Mai piatta
la mia vita!
Ha sempre camminato
con me il vento .
Abito
dove soffia
incessantemente .
Zefiro
a confondere ...
Maestrale
a scompigliare...
Tramontana
ad intorpidire...
Capita
che lo scirocco mi fiacca.
E penso ai giorni
di tutti i giorni
quanta aria !
Mescolanza di essenze ,
aeriforme, umida, pura e luminosa,
indispensabile ...
E come lei
un soffio e via...
la mia vita!
Ha sempre camminato
con me il vento .
Abito
dove soffia
incessantemente .
Zefiro
a confondere ...
Maestrale
a scompigliare...
Tramontana
ad intorpidire...
Capita
che lo scirocco mi fiacca.
E penso ai giorni
di tutti i giorni
quanta aria !
Mescolanza di essenze ,
aeriforme, umida, pura e luminosa,
indispensabile ...
E come lei
un soffio e via...
5 commenti
Lunga è la strada dei ricordi,
fatta di tante parole
e di corse con il vento tra i capelli.
Da quando son nato, non mi sono mai fermato.
Ho scritto poesie per gli Angeli in cerca di guai
perché cantassero con me una canzone,
dove le pietre rotolando si tuffano nel mare,
specchio di vanità.
Ho letto una favola dove tu eri la protagonista,
che s’adornava d’oro e d’argento,
ma ora stai buttando le tue lacrime sotto la pioggia
che non fermerai.
L’invidia non nasce mai nel cielo
e nemmeno da chi possiede ali per volare;
il vento le piume sa accarezzare,
poiché in compagnia ama giocare.
Così continuo a correre su questa strada che non finisce mai,
ascoltando il vento... la sua musica,
e rotolando verso il mare,
dove tra i ricordi m’incontrerai.
fatta di tante parole
e di corse con il vento tra i capelli.
Da quando son nato, non mi sono mai fermato.
Ho scritto poesie per gli Angeli in cerca di guai
perché cantassero con me una canzone,
dove le pietre rotolando si tuffano nel mare,
specchio di vanità.
Ho letto una favola dove tu eri la protagonista,
che s’adornava d’oro e d’argento,
ma ora stai buttando le tue lacrime sotto la pioggia
che non fermerai.
L’invidia non nasce mai nel cielo
e nemmeno da chi possiede ali per volare;
il vento le piume sa accarezzare,
poiché in compagnia ama giocare.
Così continuo a correre su questa strada che non finisce mai,
ascoltando il vento... la sua musica,
e rotolando verso il mare,
dove tra i ricordi m’incontrerai.
Il cielo è un vuoto di silenzio,
raccoglie le parole del vento
chiaro splendente nei giorni
d’estate secchi e afosi.
E’ lo specchio dell’anima
quando il mare canta
assieme alle sirene, all’alba
e tutto risplende di fulgida luce.
Il giorno và, sospira la tremula rosa
al sole di luglio, sospinta dalla
brezza del mare.
I suoi petali schiusi son
pregni di acqua, ride
protesa sulla sella del sole
ad incontrar l’infinito.
L’ombra della notte passeggera
cammina raffigurata
sul dondolo della luna,
nel lattiginoso vapore celeste
dorme, fasciando la terra
di riposo e frescura.
Mille immagini, mille bagliori
sospesi nel nulla, nel niente definito,
nelle geometrie esistenziali
dei paesaggi dormienti.
Tanti cerchi di luce
definiscono lo spazio, oscuro,
colpiscono la tetraggine
e il grigiore di desolati soffitti.
Numerose meraviglie contese
girano sulla giostra dei sogni
nascenti a mezzanotte,
d’estate: forgiano la realtà
effimera e fugace.
Il cuore riposa su un guanciale
d’alloro, tra serti profumati di fiori
danzando sulla pedana dell’amore.
raccoglie le parole del vento
chiaro splendente nei giorni
d’estate secchi e afosi.
E’ lo specchio dell’anima
quando il mare canta
assieme alle sirene, all’alba
e tutto risplende di fulgida luce.
Il giorno và, sospira la tremula rosa
al sole di luglio, sospinta dalla
brezza del mare.
I suoi petali schiusi son
pregni di acqua, ride
protesa sulla sella del sole
ad incontrar l’infinito.
L’ombra della notte passeggera
cammina raffigurata
sul dondolo della luna,
nel lattiginoso vapore celeste
dorme, fasciando la terra
di riposo e frescura.
Mille immagini, mille bagliori
sospesi nel nulla, nel niente definito,
nelle geometrie esistenziali
dei paesaggi dormienti.
Tanti cerchi di luce
definiscono lo spazio, oscuro,
colpiscono la tetraggine
e il grigiore di desolati soffitti.
Numerose meraviglie contese
girano sulla giostra dei sogni
nascenti a mezzanotte,
d’estate: forgiano la realtà
effimera e fugace.
Il cuore riposa su un guanciale
d’alloro, tra serti profumati di fiori
danzando sulla pedana dell’amore.
T’apostrofi nel mio sguardo
come un dipinto di luna
smarrito nel pianto dei coralli
ed un meridiano di cuore alato
intreccia piume d’artico e parole,
notti di cristallo e primavere sole.
Fra i quaderni del giorno
dimentico il bacio del tuo ricordo,
come rose raccolte nei campi,
danze d’amore e farfalle,
polline d’anima apostrofato
nel mio sguardo di cielo rovistato.
come un dipinto di luna
smarrito nel pianto dei coralli
ed un meridiano di cuore alato
intreccia piume d’artico e parole,
notti di cristallo e primavere sole.
Fra i quaderni del giorno
dimentico il bacio del tuo ricordo,
come rose raccolte nei campi,
danze d’amore e farfalle,
polline d’anima apostrofato
nel mio sguardo di cielo rovistato.
La memoria è il tuo ritorno che mi attrae
è un assillo che divora le mie parole
è la frustrante passione annientata
da momenti troppo antichi
è il tuo passeggiare cadenzato dal male che ho dentro
è la consuetudine che rappresenti nel sogno
è il risveglio che mi bagna gli occhi
è la notte ubriaca che dice basta
e suo malgrado resta senza magnifica chiusa.
Provocazione,
scivola lenta sulla pelle,
avvertendo il nostro desiderio.
Infiamma la nostra bocca,
rendendola prigione
di baci dannati.
Scivola sulle nostre mani,
le accarezza con il suo tormento.
Incendia il nostro corpo.
Fa che i nostri bollori,
esplodino come lava.
Provocazione
incendia le stagioni,
con un bacio sul collo,
un brivido profondo,
un sorriso malizioso,
un graffio sulle braccia.
Provocazione
un istante di follia,
su un isola deserta.
Io e te a piedi scalzi
sulla sabbia più calda
di quest' estate!
scivola lenta sulla pelle,
avvertendo il nostro desiderio.
Infiamma la nostra bocca,
rendendola prigione
di baci dannati.
Scivola sulle nostre mani,
le accarezza con il suo tormento.
Incendia il nostro corpo.
Fa che i nostri bollori,
esplodino come lava.
Provocazione
incendia le stagioni,
con un bacio sul collo,
un brivido profondo,
un sorriso malizioso,
un graffio sulle braccia.
Provocazione
un istante di follia,
su un isola deserta.
Io e te a piedi scalzi
sulla sabbia più calda
di quest' estate!
Assurdo
che in solo questo consista:
me stesso ... e poi basta.
Come se fosse pero
d'ambiente solo sereno,
come di sola aragosta
da mare inquinato
di perla
che nessuno tocca
o da malattia contagiato,
si tratti.
No, troppo contrasto
tra stelle, soli e le lune,
con quei passarsi mano sulla coscienza
se puoi ...
M'alletta invece speranza
d'altri me,
da e per orme diverse,
meglio o più o meno peggio.
Sì, di somma,
probabilmente, si tratta
poi, sinché uno sbaglia
in valle si resta
o si torna che dir si voglia.
Chissà, se da Calcutta,
priva di colpa,
ancora tra noi sia?
- No, quelli pare ...
siano casi a parte!
che in solo questo consista:
me stesso ... e poi basta.
Come se fosse pero
d'ambiente solo sereno,
come di sola aragosta
da mare inquinato
di perla
che nessuno tocca
o da malattia contagiato,
si tratti.
No, troppo contrasto
tra stelle, soli e le lune,
con quei passarsi mano sulla coscienza
se puoi ...
M'alletta invece speranza
d'altri me,
da e per orme diverse,
meglio o più o meno peggio.
Sì, di somma,
probabilmente, si tratta
poi, sinché uno sbaglia
in valle si resta
o si torna che dir si voglia.
Chissà, se da Calcutta,
priva di colpa,
ancora tra noi sia?
- No, quelli pare ...
siano casi a parte!
Fratello mio, ti rivedo di nuovo
Qui, sul quel marciapiede
Ove mi salutasti ultima volta
Con gli occhi pieni di progetti vuoti
Di malizia e di pene,
Con l'anima volante, la voce rotta
D'emozione che raggiavi
E imitavi il sole,
Donando l'ultimo abbraccio fraterno.
Ed ora ci sei come allora
E non so che delirio
Felice mi riempie il cuore;
Non sei cambiato molto, il tuo sorriso
Mi rassicura sempre,
Le tue parole in cerca del consenso,
Il tuo rifugio tra le mie azioni.
Ti sostieni ancora
E chiedi ancora la mano.
Non ricordi però cosa dicesti
Qui, seduti su questo marciapiede;
Lo so, ne è passato già di tempo.
Ti vedo felice ora,
Hai trovato la giusta celestiale strada,
La soddisfazione
E mi ricordi il fantolino che eri
Quando scherzi di nuovo.
Hai seguito il mio aiuto: segui il cuore,
Viaggia oltre i vetri capziosi,
Oltre la terra adusta.
Seduto, sembra di tornare lì
Quand'eravamo bambini,
La stessa aria, la musica del mare,
Oltre i palazzi, i cuori che s'allumano.
Così mi lasci di nuovo, salendo
La scaletta di luce
D'una volta, e rifiuti la mia mano.
Qui, sul quel marciapiede
Ove mi salutasti ultima volta
Con gli occhi pieni di progetti vuoti
Di malizia e di pene,
Con l'anima volante, la voce rotta
D'emozione che raggiavi
E imitavi il sole,
Donando l'ultimo abbraccio fraterno.
Ed ora ci sei come allora
E non so che delirio
Felice mi riempie il cuore;
Non sei cambiato molto, il tuo sorriso
Mi rassicura sempre,
Le tue parole in cerca del consenso,
Il tuo rifugio tra le mie azioni.
Ti sostieni ancora
E chiedi ancora la mano.
Non ricordi però cosa dicesti
Qui, seduti su questo marciapiede;
Lo so, ne è passato già di tempo.
Ti vedo felice ora,
Hai trovato la giusta celestiale strada,
La soddisfazione
E mi ricordi il fantolino che eri
Quando scherzi di nuovo.
Hai seguito il mio aiuto: segui il cuore,
Viaggia oltre i vetri capziosi,
Oltre la terra adusta.
Seduto, sembra di tornare lì
Quand'eravamo bambini,
La stessa aria, la musica del mare,
Oltre i palazzi, i cuori che s'allumano.
Così mi lasci di nuovo, salendo
La scaletta di luce
D'una volta, e rifiuti la mia mano.







