Spirito mio rimase incantato
Da quel tuo dolce viso fuorilegge
dell'odio che mi rese disperato
Questo amore che provo mi protegge,
ll dolore di morte destinato
Sei l'angelo bianco che mi soregge,
un regalo che Dio mi ha donato
Ti dono questo sonetto modesto
Tu prendila come una rosa rossa,
Regina di cuori come tua essenza
Noi,due anime unite nel contesto,
unione dall'altissimo promossa
lasceremo il segno in questa esistenza
Il cielo graffiato da strati di nuvole
come leggere strie
ti portano al limite dei sogni
e tutto cambia
tutto si apre
e prevale il respiro
si allarga si fa' possibile
diventa tuo complice e ti consola.
oltre le nubi
l'immenso azzurro ti raccoglie
e prende il tuo sguardo
lo porta con sé innalzandolo
dandogli spazio e peso.
versi e parole non possono togliere
il vuoto bagliore
ma sono consolazione.
graffi leggeri strappano la volta
e si aggrappano con soffi
su di te, bianco drago
ti avvolge nel suo alito di fuoco
spegnendo la tua sete.
Origami complessi ,
Che hanno bisogno di mani
Che cullano
E di viole in giardino ,
Di un mare caldo
Mentre fuori la neve cade
E tutt'intorno germogli di vita .
Perché i miei sogni
Son cercatori di tesori
Fra la terra e il cielo ,
Fra me e te ,
In quell'intermezzo
Che cela ogni verità
E profuma di polvere .
Tu che nasci dai fianchi dei monti e ti fai accompagnare dai fiumi,
per finire a farti cullare dalle dolci carezze delle onde del mare.
Ascoltando i racconti dei vecchi, sembri molto cambiata,
li ascolto mentre parlano di te, seduti davanti alla soglia di casa.
Raccontano di te, stupenda giovane, bella,
verde e abbellita dai colori dei mille fiori,
tu, baciata dalla luna che si specchiava in gracidanti stagni,
limpidi e tersi, come fossero stati i tuoi occhi azzurri,
dove splendevano le stelle che, come diamanti brillavano e si incastonavano nel tuo paesaggio primaverile.
Stupenda e bionda, diventavi d’estate,
davi nutrimento a tutti i tuoi figli.
Curvavi il contadino sul tuo suolo, per raccogliere i tuoi frutti,
come fosse stato il figlio prediletto,
che ti ricambiava con cura e amore.
Calorosa e ricca di mille profumi,
diventavi in autunno mentre, lentamente,
ti spogliavi e ti preparavi a divenire da giovane e sgargiante ragazzina in primavera, a matura vecchia signora, in inverno,
avvolta in un soffice, candido manto.
Oggi, rivestita di grigi colori, essi non ti riconoscono più, mia bella pianura.
Ti hanno dimenticata e deturpata, non ti amano e piano piano ti stanno distruggendo:
coperta di cemento e catrame, deturpato il tuo verde,
spogliata delle tue bellezze.
Oh mia amata terra illuminata dal sole, sei continuamente nei miei
pensieri e, fino a quando vivrò, sarò sempre un tuo umile figlio.
In me ci sei tu, mia vita e mie radici, dolce terra mia, pianura Padana.
Sei figlio di mamme ed io una di loro
Ti seguo il giorno nei giochi ed ansie
nel tormento e in gloria
Ti curo del mio amore come mamma tua vorrebbe
e difendo da paure che confondono
te e la tua folla
Non t'allatterò al seno che sei grande
ma l'amore di me e di chi con me t'ama
ci sarà ogni volta, ogni istante d'un mal di pancia
d'un rispetto mancato
e ci sarà sempre un soldo per il tuo male
e dolci parole per farti capire
che a scuola si insegna anche ad amare
da chi si nasconde dietro una scopa
I soldati hanno fatto la doccia
prima della partenza, il parlamento
ha votato, la guerra è la soluzione
più conveniente per la nazione.
Chi si sfila è in odore di tradimento
l’onore della patria è in una goccia.
I cannoni ora hanno un suono digitale
e i droni già si leccano le ferite
i movimenti delle truppe d’assalto
vanno in streaming, i caduti sull’asfalto
non saranno perdonati. Hanno salvato molte vite
le infermiere con minigonna inguinale.
Il popolo ha capito, ora è solidale
non ci sono state vittime tra i fanti
e i blindati ora stanno avanzando
è strano che i tasti del telecomando
siano inceppati, mentre gli altoparlanti
celebrano la vittoria al telegiornale.
Maria sta aspettando Marco alla stazione
il treno è in arrivo ma va tutto bene
i feriti sono stati trasportati in aereo
e il suo nome non è nell’elenco. Lo stereo
ad alto volume suona un tango, un cane
abbaia tre volte prima della fine della canzone.
Il convoglio è arrivato in perfetto orario
ma non è sceso nessuno, qualcuno dall’alto
ha chiesto che la stazione fosse evacuata.
I soldati sono tutti con la testa rasata
e riversi sul sedile, l’ultimo assalto
è stato un errore del comando, un vero calvario.
L’alone della luna è cenere
laconica, ruba la dolcezza dai pendii.
Potrei puntare al vuoto d’indaco
planare l’attesa al limite del conosciuto,
ma questo mio volteggio è storia d’ombra
scende nel letargo, si avvolge
di perduti lumi -vezzi, forse.

In un giorno splendente
di primavera
incorniciandoti nei colori
allegri e suadenti
che toccano l'anima,
t’amerò nella bellezza
d'un albero di pesco
che col suo soffuso profumo
inebria il cuore.
T'amerò nell'aroma
delle nuove foglie
alito fluttuante degli alberi del bosco.
T'amerò nel canto degli uccelli
che intonano
una dolce melodia
trasportata del tenue refolo del vento
che accarezza i nostri corpi
spargendo la sua malia.
T'amerò in un cielo azzurro
inondato da cirri
e t'amerò in un cielo blu
tutto stellato
in cui faccia da cornice
tutto il creato.
con tanti spettatori
politici,cantanti
attori e saltimbanchi
Il prezzo del biglietto
è un poco esagerato
ma visto che il regista
è un vero padreterno
bisogna convenire
che tutto sommato
lo spettacolo è assicurato.
Sul palco principale
adesso parla un tale
e dice che conviene
volersi tutti bene...
ma lui finisce male.
Un dramma ecezzionale!...
E' la volta di un artista
che va per la maggiore
calarsi nella parte
di un politico importante.
Fratello e difensore
di libere uguaglianze
è un magnifico oratore.
Al termine del dramma
si avvolge in tricolore
e alla fine della festa
gli tagliano la testa.
Applausi a scena aperta!
Più avanti c'è un attore
in costume militare
che urla sui vantaggi
di razze superiori.
L'attenzione è generale
chissà, si potrebbe provare...
E tra una scena e l'altra
è giusto ricordare
lo stacco musicale
con ottimi cantanti
flessuose ballerine
leoni e domatori
e tanti tanti imbonitori.
Ma quello che non so
e che nessuno sa
è quando è incominciato
e quando finirà.
Perché noi tutti quanti
in questo granteatro
ci siam venuti dentro
a spettacolo iniziato
e prima della fine
dovremo uscire fuori
per lasciare il posto
ad altri spettatori.
scopri la linea della vita:
breve nel piacere,
lunga nel dolore.
Regalami l'illusione
di un incontro di amore.
La retta della fortuna
appare spezzettata
in più punti.
Non voglio scommettere denaro
e affidarmi alla brama degli stolti.
Ma la linea della salute
è per te ,zingara, arcana.
E tergiversi,soprassiedi.
un sorriso emaciato rimanda
ad altra occasione
la bellezza del malore.
La sottile etisia
che l'illuso consuma,
e che non hai voluto rivelare,
rende più caldo
o zingara,
il tuo fuoco di prestigio.
me ne andrei via al galoppo
attraverso le colline e le foreste
senza calpestar le foglie
né spezzare i rami.
E se potessi tornare
un giorno
tornerei al galoppo
in una notte di mezza estate
attento a non svegliar le stelle.
Solo ora ci ripenso
ora soltanto posso
se mi chiedo
come conobbi mia moglie
risponderei:
premendo il tasto della luce,
e lei appare, in piedi sorridente
nel mio negozio ancora chiuso,
scusandosi che la porta era già aperta,
allora è entrata.
Poi è ovvio,
ci conoscemmo, ci piacemmo
ci amammo e ci sposammo,
ma non procreammo,
e d'inverno
una bella sera
dopo tanto tempo insieme
non senza fatica e senza parole
sotto le coperte ci infilammo,
la luce spensi e lei
non era più nel letto
era scomparsa.
E piansi dunque
e i miei cinque sensi persi.
di glicini, la mia panchina
nell'angolo perfetto.
Immersa in letture
scelte per me da qualcuno,
lieta passavo le ore
assegnate alla gioia.
Appena più in là
un ardere di vita
frenetici giochi,
rumore d'infanzia.
Cristalline voci
mi chiamavano a sè.
Ma c'erano mondi
tra le mie mani.
Stanze segrete
di cui ero la porta.
Quanto sognai!
Sola, tra il vivere
di tante compagne.
Caro tempo perduto
dentro il nulla
di ogni dopo.
Sogni ricamati
da un cuore fanciullo.
Tornate a me!
Per darmi letizia.
Che io ancora sia porta
di mondi sconosciuti.
E nel vagare sereno
incontri il bambino
che per primo
iniziò il mio viaggio.










