sulla lontana riva
il suo sogno retrò
e l'idea chiara di mondo,
(il suo mondo che frana).

Distante..
tra piume di corvo
di nero corvino
e cielo d'azzurro trapunto
rimane il mio pensiero
sospeso..
tra gocce di nuvola si posa
e si fa' trasportare
nemmeno un respiro può ricordare
come dolce era viverti qui
sospirando i tuoi sguardi
e i baci d'amore
impronta sulle mie labbra.
distante..
come sassi lanciati
nello stagno affondo
e rimango a galleggiare
nell'attesa di rivedere la tua anima
di sorriso che arriva
trasportando cuore e mente
forse ..ancora...pieni di me.
una papera
e una tartaruga...
Come possono riscaldare
il muro che, freddo,
si erge tra le finestre
di un meriggio qualsiasi?
Anche le cime degli alberi,
non nascondono abbastanza
quella fetta di cielo.
E le antenne, svettano,
come strali e puntano,
sì... puntano l'infinito!
E se quel cane abbaia,
gli risponde un allarme.
Intanto quell'uomo ubriaco,
non sa... non lo sa
che non deve passare
e le auto sfrecciano!
Ma, un gallo
una papera
e una tartaruga...
cosa centrano e cosa
interessa a loro
se quell'ubriaco
è riuscito a schivare
solo la bicicletta?
non lasciarmi andare via
con le lacrime piene di nostalgia, ...
non ho più forza di farmi trascinare dal destino,
è inutile che io lo faccia,
mi perderei mille volte nella solitudine
di un orizzonte senza sole.
No amore mio,
non rubare dai miei ricordi il tuo profumo,
è tutto quello che io ho di te,
quando rimango da solo, alla notte.
Sai amore, senza di te mi troverei
a dipingere nel cielo solo sogni in bianco e nero,
mentre le ombre verranno a celare,
al mio cuore, il colore dell’amore.
No amore mio,
non lasciarmi portare via dal vento,
quando si ferma in qualunque posto,
lontano da te, mi potrebbe lasciare
e, da quel momento in poi, non ti potrei più trovare.
Eccola in scena la soubrette irriguardosa
labbra umide, canali irrigati al profumo di rosa
la luce rossa della stanza, accenno erotico
la lingua lavora sul velluto della carne
senza panico, l’amico già riposa
si è stancato della sposa coraggiosa
ascolta il valzer delle falene, col carico
di pensieri molesti. Lei ribelle
ancora lo tenta, sciocche domande
un giro di bocche di fuoco, salive
massive e fiumi di caramello
il cervello col pensiero fisso, le ogive
già caricate pronte per lo sparo, il faro
degli occhi a chiedere una fiammata
di legni pregiati, le estati in arrivo
le colline invece del mare, simmetriche
quasi sorelle, ma opposte nel porsi.
Di morsi ferite, sfinite dai polpastrelli
i castelli incantati non li trovi ovunque
dunque che siano protetti
dalle intemperie, dagli insetti in ferie
dalle serie tv col finale scontato
dalle fiamme nel tetto, dalle carie
dei silenzi al buio, dalle storie veloci
in cortocircuito, dal coito interrotto
dal tatto senza tatto, dalle lingue di fuoco
al tempo del raffreddore. È sfrontata
la commedia, la danza intorno alla sedia
i baci sul collo, poi la ruota delle figure
la scure che non c’è, c’è l’odore di sudore
nello sforzo dell’orgasmo, l’assenza di dolore
l’altare delle preghiere al piacere
mosso dal cuore, le sere che corrono
veloci, se spinte dal vento di libertà
l’età non importa, è un dettaglio
senza rilievo, le lancette dell’orologio
che abbassano il sipario, è il calendario
a imporlo, niente rappresentazioni
nei giorni in cui c’è da recitare il rosario.
corsero tre vecchiette alla messa.
Una s'inginocchiò, l'altra pregò,
la terza si fece il segno della croce.
Una ruota girò lenta
tintinnando melodia.
Risuonarono all'unisono tre campane,
corsero alle case le tre vecchiette.
La ruota toccò il punto di ogni partenza
e malinconico si richiuse il carillon.
inghiottito dal crudele fungo.
Si slancia alto nel cielo,
con posa abnorme e tronfia,
a spodestar persino
il trono di Dio.
Il fungo fagocita la vita
con insaziabile voluttà.
Tra ruderi di case abbandonate,
in mezzo agli umani scheletri
che non conoscono sepoltura,
l'immane fragore di una superpotenza
immortala d'infamia
la storia di una civiltà.
dalle foglie amare
copre per intero
la facciata bianca
di una vecchia casa.
Un refolo gentile
gioca in un cortile
con un panno streso
e con il mare dei pensieri
del vecchio pescatore
che lento avanza
e si stempera nel sole.
Più tardi saranno
le piccole lune appese
a illuminare tutte le case.
Strani volatili
per tutto il tempo della vita
per quanto terribile un dolore
questo mondo libera bellezza
costruisce ponti che uniscono
la terra e il cielo.
E se farò del male ai tanti sogni
so già che esiste
un perdono ad ogni colpa.
Non l'ultima Thule
Illogica allegria pervade i tessuti dell’essere,
spingendo via con forza le eventuali lacrime
da orbite vuote e scure come vecchi pozzi artesiani.
Pervase da languida euforia
le mani si muovono con movimenti pigri e continui
carezzando tutto ciò che le circonda.
In tutto questo potrei essere pervaso dalla gioia,
ma non lo sono;
dietro la maschera del mio sorriso
si annidano troppe ombre,
che possono correre sul mio viso,
solo nella beata sicurezza dell’oscurità,
che la solitudine di questa stanza mi offre.
non fosse spento
su com’è fatto
l’inferno che ci è imposto
oggi s’è sciolto:
è tutto asciutto
non puoi più bere.
Nell’ardere d’agosto
ormai è dissolto
il liquido tormento
di non sapere:
è giunta l’ora
e questo è tutto.
Ti resta un osso
per rilassarti
staccare il freno
perché nessuno
può più salvarti
da questo lutto
né da te stesso
che più non teme
davanti a un fosso.
Con luce mesta
hai appreso come
si può bruciare
e respirare
in quel dolore
ancora pena.
chiede
di esaminare la possibilità
di poter essere assunta
presso la Vostra azienda
La sottoscritta
dichiara inoltre
di avere le seguenti
esperienze lavorative:
-osservatrice di tramonti
-ascolto di persone
bisognose di comprensione
-accarezzatrice di gatti randagi
-lettrice ad alta voce di romanzi dell' '800
-colei che abbraccia gli alberi
-asciugatrice di lacrime di bambini
-dispensatrice di amore incondizionato
Sicura in un buon accoglimento
della proposta
porge distinti saluti.
B.B.










