Il passo leggero si posa lento sulla terra
l’anima tua elegante, umile
avvolta da un’ombra grigio pallido
come la tristezza vive
I tuoi occhi belli
mille cose han da raccontare
ricordi per cui sorridi
ricordi che di lacrime l’inondano
Catturato ho quella stilla preziosa
caduca in sordina dalle tua ciglia,
nel ricordo eterno del tuo amore
per un padre tanto amato,
custodita sarà per sempre nel mio cuore
La tua voce bassa a volte roca
Dal profondo del tuo cuore nasce,
oh donna ricca d’amore, sensibilità,
unica nel tuo mostrarti e nasconderti al mondo
Sei stella del firmamento terreno
Lascia evadere la luce che dentro ti porti,
fai esplodere la vita senza paura
Sarà come abbracciare un mazzo di rose
le spine ti pungeranno la pelle
ma il loro profumo inebrierà i tuoi sensi,
libera sorriderai inondando l’intorno
della tua profumata presenza

Le nostre strade
non hanno più segreti.
Respiro e vivo
con la tua intensità
che si può trovare
sulle pagine dei giorni
segnati col segnalibro rosso.
A volte si pensa di andare in giro
per piccole storie,
incerte mete,
intimità provvisorie
e invece si trovano meraviglie
da gustare
come il sapore delle more
e ciliegie rosse d’assaporare.
Il sentire nel tuo corpo
l’odore del mondo intero
che si scuce
è una carezza che mi ritorna
in controluce.
sono la rabbia,
sorda ad ogni preghiera,

ululo alla luna .
Roca e cattiva
la mia voce rapace
ghermisce brandelli,
e lacrime e carne
a saziare il mio pasto.
Guardami sono la rabbia,
e ballo sul tuo corpo ormai stanco.
Un giorno, e un altro ancora,
il mio cuore non sente dolore,
ti lascio infine,
senza rimpianto.
Sorella madre donna-mistero
lo sguardo perso?
Dove ti è nato intoppo
al verso
che ora s'è spento?
Corri la notte
appesa ai passi corti
del transito sospeso
quasi dal vago chiedersi
se sia un sorriso
la fronte che ti scosta.
È un attimo e ricadi
giù tra le scorte
di ieri che è ormai sordo.
- C'è lei domani? Sarà in riunione?
Con voce stridula a chi t'ascolta.
Attraverso il velo del tuo sguardo io mi scorgo
al pari di un’avventuriera principiante
in perenne affanno
un’esploratrice di luoghi inaccessibili
un tempo giardini rigogliosi e odorosi
Non assomigli più a nessuno da che conosco il sapore dei tuoi baci
Attraverso un’increspatura del tuo languido sorriso io mi scorgo
Copia identica di un’idea
Nel giardino lieto dell’amore solo baci, solo carezze
Nello specchio dei tuoi occhi ancora umidi
ali d’albatros con fremito incessante si dispiegano nella gabbia delle idee
ivi io mi scorgo
Copia identica di un’idea.
n.b. Il verso " Non assomigli più a nessuno da.." è una citazione tratta dalla poesia di Pablo Neruda "Giochi tutti i giorni con la luce dell'universo " in cui il poeta cileno scrive "Non assomigli più a nessuna da quando ti amo"
vestita di abiti bagnati di sangue
Sono stanca di vedere la disumanità
che si trucca da essere umano
E adesso volo
dove l'aria ancora soffia
a concedere il respiro di un sogno
Voglio sciogliermi in cosmiche ali
dimenticare il piombo di cui è fatto il male
E adesso volo
se vuoi chiudi gli occhi
puoi venire con me se non ti ritrai
Abbi fiducia, possiamo ancora vivere,
inventare piume delicate sul dolore
alleggerire il peso che grava sul cuore
Guardami, io prima carezza sul tuo petto
E adesso vola!
Vi librate in volo
lievemente
sopra vite
intente a rincorrersi.
posate lo sguardo
con vibrante leggerezza
su acquei specchi
e come apparse dal nulla
vi lasciate scivolare dentro gocce
lacrime di cielo
a piangere la vita.
sfilate come corteo festoso
e leggero è il vostro cammino
soffici come piume
ridenti
verso il vostro destino.
non soffia di nuovo
che mi perdo al ricordo
nel luogo in cui sono.
E in questo crepuscolo,
che oscura e ci avvolge,
adesso ogni ombra
che non riconosco
riesce davvero
a farmi troppa paura.
Ma questo è il momento,
qui forse dovremmo restare.
Tanto è inutile
chiedersi ancora
come certe persone
sono proprio cattive.
a ricontar le stelle
su fili d'erba adagiati
mentre ci si disinnamoravamo
di noi stessi
e di più ci amavamo
stemmo sorbiti
nel domandarci risposte
mai chieste
e venimmo a unirci
dal silenzio alle labbra
Fummo di ieri
l'amore di oggi
una bocca che vive sul collasso
del pane
Quand'è che De Sade ha istruito
le sgualdrine nella lingua?
Succhiare, carezzare
è affare di bordello
eccellenza del godere a comando
Ah, il sapore ferrigno
del sangue le vene la carne il tuorlo
dove ha imparato a decomporre
la purezza
a schiacciare con un solo assalto
la città del ciliegio
Eccolo il gusto della libertà
che non dà conto e il peccato è lì
cobra dei denti
senza colpa Eva concupisce Adamo
generando caini
Colossi d' acciaio sono i denti
inesausti Wall Street del tritare ori
Himmler ha già fatto il suo
ora tocca allo scudiscio
trascinare infelici
Nemmeno prova la poltiglia a scuotere
il capo,
il dopo Goebbels, Kesserling
inizia solo adesso
C'è la nostra era nella digestione dei nervi
ed il connubio paradiso inferno
nel lacerare il bello
Il fegato aspetta
l'amara passione inesplosa
mastichiamo dunque che non sarà
lo scrupolo a far male
Solo dei soldi ha paura la bocca
come facesse sgarbo alla mafia nel cuore
E il deposito delle tempeste disposte in doppia fila
l’ho rimesso a nuovo da poco, rifatto l’intonaco
le pareti imbiancate, tutto lucidato per l’arrivo
di una nuova regina. Di spazio c’è n’è ancora
se vuoi scatenarne altre, magari posso guardarti
mentre cerchi il tuo centro di stabilità
nel raggio di luce che ci accarezza al mattino
o quando la notte ti chiude gli occhi in verticale
dopo il nostro saluto in codice accidentale
nella lingua che ci è ignota. E’ il tuo destino
ma mi riguarda da vicino, ti sento dentro la cavità
dei polmoni, il cuore in apnea, è per amarti
che ti ho cercata all’alba delle tue vesti di porpora
le orbite cieche dei pianeti nani, il tuo ulivo
che è rimasto a guardare il mare, il suono sinfonico
delle tua labbra nel soffio lieve sulla candela.
Non sei mai bugiarda
e non dai mai adito a sospetti, ...
sai essere sempre trasparente come l’aria,
aborri i favoritismi,
perché per te le persone
hanno un unico valore
sono amici che ami con il cuore.
Che bella sei lealtà,
che pur di restare tale, diventi impopolare,
perché integra vuoi restare,
essendo essa la tua unica morale,
quella del rispetto universale.











