Un cristallo fragile e splendente
in un mondo duro e coriaceo
dove migliaia di specchi
rubano e deviano la tua luce verso altri lidi.
Sei un sogno morbido e delicato
in precario equilibrio sopra una scacchiera,
fai la parte del pedone,
ma potresti essere senza problemi
la regina del gioco,
ti manca solo la fiducia necessaria
per attraversare la scacchiera.
Un dolce fiore di campo
che è cresciuto tra i rottami
di un mondo freddo e senza sole,
però nonostante le avversità
che ti si pongono davanti
riesci a resistere e a dare un po’ di colore
a tutto ciò che ti circonda.
È meraviglioso vederti sorridere
e fissare i tuoi occhi fa nascere in me
uno splendido sorriso.
Vorrei poterti dare la gioia per sempre,
senza niente in cambio,
vorrei starti sempre vicino
senza darti alcun peso e senza deluderti mai,
viaggiando semplicemente verso il futuro.
le più sacre stanze.
Con le note dei violini
che non manca
di clemenza,
di speranza.
il suo ammaliante
divenire,
(sembra non finire?)
Se,
respirando,
restiamo...

occhi che mi guardano
e mani..
mani che mi cercano.
Tra un gioco di seduzione
e il battito del nostro cuore,
una scintilla colpisce le nostre emozioni...
ed è subito amore!
La passione diventa sentimento.
Un bacio caldo,
il nostro tormento.
Viaggiamo su questo confine
tra dolcezza e dannazione.
Viaggiamo su questo vortice
che ci inghiotte e ci fa perdere la ragione.
Oltre ogni cosa, i nostri attimi diventano fuoco.
Ci incendiamo, ci respiriamo e ci amiamo...
ci basta poco!
Il bianco ed il nero sono due estremi
e dove si congiungono, lì esisti tu.
Chi ti ha donato quella figura esile,
ma allo stesso tempo tenace;
morbida ed indistruttibile;
languida e temprata?
La tua pelle ha il senso di un raggio di Luna
e le tue mani sono sogni che volano bassi verso questo Mondo
toccando solo i più meritevoli.
Dall’alto dei cieli più freddi,
come stelle di ghiaccio, eccoli: quelli sono i tuoi occhi
che chissà per quale assurdo pretesto
scaldano anche il cuore più duro.
I tuoi capelli corti sono un’onda
che di notte tocca la Terra;
tra di essi trova sollievo il mio Spirito
mentre ti stringo a me nell’immobilità di istanti
che nei miei ricordi sono eterni
come il tuo volto nella mia mente.
Sei un pezzo di cristallo splendente
in mezzo ai brutti rottami di una discarica.
Qualcosa di inconcepibile,
che spunta con grazia
dalle fredde e fitte trame della logica calcolatrice.
E di questo io mi beo e sorrido languido.
Di essa muoiono
e stanno in spalla al giorno lento
in asse all'altra
spirali a se stesse come edera a ringhiera
Lingerie e grani d'oro
che la brezza sperde al dipanar del giorno
sì che abbiano occhi e membra rammento
ch'esista luce perchè regni buio

il destino è stato avverso
e mi ha presentato un conto ...
che mi aspettavo diverso
ma, nonostante tutto,
ho perseverato nel voler vedere il cielo terso,
lasciando portare via dal vento
le nuvole che mi facevano star male
e influivano sul mio morale.
Ho voluto continuar a credere
che ogni giorno nuovo sia, da ieri, diverso,
alimentando con amore
la mia rinascita interiore
che, come linfa solare, mi ricarica
d' energia molecolare,
con la quale, nello spazio più profondo,
poter arrivare a conoscer la geometria spaziale
e, analiticamente, capire se la subcoscienza
si lascia, dalla coscienza, soggiogare,
oppure no,
svincolandomi così dal male
di non essere frutto del peccato originale,
ma solo scintilla primordiale
e fingerò d'amare
vagando per le strade
con una maschera di gesso.
E mi ameranno ancora le puttane
donne insoddisfatte
senza scrupoli e abbandonate
da uomini senza cuore
sensibilità e pudore.
E torneranno ancora le visionarie
a ronzare sulle mie labbra
a stofinarmi addosso le parole
sulla mia pelle ruvida e invecchiata
consumata nell'imboccare scorciatoie.
E vomiterò la noia
su voglie stupide e meccaniche
soddisfacendo vulve vuote
davanti al mare che non avrà colore.
E niente sarà più lo stesso
la luce, il ciao, il volo
il sole e l'aspettare
la mia poesia
l'anima e l'odore.
Ogni cosa tornerà al suo posto
nell'assurdo ordine
di un film già visto
e con negli occhi l'alba
di un infinito
appena intravisto.
naufragò sul ciglio dei silenzi
come strofa lacrimale d’azzurro
caduta sulla corolla d’un fior.
Lucciole di grano e poesia,
arena di cuore e nuda cromia,
respiro solare e pensiero d’amore,
coccolo questa battigia di cielo
raggomitolata nei riflessi del vento.
Virgole, punti,parentesi
simbiosi di voci
parafrasi
linguaggio dei gesti
ascolto dei suoni
gusto gli aromi
tocco con mani
guardo esplosioni di colori
cinque sensazioni
udire
musica lenta
toccare
il tuo viso
gridare
a squarciagola
vedere
il cielo immenso
odorare
profumo di mare
i sensi dell'anima danno corpo
esprimono le percezioni
aprono sbocchi
evolvono e dilatano
regalandoci il mondo
fatto di tutto.
ma darti tutto.
La mia attenzione,
la mia dedizione.
Ti porgo la mia mano per sostenerti,
per accompagnarti.
Non voglio sottrarre il tuo tempo,
ma darti il mio.
Non devono mancarti mai i miei baci,
le mie carezze,
le scintille nei miei occhi.
Anche se il tempo vola,
anche se i nostri volti sembrano piú stanchi.
Non ti stancherai mai di avermi vicino.
Ti daró sempre un sorriso,
una parola dolce.
Potrai accoccolarti sul mio petto
per prendere fiato.
Sentirai sempre il mio calore,
il mio amore.
.
nei miei futuri affanni,
né delle tue mani
mi sovverrà il tepore.
Ma, sempre, mi pungerà
il palato e il cuor di gusto amaro
allor che -come fiele- torneranno
a me le tue parole.
Io ti misi su un altare
e ti cantai le lodi.
Risi del tuo riso
piansi del tuo pianto.
Poi quel disprezzo...
senza senso, senza scopo;
detto solo per ferire
e ancor più per umiliare.
No! Non sei più quel Dio
che immaginai.
A ben pensarti
non mi sei nemmeno pari.
quando piove
trovo il tempo
per andare
senza ombrello
in riva al mare.
Certe volte
amo farmi
accompagnare
con la mano
nella mano
da un bambino
fino a scuola.
Certe volte
per vedere
la fiorista
che mi piace
quando parla
e sfiorarla
con la mano
compro un fiore
e glielo porto.
Certe volte
(non so quando)
io quel fiore
me lo mangio.












