Or desta, pur bambina tornar vorrei,
per stringerti e farti tutta mia.
Saltar tra fresche acque di ruscello,
giocar a nascondino dietro siepi
di fiorito biancospino,
e cavalcar indomiti puledri
sulla giostra di una luna nuova.
.
.
Volar alta legata al ciuffo di una nuvola,
confondermi nel volo di bianchi gabbiani.
Tuffarmi nel mio mare
quando la luna ricama merletti
sull’acqua assopita,
farmi cullare a ritmo danzante
mentre di tra le barche contemplo
innamorate anime viver l’amore.
Torna a me mia libertà
quale volo di candida colomba,
bussami al cuore t’aprirà gagliardo,
fermati nei miei muti occhi,
e ne assaggerò il tuo caldo e dolce miele.
Vola sublime nel soave canto di un coro,
che eccelsi inni a te dedicherà
e trasforma la pelle di tutti
in un unico e solo colore.
Quando poi a sera il sole
ci ossequierà da dietro il monte,
allungando le ombre intorno
e il buio con se porterà gli affanni,
sbriciolando il cuore alla malinconia,
io donna sola per la via andrò,
e sulle spalle, quale mio segreto,
oltre la notte ti porterò.


8 commenti
Ci incontrammo
in una notte di plenilunio
due lupi che per secoli
avevano ululato solitari
contro le fauci spalancate del cielo
L'argento del pallido astro
riflesso nei nostri occhi
e dentro già il sole infuocato
del nostro cuore selvatico
all'arrivo dell'alba rossa di sangue
Ci fondemmo insieme
strofinandoci pelle su pelle
a mischiare i profumi aspri
ci mostrammo le ferite
amari intagli sul petto
le unghie come lame spuntate
infilate sulla terra dura
testimoni del nostro sopravvivere
e nel nostro amore selvaggio
non abbiamo mai smesso di urlare
i nostri nomi nel vento
alla bianca signora
che ogni notte ci attende
noi due soli sulla scura collina
dove i lupi si amano
in una notte di plenilunio
due lupi che per secoli
avevano ululato solitari
contro le fauci spalancate del cielo
L'argento del pallido astro
riflesso nei nostri occhi
e dentro già il sole infuocato
del nostro cuore selvatico
all'arrivo dell'alba rossa di sangue
Ci fondemmo insieme
strofinandoci pelle su pelle
a mischiare i profumi aspri
ci mostrammo le ferite
amari intagli sul petto
le unghie come lame spuntate
infilate sulla terra dura
testimoni del nostro sopravvivere
e nel nostro amore selvaggio
non abbiamo mai smesso di urlare
i nostri nomi nel vento
alla bianca signora
che ogni notte ci attende
noi due soli sulla scura collina
dove i lupi si amano
Scruto nell'oscurità
aspettando l'alba
che in seno culla il giorno,
non so cos'aspettarmi:
un giorno è uguale all'altro...
intanto s'asciuga la mia linfa
nell'attesa, non so se vana,
del tuo ritorno.
Pochi fiori adornano il giardino
e nulla si spande come tappeto
innanzi al mio cammino.
Tutto è gelido marmo
come monumentale mausoleo.
La casa è tetra dal tuo abbandono
e ciò si ripercuote in ogni angolo,
in ogni stanza, in ogni crepa
del muro del giardino.
Solitario il mio vivere quotidiano,
nel mio petto s'agita il rimpianto
che sovente scaturisce in pianto.
Son qui che dondolo i miei giorni
nella tristezza e sul filo del dolore
ma attendo in questa casa
il tuo ritorno amore...

Nulla potrà
Or per sentieri d'allegro
Imboscar candido amor!
Domani ancora
Unti d'amico moveremo.
Ebbro l'eterno!
Narrar saprà
El tempo l'attimo...
Leggiadro scorrere!
Menar soliam
Orda bonita
Ne l'ora lesta.
Diurni mielosi!
Obbligo apprezzo!
Eccelso... sgorga ne lo core affetto!
Novella stenne
Effusa brama
Lo spirto... di lieto intriso,
Lo spirto... di brioso ingordo!
Amore sempre
Ne lo cammino soltanto
Il core, zucchero spanne
Mostranno, al monno stupìto
Acciacco dolce infatuato!
Fuochi di stelle
d’autunno son pastelli,
cicatrici di cristallo,
geometrie di luce corallo.
Schiude la pioggia
poesia di corteccia
e zigomo di solitaria foglia.
Nubi s’agrumano sulla soglia,
un ramo s’inchina alla nebbia,
lacrimano panchine scucite d’arena.
d’autunno son pastelli,
cicatrici di cristallo,
geometrie di luce corallo.
Schiude la pioggia
poesia di corteccia
e zigomo di solitaria foglia.
Nubi s’agrumano sulla soglia,
un ramo s’inchina alla nebbia,
lacrimano panchine scucite d’arena.
Sogno fenici ardenti
nel cielo notturno
ali tempestate di stelle in fiamme
alla vigilia di un'esplosione nucleare
lo splendore dell'oro più fine
sulle piume incendiate
la luce di mille soli
dentro i loro occhi
a perforare il firmamento
come punte di diamante
gli artigli di diaspro rosso
a graffiare la volta celeste
Sogno fenici ardenti
nel cielo notturno
distruzione e resurrezione continua
come il cerchio infinito dell'Ouroboros
Serpi e draghi danzanti
nel disegno universale
mi salutano le creature cosmiche
celate a chi non sa vedere
ma superbamente brillanti
per chi scruta nello spazio profondo
con le iridi illuminate di un bambino
avide di forme oltre il vuoto
solo apparente
nel cielo notturno
ali tempestate di stelle in fiamme
alla vigilia di un'esplosione nucleare
lo splendore dell'oro più fine
sulle piume incendiate
la luce di mille soli
dentro i loro occhi
a perforare il firmamento
come punte di diamante
gli artigli di diaspro rosso
a graffiare la volta celeste
Sogno fenici ardenti
nel cielo notturno
distruzione e resurrezione continua
come il cerchio infinito dell'Ouroboros
Serpi e draghi danzanti
nel disegno universale
mi salutano le creature cosmiche
celate a chi non sa vedere
ma superbamente brillanti
per chi scruta nello spazio profondo
con le iridi illuminate di un bambino
avide di forme oltre il vuoto
solo apparente
Notte metropolitana
Cala la sera,
rapidamente,
più presto adesso,
e fa già freddo,
non più come prima ,
notte di città,
notte metropolitana;
i gatti si rifugiano sotto
le macchine,
si sente freddo,
i ventilatori non servono
più o quasi,
notte gelida,
fresca,
che sa d’autunno,
di vendemmia e di mosto;
la bella stagione è finita ormai,
più o meno,
si raccoglie la legna,
ci si prepara,
all’inverno.
Cala la sera,
rapidamente,
più presto adesso,
e fa già freddo,
non più come prima ,
notte di città,
notte metropolitana;
i gatti si rifugiano sotto
le macchine,
si sente freddo,
i ventilatori non servono
più o quasi,
notte gelida,
fresca,
che sa d’autunno,
di vendemmia e di mosto;
la bella stagione è finita ormai,
più o meno,
si raccoglie la legna,
ci si prepara,
all’inverno.
Mai il pensiero
s'è donato tutto
a quel vero lutto
per i miliardi che non han lasciato il segno
forse solo i nomi
incavati su lastre di pietra
alcuni sulla croce di legno
facce volti corpi
impossibili da vedere
mancati in quel segno da lasciare
Mai il pensiero
è ritornato sul suo passato
a quell'esistere che è stato
cenere diventato
In qualche preghiera
già stanca dopo giorni
sparita
una qualsiasi sera
Sono stati figli
figli di figli
gradini fino alla cima
fondamenta di quelli partiti
consegnando l'esempio
la sua dima
A questo son serviti
seppur nudi poveri avviliti
han scritto analfabeti
libri interi più dei poeti
La sola presenza è servita
aiutando completando
senza giudizio, senza quando, senza ricordo
ma di questi tutti
il mondo è stato presto
ingordo.
s'è donato tutto
a quel vero lutto
per i miliardi che non han lasciato il segno
forse solo i nomi
incavati su lastre di pietra
alcuni sulla croce di legno
facce volti corpi
impossibili da vedere
mancati in quel segno da lasciare
Mai il pensiero
è ritornato sul suo passato
a quell'esistere che è stato
cenere diventato
In qualche preghiera
già stanca dopo giorni
sparita
una qualsiasi sera
Sono stati figli
figli di figli
gradini fino alla cima
fondamenta di quelli partiti
consegnando l'esempio
la sua dima
A questo son serviti
seppur nudi poveri avviliti
han scritto analfabeti
libri interi più dei poeti
La sola presenza è servita
aiutando completando
senza giudizio, senza quando, senza ricordo
ma di questi tutti
il mondo è stato presto
ingordo.
Segui Santa Lucia
attraversando il bosco,
ogni pensiero fosco.
la vista porta via.
Si srotolano i campi
sotto un cielo di pesca,
l'animo si rinfresca
pioggia di gioia e lampi.
gli ulivi al dì di festa
di gemme son adorni
e aspettan che ritorni
la contadina lesta
che con sapienza antica,
in questa forte terra,
quell'oro verde afferra
e paga ogni fatica
attraversando il bosco,
ogni pensiero fosco.
la vista porta via.
Si srotolano i campi
sotto un cielo di pesca,
l'animo si rinfresca
pioggia di gioia e lampi.
gli ulivi al dì di festa
di gemme son adorni
e aspettan che ritorni
la contadina lesta
che con sapienza antica,
in questa forte terra,
quell'oro verde afferra
e paga ogni fatica
Al riparo
dal sole rosso
di alcun paese incantato,
posso comunque leggerli
(nella penombra della
mia moltitudine)
i consunti cliché
del cuor gentile.
Ma la parola
è perduta,
e i rami
del
nocciolo
e del suo caprifoglio
ormai sono pensieri tristi,
emanazioni di nero.
È piccola cosa
l'umanità,
a volte
un inganno
altre un oltraggio,
e per il prode cavaliere
che erra per la corte,
è persino materia
britannica.
Io invece
vorrei
che
fosse
amore
oltre la morte,
e che dal tavolo
si guardasse
al mondo
che
langue:
ma non dentro,
fuori dal cerchio.
Come ti trasformo l’amore in una vignetta
lo disse un talento di passaggio in una città
ribelle all’ordine di un signore della guerra.
L’uomo in accappatoio e ciabatte al ballo
dell’ordine degli avvocati rischiò il collo
anche quando si presentò in una serra
con la moglie fedifraga del podestà
del posto e due scimmie sexy in bicicletta.
La ragazza coi capelli rossi aveva un sorriso
diverso per ogni cliente. Rispettoso
col boia ufficiale del quartiere, di sfida
col poliziotto che le sfilava le calze
a ritmo di dance, svampito con le pazze
incantatrici di serpenti con la spada,
beffardo con l’amante del marito geloso
di una collega con l’orecchino al naso.
Nessuno ricorda il giorno che il talento
di passaggio in città incontrò la ragazza
coi capelli rossi al vernissage di una mostra
sul surrealismo. Ci sono le registrazioni
però a dimostrare che le vere ragioni
di quell’aggressione con una pietra
saranno sempre un mistero. Era una pazza
disse il giardiniere anziano del convento.
Al processo non si presentò nessuno.
Anche giudice designato marcò visita
dichiarando di non essere nel pieno
possesso delle facoltà mentali. Aveva
fatto l’amore con l’imputata quando era
sotto protezione di un boss nano
della polvere bianca. La stella cometa
era in ritardo, tutti l’aspettarono invano.
Ricordo ancora quando per la prima volta vidi il tuo viso
ed era splendente,era unico e raffinato nelle sue spezzature,
ascoltavo la voce di un angelo che filtrava da un innocente sorriso.
E mi innamorai subito delle tue ombre,
i colori del tuo cuore fiorivano dentro le mie arterie,
e fu subito primavera in quel freddo ottobre;
cominciai quindi a cercarti di nascosto con ogni polpastrello,
tu,che forse cosi mi hai amato,trovando la mia mano ne accoglievi la presa
e io lì comunciai a sentire il tuo amore come un fardello.
Con ogni giorno ero sempre più vicino,
ed iniziai cosi a vagare dentro di te
sicuro del mio cammino,
ma la notte è lunga se ami qualcuno,
qualcuno che non sarà mai tuo
e cosi ora sono solo nebbia tra le sigarette e le nuvole di fumo.
ed era splendente,era unico e raffinato nelle sue spezzature,
ascoltavo la voce di un angelo che filtrava da un innocente sorriso.
E mi innamorai subito delle tue ombre,
i colori del tuo cuore fiorivano dentro le mie arterie,
e fu subito primavera in quel freddo ottobre;
cominciai quindi a cercarti di nascosto con ogni polpastrello,
tu,che forse cosi mi hai amato,trovando la mia mano ne accoglievi la presa
e io lì comunciai a sentire il tuo amore come un fardello.
Con ogni giorno ero sempre più vicino,
ed iniziai cosi a vagare dentro di te
sicuro del mio cammino,
ma la notte è lunga se ami qualcuno,
qualcuno che non sarà mai tuo
e cosi ora sono solo nebbia tra le sigarette e le nuvole di fumo.
Mercanti d’alba
son quegli occhi innamorati,
virgole di grano e di vino,
aquiloni nell’azzurro del mattino.
Mi guardi, stupito,
ed io son ora un campo rifiorito,
fragile bacio d’autunno sfinito.
M’abbracci,
come arcobaleno fra le nevi
ed io son ora poesia e desideri,
mercante d’alba e luce di ieri.
son quegli occhi innamorati,
virgole di grano e di vino,
aquiloni nell’azzurro del mattino.
Mi guardi, stupito,
ed io son ora un campo rifiorito,
fragile bacio d’autunno sfinito.
M’abbracci,
come arcobaleno fra le nevi
ed io son ora poesia e desideri,
mercante d’alba e luce di ieri.
Ecco cos'è il profumo
della tua pelle per me
incenso sul mio braciere
il mio fuoco nel vento
del tuo respiro convulso
può solo divampare
al calore rosso del tuo corpo
risponde la lingua scarlatta
della fiamma nel fumo bollente
Ecco cosa sei per me
legna ardente e polvere di sandalo
incenso sul mio braciere
e l'essenza ora brucia
in spire e volute azzurre
scioglie le nostre membra
nell'estasi che tutto consuma
della tua pelle per me
incenso sul mio braciere
il mio fuoco nel vento
del tuo respiro convulso
può solo divampare
al calore rosso del tuo corpo
risponde la lingua scarlatta
della fiamma nel fumo bollente
Ecco cosa sei per me
legna ardente e polvere di sandalo
incenso sul mio braciere
e l'essenza ora brucia
in spire e volute azzurre
scioglie le nostre membra
nell'estasi che tutto consuma












