La sposa sull’altare flirtava col fidanzato
in chat, gli scrisse ti amo prima di firmare
l’atto di matrimonio e di postare le foto
della marcia nuziale su Instagram. Lo sposo
vestiva in nero al suo funerale, ma credeva
di essere su scherzi a parte. La vedova
ci provava con tutti, aveva bisogno di riposo
non di un altro amico su Facebook, il letto
l’aveva lasciato sfatto dopo aver fatto l’amore
dieci anni prima. Il sacerdote era un soldato.
Chi gioca col cuore si brucia e chi prende
tutto sul serio è un utile idiota, la ruota
gira al contrario e l’universo è lo specchio
del nulla. La puttana rimorchiata stasera
era una regina in un'altra vita, la moglie
del ragioniere scrive poesie, ha le doglie
ma pensa di essere un bracconiere. La sfera
è perfetta, Giotto è tornato, è un vecchio
che dipinge santini in una strada alla moda
di Roma. Chi dice sempre la verità offende.
“Carpe diem” è il motto di un pescatore
suonato, c’è chi lo condivide in rete
dopo averci pensato una giornata intera.
In Svizzera hanno votato, stavolta il quesito
era in bianco, nessuno conosce il risultato
e tutti possono far festa. C’è un malato
da curare, i parenti imbalsamati hanno dato
carta bianca ai dottori, per questa sera
sarà tutto finito. Non ci sono più le fate
di una volta, ora prendono pure il raffreddore.
Lucio Dalla dall’altra parte della luna
Lucio,nessuno se l’aspettava
E te ne sei andato improvvisamente
In Svizzera,
nel silenzio di un a stanza,
senza clamori,
senza effetto,
in punta di piedi,come hai vissuto,
senza rompere nessuno,
senza seccare ,né infastidire,
Lucio,
Lucio Dalla,
forse il cantautore italiano
più
importante e capace,
il più poetico,
il più originale e abile
a trovare sempre nuove storie,
spunti
e melodie a volte mediterranee,
a volte rockeggianti,
con tematiche
e
storie,care alla gente,
come l’indimenticabile Anno che verrà,
La sesta luna,
Come è profondo il mare,
e il biografico Nuvolari;
e poi ci sono
incredibili storie d’amore
come Anna e Marco e altre;
ora è rimasto un grande vuoto;
ma Lucio è ancora con noi,
con la sua musica.
“Se posso permettermi il lusso del termine, da un punto di vista ideologico sono sicuramente anarchico. Sono uno che pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio.”
(Fabrizio De Andrè)
Ho visto il mondo
e ahimè non era niente bello:
le cupe pianure, le colline dei leoni,
l’astuzia, la forza, la proprietà.
Poi ho distolto lo sguardo
dal peso della mente,
ed ho trovato
la fábrica
sin patrónes,
la bandiera nera,
i lavoratori della notte.
Addio mia belle époque,
addio disuguaglianza:
adesso potrò
persino
morire
sul tragitto
per l’orizzonte.
Vi lascerò al mondo
con i ricavi dei miei furti,
gli acciacchi della vecchiaia,
ed un groviglio di pensieri
quale ultimo respiro.
È della mia vita
che ho cercato
di riappropriarmi,
pezzo dopo pezzo,
per come mi era stata
onestamente rubata.
"Ho vissuto un’esperienza piena di avventure e sventure, mi considero soddisfatto del mio destino. Dunque, voglio andarmene senza disperazione, il sorriso sulle labbra e la pace nel cuore. Voi siete troppo giovani per apprezzare il piacere di andarsene in buona salute, facendo un ultimo sberleffo a tutte le malattie che arrivano con la vecchiaia. Ho vissuto. Adesso posso morire. Vi lascio qui due litri di vino rosato. Brindate alla vostra salute."
(Alexandre Jacob)
se ne innamora e,
con carezze d’amante trepidante,
osa un pensiero...
… Tiepidi raggi, baci maliziosi,
in quella umida bocca capricciosa,
e l’annusa, se ne sazia.
Forte richiamo intimo d’amore,
si sparge nell’aria…
… E, un debole vento gioca
con la foglia dell’albero, la stuzzica
e lei non cede, resta all’ombra
e non cade nella rete,
dovrà attendere oltre,
per farla sua.
… Intrecciano i loro voli d’amore
cornacchie dispettose,
insolitamente tenere e
anche bianche nuvole
s’accoppiano in cielo.
… E questo amore a chi, o a cosa,
potrebbe somigliare
se non ad un gelido inverno
che stende le braccia fredde
sui corpi e sul cuore muto e sordo
ad ogni richiamo…
inciso nelle pupille
ricordo lo splendore
dei sorrisi nella viva luce
di un caldo mattino d'amore
Ti ritrovo oggi
iridi come corolle
da cui si staccano petali morti
perfino le lacrime non brillano
opache di sale
fiori appassiti nei tuoi occhi
ed io son stata via
solo il tempo d'una stagione...
quelli che fai quando ti specchi nel mare
e l'espressione del tuo viso
quando mi pensi e cominci a sognare
Mi appoggio al vento delle tue parole
quelle che portano il profumo della voce
al ghiaccio, quello spesso delle gole
all'impeto del fiume quando trova la sua foce.
Ho bisogno di camminare dentro l'anima
a piedi nudi senza la voglia di arrivare
di sentire fuoco e acqua che si baciano
dolcemente come se fosse normale
ti chiamerei anche senza avere un nome
e scioglierei dentro a un vulcano i lineamenti
di ogni amore ascoltandone i lamenti.
Ti accorgi di ciò che perdi tutti i giorni?
come le lacrime che non fermi nei tuoi occhi
e i desideri a volte spogli e a volte adorni
lasciati in aria come i baci che tu lentamente scocchi.
Ho bisogno di fermarmi a respirare
nella soffitta polverosa dei pensieri
come gli scogli che vorrebbero nuotare
ma di quel mare non conoscono i sentieri
Avrei bisogno di poterti respirare
come un bambino cerca l'aria quando nasce
fosse per lui ci proverebbe a camminare
ma della vita i sentieri non conosce
fosse per lui ci proverebbe a camminare
ma come l'amore aspetterà se cresce
aspetterà se cresce.
che da mi donna faccio ora menzione.
Che, nun se sa che ognuno è diverso ?
Magari pò apparir puro controverso.
Magica no, pò apparire strana,
io dico ch’è sortanto un po’ barzana.
Ma è bona!
Bona de core e bona all’apparire,
sarà pe questo che a me me fa morire.
Nun è nemmeno superaccessoriata,
n’e su fattezze e pur morigerata.
Ma, l’infingarda, sa come colpire,
arzanno appena a gonna, per capire.
Lingua tagliente, lingua biforcuta
se beve Socrate co tutta la cicuta.
Trilussa e er Belli nun hanno ancor capito
che d’ironia sono sortanto un mito,
perché da quanno che è nata lei
i loro sono solo piagnistei.
Me gira attorno come fosse distratta
e a un tratto torna a fa la matta.
Botta de vita je viene l’esigenza
de dare un senso all’intraprendenza,
m’ammolla li indò m’avea lassato
come se fossi ‘n rincojonito !
Ma io adoro quegli occhi belli
che quanno sverza son più brillarelli
e mostrano co gran lucidità
la granne dote che è ‘a semplicità.
Che devo di de più da mi regazza,
si nun che è totalmente pazza ?
e n’artro pazzo so artrettanto io,
pazzo de lei, te ringrazio Dio !
della città sconosciuta, mi stai aspettando
è tutto pronto per la colazione, la radio
è ancora spenta. Ti chiamo dal cellulare
da sotto il portone di casa, è questo l’accordo
i tuoi non vanno svegliati, non scordo
nulla, cosa credi? Non so se è questo l’amore
corpi avvinghiati, respiri asincroni, lo stadio
del piacere all’ultima tacca e il fondo
delle energie in riserva, la canzone è finita.
L’assegno lo hai firmato, è una liquidazione
uno schiaffo in faccia, l’ho visto nei tuoi occhi
quando stavo sopra di te che tutto era compiuto
che il ciclo era chiuso. Ciò che mi chiedo
ora che il tempo ha cancellato ogni emozione
cosa è successo quel giorno in via della Stazione
se appena qualche ora prima non c’era un chiodo
fuori posto, il saldo era attivo e un altro fiato
ci univa, se in quella mansarda di occhi e specchi
le immagini non erano sfocate dalla delusione.
Non c’è voluto molto per dimenticare, un anno
un mese, prima di farti sparire dai dintorni
della mente e del cuore, se è il sesso a dominare
mi sono detto è più facile ritrovare la strada smarrita.
Quando a settembre ho visto le arance sugli alberi
mi sono stupito, ma erano marce, virus e batteri
ci hanno infettato ed è girata in fretta la vita
su cardini arrugginiti, poi è bastato solo scuotere
l’albero per spogliarlo dalle foglie e dai contorni
di luce. In via della Stazione ora è inverno.
Ivan graziani,
un personaggio unico nel suo genere,
nel panorama musicale dei tempi miei,
del mio tempo,
e della mia generazione;
Ivan graziani,
forse
il miglior chitarrista italiano che abbiamo
mai avuto;
divenne famoso nel 70 credo,
con canzoni come Pigro,
che lo impose nel panorama musicale,
e poi,
da quel momento,
vennero tante altre canzoni;
tra cui la bellissima Addio a Lugano,
e Paolina,
Abbi pietà del tuo chitarrista,
e tante altre.
Un musicista talentuoso,
come ce ne sono stati pochi in italia,
una sorta di Jimmy Hendrix italiano,
o poco ci manca.
Purtroppo scomparso prematuramente.
dentro cui a tuo dire la proteggevi?
Grosse e alte catene di monti son
diventate: impedimenti. Barriere
che tagliano l'aria, allontanano il mare,
e fanno che tu più non senta il suo cuore.
E di tutta quella lava incandescente,
che ne è stato? A contatto con l'aria
si sarà irrigidita, trasformata.
Ma ricorda che fu brama di vulcano
e che non si consuma: resiste,
sopporta ogni sfacelo e rigetta la sua
gemma d'eternità verso il cielo.
te nesupplico.
Incenerisci
come mozzicone di sigaretta
il vivo desiderio
di strappar lodi
dagli uomini.
fa' che ogni giorno
possa destarmi
con la lucidità
di essere il nulla
mescolato al nessuno.
Granellodi polvere
sballottato dal vento.
persino un malvagio
lo scrollerebbe dalle sue scarpe.
E' peggio di lui.
Ti prego
non guardarmi superficialmente,
osservami oltre l'esteriorità
fino a captare il mio intimo sentire.
Non pensare sia banale,
la mia anima palpita
nell'anelare desideri di te
che tengo conservati
nello scrigno dei segreti.
Ruscelli di lacrime
gonfiano i miei occhi
nell'ora della solitudine coatta,
il vento mi sbatte come cespuglio arreso
alla sua primordiale veemenza.
Quando la tua bocca si offre
come rossa melagrana
percepisco sempre il sole allo zenit
ma quando non ci sei la tristezza mi pervade
come tessuto di pesante trama
che ricade dalle spalle sulle fredde pietre
che feriscono il mio corpo.
Il mio cammino è lastricato d'irte strade
stratificato di foglie morte, ormai marcite
su cui faccio fatica ad avanzare
tendendo sempre a scivolare.
Tu sei l'eterno mio sanguinare interno...
Parlami di te
stella nell'oscurità
profuma la tua pelle mentre il treno se ne va
sciogli i tuoi capelli dai
mi piace tutto quello che fai
Chiudi gli occhi e poi
ti addormenti e il treno va
e adesso stai sognando ma che cosa chi lo sa
sai che sei bellissima
se ti svegli sono qua
Metti i tuoi occhi dentro l'anima
specchio della tua felicità
sai che sulle labbra tue
io le mie le metterei
amore
non ti conosco ma sei già parte di me
sai che sei bellissima
sarai anche dolcissima
Manca poco ormai
tu ti svegli e cosa fai
mi guardi mi sorridi e poi mi dici vieni qua
mi avvicino piano e tu
svanisci non ti vedo più
Apro i miei occhi ho dormito un po'
eri solamente un sogno tu
mi hai fatto compagnia
donna della fantasia
non esistevi ed eri già parte di me
stella nell'oscurità
ombra della mia realtà

Nella farsa










