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Lieto, amare vò spargendo,

In viali, ove indifferenza trovo.

Non per questo desisto…

Fò del mio caparbio,

Ancora che salverà il monno.
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Quando la vidi un giorno di settembre
Chiusi la bocca per imprigionare
L'urlo, il mio atavico inno d'amore.
Pianti di gigli, di miele, di pietra
Più dolci del ridere di un bambino
Gemiti d'incendi, di fiumi sacri
Tristi come la notte di Cibele.
Nel volto ossuto di Disperazione
Io, trovai conforto
Nel verde loculo errante lanciai
La mia supplica di marinaio
Nell'alcova di abeti dello zefiro
Covai la mia speranza, la brezza
Fui eterna madre del nuovo fiore
Generai un nuovo inaspettato figlio
 
L'incessante Natura fece il corso
Lasciai che le spumose onde arrivassero
Per dissetare, rumoroso sidro,
La mia sofferta voglia di te
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Son morti i poeti e con loro le poesie!
Dov’è finita quell’ode struggente,
che, tra le lacrime, scrivevi....
Emozioni forti, piene di sentimento
e, nel pianto, trascinavano chi le leggeva.
Dove vi siete nascosti,
dietro la ricerca delle parole forbite,
per la bramosia di fama e successo?
Orsù la fantasia non vi manca,
se poeti vi ritenete,
qualcosa di audace
e di nuovo scrivete.
E se qualcosa di nuovo creerete,
sicuramente molta gente coinvolgerete,
ma, prima, deve essere una lode che sia
scritta con le lacrime del vostro cuore,
che trasuda d’amore.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Sento in me il tempo del fraseggio

e la vita nota proclamata al vento,

si spegne questo inesorabile senso

del bisogno, del dire, del respirare.


Quella notte respirava ancora la carezza,

e non è vero lasciai le parole sospese,

inanimata era la strada e dal balcone

caddero petali di rose.


Sei diventata laguna del mio tempo

hai rivestito la luna di carezze, la tempesta

tuonò senza motivo, nel proferir ritorni

legai dolcemente ogni mio sogno.


Tu mi hai dato dolcemente la tua fonte

e lentamente ho attraversato guado,

la verità sul tuo petto  ho ricercato come

fonte ardente che mi bagna.

  
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Profilo Autore: Giuseppe Buro  

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Dal faro alla diga
osservo stupito
tutta la tua forza.
Sferzati dal vento
navigano i marosi,
verso la spiaggia
e s'infrangono, schiumosi.
Come i miei pensieri,
naufragati...
qualche duna più in là!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Tornare? A casa, anzi fuggire verso casa

a risentire i profumi e le cascate di sole

i venti caldi, le stelle antiche sul cruscotto

del cielo. E poi… guardo la tua foto e capisco tutto

è qui la mia casa, al numero civico del tuo cuore

gli occhi come fondamenta e come tetto

il respiro, poi gli alberi delle tue parole

i fiori dei versi e le gemme dei baci da matti.

E il sorriso come scudo, noi per anfratti

magari in cantine buie ad assaggiare fragole

e more e berci ogni sospiro, te l’ho già detto

che ora m’assomiglio e che il tuo afrore

lo sento dappertutto. Mi abiti e ti abito, è un fatto

siamo pareti mobili e anche se piovesse a dirotto

troveremmo il nostro riparo. Ci faremmo porto, canale

foce ed estuario, persino travi di ogni goccia sospesa.
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Profilo Autore: mybackpages  

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I palmi della tua assenza in me

pervadono ogni senso ed ozio




Io

ingenua ninfa di linfa verace

Lasciami il tuo volto ora che cade la luna

e le tue unghie appese alle mie pareti

non sanno nascondere profumi d'oleandro in fiore




Tu

che digiti speme come dita su tastiera

offrimi il tuo calice in giglio
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Semplicità ,vetustà di una sciocca qualità

arcaicità ormai abbandonata,

la gente adesso cerca la celebrità

che sia un esempio il suo atteggiamento

oppure solo becero comportamento

adesso è un continuo ancheggiamento.

Frasi buttate al vento senza sentimento

tutti sul piedistallo

credendo di essere davvero uno sballo.

Semplicità l’è morta

e anche sepolta

oggi la vanità è sempre assolta

IO sono IO

è questo che ormai conta.

Semplicità,modestia e sobrietà

ormai soltanto un sostantivo ciò che ne resterà

che per vergogna mai nessuno più userà
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Cadute nel fango che sa di sconfitta
trasportato dal vento per un  eccesso di vita
per poi sdraiarsi in un arido campo senza fiori.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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mi volto indietro

per incontrare il vuoto

nel posto dove c’erano i tuoi occhi
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Ti amo di un amore segreto
tenuto nascosto
come le cose preziose.

Frugo i tuoi occhi di un cielo
che dipinge l’ardesia
a seconda dei tuoi momenti
di gaio tripudio
o di corrucciate riflessioni.

Ristagna in me
il vivere di una crisalide
che attende la stagione
del suo mutamento
ad accendere il soffio di una luce
tra le fessure di questo vivere immoto
che non avvia al chiaro
dell’azzurro cielo
atto ad espandere fili solari
smerigliati
di un’aria trasparente
disvelata
dal prodigioso passare del tempo
in cui i nostri sguardi
s’incontreranno attratti
in un canto soave e condiviso
di quell’attimo eterno.

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Profilo Autore: Grace D  

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C’è come una pioggia nelle scarpe
e fuori un lungo incendio
fino alla costola spezzata
-quale fragore fa l’indiscrezione della voce -
e poi s’è spento:
conosce, quella mano santa
quanto sia io poco resistente
(al mal de Vivre)
 
 
C’è come un ombrello sulla testa
orientato dove non mi volto
tu continui a crescere
soffiato con il vento, fai parte della ressa
-le nubi spinte alle perturbazioni
 
 
Per le strade vado, senza calze
le unghie smaltate di allegria
specchio nelle pozze la faccia che vorrei
al riparo dalla frattura insana
 
 
non ho pensato a recintare il cuore
sbadato muscolo: se ne va in giro
morso dal cane che non l'ha minacciato
 
 
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Stretto cappio sono per te
e soffoco il tuo respiro.
Nera come la notte, e pesante
come il più pesante dei ricordi
sono per te.
A rendermi leggera provo
davvero
per liberarti il cuore
e ogni pensiero.
Allento la mia presa
mi allontano
lasciandoti profumi e risa.
Ciò che di buono avevo.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Scosto i manici della borsa d'ombra inzuppata

per cercare non so cosa che non c'è




La cera la domenica

impregna i capelli tesi ad inricciolire

mentre il ripetersi della quotidiana centrifuga

lascia al suono mantra e sbadiglio




Caduca la mente nel capo altalenante

virgola cenci di pensiero

a tempo del ciondolar di gambe

che ruba il tocco della lancetta lunga

Può essere siano, di vita, suoni .
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Freme il pensiero

fruga la mente

ricercatamente


e maldestramente

frena nel mentre

si miete il fieno


pian piano

per non raggiungere

la meta con troppa fretta


e raggiante restare

indubbiamente

sempre e comunque mite.



Metà presto fatta

muta pare rimasta

... esterrefatta


per una lista spesa

oramai spaesata


senza più spada

a difesa de lo spiedo


che riprende il volo

contento e leggero


pare più sereno


sicuro ...

senza pensiero.
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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