S’attarda una stella,

scuce il suo diario di luce,

zampilla fra la brina dei campi,

abbottona lacrime d’orizzonte ai fior.


Solstizio crepuscolare m’abbacina,

abaco di luna corallo zittisce,

il ciel s’intinge di nuvole argento,

il cuor mio è calamaio di lana e dolor.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Viviamo i nostri giorni

come bandiere che sventolano in una sola direzione

sempre vestite dallo stesso vento,

come polvere appoggiata su un piano

dopo aver brevemente danzato nel buio di una stanza.



Abbiamo occhi per vedere ma non guardiamo

Sempre davanti allo stesso film rassicurati perché conosciamo il finale

Abbiamo piedi per camminare

Che calpestano sempre le stesse orme quasi a non voler lasciare un segno nuovo



Eppure siamo stati bambini

con occhi gentili nei confronti dei sogni

Persi in un bosco ad aiutare le fate,

seduti in un guscio a solcare il mare.

Eppure siamo stati bambini

incantati dal buio lucente delle stelle

Cavalieri splendenti a lottare col male,

inventori e scienziati curiosi del nulla.



Viviamo i nostri giorni

come buste vuote ma già ermeticamente chiuse

nulla ci può riempire, nulla potrebbe uscire

come bicchiere già pieno fino all’orlo

a cui nessuno ha mai accostato le labbra.



Abbiamo vie diverse che si aprono davanti a noi

Ma vediamo e imbocchiamo sempre la stessa strada rassicurati

Perché sappiamo dove ci vuole portare.

Senza nemmeno accorgercene

siamo entrati nel fiume del quotidiano

Goccia vicino a goccia

a seguirne le anse  senza un sorriso.



Eppure siamo stati bambini

con respiri profondi nei confronti dei desideri

con lo sguardo incantato sui fiocchi di neve

con un occhio socchiuso a mirare nel cielo.

Eppure siamo stati bambini

Anche se non ce lo ricordiamo più

ponevamo domande e ascoltavamo le risposte

la testa era infinita da riempire con meraviglia.

Siamo diventati adulti e risultiamo piccoli

Eravamo bambini e risultavamo grandi

Siamo diventati adulti

limando i sogni

Adattando le voglie

Abbassando le aspettative

Medicando l’anima.



 Siamo diventati grandi rendendo  piccolo e finito

il nostro infinito personale universo

Torniamo piccoli per renderlo nuovamente senza limite.

Sconfinato.

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Profilo Autore: Elvezio  

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      Che suono si udirà

      quando nasce un’ idea?

      in mente esploderà

      un’energia che crea.

      Un fuoco d’artificio

      Illumina la mente,

      la luce è d’auspicio

      nel ridestar la gente.

      Un fuoco colorato

      Illumina il sentiero

      In cielo vien sparato

      di gioia è foriero.

      Che suono si udirà

      quando muore una vita?

      Un colpo partirà:

      fugge ora dalle dita

      la promessa futura,

      di giochi e sorrisi,

      di un’idea matura

      e sogni adesso uccisi.

      Troppi ancora i bambini

      nel nostro ingiusto mondo,

      solo i fuochi assassini

      hanno di sottofondo.

      Senza scuola e istruzione

      son guerrieri senza armi,

      senza rivoluzione,

      sono persone inermi.

      Pedine del futuro

      Senza la volontà

      esercito sicuro

      senza più libertà.
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Profilo Autore: Cla  

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Scavanno un giorno dentro ar mi giardino,

trovo ‘na crozza e du ossa vicino.

‘A presi fra le mani co ossequienza

pe nun trascurà sta circostanza.

E mentre che io sto a curiosà,

‘nse mette tutto a ‘n tratto a parlà.

Tant’è vero che, impaurito,

velocemente me ne ero ito.

Nun sono affatto morta pe a guera,

nun ce ne stanno tante in questa tera,

nun voijo cantà a vita mia perduta

benché felice l’ebbi conosciuta.

Nun m’hanno data a medaija d’oro

vissi sortanto con un gran decoro.

Nun so ‘na crozza invero imporante

chi mi ammazzò è ‘povero ignorante.

Voijo parlatte der mi assassino

crudele specie, feroce malandrino,

prima te uccide a personalità,

poi puoi morì, ce poi anco schiattà.

Magari avesse n’arma da battaja

a quale contro te esso si scaja,

l’arma se trova nella sua presenza,

amico mio se chiama Indifferenza.

Ora che tu mi hai trovato

e er mi messaggio hai recepito,

metteme ‘nsieme a tutti l’artri morti

co cui condividere rapporti

e nun vicino a quelli che

‘nte penseno e fanno sol per se.

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Profilo Autore: Bronson  

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C’era l’imponenza delle piramidi e Cleopatra

che s’era fatta rifare il naso in una clinica

di Stoccolma mentre Antonio recitava

in un film su Marlon Brando. Lizzy aveva

gli occhi viola e se qualcuno giocava

d’azzardo lo murava vivo nell’alcova.

Orlando roteava la durlindana antica

la luna era lontana e l’acqua salmastra.



I sogni sull’aquilone non atterrano mai

il buco della serratura è otturato

se ti spogli, lo spettacolo è solo per me.

C’è avanzato uno spicchio di stella

magari domani lo saltiamo in padella

o lo facciamo flambé. Oggi non c’è

verso di convincerti, ci ho solo provato

per gioco, pensi che finirò nei guai?



Le foto in bianco e nero hanno parlato

c’è un tempo che più non esiste

è sarà così un giorno anche per questo.

Cenerentola ferma la sveglia con un piede

vuole dormire ancora un po'. La fede

è stata fusa con la lava e il tuo pesto

sa di ruggine corrosiva, ora le feste

le ha abolite una legge dello Stato.



Qualcuno si lava le mani, non è Pilato

ma un chirurgo di Bruxelles, la sirena

delle ambulanze oggi è l’unico suono

della città. La televisione è accesa

è il cervello che è spento, l’offesa

è all’umanità intera. C’è un uomo

che prega Dio, eppure non ha una cena

da consumare. L’assurdo è tornato.

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Profilo Autore: mybackpages  

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Io sono colui
che dimora dentro di te
il fiore che non vuole appassire
il giorno che non vuole invecchiare
il gioco continuo
senza interruzione
Io sono il volto nel sole
la corsa tra le rose appena nate
lo slancio innocente
l'occhio curioso
e ansioso di scoperta
sempre a caccia
della sfumatura
che rinnova un colore,
di una nuova forma strana
nei capricci naturali
Io sono il seme segreto
nel giardino della tua essenza
Mi fingo immune al tempo
perchè non voglio morire mai
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Profilo Autore: Sabyr  

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La solitudine è la prima emozione che ricordo di aver provato,

ho imparato prima a riconoscerla e poi ricordo di aver camminato.
Nè fratelli nè sorelle con cui giocare,
chiuso in me stesso parlavo alle onde del mare.
Il fruscio delle foglie mosse dal vento 
conduceva i pensieri ancor più dentro,
l'immaginazione volava al narrar della fiaba
il silenzio incombeva, la notte calava.

Un giorno mi accorsi di non esser da solo,
la vita mi accolse e nel silenzio un frastuono.
La solitudine incombe nel cuor dell'amato,
la solitudine è essenza per tutto il creato,
percepiamo ogni istante intimamente.
Chi come te vedrà quelle stelle?
Chi come te udirà quel silenzio?
Siam sempre soli, in compagnia di noi stessi in eterno.
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Profilo Autore: Clemente Valentino  

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E intanto il tempo sene và

E non siamo più tanto giovani,

il tempo passa e noi non ci pensiamo,

ma intanto,se ne và il nostro tempo,

e diventiamo tutti storia vissuta;

e intanto il tempo se ne và,

tra grane e preoccupazioni,

e tu stai con me,per fortuna,

ma a volte il mio dolore,

neanche tu lo capisci,

i miei anni,

e i mali,

che tu non hai di certo,

alal tua età;

il tempo se n e và,

senza requie,

ed io vorrei solo amarti in pace,

negli anni che restano,

lontano d questo mondo fetente,

da certa gente squallida,

e il tempo s e ne và,

insieme a te.

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Profilo Autore: stefano medel  

Questo autore ha pubblicato 234 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Scrivo scrivo scrivo.

Sputo in avanti un bolide giallo limone

che ti si arresta di fronte -

una testa forte e fanciulla

un dardo che nulla più porta 

di fradicio, un controverso affanno

che ha superato ogni pioggia

e arde e si infonde fra le cicalette della nuova

mia

estate. 



Risultati immagini per emil nolde paintings

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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Non è facile
restare anonimi
con due poesie
che sfuggono
all'eternità.
E confusi
in un viavai
che sconforta,
non è sublime
questa nuova,
inaspettata,
solitudine.
Non è
che
il
vecchio
inumano
desiderio
di potersi
ritrovare in
ogni luogo,
nello
stesso
momento:
mille vite fa,
ma anche dopo.
Quando tutto era,
o sarà, lo sciogliersi
di un panorama;
quando anch’io
avrò avuto
una casa
e un po’
d’amore,
per essere,
o essere stato,
così tanto felice
di esistere.
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Profilo Autore: Charlie  

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Quando nasci apri gli occhi per la prima volta

Non vedi ancora nulla e per questo vedi tutto.

Il primo respiro, … non l’avevi mai fatto…

Chissà se l’aria ha un odore particolare con il primo respiro

Come la prima volta che vai al mare e senti il suo odore.

Io credevo fosse dovuto alla pineta, alle palme, invece era il mare.

Oppure un misto.

Sbatti gli occhi una decina di volte e sei gìà all’asilo.

Impari a difenderti, impari a stare con gli altri…per chi ci riesce… io voglio stare da solo o meglio con poche persone.

Non ti do l’amicizia, quella si crea da sola non si può dare, non voglio “inseguitori” meglio se non mi trovate, vengo io da voi se voglio!

Sbatti gli occhi ancora e sei alle medie, poi alle superiori già alla maturità.

Cazzo me ne frega sono giovane ho ancora tutta la vita davanti adesso si comincia.

Sbatti gli occhi 7 volte e sei operaio, 8 ore al giorno più straordinari se necessario, sei dentro un parallelepipedo di cemento grigio e fuori il nastro del mondo gira con i suoi colori con le sue opportunità.

Sbatti gli occhi 5 volte e festeggi i 40 e poi i 50, li chiamano traguardi ma perché i 43 oppure i 37 non erano egualmente importanti? Che cazzo vuol dire dare importanza allo zero?

“Ehhhh ma poi cambia non hai più lo stesso numero davanti, …dai sbatti gli occhi”.

Sbatti gli occhi 3 volte e sei in pensione, cazzo come ho fatto a non accorgermi del tempo che passava?

Quante persone ho perso per strada? Chi mi ha abbandonato e chi invece non calpesta più questa terra?

Sono stanco.

Sei steso, gli occhi aperti, sbarrati non vuoi chiuderli non vuoi più sbattere gli occhi…ma…

SBATTI GLI OCCHI UNA VOLTA …l’ultima… non tornerai più ad aprirli a vedere il verde degli alberi in estate, la luce del sole il volo di una rondine e il bianco delle nuvole.

Butti fuori l’ultimo respiro, non lo esali, non lo espelli, lo butti fuori non puoi trattenerlo e un’azione alla quale non hai mai pensato veramente non si compirà più.

Il petto non tornerà più a gonfiarsi si è fermato.

Come se un’onda del mare restasse in alto senza infrangersi – dovete immaginarla- la spuma bianca in alto la curva appena accennata, ferma, ci si può tuffare attraverso si può fare il bagno ma….

E mentre succede tutto questo, mentre sbatti gli occhi l’ultima volta mentre espiri per l’ultima volta i pensieri girano veloci…

Non ho amato abbastanza…avrei potuto amare di più…avrei dovuto amare di più…

Non ho assaporato, annusato a sufficienza l’esistere, non ho morso, ingoiato, sputato fino al nocciolo delle cose.

Quanti baci ho perso? Cazzo ancora uno…

Quel nome…com’era? Come ci eravamo conosciuti?

Ma perché cazzo mi sono preoccupato così tante volte….errori? sbagli? Adesso mi viene da sorridere…

Addio,… a Dio o chi per lui ,…. vi lascio,… e non posso lasciarvi più niente ormai, ... non posso darvi più nulla di tutto quello che ho tenuto per me e avrei potuto mostravi.  Che spreco.

Una cosa però l’avete e l’avrete

Il ricordo di me……… ffffffffssssssss.

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Profilo Autore: Elvezio  

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 L’argentea Luna guarda di lassù la Terra sua sorella,

con l’occhi di chi, anche piangendo, non si consola;

vede lo scempio che l’uomo commette su quella cosa bella,

che gira intorno al suo sole, sospesa come un’aquila che vola.

 

La vede là che langue e tacitamente si dispera

e le coste, come carni, l’erode la marea.

È malata e stanca nella sua cerulea sfera

e ricorda i beati giorni quando credevasi una dea.

 

Vede l’aere che non è più quello d’una volta;

non più limpido e sereno come tanti anni fa,

ma grigio, polveroso e inquinato da mano stolta,

che non pensa al tutto e che distratta và.

 

Piange la Luna guardando i fiumi dal colore strano,

che i loro veleni ed il loro ciarpame portano verso il mare;

che formano grandi isole di galleggiante materiale vano,

che con le sue acque azzurre nulla hanno a che fare.

 

Guarda le vaste aree morte che le sue creature hanno lasciato,

perché lì non possono più nuotare ne respirare.

Guarda i coralli spenti delle barriere immense ad ogni lato

del grande globo, che nessuno può più mirare.

 

Anche nel mio argenteo suolo tu sei già arrivato,

a deturpare quello che nessuno ha mai osato,

da che al mondo sei arrivato tu, uomo screanzato.

Anche la tua orma impavida sul mio corpo hai lasciato.

 

Anche il mare piange di lacrime sottili

e par che dica all’uomo: “allora tu non m’ami”;

i tuoi gesti son feroci, cattivi e vili,

e nessuna altra specie rispetti e sinceramente ami.

 

La luna, allora, con lacrime sincere, sussurra all’umana specie d’usare

il fervido suo ingegno per salvare questa sua dimora bella e non doverla più insudiciare.

Dice:“linda il tuo bel cielo, i tuoi alti monti; fa che le tue pianure siano aulenti e limpido il tuo mare;

non cercar altrove un’altra stella, che più preziosa e bella di questa, giammai potrai trovare”.

 
 





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Profilo Autore: Luigi  

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Legami preziosi,
importanti,
pieni di dolore. 

I pensieri
sempre più  
viaggiano nella fantasia. 

In attesa di quel sogno
di felicità
sempre più lontano. 

Emozioni profonde, un abbraccio vero
che fa dimenticare
quasi tutta la sofferenza. 

Legami falsi, 
errori profondi,
legami che credevo sacri. 

Ma la realtà
è come il carnevale
una maschera. 

Alla prima pioggia
si scioglie
come la neve al primo sole. 

Legami falsi, di carta
legami distrutti per sempre
morti e sepolti. 
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Fondiamo l'argento
delle nostre lune
e l'oro dei filosofi

giochiamo alle sottili misture
nelle fragili fiale
degli alchimisti

Distillati di segreta essenza
elisir di lunga vita e affini
infine otterremo il metallo puro

liquido e incorrotto
come sognamo diventi
il centro dei nostri cuori

Distillati di segreta essenza
e preziosi liquori
da gocce d'anima

dentro piccole ampolle
che ci scivolano tra le dita
frantumando il mistero

della nostra esistenza
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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
… Guardai infondo ai suoi occhi
e vidi un oceano.
Acque irruenti e impazienti
per bagnare e nutrire la vita.

Desideri distesi al sole
come frutti a maturare.
… E, un giorno, li riguardai
raccontavano di sogni teneri
profumati dai giovani anni
e riflessi di passioni di donna.

Mille e più zampilli, fontanelle d’acqua
pronte a dissetare
l’arsura prepotente dei sogni.
… Osai e spiai nel libro del futuro,
c’era magia!...

Carpii di un amore,
lessi una speranza.
Voleva che le camminasse nell’anima
e la riempisse, la saziasse,
e intreccio fosse col suo cuore.

… Ora, negli occhi
nessuno spazio è vuoto,
la sua anima è sazia.
.. Guardo al suo fianco,
quell’amore è lì…
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Profilo Autore: Giò  

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