar la verità dell'essere.

A cercar ragione nuova che l'animo inducesse in migliori

pensieri.

Volsi di nuovo lo sguardo indietro come un uomo

che al contrario va nell'inseguire l'anima sua.







SGUARDI

“Strano,

cosa?

Si perse nel tempo lo sguardo.

Furono ricordi.

Anni trascorsi in un attimo.

In un attimo trascorsero tutti gli anni vissuti.

Passò l'esistenza, visse non sapendo di vivere.

Bussai alle porte dell'universo.

Alcun fato mi rispose.

Una voce poi sussurrò che quello non era il mio posto.

Strano fu il sentimento,

strana la vita.

Fiumi di passioni m'osservarono immobili

senza ch'io mai me ne rendessi conto.

Eppure loro erano li da sempre.

Percorsi strade,

viottoli.

Percorsi il tuo sorriso,

rubai il tuo volto

e nelle vicende mie furono ricordi imbevuti

dalle lacrime tue.

Granelli di sabbia soffiati via dal vento.

Aspettai appoggiato a un muro.

Aspettai cosa, non so.

Aspettai che tornassero a me quegli occhi

di cristallo che amavo tanto”




DIAMANTI

Cuor mio, che alzasti gli occhi sul futuro,

socchiudendoli sul tempo lontano,

cantami la parodia della vita.

Se pur una ne esiste ancora.

Or che gli eroi son morti,

or che conservar il ricordo

più non lenisce le pene.

Vorrei conservar frasi come uno splendente

diamante, ma la consuetudine della

vicinanza sua offuscherebbe l'esistenza stessa.

Cantami allora di ciò che sarà,

dimmi sincero guardiano delle mie stelle

dov'è il giardino delle orchidee nere

ch'io ancor cerco.




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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Se pur mi nascondessi

sulla montagna più alta della terra

o nel più profondo mare

non potrei mai non pensarti

mi raggiungerebbe ovunque

il pensiero di te che sei parte di me

il nostro destino deciso da sempre

Se pur mi trasformassi in statua di sale

disubbideresti anche Dio ... resteresti con me

Impossibile lasciarsi alle spalle

anche in frammento grande come un granello di sabbbia

ciò che tu eri per me perchè eri tutto acnhe di più

Quanto forte ti voglio ….

nelle notti buie quando il silenzio si fa eterno

quando chiamo il tuo nome

non vi è risposta ma sento la tua presenza

Non mi basta, non ancora … non più

Vorrei maledire questa vita che ha rubato l'anima tua

lasciando tra le mie braccia il tuo corpo esanime

ed una miriade di ricordi quanto sono le stelle in cielo

Quante parole rimaste nel vento

nei tuoi ultimi mesi di vita

ci amavamo con gli occhi, con un sorriso

forse avrei poturo fare ancora di più per te

per questo fortissimamente ti vorrei ancora

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Uomo, rispetta la tua donna, la donna degli altri 
e tutte le donne che incontri, perchè da una donna sei nato. 
Una meravigliosa mamma ti ha dato nutrimento 
prima ancora che tu nascessi, spartendo con te il suo cibo. 
Una donna, per un lungo periodo di tempo ha avuto dentro di se 
due cuori e un pezzetto lo ha consegnato a te, affinchè tu lo facessi crescere colmo di gioia e non di odio.
Una donna ti ha dato i suoi amorevoli occhi per permetterti di guardarti intorno e di capire e aiutare chi ha bisogno di te: non fingere di non vedere.
Una donna ti ha disegnato la bocca per farti baciare, ridere, scherzare: non usare le tue labbra per mordere.
Una donna ti ha fornito di mani per farti accarezzare: non adoperarle per colpire.
Una donna ti ha dato i piedi per permetterti di arrivare in cima ai tuoi
ambiziosi progetti: non adoperarli per calpestare.
Una donna ti ha dato le orecchie per farti ascoltare i pianti e le urla di chi ha bisogno del tuo aiuto: non assecondare chi urla e ti impreca contro.
Uomo rispetta la tua donna e accetta i suoi i preziosi regali: perchè se lei non ti avesse dato i suoi occhi, il suo cuore, i suoi piedi, tu non guarderesti, non ameresti, non andresti da nessuna parte e non saresti mai nato...
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

Questo autore ha pubblicato 310 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Amori consumati contro i muri,
tra l’indifferenza della gente,
versan lacrime
che diventano schiave della mente,...
le catturano con le mani,
per poi gettarle tristemente
in fronte al domani.
Una vita con poco vissuto,
un conflitto mai sconfitto
di tante cose mai dette,
ma soffocate nella grida di dolore,
segreti nascosti per paura
di soffrire per un no
che non vorresti mai sentirti dire,
il nostro amore sta per finire.
Sogni cancellati su di un cielo
che sembra diventare sempre più nero,
un errore infinito
quello di non credere in te stesso
perché sulle labbra resti solo
il sapore del sesso.
Un amore però sa sempre crescere,
anche tra le ansie e il batticuore,
fatto di stupide gelosie
che alimentano scontri,
dove urli un’infinità di bugie.
Ma alla fine incontrerai quell’amore
che ti mette con le spalle al muro
e ti bacerai tra l’indifferenza della gente,
vivendo la tua vita con l’amore
maturato dentro il cuore
e non quello perseverato dalla mente.
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Profilo Autore: Horion Enky  

Questo autore ha pubblicato 369 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Riflessi sul muro di un raggio di sole
Strappa giochi di luce
Nel mattino solitario
Mi ritrovo da sola.
Quasi immersa nel nulla
Di una via senza sbocchi, senza tocchi
A decidere della vita da respirare
Circondata da moltitudini di persone
Affrettate nel passo
Perse dietro ad un suono, io chi sono?
Solo un anima piccola
Ma che ha tanto da dire
Sollevata da un sorriso
Che s'accende come riso.
Vaga il mio sguardo e si riempie di sole
Vaga...
Sa' che ancora c'è amore.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Piccoli semi

Nacondono in loro

Grandi verità
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Profilo Autore: StrayCat  

Questo autore ha pubblicato 63 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Avevo da bambino
un grande amico.
Abitava in un castello
dentro lo specchio 
di un armadio vecchio
con Capitan Uncino
Paperino e Nembo Kid.
Un giorno mi fu detto
da qualcuno per dispetto
che l'amico nello specchio
ero io stesso riflesso.
Di allora ricordo ancora
lo stupore immenso
il dispiacere muto
e l'amico nello specchio
che con me da quel momento
non fu più lo stesso.
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Profilo Autore: francesco  

Questo autore ha pubblicato 148 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Baciata dai mille soli

stretta tra oceani schiavi

a lambire coste

di vita o di morte


abbaglio di sabbie rosse

di fiumi e di fango

inquieti destini

di catene e di canti

 
galleggiavano i tristi legni

"Bolla Dum Diversas"

"Veritas Ipsa, Sublimis Deus"

"Uomini neri, uomini veri".

 
Hanno rigato volti insanguinati

e non sono ancora asciutte

quelle lacrime

aperte e infette le ferite

 
e tempo di eroi

dimenticati

L'AFRICA...A DIO.

 
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Profilo Autore: Sandrino Aquilani  

Questo autore ha pubblicato 27 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vola!

Vola! Alla ricerca di nuovi confini

Vola! Sopra terre inesplorate

Vola! Per sentire nuove emozioni

Vola! E scoprirai cose nuove

Vola!
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Profilo Autore: Rico  

Questo autore ha pubblicato 17 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nelle contrapposizioni d’aria
un sentire obliquo
-come asse d’anima inchiodata;
 la tua forma abbozzata!
Nella passeggiata opaca
-separata
- e già lontana,
  un' indiscreta aria
- troppo indolente
  - di tonalità dell’ocra nel sorriso
-si!
   d’autunno già appassito.
S’ insinua- ricercata- 
come una non felicità
     come una tristezza vana
  come malinconia che vuol strafare.
Cosa dirvi
 del cuore quando duole?
 Ormai sa rimanere
-solo-
    e spensieratamente indifferente!

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Profilo Autore: Hera  

Questo autore ha pubblicato 413 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Poesia è un alito di vento
che spira dall'animo
verso il firmamento,
quando incontra una stella
essa si espande:
davanti alla Bellezza
tutta si confonde.
È solo materia eterea
che cerca sensibil aurea
in cui spiegar le vele
per non dissolversi
in un effimero ricordo...
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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

Questo autore ha pubblicato 124 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Io scrivo.. quello che scrivo.
Semplicemente scrivo
con la mente.
Prendo foglio e penna,
finisce l' inchiostro
e allora scrivo 
con l' evidenziatore.
Mi piace la simpatia 
come una patatina fritta.
Che sia rustica, papricata,
salata come una frittata,
( o insalata)
sono gaggosa e mielosa,
o frizzosa come na ferrarelle.
Rido con gli occhi,
zeligo queste parole.
Come un quiz, 
invento riga dopo riga,
mangiando i rigatoni.
Aggiungo sugo de buitoni,
preparando i maglioni.
Sta arrivando il freddo
e pe scaldarmi 
devo sciarparmi,
assieme ad una bella maglia a v,
pronta per il party!
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Profilo Autore: Passione infinita  

Questo autore ha pubblicato 181 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho di te
il fumo di una nuvoletta,
stretta e quasi retta,
fra le nocche
delle dita.

Ho di te
bocca
come lacca,
di nulla
alle mie labbra.

Aspiro e,
alla tua fonte,
ho di te
il sapore di niente.

Odio te,
il tuo evaporare
lentamente.

Oh Regina tra le concupite!

C'è uno
che ritorna al Passato
dal Presente
ogni qualvolta
scrolli cenere
-e Venere-
dalla mente.
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Profilo Autore: Emanuele Borsati  

Questo autore ha pubblicato 112 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ode.




Posa da peregrino moto

oh Poeta 'l passo tuo,

d'eterno sonno

fe lacrimar monno.

Freddo tumulo or ti copre.

Non più fur chiare acque

che pel scriver tuo non s'intinge vita.

V'è d'intorno silente vociare

e L'Aura giammai più appare.

Giace in viridi campi

alma sin desiati lampi.

Volge 'l guardo indove finestra perpetra

trovanno bianca e solinga petra

e 'sì pioggia discenne

bagnando pendii ch'al cor s'apprende.

Versi custodisce

sentiero d'alberi e minuti arbusti

in umettosi toni d'un ciel che brunisce.

Passo spirito rimira

è malferma imago giace in spira.

Vestigia fue di vetusta dimora

e pianne colui sanza in loco ora.

Pensieri se n' vanno

lentuli e grevi a ghermir affanno

Oh Poeta scrivi ciò a cui non v'è diniego,

fa' aurora per me che te priego.

Tra l'alte fronne inchiostro non dura.

In pura beltade trasforma poetare,

pria che omo smetta d'amare

nel venir repente d'una giusta cura.




I colli.




“Un laghetto placido se ne sta ai piedi

dei Colli, nell'Eugano rifugio, che fu patria tua senile.

S'aggrappa sul monte la via,

in curve strette che all'arco del vecchio borgo conducono.

S'apre innanzi una rupestre chiesa.

Rocce scure la sorreggono ed essa ti guarda

ancor stupita di cotanta grazia.

Su vanno i viottoli, spensierati nelle siepi,

fin quando alla vista compare l'antica tua dimora.

Quanti passi avranno mosso le tue stanche membra

pria del meritato riposo.

Quanti pensieri in te nel lasciar a noi cotanta grazia”




L'animo.




“Lacrimò l'animo e

parve scesero stille a confondesse

con tenue pioggia, sull'erba scivolando pei scoscesi sentieri,

nell'osservare la tua ultima composizione,

profonda come la morte

che oramai accanto a te siede,

oh Grande Petrarca”.










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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

Questo autore ha pubblicato 202 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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