In cammino, nell’aria mossa dal corpo
con i suoi passi imperfetti,
e i volti,come texture scolpite sulla roccia.
Ci sfugge la bellezza latente…
l’dea muore dentro la pietra,
e cede il cromatismo della vita.
L’inganno ci sfida,
il traffico stordisce i pensieri
e ogni legame perde forza.
Ora oscilla l’illusione magnifica
dell’anima,che non sorpassa
più sè medesima né il destino.
E li occhi?
Non so se è tutto vero quel che vedo;
io non ci credo…e non crederci neanche tu,
se ancora vuoi arrampicarti sui più alti rami.
Cielo e terra dialogano ancora
anche se,i rovi son più fitti
e non passano le voci.
L’allucinazione è frenetica
e la corona ha molte spine…
… ma la luce è vasta, più dell’oscurità!


8 commenti
Doppiamente mamme e papà
a volte pur di più.
Chissà, forse è questo
il segreto di tanto amore.
Quanto desiderio di esserci,
di leggere la gioia
sui volti di quei piccoli,
figli del loro frutto d’amore.
Pronti a tergere le capricciose lacrime,
trasformarsi in compagni di giochi,
planar nell’incantato mondo delle favole,
raccontar storie di vita passata
ed accender loro tanta fantasia.
Quanta disponibilità
per la loro sana crescita
e all’occorrenza
elargir le giuste cure,
pari a teneri germogli.
Amore e ancora amore,
ancor più che ai propri figli.
Nonni angeli,
per loro tutto,
anima, cuore e tempo.
Forse sarà il brusio degli anni
che inesorabilmente passano,
senza chiedere consenso.
Forse il malinconico pensiero
di un fato dispettoso,
il segreto di tanto amore.
Forse sarà la paura
e i pensieri repressi di non esserci,
allorchè quei fiori,
ognuno col suo profumo,
simili a farfalle colorate,
si libreranno in volo
inondando di note olezzanti
il loro mondo.


Immemore
tempio d'amore soave
olocausto di sentimento e ragione
inebria l'occhi profondi
e lei
come domande profonde senza risposta
danza nel mio cuore
flaggellato d'amor sospirante
e d'altari incensati in chiese altrui
oggi è l'autunno del mio andare
ieri sarà l'estate del mio
essere
tempio d'amore soave
olocausto di sentimento e ragione
inebria l'occhi profondi
e lei
come domande profonde senza risposta
danza nel mio cuore
flaggellato d'amor sospirante
e d'altari incensati in chiese altrui
oggi è l'autunno del mio andare
ieri sarà l'estate del mio
essere
Sale un raggio di sole
attraversa la strada repentinamente
ritorna alla scala del cielo blu
tinto da sfera gialla di luce abbagliante
accade che l'ombra appaia pacifica
senza vita senza anima e impalpabile
viene raggiunta all'improvviso
da una scintilla d'arcobaleno
si rianima rapidamente
il particolare dimenticato .
La tua vista per qualcuno
equivale ad una fucilata.
Per altri
ad una grossa risata.
A volte ci sei sempre
altre mai.
A volte sei muta
altre canti e sembri posseduta.
Non si capisce perchè certe volte sei davanti
altre dietro.
Per me sei diventata una barzelletta
per altri un incubo.
Veloce orbita veemente,
là dove il tempo doma
in gravità ch’è assente
fluttuandone la chioma,
la Samantha sorridente
che confondesi col sol
quando più volte appare
nel dì celere in vol
repente assurto al mare
come stesse a fare un goal
nell’angusta navicella
tra i comandi e i compagni
d’avventura e di novella
a desinar privati e bagni
di sognar no: ritorno appella…
… fluite decadi “oh, my God!” una ventina
per, al finir d’un viaggio così lunge
la navigante tanto simile a fatina,
poter goder d’odor d’erba che punge
‘sì amata dai puelli –ella– Fata Turchina…!
Son azzurri gli spiriti
fusi nell'ossigeno
nel respiro del cielo
Sciolgono carezze
fra i lunghi capelli
fiori dolci sulle ali
e sogni soffiati
su soffici nuvole
nei giochi del vento
le piccole fate d'etere
danzano festose
sembran eterne bambine
Girandole di luce
appena visibili nei miei occhi
riempiti d'incanto
il volo delle Silfidi
mi sfiora il cuore
e sembro un'eterna bambina
Stringimi ai tuoi pensieri
come un caldo raggio di sole,
annodami ai colori dell’anima,
annoverami fra i baci dell’inverno
come una lanterna di mute parole.
Ingarbugliami al tuo cielo
come aquilone impigliato fra i rami,
enumerami fra i petali di un fiore,
cucimi alle rive del tuo cuore
come orizzonte di rondine in volo.
come un caldo raggio di sole,
annodami ai colori dell’anima,
annoverami fra i baci dell’inverno
come una lanterna di mute parole.
Ingarbugliami al tuo cielo
come aquilone impigliato fra i rami,
enumerami fra i petali di un fiore,
cucimi alle rive del tuo cuore
come orizzonte di rondine in volo.
Penso al singolare che c’è in te
che sei venuto a leggere,
ma son pochi minuti.
Nel luogo deserto, siamo noi due soli
e nel tuo selvaggio avvolgimento
stai lì, senza parlare.
Io non so, se porti fiori, oppure spade,
ma sento l’interno del tuo fuoco,
l’eroica rivolta, la tua presenza dura…
…misteriosa e folta.
Per te, il mio andamento ora è ansante
in stanze chiuse e profumate di piacere temerario;
di foglie sempreverdi,
di sacra carne, e audace pratica d’amore.
Il desiderio è brama lucida e ricchissima.
Il mio urlo stanotte, ha avuto cento registri…
…e tutti i suoni!


“Fa' ch' ogn' uno tralasci e balli e canti, l' aria che temperata dà piacere, e la staggion ch' invita tanti e tanti d' un dolcissimo sonno al bel godere.”
Dimesso
come l’aspetto
del nibbio che fischia,
l’autunno del flauto dolce
era adagio molto,
non lento
quanto
largo,
ma
ben più
arancione
della buccia
della zucca.
Anche noi
eravamo
stanchi
di un
sonno
greve:
esposti
al bacio
del sole
d'ottobre
come
la
pagina
superiore
della foglia
della vitis
vinifera.
Ma
era
ieri.
Noi
oggi
siamo
quasi vecchi,
già oltre la collina
e al di là dell'equinozio:
io, Jack il fabbro ubriacone,
tu una lanterna cucurbita
che emana una luce
azzurro intenso.
Come quello
del cielo
vicino
alla mia
buona stella.
Ero in viaggio in Africa, conobbi una gazzella e mi ci fidanzai.
All’inizio le cose erano un po’ complicate
Lei vegana io onnivoro.
Ma il sesso era fantastico.
Così arrivammo al primo anniversario.
La portai in Italia
L’Africa è bellissima ma troppi pericoli
Il leone e gli altri maschi di gazzella con cui lottare.
Lei si adattò immediatamente, cibo abbondante tutti i giorni
Nessun pericolo, niente più corse per fuggire.
Ingrassò
Una notte tornando a casa all’improvviso
La trovai a letto con tale Leone Batticarne, il macellaio.
Fu la fine, e per colpa del Leone,
non come immaginavo,
i casi della vita.
Lei disse che la colpa era mia e che il macellaio le dava quel brivido
Necessario per la felicità di una gazzella.
Mi diedi nell’ordine:
All’ alcool, a 12 puttane, a un corista della chiesa di Bergamo Alta,
al banghi giamping, al biliardo, alla corsa, alla frusta, alle barzellette
e a una nuova fidanzata.
Tutto in una settimana.
Andai in Africa
Lei si adattò immediatamente
Vivevamo in una grotta difesa dal fuoco.
Io andavo a caccia, stavamo bene.
Poi un giorno, nella savana, per caso la rivedo.
Lei la MIA gazzella.
Dimagrita era bellissima.
Non mi avvicinai, non mi feci vedere non ne ebbi il coraggio.
Morì sbranata da un leopardo,
non un leone,
i casi della vita.
Vai a capirli.
Io e la mia fidanzata
La stessa notte ci addormentammo
E uscimmo dai nostri corpi
Consapevoli – noi non i corpi-
Che non saremmo più tornati.
Ci disperdemmo diventando universo.
Pensare che ero un ragioniere di Voghera
Prima del viaggio in Africa.
Inaspettati squarci di vita.
Vivete la vostra
ci vediamo a parte, in parte, a parti nell’universo.
All’inizio le cose erano un po’ complicate
Lei vegana io onnivoro.
Ma il sesso era fantastico.
Così arrivammo al primo anniversario.
La portai in Italia
L’Africa è bellissima ma troppi pericoli
Il leone e gli altri maschi di gazzella con cui lottare.
Lei si adattò immediatamente, cibo abbondante tutti i giorni
Nessun pericolo, niente più corse per fuggire.
Ingrassò
Una notte tornando a casa all’improvviso
La trovai a letto con tale Leone Batticarne, il macellaio.
Fu la fine, e per colpa del Leone,
non come immaginavo,
i casi della vita.
Lei disse che la colpa era mia e che il macellaio le dava quel brivido
Necessario per la felicità di una gazzella.
Mi diedi nell’ordine:
All’ alcool, a 12 puttane, a un corista della chiesa di Bergamo Alta,
al banghi giamping, al biliardo, alla corsa, alla frusta, alle barzellette
e a una nuova fidanzata.
Tutto in una settimana.
Andai in Africa
Lei si adattò immediatamente
Vivevamo in una grotta difesa dal fuoco.
Io andavo a caccia, stavamo bene.
Poi un giorno, nella savana, per caso la rivedo.
Lei la MIA gazzella.
Dimagrita era bellissima.
Non mi avvicinai, non mi feci vedere non ne ebbi il coraggio.
Morì sbranata da un leopardo,
non un leone,
i casi della vita.
Vai a capirli.
Io e la mia fidanzata
La stessa notte ci addormentammo
E uscimmo dai nostri corpi
Consapevoli – noi non i corpi-
Che non saremmo più tornati.
Ci disperdemmo diventando universo.
Pensare che ero un ragioniere di Voghera
Prima del viaggio in Africa.
Inaspettati squarci di vita.
Vivete la vostra
ci vediamo a parte, in parte, a parti nell’universo.
Stretta nella mia fretta mattutina
tra gelidi e ruvidi grigiori
un passo alla volta, dispiego le ali
di una mente stropicciata dal sonno;
e nei cieli di fine Settembre
di sconfinati e leggeri celesti,
di batuffoli d'oro e rubino,
l' audace e sferzante pensiero
distende le sue ali nel vento:
si ridesta e rinasce a nuova vita
nell'infinito della fantasia.
Un nuovo giorno è qui.
tra gelidi e ruvidi grigiori
un passo alla volta, dispiego le ali
di una mente stropicciata dal sonno;
e nei cieli di fine Settembre
di sconfinati e leggeri celesti,
di batuffoli d'oro e rubino,
l' audace e sferzante pensiero
distende le sue ali nel vento:
si ridesta e rinasce a nuova vita
nell'infinito della fantasia.
Un nuovo giorno è qui.

Ogni volta…
che poso
il mio sguardo
su la gelida pietra,
su la muta immagine,
su l’assente cortese
per invocarti,
per ritrovarti,
per rianimarmi
oh mio gentil estinto,
oh mio dolce cuore,
oh mio fiero giorno
d’un tempo migliore,
d’un tempo pacioso,
d’un tempo cordiale…
de le stille
inondan
il presente amaro,
il presente avaro,
il presente avverso.
Ogni volta
vorrei fosse
la prima volta
d’un sorriso.
Ogni volta
vorrei fosse
l’ultima volta
d’un atrabile.
La nube bianca ha varcato l’uscio
e gli amanti hanno il volto coperto
il bacio è impossibile, ma la passione
è infuocata. Qualcuno scende dal cielo
è il marito di Mary Poppins o uno svitato
qualunque che lavora in banca? L’invitato
è in ritardo, c’è un sole nero ed è un velo
la notte, è l’iride che è scuro o la ragione
che scambia la realtà con un porto
di mare? C’è silenzio in questo fruscio.
Pensi anche tu che siamo alla frutta
se è una mela a farci respirare
o se è un sasso nel cielo a indicare
la via ai sognatori? La donna truccata
mi copre la vista del cielo, ma il mare
è una tavola piatta questa mattina
il sole ha piccoli occhi, non c’è brina
nei prati. Con questa pipa non puoi fumare
perché non esiste, se sei la mia fata
ti voglio accanto in questo vagare
nel regno della bellezza. Il colore
può cambiare, è calda ora questa grotta.











