
Morgana risplende
tra cielo e terra,
nei caldi raggi della stella madre
porti visioni e pieghi al tuo volere
il mare, le navi, l’oasi rapita.
Fata incantata, seducente visione,
sogno tra i sogni, di un mondo lontano.
Conduci i disillusi nel tuo porto,
lo sguardo perso su un orizzonte sbagliato,
speranza vana in una vita buona.
Morgana grande e brillante
nata dal mare,
abbraccia nel tuo cerchio i visionari,
Illumina il cammino ai sognatori
perché l’incanto torni in quegli occhi scuri
e le tempeste si plachino nei loro cuori,
finalmente liberi di navigare nelle calme acque
del tuo immenso mare.
con la stessa filosofia,
È un delitto immane
Vendere a un infame
Una povera bambina
Per ignoranza e povertà,
È abietta quella società
Che in un modo atroce,
Danna chi non ha voce
A quell’indegna tortura.
Un’innocente creatura
Sopraffatta dall’ orrore
Molto spesso muore,
E si libera con la morte
Da quell’orribile sorte.
Non esiste coscienza
E non c’è differenza
Tra uomini e animali,
Che ormai sono uguali.

Ombre d'un tempo passato
volteggiano nel pensiero.
Gli scacchi si alternano nei colori,
vincendo e perdendo una partita
mai giocata.
Il senso del vuoto soffoca il rimorso.
Troppo ho pensato.
Poco ho agito.
Troppa prudenza,
poco coraggio.
Dolce prigione...
Quanto tempo hai rubato.
trascina lento la sua coda microled.
Roteano le pareti sempiterne
e la corda dal mio fulcro arriva al mare.
sbilancia linee tese all'orizzonte,
s' impolvera la giacca di gessato
spezzando il filo logico all'istante.
n’esortò e guidò l’adolescenza,
da adulto ne spronò la coerenza,
lo consigliò, subì l’indifferenza
senza alterarsi, senza criticare;
gli insegnò a vivere e ad amare.
Niente intaccò la sua pazienza:
arroganza scusò e noncuranza,
addobbò le strade di clemenza,
donò senza cercar riconoscenza
Fu presenza costante nell’aiuto
lo soccorse minuto per minuto;
fu sostegno, difesa, protezione
mai s’avvilì, né perse la ragione.
Genitore e padre con coscienza,
premura, affetto, onnipresenza.
Più del necessario gli concesse
certo che una luce s’accendesse.
Troppo diede e sperò inutilmente.
I suoi occhi corrose con il pianto
ma il dolor disfece la sua mente.
Sorte crudele di chi ha amato tanto.
sulle labbra dischiuse
come in attesa di un bacio
come in attesa di un fruscio.
cosi rimane la bocca
leggermente arrossata
come rosa in boccio
pronta a emanare profumo soave
e su di essa parole mai pronunciate
fanno corona...
leggermente inumidita
come specchio di rugiada
si apre all'improvviso in un sorriso
che la illumina tutta.
un movimento
e un nome sussurra.
come quadro dipinto
si fissa l'immagine..
di una rossa rosa d'amare.
sono stanco
Bizantina, come Teodora è così che mi sembri
con l’incarnato che è quasi un ritocco
il fiocco sul petto, il tacco col trucco
due piani più in alto con gli stivali
la gruccia che tieni anche quando fai la doccia.
Gli occhiali da chioccia, la roccia di seno
i fianchi coi crampi a furia di agitarli,
le cosce col guscio, ma rosa confetto;
l’elmetto come copricapo, la cadenza che danza
un valzer veloce, precoce e procace, in pace
rapace, luce che scuce le labbra, smorfia
in latenza, la scuffia arriva puntuale
ti ho chiesto la mano, un giorno di giugno.
l’ho avuta, solo quand’era di legno.
E se poi mi metti il broncio, trancio
di tonno, da idiota m’acconcio a darti ragione.
Cuore di burro nell’azzurro turchese
a mie spese ho rifatto un po’ tutto
le mura, gli stucchi, i colori ed i trucchi
gli scacchi e i distacchi proprio sul più bello.
Ma…Teodora o non Teodora, Bisanzio non Bisanzio,
è poco, ma sicuro, il mio mosaico è quello più importante.
La mia immagine è un lancio esclusivo,
viaggia alla velocità della luce dell’oro musivo.
E’ presente sulla piattaforma digitale
insieme ad altre cinquemila immagini ad alta definizione
con database espansibile, interrogabile, irresistibile!
La mia è una storia che si può attivare, scaricare,
aggiungere note e link.
Prova a cliccare sul mio cuore
ricco d’onde visive e suggestioni di colore.
A San Vitale i miei abiti sono quelli
di Divina Imperatrice con le mani color porpora;
incastonata alla parete sono gemma preziosa,
reclamo bellezza, autorevolezza, ed eleganza.
Anche se son nata povera, le mie stanze sono d’oro,
e i miei capelli sono gioielli.
Raffinatissimo ornamento,
forse cornice d’amore, un omaggio
a mille uomini che sanno di passione.
Ma a tendermi la mano fu un mago lontano
grande per la sua scrittura e la forte armatura;
volle offrirmi l’elisir d’eterna giovinezza
davanti alla croce gemmata del Cristo Pantocrate
e la sua saggezza.
Dall’oriente mi reclamò, sembrava investigasse,
pronto a collegare navi e salpare al porto di Classe..
E’ un film ricco di effetti speciali,
con grande libertà compositiva
e siccome le tessere dell’opera
si susseguono l’un l’altra senza ora,
vi vorrei presenti alla prossima stesura.

Ho indosso il vestito più bello,
un vestito di sospiri e sguardi,
un vestito di sussurri,
di passi leggeri,
ammiccanti.
La strada, estiva
calda e sudata, di uomini intrisi di sale,
mi annusa.
e il mio profumo penetra quelle narici,
fino al più remoto pensiero
e accende i sensi.
Un passo,
ancora un altro,
mi perdo,
in un sole baluginante,
in un abbraccio che non da respiro
tu dici che nemmeno esistono più
io ti rispondo che non sono mai esistiti
La verità è che ci conoscemmo
in quegli spazi che la coscienza chiama
per convenzione luoghi
i luoghi - non luoghi
cambieranno nome ancora mille volte
resteranno sempre comunque sogni
un punto di riferimento incerto
per non perderci nella grandezza
delle latitudini universali
i luoghi - non luoghi
dove non fummo e non saremo mai...
i pensieri
della paura figli
nipoti
della sventura
nemici
dell'avventura
infinita
che è vita
e
a nulla
serve
a se stessi
mentire
e fuggire
all'ombra
che raggiunge
acuti all'apice
della buia notte
avanza il tempo
per un sorriso
tra le lacrime
miraggio di pace










