Sulle alture dei colli
l'aspro odore del bosco
si fa spazio tra le menti
e offusca ogni piccolo opercolo di dolore.
stride in cielo il grido del falco
che salendo nel suo volo circolare
zittisce ogni altro canto
terra aspra
terra dura
che spacca crepe nel profondo
dove radici contorte l'uniscono a se'.
e poi il cielo s'inchina come manto vellutato
che ricopre e ogni nuvola quasi timida
chiede il permesso per andare verso il mare.
nel fulgore della sera il riverbero del sole
lentamente le richiama a se'.
terra aspra e senza frutti
veglia il cuore sopra i tetti.

Giunchiglie in fiore
i tuoi occhi mio Signore
nel delta del tuo cuore mi rifugio.
Gonfia è l'anima mia
per ciò che hai subito,
per le pene che hai patito
ma l'uomo ha rimosso
il tuo grande sacrificio.
La vita eterna c'hai donato
a discapito
del tuo preziosissimo sangue.
Sento una voce interiore
che mi guida in silenti passi
convergendomi verso te
mia radice!
La notte è chiusa.
Finalmente arriva l'alba
che avvolge e bacia il mio viso
come apostolo di luce.
Ho abbandonato gli inferni
cenere sui miei abiti
gli occhi feriti di striscio dal fuoco
ed adesso cammino su un fiume di lava spenta
L'unica cosa che ricordo
è il tuo sorriso antico così meraviglioso
come potrei ora non cercarti?
Sventro la notte con l'arma della forza rimasta
per seguire la guida di una stella che laceri il buio
di questo tempo che ancora mi divide da te
Ho affrontato i guardiani degli abissi dell'io
Credo solo l'amore doni questo arcano potere
li ho vinti al ricordo del tuo nome
e proseguo il viaggio con i piedi piagati
ma per te
verserei il mio sangue stilla a stilla
pur di ritrovarti sulle vie della luce
lo sguardo tuo perso
sull'onda spumeggiante dell’azzurro mare,
mentre gli ultimi infuocati raggi riscaldano leggeri il tuo viso.
Lontano, sempre più, si spinge il tuo pensiero,
torna ai tuoi monti
e chi lo ascolta già si volta indietro
alla ricerca di un ricordo vero,
e lo rammenta ancora il gelsomino
quando di sera l’aria inebria piano
li dove il mare abbraccia l’appennino.
La mano piano sfiora il tuo sorriso
senti il sentire e chini piano il viso
lontano mai sarà cosi vicino,
e ombre quiete sussurrano al tuo orecchio
nel sole che balugina sul mare,
lontano mai sarà cosi vicino,
cuore nel cuore pensiero costante
mio lontano amore.
Vuota è la casa,
di un assordante silenzio riempita,
ricordo antico
così lontano e gia così vicino
parole,
scritte.
Tutto quello
che dentro fa male,
fuori non si vede.
Giorno dopo giorno,
sofferenze
che stritolano.
Una luce che brillava
la vedo svanire
si affievolisce si spegne...
Svanisce come un sorriso
le lacrime inondano
mente e corpo.
La tristezza
rende tutto
più complicato...
Mi ritiro
in un silenzio che urla dolore,
sofferenza, tristezza...
Mi ritiro
con il cuore e l'anima nera
senza colore...senza vita...
Mi ritiro in silenzio
quello che mi ha
sempre fatta sbagliare.
Mi ha sempre fatta soffrire,
ma è meglio cosi...
mi ritiro in silenzio...
"La speranza è il solo bene che è comune a tutti gli uomini, e anche coloro che non hanno più nulla la possiedono ancora."
Aspetta,
animo inquieto,
e anche quest'anno
l'estate ti porterà
rondini e api,
zucchero
e sole.
Ci saranno
fiori da guardare,
ronzii da decifrare,
e la dolcissima eco
del suo sorriso
ramingo,
ad invadere
come il temporale
il silenzioso rumore
di un cielo scoperto
solamente a metà.
E tu fai presto
a ritornare,
che lui
è
sempre lì,
che più che mai
ti aspetta e trema.
Perché fa freddo,
davvero freddo,
oggi che siete
ancora
così
tanto
lontani.
Restano solo graffiti graffiati
nell'angolo dei maledetti
io aspetto la nera bevanda
sfogliando i petali
dei tuoi fiori del male
cercando risposte esistenziali
bruciando la vita
come una sigaretta
mentre fuori piovono parole
e passanti tutti uguali
Tu fantasma tra le pagine
del libro che sfoglio piano
intriso d'amara poesia
mi racconterai della noia
stordita dall'ubriachezza,
dell'euforia indotta
dal vino miscelato ai pensieri
sversati sulle stesse pagine
Sediamoci qui
mentre fuori piovono parole
insieme a lacrime dal cielo
e conversiamo malati
della stessa malinconia...
Sogna un cielo di stelle per tetto
una coperta di onde di mare
che ti culli un po'.
ti basta un abbraccio
e una spalla dove riposare.
sulle labbra riponi le parole piu' belle
come anemoni dai mille colori
fioriranno per te.
il sapore di sale asciugherà la tua bocca ribelle
e il tuo corpo flessuoso di scaglie cangianti
nuoterà nel profondo degli abissi.
sogna...
sogna un cielo di stelle
con il tuo canto d'amor.
pur si specchia
svolazzando,
tra i sogni.
’a gente sa come so fatto già,
io scherzo puro quanno sto a parlà
de n’argomento serio da affrontà.
Poi scrivo come un vecchio beduino
che s’è bevuto un litro de bon vino.
L’aspetto fisico lascia a desiderà,
pe l’abbondanza l’estetica è in rovina
ma nun che fosse mejo tempo prima.
Quindi sfilate gnente,
solo silenzio permanentemente
e oscuramento intelligentemente.
Poi parli tu e metti in discussione
quello che ormai è una convinzione
der monno intero sulla mia persona
cor fare della bontempona.
Che se io scherzo, lassa fare a te
ne sai senz’artro una più de me,
co l’inflessione der caro Pulcinella
nun queti l’animi ma arzi l’asticella.
Ma a me m’ piaci
ripeti e più non taci,
“si asciute pazze” ed hai considerate
quattro parole come appassionate.
E invece io volevo di de più,
volevo ditte “ me manchi solo tu”,
ma ‘e parole per quanto siano belle
nun so dei punti fermi come…’e stelle.
‘O vedi. hai fatto n’artra vorta tutto tu,
è poco ma me piaci tu…de più !
Traduzione
E dai, nun me tormentà,
’a gente sa come so fatto già,
io scherzo puro quanno sto a parlà
de n’argomento serio da affrontà.
Poi scrivo come un vecchio beduino
che s’è bevuto un litro de bon vino.
L’aspetto fisico lascia a desiderà,
pe l’abbondanza l’estetica è in rovina
ma nun che fosse mejo tempo prima.
Quindi sfilate niente,
solo silenzio permanentemente
e oscuramento intelligentemente.
Poi parli tu e metti in discussione
quello che ormai è una convinzione
der mondo intero sulla mia persona
cor fare della bontempona.
Che se io scherzo, lascia fare a te
ne sai senz’artro una più de me,
co l’inflessione der caro Pulcinella
nun queti l’animi ma arzi l’asticella.
Ma a me m’ piaci
ripeti e più non taci,
“sei uscito pazzzo” ed hai considerate
quattro parole come appassionate.
E invece io volevo dire de più,
volevo dirti “ me manchi solo tu”,
ma ‘e parole per quanto siano belle
nun so dei punti fermi come…’e stelle.
‘O vedi. hai fatto n’artra vorta tutto tu,
è poco ma me piaci tu…de più !













