Impegno
che a questo mondo sta
come Mufasa
era visto da Scar.

Impegno è dovere.

Meglio la valle
dove restare in attesa
poi
gettate la fune
e ci tirate ...

Quando s'arriva alla cima
... a te l'onere:
ti spettan diploma e medaglietta,
d'acquisto, un bel diritto

a noi tutto il resto,
piacere compreso ...
ché l'impresa t'abbiamo concesso.

Io però
sono in diritto
e d'esser trasportato
... lo esigo!

Sia forse il caso
di lasciar stare,
di lanciar funi
per poi tirar...
si la zappa sui piedi
e regalar pappa già pronta?
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Rompi quel filo e tramami a tela




Riversa nello spazio fra me e il tempo

il tempio

di me e delle mie ragioni ma

ma dimmi, dimmi qual è la chiave del tuo lucchetto

per arrivarti

per giungere al lido

allo spazio per tenderti

al sapere del dirti




Ti comprendo e riparte il vagone di storie

quelle del mio fare e dove




Ama le mie pieghe e la mia vertigine

avvinghiata d'illusione d'esserci

e ponimi di fronte all'altare

che di me fa agnello e gregge
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Una stazione sconosciuta
senza nome,
fra prati verdi
e viali alberati.
Città incantate
e grattacieli colorati.
Fermate obbligate,
soste vietate.
Un viaggio contrastato
boicottato
mai fermato, mai bloccato
fra gioie e dolori.
Annunciano l'arrivo e l'ansia sale
il risultato del lungo viaggio prende vita.
Lavoro portato avanti
con determinazione e amore.
Il frutto dell'albero della vita,
del sentimento, dell'essenza
del prolungamento della vita.
Intravedo l'arrivo...
Indosserò il vestito della poesia.
Tutto cambierà
non sarà più come l'attimo prima
indosserò l'abito invisibile, ma importante.
Metterà a nudo quello che prima era nascosto
rivelandolo a tutti.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Per noi che non viviamo laghi

cresciuti all’esercizio della ruggine

dietro metalli a chiusa

d’intonaci crepati senza luce.

 

Per noi che non scaliamo vette

frustati sulla rotta di declivi

un palmo sopra il mare

riarsi come sale sulle piaghe.

 

Per noi che non miriamo podi

lasciati a ruminare in slarghi d’ombra

trai fiori calpestati

alla contesa di sbandite scaglie.

 

Per noi riparo è il buio, letto

la notte che si scioglie in mille rive

e poi l’alba che tarda

a evidenziare – e l’indistinto vive.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Se tu fossi qui
vedresti le rose.
Fioriscono...
anche ad agosto.
Non so perché
scrivo questo!
Ma, d'agosto ricordo
solo quel giorno.
Quel caldo
quella pioviggine
quella macchina
quelle divise
e le rose nel prato.
Ricordo di sangue,
lo stesso sangue
che non torna.
Rosso, come le rose.
Rosso, fuoco nel petto
che brucia...
Sono morto
quel giorno.
E tu... vivi
nel ricordo
che fa male.
E fa più male 
ad agosto... con le rose.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Nessun segno dal cielo

che mi attraversi l’arcobaleno

o scrivano per me poeti gitani

che danzino cigni neri

o volino farfalle rosse.

Cosa cambierebbe altrimenti?

Forse i discorsi delle genti

e i sorrisi delle masse

i viaggi e i ritorni dei corrieri

astrali, i latrati dei cani

in lontananza o le balle di fieno

per cuscino nella notte di gelo.

 

La chiamano speranza ma è l’attesa

che non vuole finire, il vetro

lo specchio, il cristallo, la cruna

la droga che è l’amore malato

il tuono che segue il lampo

l’inciampo del cuore sotto sforzo

l’infarto dell’amore nel pozzo

del disprezzo, le piume di struzzo

al posto del tailleur, lo sfarzo

degli occhi ambrati, il crampo

di dolore alle mani, il salato

al posto del dolce, la sfortuna

di averti incontrata, lo spettro

della luce al tramonto nella tua chiesa.

 

Per dire che è scesa la notte

non servono parole, basta il silenzio

o lasciare che sia la musica

a tracciare la rotta verso l’abisso

del cielo stellato macchiato di gesso

proprio la canzone del paradiso

cui bussare quando il tempo è arrivato

e il chiarore è svanito. E’ il boato

del fruscio, del talento deriso

della morte nei viali bui dell’universo

il taxi dell’emozione nel mondo connesso

all’inverso, il sibilo di chi giudica

senza conoscenza dei fatti e il nunzio

nero che lascia l’ultima nota della sorte.

 
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Profilo Autore: mybackpages  

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La domanda è come possa uscire, concepire, diventare
non è che un uovo e da qui si dipana un cielo
e che caos è la perfezione.

I primi occhi come lame
formano quattro mura è una casa?
e la donna è bambina.

al centro del bianco splendore delle quattro mura ti sei vista,
hai pensato come tutti pensano,
tutti ti dicono
tutti ti parlano
entrano escono dalla tua porta
e portano riempiono svuotano strappano.

c’è qualcuno che aggiusta
donna ti frulla la testa di domande?
entrano ed escono i soprammobili,
personcine attaccate alle pareti
e poi?
che fanno sui pomelli del letto imbrillantati?
vedono, riflettono i loro occhi,
ah l’amore, è l’esperienza.

Sui comò, pezzettini di affanni
ombre di vite lasciate con te, 
per te, a formarti le strade.

Le opere d’arte di camminate chini
a guardare dal basso, bambina
trascinando l’esperienza, il pacco
per poi donna dall’alto a trovarle diverse
e le luci di ribalta sulla faccia.

Luci spente e accese 
e quelle pareti attorno
e il pubblico che acclama
le loro voci vere e palpabili.

Pensieri nelle mani
che non si attaccano alla lingua
che non si attaccano alla vita. 

È l’esperienza donna
e ci credi bambina?
che quel che sta succedendo nella testa sia déjà-vu  
e non che in quell’assenza ci sia la vita stessa
che per un attimo ti coglie di sorpresa.

Ci hai pensato
credevi fosse un dono
e non ti senti, non ti vedi, sei.
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Profilo Autore: Lehel  

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Nella volta di seta

l’aria intorno è cessata

le voci si addormentano

sotto mani di foglia

I disegni degli dei

mancano degli angoli

del numero e del calcolo

Sarai tu a raccontarmi

dove hai colto l’erba matta

O sei giardino prossimo alle stelle









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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Dopo l’ultimo verso

ancora mi commuove

E=mc2 (E uguale emme ci due)

che brucia me e ogni sole
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Profilo Autore: fintipa2  

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La casa, covo traboccante di sospiri,
Qualche giorno fa (o qualche secolo?) mi disse:
«Padrone, spendi il tuo tempo tra i lamenti
E i pianti, pavoni dalle piume tremende
Gli occhi, inaspriti dalla furia delle genti
Ti fanno ora male, coprili con le bende»
Ma la risposta
Non venne, presto
Con un impuro, deforme, caustico salmo
"Non andare via"
La strada l'avevo trovata su una mappa
Dovevo solo dare l'ultimo saluto
A lei, la casa
«Addio
Per me sei stata fango
Per me sei stata lampada
Per me sei stata tetto, riparo, noia
Per me non sei stato nulla
Per me sei stata prigione»
La porta si fece rocciosa uscita della
Grotta, spelonca, dell'antro
Che dietro di me si ergeva irato
La polvere del mattino sporcava tutto
Le vesti, l'auto,
Anche i pensieri (dolcemente screziati) 
Tutto mentre
Un gracchiare più vecchio di Dio ghermiva 
Il silenzio dell'alba, la danza dell'astro, il cielo venato di spiriti
Me 
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Io sono in quelle parole
che tu hai calpestato,
nelle urla di disprezzo
che addosso mi hai gridato,...
nell’odio riversato,
perché con le parole
non sapevi difendere l’onore del fiore
che a te si è donato
e tu come un ladro,
l’amore mi hai rubato.
Sono nelle accuse dei tuoi fallimenti,
il cuore dove hai conficcato il chiodo
con il cui alimenti il dolore.
Per te ora la mia vita non ha nessun valore,
mentre tu per me eri tutto l’universo intero,
perciò perderti non lo considero un male,
perché vuol dire che di me
tu non hai capito niente
e non mi hai mai amata,
ma solo disprezzata.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Ora danza, ninfa tra ninfee

che il lago specchia tempo

cadente in tonfo all'acqua




Gioca col dito a disegnarti nuova

ad immagini nel tremare d'onda

e segnati una croce che cancelli il fato


-frasche e germogli d'erba nel finire

cerchiano l'aura di gitana senza luna-
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Mistiche lingue
dalle sillabe perse
colori,vestiti,ritualità

tratti segnati da rughe
sulle spalle d'ognuno

come tatuaggi.
uomo insito in etnie

retaggi di popoli antichi
idiomi che ricamano
bocche che parlano.
un unico gesto accomuna tutti
il sorriso.
ogni volto né e' pregno
magia che nasce e non si scorda più.
illumina da calore
carezza sul cuore
non ha prezzo
ne guerre lo possono cancellare
universale segno d'amore.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Muovo una carezza
verso il tuo bel viso.


Sfioro una lacrima,
come una farfalla...
la rugiada sul fiore,
che piano scompare.


E dai suoi petali
sboccia il tuo sorriso.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

Questo autore ha pubblicato 214 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
puntare il cuore caricato a salve

per non ferire non per non ferirsi

 
l’attesa densa di dolore imploso

lascia il letargo sulla tavolozza
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Profilo Autore: Diego Bello  

Questo autore ha pubblicato 112 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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