Scene da un matrimonio in do minore
il diavolo è tentatore, ma la sposa
sale le scale della cattedrale
col vestito infangato e un rosso
poco virginale sulle guance.
Lo sposo nudo sta sulla brace
qualcosa ha capito e il morso
della gelosia è il suo guanciale
di spine. Qualcuno ha una rosa
in mano e per cappello un ragioniere.
Il secondo invitato della prima fila
da sinistra vuole affondare il bastone
da passeggio tra le cosce della ragazza
con la minigonna, ma a godere
è un tipo azzimato col foulard blu
e le scarpe verdi a punta. Laggiù
in fondo alla navata c’è un carabiniere
in servizio, ha adocchiato una bellezza
sfiorita e prepara una dichiarazione
con trenta commi e due tequila.
La sfilata prosegue con i testimoni
in narcolessia, il prete parla da ore
dell’ultimo concerto di Madonna
A Londra. Dalla prima fila parte
un applauso e una richiesta di bacio
la perpetua che lava con lo straccio
il pavimento, non ha mai giocato a carte
e non è una bellezza, ma si sfila la gonna
per metterla all’asta. Non c’è un cuore
che batte, è proprio tutto finto stamani.
2 commenti
Quale buio mi circonda madre senza te
Mentre sento gli echi della tua voce
Come gemiti
Sgorgar da me.
Sei lontana stavolta
Dal buio della mia stanza
Dal circo nella mia testa
Con bizzeffe di fantasmi in festa.
Quale buio mi circonda madre?
Mentre ti cerco nella notte
Tendendoti la mano
Per ripagare le tue lotte .
Mentre ricalco i miei pensieri in qualche nuvola
Che fugge subdola
Dal mio dolore senza punto o virgola
Che mi strugge l'ugola .
Mentre sento gli echi della tua voce
Come gemiti
Sgorgar da me.
Sei lontana stavolta
Dal buio della mia stanza
Dal circo nella mia testa
Con bizzeffe di fantasmi in festa.
Quale buio mi circonda madre?
Mentre ti cerco nella notte
Tendendoti la mano
Per ripagare le tue lotte .
Mentre ricalco i miei pensieri in qualche nuvola
Che fugge subdola
Dal mio dolore senza punto o virgola
Che mi strugge l'ugola .
Noi altri soli
Solo noi sappiamo di noi stessi
Solo noi sappiamo le nostre cose,
la nostra anima,
la vera storia della nostra vita,
cosa siamo,
dove andiamo,
ch e pensiamo,
cosa proviamo,
se amiamo,
i nostri sì,
i nostri no,
gli errori o i successi;
la gente,
la massa,
e certi bastardi,
non sanno un cacchio di noi,
tirano solo ad indovinare,
sparano a casaccio a zero,
si aggrappano agli specchi,
dicono balle,
e inventano cazzate su quello
che non sanno di noi.
La gente non sa niente,
non ci conosce,
ogni persona ,
e un caso a parte,
un mistero,
un segreto.
Solo noi sappiamo di noi stessi
Solo noi sappiamo le nostre cose,
la nostra anima,
la vera storia della nostra vita,
cosa siamo,
dove andiamo,
ch e pensiamo,
cosa proviamo,
se amiamo,
i nostri sì,
i nostri no,
gli errori o i successi;
la gente,
la massa,
e certi bastardi,
non sanno un cacchio di noi,
tirano solo ad indovinare,
sparano a casaccio a zero,
si aggrappano agli specchi,
dicono balle,
e inventano cazzate su quello
che non sanno di noi.
La gente non sa niente,
non ci conosce,
ogni persona ,
e un caso a parte,
un mistero,
un segreto.
Cielo a perdita d'occhio
il campo dove fioriscono stelle
luci del mio sogno
Dipingo costellazioni nell'etere
draghi prendono forma
sul filo immaginifico
che conquista l'immenso
la mente unisce i punti brillanti
e il vuoto blu si anima
del pulsare di nuove galassie
nate al centro esatto del mio cuore
concepisco universi
il campo dove fioriscono stelle
luci del mio sogno
Dipingo costellazioni nell'etere
draghi prendono forma
sul filo immaginifico
che conquista l'immenso
la mente unisce i punti brillanti
e il vuoto blu si anima
del pulsare di nuove galassie
nate al centro esatto del mio cuore
concepisco universi
Vesto la sera
di gigli e parole,
svuoto valigie di sole.
Srotolo la mia ombra
sul viale arruffato del cielo,
vernicio nuvole corrugate dal gelo.
Il giorno si scolora silenzioso
è uno scialle di sale e velluto,
matassa stellare e cristallo spaziale,
luce d’ambra rosseggia la notte,
cuce passeggiate d’angelico amore.
di gigli e parole,
svuoto valigie di sole.
Srotolo la mia ombra
sul viale arruffato del cielo,
vernicio nuvole corrugate dal gelo.
Il giorno si scolora silenzioso
è uno scialle di sale e velluto,
matassa stellare e cristallo spaziale,
luce d’ambra rosseggia la notte,
cuce passeggiate d’angelico amore.
Dentro di me c’è una persona diversa da quella fuori
Che proteggo strenuamente
Al costo di sorrisi e convenevoli
Finti. Artefatti.
Non sempre, solo quando serve.
Quando scrivo sono quella persona.
Fuori c’è l’armadio,
robusto,
che ha subìto i colpi dell’esistere.
Legno massello levigato, in alcuni punti graffiato, senza volerlo.
Ante chiuse ma non del tutto.
Un piccolo spazio dove si congiungono lascia entrare luce e lascia guardare fuori.
Dentro c’è l’altro me,
sorride solo se è il cuore a chiederglielo,
il suo o quello di un altro non importa,
purchè sia nudo.
Dallo spiraglio delle ante esce qualcosa di indefinito
Invisibile
Come un fantasma
Come un suono silenzioso
Come un pensiero.
Non si può spiegare ma qualcuno se ne accorge,
qualcuno “sente” passando davanti all’armadio
vede l’invisibile
c’è da non crederci.
Anime sulla stessa frequenza
Che si allacciano anche se sono distanti.
E allora può succedere di tutto, anche sbagliare un congiuntivo senza morire,
anche di camminare sotto la pioggia senza accorgersi che sta piovendo.
Dentro di me c’è una persona diversa da quella fuori
A volte urla in silenzio
Come una goccia di pioggia quando cade sul vetro,
pochi la conoscono forse nessuno,
forse
nemmeno io.
Che proteggo strenuamente
Al costo di sorrisi e convenevoli
Finti. Artefatti.
Non sempre, solo quando serve.
Quando scrivo sono quella persona.
Fuori c’è l’armadio,
robusto,
che ha subìto i colpi dell’esistere.
Legno massello levigato, in alcuni punti graffiato, senza volerlo.
Ante chiuse ma non del tutto.
Un piccolo spazio dove si congiungono lascia entrare luce e lascia guardare fuori.
Dentro c’è l’altro me,
sorride solo se è il cuore a chiederglielo,
il suo o quello di un altro non importa,
purchè sia nudo.
Dallo spiraglio delle ante esce qualcosa di indefinito
Invisibile
Come un fantasma
Come un suono silenzioso
Come un pensiero.
Non si può spiegare ma qualcuno se ne accorge,
qualcuno “sente” passando davanti all’armadio
vede l’invisibile
c’è da non crederci.
Anime sulla stessa frequenza
Che si allacciano anche se sono distanti.
E allora può succedere di tutto, anche sbagliare un congiuntivo senza morire,
anche di camminare sotto la pioggia senza accorgersi che sta piovendo.
Dentro di me c’è una persona diversa da quella fuori
A volte urla in silenzio
Come una goccia di pioggia quando cade sul vetro,
pochi la conoscono forse nessuno,
forse
nemmeno io.
Fiocco di fuoco fioco
è l’incandescenza di un’illusione
qui non si reggono più in piedi
né i suoni e nemmeno i paragoni
Frasi da fare a farsi
e l’intolleranza alla verità
nella ricorrenza alle tentazioni
dopo tante azioni senza senso
Lasso di tempo di un lusso
e lussuriose vanità
l’apocalisse del vizio
trova spazio nell’ ozio …
Lo zio d’America non è mai esistito!
Intanto la luna
affoga nell’ alcol
il cielo piange piombo
ma sembra di plastica
la terra trema
come un terremoto
e il mare è un mantello
di porpora e ossa
Chi ha scavato la fossa
alla libertà?
"Il Signore c'è anche per i poveri; ma come volete che ci aiuti se facciamo del male?".
Addio
dolci monti,
addio casa
ancora
straniera,
addio I'n'I self,
addio you and me,
addio albero della vita,
e che tu sia benvenuto
fra noi uomini poveri,
vecchio albero della
conoscenza.
Che è un
percorso
insidioso,
fantastico
e incerto,
quello che,
dal seno materno,
porta alla stanchezza,
ad una barba bianca,
ad una treccia
nera,
ed
al tanto
agognato
scambio di
paesaggio.
Ma non è
che pane
azzimo
la
mia
morale,
un pensiero
vestito di foglie,
due memorabili
remoti ricordi:
una cosa
e
il
suo
contrario.
"Dio perdona tutto per un'opera di misericordia".
Anonimi Poeti percorrono
strade battute da vecchi sai.
Ancora vagano ignorate dal tempo
anime in circolo in cerca d’un filo.
Né soste né mete quietano il cammino,
né il lastricar divino.
Sono anime in pena;
ombra e luce in relazione.
Asterione per natura,
Teseo per vocazione.
Sono anime inquiete in continua evoluzione,
all’oscuro di Sè stesse,
distante dai raggi del sole.
strade battute da vecchi sai.
Ancora vagano ignorate dal tempo
anime in circolo in cerca d’un filo.
Né soste né mete quietano il cammino,
né il lastricar divino.
Sono anime in pena;
ombra e luce in relazione.
Asterione per natura,
Teseo per vocazione.
Sono anime inquiete in continua evoluzione,
all’oscuro di Sè stesse,
distante dai raggi del sole.
Le parole notturne
sono mute
Converso in silenzio
con la dea d'avorio
È di seta il sudario
scambiato per lenzuolo
che scivola sulla mia pelle fredda
nel sogghigno del buio
Lacrime di perla svelano pallidi segreti
Converso in silenzio con la dea d'avorio
bianca e vuota la sua luce indifferente
e non ho più voglia di sogni
sono mute
Converso in silenzio
con la dea d'avorio
È di seta il sudario
scambiato per lenzuolo
che scivola sulla mia pelle fredda
nel sogghigno del buio
Lacrime di perla svelano pallidi segreti
Converso in silenzio con la dea d'avorio
bianca e vuota la sua luce indifferente
e non ho più voglia di sogni
Com e jim Morrison,
sino alla fine,
al di fuori di tutto,
cercando piena libertà,
al di fuori del sistema,
senza regole,
senza vincoli,
o gabbie
o condizionamenti sociali;
come jim Morrison,
ai margini,
sempre in lotta,
contro questo o quello,
additato,
esecrato,
esorcizzato forse;
ma libero
al di là del sistema putrefatto,
che sfrutta la gente;
com e jim Morrison,
in un mondo stupido e squallido,
da solo spesso,
ma libero di scegliere.
Che cosa vuole questa notte che mi graffia dentro il cuore
anima di rabbia oppure è amore?
Cerco di guardare al di la degli occhi miei
sguardi innamorati persi nel mondo
mai ritrovati
Luna silenziosa dimmi cosa hai visto
dov'è lei questa sera?
In quale letto sorride quali mani stringe
dove dorme e cosa sogna?
E viene il nuovo giorno...
anima di rabbia oppure è amore?
Cerco di guardare al di la degli occhi miei
sguardi innamorati persi nel mondo
mai ritrovati
Luna silenziosa dimmi cosa hai visto
dov'è lei questa sera?
In quale letto sorride quali mani stringe
dove dorme e cosa sogna?
E viene il nuovo giorno...
Pietre,
dal tempo custodite;
pietre,
impronte di battaglie irruenti.
La memoria si fa Storia.
Risuona il canto
di soldati in cammino,
e i fucili
segnano il passo cadenzato dei nemici.
Pietre,
dal sangue bagnate,
gemono...
la morte dei combattenti.
Fratelli odiati,
Fratelli contrapposti,
Fratelli in agguato.
Sconfitta e' l'Umanita'!
Tra le pietre,
corpi esanimi
e soldati agonizzanti.
Tra le pietre rivive...... la LIBERTA'
“Panta rei”, ciò che scorre o tutto
mi scorre addosso dopo avere forato
come un umido soffio le viscere
e il cuore. Il marmo è scolpito
nella pietà forte della giovinezza
e in quella intima della vecchiaia.
Ciò che si muove è anche la gioia
l’umana sensibilità che si fa bellezza
se c’è un capillare non ancora distrutto.
Ciò che chiamiamo talvolta amore
non ha nome, ma può essere pronunciato.
C’è questa nudità rabbiosa e dolente
il sacro terrore del giudizio finale
l’oscurità dei volti e la maestosità
dell’insieme, il peccato non è svelato
e la passione è alla radice del cuore.
La solitudine è imposta, si nasce e si muore
ma nel tragitto c’è il bello del creato
e la bassezza umana. E’ di pietra la verità
e la ricchezza non è contemplata, più si sale
e più si è soli anche in mezzo alla gente.
E’ con Juno che parlo, la mia ultima dea
Venere è l’effimero, la passione dell’istante
il nome con cui ti chiamo è un altro
è figlio della corrente che conduce all’infinito
è il turbinare della mente e l’anelito alla vita
di chi può guardare oltre la nebbia e la salita
più impervia. E’ a Juno che dico che più alto
è questo monte e più l’incanto è nostro.
Non c’è l’itinerario e anche il quadrante
è oscuro, ma è dolce e vibrante questa marea.









