La pioggia di marzo
scivola come piuma
sulle scrivanie del paesaggio.
Un vespro lunare s’acciglia,
è miele delle cantine d’un temporale,
borotalco di gelida rosa fra le dita.
Chiacchiericcio d’ombrelli e finestre
abbraccia batuffoli di nuvole incipriate,
amaro caffè è un bocciolo d’inverno
ed il cielo un gomitolo d’arcobaleno.
scivola come piuma
sulle scrivanie del paesaggio.
Un vespro lunare s’acciglia,
è miele delle cantine d’un temporale,
borotalco di gelida rosa fra le dita.
Chiacchiericcio d’ombrelli e finestre
abbraccia batuffoli di nuvole incipriate,
amaro caffè è un bocciolo d’inverno
ed il cielo un gomitolo d’arcobaleno.
3 commenti
Immerso!
In un oscuro candore
profondo!
perso nell’abisso
continuum!
Cerco l’essenza dell’Io.
Sè luce sé ombra, sé cielo sé terra,
sé carne sé spirito, sé uno sé trino,
sé nulla sé tutto, sé Uomo sé Dio.
L’energia che fluisce nel corpo
mi prende e mi trasporta via,
in un tepore pieno di vita
l’amore mi culla,
la mia essenza brilla.
le vibrazioni come terremoti
adesso senza tormenti, adesso senza terrori
scuotono il mio essere
e nell’etere emano emozioni.
Immenso!
In quell’oscuro candore
profondo!
Creo nell’abisso
continuum!
L’essenza dell’Io.
Dilettoso gironzolo per il giardino
e che lassù mi si faccia grazia
di questa mancanza di volontà,
sono del colore del sasso dei lupi
e le pupille rosse anche ho perduto,
nell'ultima estate calda. La parete
delle rose è affumicata in liane
che sull'incompiuto filo
in un lillà scoppiato ricade.

sono del colore del sasso dei lupi
e le pupille rosse anche ho perduto,
nell'ultima estate calda. La parete
delle rose è affumicata in liane
che sull'incompiuto filo
in un lillà scoppiato ricade.
… Niente
s’è fermato
se non i tuoi sguardi
e ora tace ogni parola e pena.
Di nulla
s’è accorto il mondo
e niente è cambiato
se non la mia vita,
priva delle tue carezze,
anche di quelle fatte di silenzio.
… Il pensiero di te
ha scavato il suo posto
nella mente e sulla pelle,
è lì che siede,
ora,
la tua tenerezza.
… Fa male, fa tanto male…
Sordo dolore
in un pianto muto che,
nella gola,
un grido strozza
mentre ingoio l’ombra dei ricordi
e la rabbia.
Resta con me
l’immenso tuo dono,
il più grande che potessi avere
e per sempre,
anche oltre le tenebre:
il tuo grande amore…
In qualche angolo di me
ricordi come un tuffo nel cuore
In qualche angolo di me
lacrime nascoste di angosce e dolore
ed io che cerco rifugio via dalla gente
dal rumore assordiante di un bel niente
a rincorrere il benessere quello più impercettibile
ma quanto mai vitale direi imprescindibile
quell ' amore verso se stessi che chiamo armonia
In qualche angolo di me
lo sento , lo cerco prima che scappi via
accelerando , lottando con il tempo
prima che la luce abbia un colore diverso
prima che non sia oblio che mi sporca di nero
In qualche angolo di me
cerco ancora il sentiero
che mi tracci un domani profumato come un fiore
che mi porti da te che accetti il mio amore
senza più vederti scappiare
con il tuo pianto invisibile
che io chiamo paura d'amare .
In qualche angolo di me
troverò la forza di cambiare
ed inizieremo a sognare .
ricordi come un tuffo nel cuore
In qualche angolo di me
lacrime nascoste di angosce e dolore
ed io che cerco rifugio via dalla gente
dal rumore assordiante di un bel niente
a rincorrere il benessere quello più impercettibile
ma quanto mai vitale direi imprescindibile
quell ' amore verso se stessi che chiamo armonia
In qualche angolo di me
lo sento , lo cerco prima che scappi via
accelerando , lottando con il tempo
prima che la luce abbia un colore diverso
prima che non sia oblio che mi sporca di nero
In qualche angolo di me
cerco ancora il sentiero
che mi tracci un domani profumato come un fiore
che mi porti da te che accetti il mio amore
senza più vederti scappiare
con il tuo pianto invisibile
che io chiamo paura d'amare .
In qualche angolo di me
troverò la forza di cambiare
ed inizieremo a sognare .
Il coccodrillo piangeva lacrime di gioia
da quando la sua compagna era fuggita
col capo del branco a sud di Nairobi.
Le cascate non avevano invertito
il senso di marcia solo per questo
e le scimmie si strofinavano i lombi
con una crema solare scaduta.
Il film in prima visione era una noia.
Risalendo la corrente la balena
innamorata si sentiva una sirena
per fortuna Ulisse aveva i tappi
alle orecchie e una benda agli occhi.
Ci fu un momento in cui i falchi
suonarono Mozart, quello in cui i ceppi
dei suoi polsi si aprirono e la cena
finì in mare. Il re era senza corona.
Penelope aveva tre fidanzati ufficiali
e il marito in guerra, ma si sentiva
casta e pura come una conchiglia.
Il mare era piatto e Nettuno dormiva
quel giorno che tutto andò alla deriva.
Tra gli amanti scoppiò un parapiglia
per i turni della notte. Chi ascoltava
non capiva le leggi dei tribunali.
E’ un incubo la notte, i sogni sono folletti
sospesi sul cuore, c’è un ombra nella stanza
e non sparirà nemmeno domani mattina.
L’ultimo flash è un saluto indefinito
più uno sberleffo che un grugnito
la stangona bionda ha preso una medicina
vietata, ora è abbronzata e in vacanza
ma i jeans le stanno troppo stretti.
Per vie assolate
e in piazze antiche
mi ritrovai a rimirare
obelischi e vetuste mura
di vite vissute
in splendori di tempi andati
ma tuttora vivi
in ruderi antichi di magni fasti,
glorie passate di storie ancestrali,
affascinanti gesta impressi in vie maestre
sfocianti in laute piazze
pregne d'arte monumentale.
Biancore e luce avvolgono il giorno
a rivestire l'oro degli affreschi
aprenti orienti di sole
che carezzano caldamente
la fronte e le spalle
beando gli occhi e il cuore d'emozioni
d'arcana e splendida malia
d'un sogno antico vissuto d'altre vite
riportato nei fasti e nelle gesta
avvolgono nel mistero disvelato
che si perpetua da millenni
nelle generazioni a venire.
Inviolabile
al centro del tuo deserto
che aveva per confini gli altri deserti
cercavi
nell'odiosa polemica della folla
la sintesi di Uno solo
l'Essenza pura
per intuire col corpo
la dimensione dell'innocenza.
Tu
che gridavi alla luna
per farla penetrare nelle tue palme distese
per vivere un giorno intero
sulla punta dei sensi
vicino all'acqua
sbriciolavi le tue dighe.
Tu
che credevi le rughe della tua fronte
la crosta delle montagne
l'Essere
le radici degli alberi
il grembo di tua madre bambina
la terra sventrata
il sole
un calore indifferente
un odore di violenza di carne bruciata
di vene dissanguate all'alba.
All'alba
confondevi la lunga angoscia
con un abisso crivellato
le tazze vuote di caffè
coi brandelli di un giornale indecifrato.
Tu
che volevi dimostrare a tutti
il bianco del tuo dolore
cadesti in ginocchio
davanti a un orologio.
al centro del tuo deserto
che aveva per confini gli altri deserti
cercavi
nell'odiosa polemica della folla
la sintesi di Uno solo
l'Essenza pura
per intuire col corpo
la dimensione dell'innocenza.
Tu
che gridavi alla luna
per farla penetrare nelle tue palme distese
per vivere un giorno intero
sulla punta dei sensi
vicino all'acqua
sbriciolavi le tue dighe.
Tu
che credevi le rughe della tua fronte
la crosta delle montagne
l'Essere
le radici degli alberi
il grembo di tua madre bambina
la terra sventrata
il sole
un calore indifferente
un odore di violenza di carne bruciata
di vene dissanguate all'alba.
All'alba
confondevi la lunga angoscia
con un abisso crivellato
le tazze vuote di caffè
coi brandelli di un giornale indecifrato.
Tu
che volevi dimostrare a tutti
il bianco del tuo dolore
cadesti in ginocchio
davanti a un orologio.
Quando l’estate
diventa piovosa
le strade si macchiano
di vuoto e silenzio
le voci amiche
sembrano distanti
è ora di muoversi
schizzare nuovi colori
raggirare il mondo
con un pizzico di fantasia
e celebrare la nascita
di nuovi profumati
quando anche fra la gente
ti senti solo
non hai occhi per vedere
orecchie per ascoltare
il tempo rallenta
e sembra fermarsi
è ora di camminare
anche su quel filo sottile
che divide passato
e futuro
celebrando un nuovo arcobaleno
in cui trovare
il giusto oro
è ora di muoversi
respirare nuova aria
disegnare nuove proiezioni
nuovi confini
e celebrare l’inizio
di una fine ormai segnata
diventa piovosa
le strade si macchiano
di vuoto e silenzio
le voci amiche
sembrano distanti
è ora di muoversi
schizzare nuovi colori
raggirare il mondo
con un pizzico di fantasia
e celebrare la nascita
di nuovi profumati
quando anche fra la gente
ti senti solo
non hai occhi per vedere
orecchie per ascoltare
il tempo rallenta
e sembra fermarsi
è ora di camminare
anche su quel filo sottile
che divide passato
e futuro
celebrando un nuovo arcobaleno
in cui trovare
il giusto oro
è ora di muoversi
respirare nuova aria
disegnare nuove proiezioni
nuovi confini
e celebrare l’inizio
di una fine ormai segnata
Il sistema della non accettazione
Questa società in cui viviamo,
in specie quella italiana,
è di uno squallido unico,
una sporca cosa,
una roba fetente;
qui non ti accettano mai per quello
che sei,
per quello che puoi dare,
in base alle tue possibilità,
diversità,
e specificità;
qui ti rifiutano a priori,
non accettano l’originalità,
la differenza,
le opinioni diverse,
lla libertà intellettuale,
e non solo quella,
non accentano un cavolo;
puoi essere solo pecora,
ed è tutto finalizzato,solo
per fini sociali
e per condizionamenti sociali;
è tutto canalizzato,
per uso e consumo del sistema
imperante;
un sistema sporco e maiale,
avvilente e mortificante.
È dura essere liberi.
Questa società in cui viviamo,
in specie quella italiana,
è di uno squallido unico,
una sporca cosa,
una roba fetente;
qui non ti accettano mai per quello
che sei,
per quello che puoi dare,
in base alle tue possibilità,
diversità,
e specificità;
qui ti rifiutano a priori,
non accettano l’originalità,
la differenza,
le opinioni diverse,
lla libertà intellettuale,
e non solo quella,
non accentano un cavolo;
puoi essere solo pecora,
ed è tutto finalizzato,solo
per fini sociali
e per condizionamenti sociali;
è tutto canalizzato,
per uso e consumo del sistema
imperante;
un sistema sporco e maiale,
avvilente e mortificante.
È dura essere liberi.
Se questo amore fosse stato solo arroventato
e non voluto e cantato come una poesia
non sarebbe approdato dov’è arrivato.
Se questo amore fosse stato solo un capriccio,
uno sfizio, frivolezza, passione e stranezza
l'avremmo tollerato, ma retto sul bisticcio.
Se questo amore non fosse stato profondo,
ma solo infatuato, esteriore, apparente,
non sarebbe servito a niente.
È stato senza SE quest'amore: voluto, sognato
sensato, sincero, mai banale, non esagerato;
per questo ha tagliato il traguardo.
Lo sguardo un po' stanco, la veste consunta,
bianca la chioma, la faccia smunta,
ma sono oltre i cinquanta e ancora ci siamo
il molto non conta, ci accontentiamo,
dove saremo non lo sappiamo.
e non voluto e cantato come una poesia
non sarebbe approdato dov’è arrivato.
Se questo amore fosse stato solo un capriccio,
uno sfizio, frivolezza, passione e stranezza
l'avremmo tollerato, ma retto sul bisticcio.
Se questo amore non fosse stato profondo,
ma solo infatuato, esteriore, apparente,
non sarebbe servito a niente.
È stato senza SE quest'amore: voluto, sognato
sensato, sincero, mai banale, non esagerato;
per questo ha tagliato il traguardo.
Lo sguardo un po' stanco, la veste consunta,
bianca la chioma, la faccia smunta,
ma sono oltre i cinquanta e ancora ci siamo
il molto non conta, ci accontentiamo,
dove saremo non lo sappiamo.
Lavanda ed aquiloni,
amarognoli calici di zucchero,
perturbata granella d’astri confusi,
giugno è un braciere di nuvola,
pagliericcio di bruma e parole,
oceano di primavera e bianco colore.
Ricami d’amarene lunari,
specchi d’aurora e sterlizie,
foglie ghiacciate ed apostrofi solitari,
giugno è un ellissi di fumo,
cometa di giorni e profumata rosa,
zigomo d’eterno e cicatrice silenziosa.
amarognoli calici di zucchero,
perturbata granella d’astri confusi,
giugno è un braciere di nuvola,
pagliericcio di bruma e parole,
oceano di primavera e bianco colore.
Ricami d’amarene lunari,
specchi d’aurora e sterlizie,
foglie ghiacciate ed apostrofi solitari,
giugno è un ellissi di fumo,
cometa di giorni e profumata rosa,
zigomo d’eterno e cicatrice silenziosa.
Sonorità cosmiche
Le vibrazioni del cielo
atomi e molecole cantano
the song of universe
Ogni cellula ha la propria voce
non puoi udirla senza
metterti davvero in ascolto
Il coro delle maree
Il fruscio delle foreste
Il sibilo del vento
the song of universe
Perfino la preghiera del silenzio
è pura musica
Le vibrazioni del cielo
atomi e molecole cantano
the song of universe
Ogni cellula ha la propria voce
non puoi udirla senza
metterti davvero in ascolto
Il coro delle maree
Il fruscio delle foreste
Il sibilo del vento
the song of universe
Perfino la preghiera del silenzio
è pura musica
Ho racchiuso il mondo e le mie idee
nell'età passata ormai
e raggi di sole innocui hanno svegliato
l'impavida mia primavera
è inverno ormai in quest'età
e la mente viaggia forte e va
dove i ricordi non si scordano mai
dove è sempre la stagione dell'amore
dove il mare beve l'orizzonte
ho discusso col tempo le mie ingenuità
pagando il prezzo di un addio
e i ritorni mai avvenuti
sempre io
a cercare parole nuove ma mai
le pronuciai
cara bellissima età
dovunque tu sia
è stato bello averti mia
nell'età passata ormai
e raggi di sole innocui hanno svegliato
l'impavida mia primavera
è inverno ormai in quest'età
e la mente viaggia forte e va
dove i ricordi non si scordano mai
dove è sempre la stagione dell'amore
dove il mare beve l'orizzonte
ho discusso col tempo le mie ingenuità
pagando il prezzo di un addio
e i ritorni mai avvenuti
sempre io
a cercare parole nuove ma mai
le pronuciai
cara bellissima età
dovunque tu sia
è stato bello averti mia












