E non capisco il senso della sfida, ibrida è l’emozione
autentica sino alle appendici superiori del cuore
poi s’ingrotta per riapparire in superficie
al termine di un’elaborazione complessa.
Come morta o ripiegata su sé stessa
è la sfida persa, la battaglia rimossa
l’errore ripetuto come in catalessi.
Eppure sembriamo gli stessi, paradossi
viventi tra i solchi della terra smossa
le braccia in cordata e la lingua morsa
dalla paura. Tutti hanno cantato alla messa
il deputato, l’operaio, la casalinga con le guance
rosse, il giudice pentito, lo scolaro tricolore
la donna che piange e il prete che fa lezione.
Nessuno però ha confessato, gli sbagli, gli scarti
le parole stonate, i volti scordati, il fiele
immesso nel sangue degli altri, le stalle
abitate ogni giorno e le grotte per nascondersi
dal giudizio comune. E poi arriva per tutti
il giorno dei bilanci, la scossa che tutto cambia
il clima da ultima spiaggia, le spine nella pelle
e i brividi nella schiena, la notte è senza stelle
e lontano schiuma il mare, senti la gabbia
ti scordi ogni cosa, nuoti e scappi dai flutti
e respiri il profumo delle onde. Persi
smarriti sino a quando non si trovi una valle
tra i fili astratti dei pensieri o del miele
di una bocca antica che dica di amarti.
E adesso godiamoci
la storia riscrive la storia.
Anche se il nostro
la ristrutturazione multilevel del cuore,

radiazioni temporali
del mio intimo naufragio,
in te ritrovo
petali d’aurore nuove
e tappeti di sogni
e mieto emisferi d’anima,
spegnendo questa notte
come sigaretta di cielo,
cristallo di cuore cieco
che lacrima in silenzio.
Interno notte adesso,
i sogni hanno ali
di piombo, randagio
il cuore che ha amato
vaga tra luci sfumate di stelle
saluta sassi e comete, ribelle
segue scie luminose, la memoria
è che c’è stato un flusso di acque
sorgenti, limpide gocce di gioia,
aironi in planata su fili d’argento,
a ribaltare il profilo dello sfondo
e i contorni delle ombre trasparenti.
Vaga nell'aria
come aquilone sospeso
fatti trasportare
senza chiedere nulla.
ed a ogni tocco di vento
sali e scendi in balia di esso
come trappola chiusa che anela libertà.
volteggia come piuma sospesa
impalpabile senza peso.
sospinto da un grido che squarcia
indistinta ala d'uccello
ti fai portare
senza fare resistenza d'amore...
Torrenti di parole infiocchettate
scambi d’amorosi sensi inversi
a godersi le gemme reclinate
le declinate gioie di catarsi
genitivi e genitali, gli orinali
pieni, osceni i cuori più dei versi
talent, gara di rispetto, orientali
sapori di spezie, calembour, facezie
e nequizie, sazie le narici, soffici
cuscini, le carni e i vini, inezie,
questo è brutto, l’altro è derelitto,
ha scritto in aramaico, l’ho distrutto,
il top è scollato e il seno sporgente,
teso e sodo, quasi un salvagente, di tutto
e di niente, idrorepellente, Odino
o Ogino, di chi è la colpa per questo bambino?
Calma gente, non me ne sono accorta
intenta a recitare in ginocchio, in preghiera
di sera, alla luce di una candela storta
per creare un gioco d’ombre e d’atmosfera,
calma ancora: lui è asceta, io sono gatta morta.
dove gli umani sono bistratti
voglio una casa piena di sole
e mille fiori là nelle aiuole.

Un bel pollaio,
un allegro granaio.
Che sogno bello,
da far faville
e nel camino tante scintille,
che bel tepore in questa casa
nessuno grida , niente paura
la notte arriva in un fiume di stelle
a metter a letto le pecorelle.
Cala il silenzio nella mia casa,
pigola e miagola ogni piccino
anche l'umano,
nato bambino.
Mi sento privo di parole
In un mondo di persone vuote
L'unica certezza è che la sera dormirò
E il dolore morirà con il mio corpo
Immobile
Fuori dalla realtà
Prendersi per mano
Sospiri, per chi raccoglie un fiore
Senza pensare al dolore
Avere un amore e combattere per non
Soffrire
Baciarlo, evitando di soffocare
Tu, che mi ami, ascoltami se ti dico
Che questo non sono io
Ma un malato, inferocito
Lasciato allo sbando della sua mente
In preda al delirio dell'insuccesso
![coltivazione-del-melograno_NG3[1].jpg](/images/utenti/Grace_D/coltivazione-del-melograno_NG31_e4a05.jpg)
A febbraio
con i mandorli in fiore
scalpitando venisti alla luce
fra una cascata lucente
di coriandoli e stelle splendenti.
Fosti il mio fiore più bello,
il regalo più caro
donatomi in quel giorno
che il cielo sciorinò
in tutto il suo splendore.
Più tardi mio bambino
ti tenni per mano,
ti presentai al mondo
e t'accompagnai
nel tuo gioioso cammino.
Mi proposi
che tu non smarrissi la strada
da percorrere...
ancor oggi che sei adulto e padre
fai parte della linfa
che scorre nella mia pianta
a cui hai sbocciato
un prezioso fiore profumato.
il fiume scuro diventa porpora
quando i colori urlano
la natura attorno grida
nei ritmi della morte e della vita
farfalle nella testa lasciano scie viola
del loro ultimo volo impazzito
qualcosa di nero, una bocca spalancata
il segno dell'angoscia
l'immenso entra dentro violentemente
quando i colori urlano
Da dove arriva questa mancanza?
(per la giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo - 2 aprile)












