Terra...
tocco la tua densità

tra le mani
né divento parte

mi nutro di te
mi esalto al tuo odore
divento radici
sono sottile aggancio
e tu mi avvolgi
mi inglobi
quasi a soffocare
questo mio bisogno d'appartenenza

sollevo il petto
aspiro i tuoi frutti
fiori d'amore
sai alleggerirti con il vento
sai fonderti d'acqua
e invischiante fango diventare
il fuoco non ti morde con la sua bocca
i miei passi su di te

saranno come sassi
e tu li sosterrai

lungo il passaggio.
Terra...madre.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Come petali di rose, morbide parole
vado spargendo sul tuo sentiero
affinché mai tu possa, nel tuo 
languido incedere sul mondo,
sentire il freddo della cruda terra
e l'angosciosa carezza del vero
che sempre cerca di catturare
il tuo pensiero, strappandolo
talora all'infinito dei sogni.



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Profilo Autore: Ibla  

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Trama

che tende trama

risacca d'aria in cui

intrecciare i capelli.

Sfinge

tutta l'oscurità:

lo sterno

si adagia lento

al diaframma.

Bisbiglia, poco più

di un cardine eroso

-poco meno di un'ala

palpitante.
 
 
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Porti poeta all’alba il gregge al monte

coni le mosse dense d’un pastore

regge di sogni espandono la fonte

in gocce asperse dalle rosse more.

 

Miri le cime ritte al vento greve

il passo sfiora il verde delle fronde

poi che la mano inscena danza d’onde

e dell’azzurro fende un sorso lieve.

 

Già il sole è in alto e sulla fronte stride

ch’aduni sotto il mèrio [1] strofe e canto

a refrigerio d’una sosta breve.

 

Da lèndini [2] l’assalto ne riceve

lontano la carezza d’un rimpianto

che d’ogni ebbrezza l’orizzonte elide.

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Profilo Autore: Diego Bello  

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Un filtro da cui guardare in controluce

le figure in movimento nell’arena di sabbia

e il sentimento che muove i suoi passi

sull’orizzonte delle opportunità

che se è chiuso, nega la vista al cuore.

In caso di scelta libera non avrei dubbi

sui passi da fare, sino a quando i bulbi

degli occhi potranno vedere e il sapore

potrà sostare sulla lingua, sarai la verità

che inseguo, la strada diritta di sassi

levigati dalle acque, nessuna gabbia

a impedirmi di arrivare sino alla tua foce.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Ti chiamo e non mi senti,
ti aspetto e non arrivi.
Mai, ti ho ascoltato,
tanto, mi hai aspettato.
Raccontami papà.
Ti ricordi...
Petin-petote
e Gallo gastaldo,
le tue favole,
davanti al fuoco?
Io si!
Ma non ascoltavo.
Raccontami papà,
racconta adesso
che so ascoltare!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Rimango qui
irradiata da questa luce
che mi riflette la gioia
della benedetta aurora
nei voli e nei canti degli uccelli
e nell’attesa che arrivi tu
vola d’azzurro il cielo
 nell’aria trasparente
e mi cattura
il prodigio del tempo.
SalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalva
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Profilo Autore: Grace D  

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Rotolano via,
i minuti, le ore...
i giorni.
È così fragile
il tempo! 
E non mi accorgo
degli istanti,
via via perduti
e calpestati.
Cocci di tutta
una vita, mai raccolti,
abbandonati nell'immenso
contenitore dei ricordi.
Svuotato, ogni tanto,
nei momenti
di nostalgia.
Tra un breve racconto,
una lacrima
e una poesia.
E rotola, anche 
la mia vita, 
tra salti e balzi,
fermate e affanni.
E insieme a lei,
rotolano via...
anche gli anni!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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quelle ore che digrignano i denti quando il battacchio chiama
costellano cori i "DAN" -pizzichio d'aria al naso-
Cammina basso il vento del ciglio a neve bianca
sotto la stanza dei "SE" che intorpidisce il dolo
Ricca è la spiaggia delle comete morte
                                          dei figli assenti
                          dei baci appesi agli aghi
Ricca è la morte



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Profilo Autore: Aita Carla  

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Sotto la pressa 

d'angoli e spigoli 

espande 

piatta regione 

e senza varchi 

di mezzo al giorno

respiro solo evade 

i pori in traccia.

 

La sera

ripreso corpo 

ricuce strati esangui 

rifiata ai moti 

delle strozzate cisti 

placa lo strazio 

di sbuffi e il sonno esausto

e dopo esonda. 
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Muoiono le parole sul foglio bianco
a stento sussurrano, e piano si spengono.

Come lacrime d’inchiostro scorrono
pallide, sbiadite,
ormai senz’anima.

Sul letto bianco sfatto già dal tempo,
cadono una ad una perdendo il senso
e affogano nel mare antico del pianto.

Muoiono le parole stanche,
lasciano confuse tracce accartocciate,
grumi di pensieri mai avverati
persi per sempre in un letto distratto
in un silenzio eterno e insoddisfatto.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Tu profumavi come il tempo passato

nelle notti di tempesta,

arrivavi come un temporale d’agosto

con quel profumo d’estate che stava finendo.

Ti vedevo riflettere con le luci sull’asfalto bagnato,

emananti una leggera nebbia, che salendo al cielo

rapiva le mie fantasie.

Ora la mia mente conserva solo lontani ricordi

ma sempre abiti nella mia memoria.

Vivevo quei momenti come una sigaretta che si consuma

lentamente e come il fumo te ne andavi via

sparendo alla mia vista,

come un temporale d’agosto.

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Profilo Autore: Horion Enky  

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Mani clandestine

coprono visi attoniti

sguardi abbacinati
e alienata vita.
strappata dal cuore la speranza
trascendono fiumi e lacrime

del viaggio lontano

rimane il ricordo.
in balia di uno scoglio
ti appigli e rimane il futuro incerto

di un sogno che gronda

sangue e sudore.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Ho provato a guardare fuori
 
qualche lunghissimo minuto
 
erano le otto e trenta

e tra i lampioni costernati di silenzio

fiori coltivati, vetri, porte chiuse, pietre

sul salice la luna l’ho vista immensa

col viso degli afflati intatti.

Era la stessa giunta or ora

ho steso un velo su uno squarcio

stavo sulle punte

non c’era bisogno forse

ma sai, sono salita su una scala

con il gradino d’oro

chissà da dove era spuntata.

Ora che leggo echi colgo il senso

poggio la fronte dove sì vorrei

non sono amara né confusa

ora, sento una canzone

muoversi sull’altura.
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Pianto di rosso geranio,

globo di cuore infuocato,

orchestra d’amore

albera cristalli di cielo,

inzuppa briciole di sguardi,

arroventa giorni di quiete distratti.


E manchi fra i pensieri

come alla luna i suoi raggi,

come abbraccio di parola

stretto al petto del silenzio

e planano romantiche geografie

su questo scoglio d’universo acceso:

sei tu quel respiro scomodo

che s’intreccia al tramonto

in questa solitaria sera d’inverno.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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