gli astri del firmamento
con armoniose linee
fino a sopraggiungere qui
tra queste bottiglie
e quest’aria di giugno
abbracciate
disincagliando le distanze
che il tempo inerme
ha congegnato per tenerci lontani
mano nella mano
sorriso nel sorriso
mentre
la notte gentile
viene a letto con noi
fa freddo, non c’è la luna
e nemmeno il sole,
ma solo il buio e la nebbia
a confondere i ricordi,
stringo le mani e, alzando i pugni al cielo,
grido ti amo
e, solo un attimo, sei lontana
e ogni giorno che passa
sembra durare una settimana.
Vago nella notte, il cuore batte forte,
cammino, non mi voglio fermare,
senza di te il tempo sembra non passare,
vorrei piangere, ma verserei solo lacrime amare.
Ti penso, mi manchi, devo aspettare,
una stella si mostra nel cielo,
sei tu, amore, che mi dici:
la notte sta per finire
e, finalmente, con il nuovo giorno
ci potremmo incontrare e amare.
Arrivi e tutto passa,
il tuo sorriso illumina la mia faccia
e, con un bacio, mi porti a volare in cielo;
l’hai fatto diventare sereno,
come lo fa diventare un amore vero.
non ti vedo,c'e'poca luce.
Sento il tuo profumo ma non posso toccarti,
non posso vedere il tuo viso.
Allungo le mie mani verso il nulla,
ma non arrivo a te.
sei nascosto dal tempo avverso.
Ti chiamo urlando,ma non mi senti.
Piango disperata,
piango senza consolazione.
Sono distrutta dal dolore.
Dove sei?
Con un sussulto apro gli occhi,
mi giro e tu sei qui che dormi accanto
a me.
assist di modella
ristagno di culo in prima fila
contemplazione
duemila anni di platonismo per fissare
il capolavoro di un cruscotto
Metto i primi passi e mi affaccio appena
solo il voltastomaco appartiene a chi sta fuori
forse tra i colombi ha diritto la rivolta
ma qui soltanto meraviglia e perfezione
motore autonomo e senza tempi
Anche il freddo cede calore
anche lo sgualcito ritorna steso
Nell’istante tutto torna
l’ideologia il comando la prescienza
si sgomitola la luce, come elastico perfetto
Universo in espansione
compressione senza scarto
Occhi cosce sguardo eternamente biondo
al netto della carne
Anche io che ci sono dentro
avvicinandomi alle gomme
scomponendo appuntamenti per un mutuo eterno
Adesso che ti sono dentro
sento d’esserci già stato
semplicemente mi domando:
c’è mai stata l’esistenza?
in una morsa incontrovertibile
La discesa è oscura e costante
e io conosco la forma degli inferi
imprecisa ed al contempo perfetta
La geometria dell'abisso
un disegno oscuro dalla fitta trama
la follia ha le sue dimore
al contempo semplici e complesse
La mente ne è l'architetto,
colei che crea e insieme distrugge
puoi trovarla in un buco fondo
a scavare ulteriori ipotesi
a inventare rompicapi
Io ruoto sul suo compasso
in una giostra senza fine
il cerchio del nulla
E sono stati echi a condurmi, vento
in faccia, nessuna traccia del percorso
seguendo le rotte del caso. E le maree
che ho visto nella foto del futuro
le stesse che ho scattato ieri nella mansarda
con la trave storta- l’amore al tempo
del boato-, i sensi che ci guidano col suono
di una chitarra distorta, vedo lontano
la prossima estate, la primavera
che verrà dopo l’inverno, altro fiato
da aggiungere al coro degli angeli neri.
Le rose che stanno aspettando, la principessa
ancora non è scesa, ma sarà la stessa
che è salita vestita di seta soltanto ieri
c’è stata la prima volta che ti ho parlato
era di mattina- forse avrei preferito di sera-
e se ti guardo negli occhi e sorrido, l’umano
che si accende in me è nel tuo cono
di luce scomposta nei colori dell’arcobaleno. Scorda
ciò che è stato, i tamburi di latta e il muro
alzato di notte, ti scrivo da un’altra età, le idee
non muoiono mai e certi giorni perfetti, nel verso
di vite sbagliate sono rami di alberi sottovento.
Acquarelli sfumati
piccole tonalità
tempere sgargianti
leggere pennellate
di acquei colori
note intense e dense
miniature d'arte
quadri di marine e onde
prati stemperati e punteggiati
rilievi accennati nella fosca sera.
una galleria di pitture pregne
d'amore e impeti d'estro
dell'artista rimane il colore
e della sua mano il gesto.
come parole disegnate
da tinte pigmentate
così rimangono visioni
d'occhi intenti nel contemplo
di spazi da rinchiudere
in una tela.
un po' come fa sul sasso l'anguilla;
e l'acqua gonfia e rigonfia il terreno:
terrazze vicine e un cielo sereno.
Sopra una sedia addormentato aspetta
il contadino che si freddi agosto
per poter di nuovo girare la fetta:
ogni solco lasciato sa che ha il suo costo.
Tenero arriva un tramonto precoce
e da qui se ne vanno tutti i ragazzi:
sotto il pendio l'aria fredda che cuoce
e la luna sbaraglia un mosaico di arazzi.
Dalla finestra denti brillanti alla notte,
la guazza in fondo non ci fa respirare;
male che vada c'è il cuore della botte
ed un cuore completamente da rifare.
e beve il cielo che ha un colore infuso
d’articolato canto e il velo in uso
sul fondo cade e copre neve sciolta.
Ad ancorare notte non c’è scolta
né il tempo inciampa esteso in un refuso
canta la terra in fiato al fiore schiuso
ogni ombra dal confine n’è travolta.
C’è ancora un pianto rotto sulla soglia
s’ascolta l’agonia di chi è scampato
e disadorne crepe il vento spoglia.
La trama cupa ceda districata
perda calia il graticcio senza doglia
ma per magia, dall’estro d’una fata.
rosa recisa,
trepidante attendidi che gli eventi profumino
che un fresco fiore germogli.
Dolce rosa i cui petali parean dal vento strappati
incanta ancora questo avvenire,
che la tua vita breve
di monito e sacrifizio possa assurger la grazia,
di sacralità e compassione
illuminare l'immenso.
Il sangue corre
Perché i tuoi baci
Aureo mare di ondulanti spighe,













