L’uomo dell’ultimo tavolo
Sono qua,nel locale bar,
ma è colmo,
c’è il pienone per il pranzo,
e devo mettermi
nella saletta contigua;
è un po’ triste e solitaria,
stò nell’ultimo tavolo,
e vedo la vetrata,
con la gente che passa e
và a fare shopping;
nel bar profumo di arrosto e leccornie
culinarie;
io consumo i miei caffè,
e stò nel silenzio,
guardo la gente transitare e rifletto;
cerco di riposare ma non riesco;
un giorno di sabato così,
tra noia e malinconia,
quanto mi manca lei.
Sono qua,nel locale bar,
ma è colmo,
c’è il pienone per il pranzo,
e devo mettermi
nella saletta contigua;
è un po’ triste e solitaria,
stò nell’ultimo tavolo,
e vedo la vetrata,
con la gente che passa e
và a fare shopping;
nel bar profumo di arrosto e leccornie
culinarie;
io consumo i miei caffè,
e stò nel silenzio,
guardo la gente transitare e rifletto;
cerco di riposare ma non riesco;
un giorno di sabato così,
tra noia e malinconia,
quanto mi manca lei.
2 commenti
Un sole rosso
su origami di carta di riso
gli occhi di una geisha
perle nere incastonate
su un diafano viso
e labbra di corallo
La seta scivolosa
di un kimono
su cui gemmano
splendidi fiori
Il profumo caldo
di un sakè
ventagli aperti
come ali
appese ai muri
il luccichio di una katana
e una lanterna rossa
accesa nella sera
Japanese dream
su origami di carta di riso
gli occhi di una geisha
perle nere incastonate
su un diafano viso
e labbra di corallo
La seta scivolosa
di un kimono
su cui gemmano
splendidi fiori
Il profumo caldo
di un sakè
ventagli aperti
come ali
appese ai muri
il luccichio di una katana
e una lanterna rossa
accesa nella sera
Japanese dream
Ogni cosa è soggetta al mirabile Fuoco
e al Vento geloso del Vero e del Tempo.
Ne uscirà purificata o distrutta. Non c’è scampo.
Ma è legge a cui guardare con fiducia
perché è lì dove non hai di che appoggiarti
che ha da nascere la fede nuda e assumere
- l’Amore - resistenza adamantina
Un paradiso di delizie e sapori
un paese di giocatori di vita
una parola che racchiude fatti e rifatti
un paese di artisti e mezze tacche
una potenza piena di risorse ma non sfruttate
un contenitore di fenomeni che vivono nell'ovatta
un'impronta geografica di paesaggi incantevoli
un girovagare di parole parole parole
un'espressione di spensierata anarchia
un'impronta piccola che vacilla quotidianamente
una grande speranza che regna nei nostri pensieri
un sogno che rimane sovranamente tale .
un paese di giocatori di vita
una parola che racchiude fatti e rifatti
un paese di artisti e mezze tacche
una potenza piena di risorse ma non sfruttate
un contenitore di fenomeni che vivono nell'ovatta
un'impronta geografica di paesaggi incantevoli
un girovagare di parole parole parole
un'espressione di spensierata anarchia
un'impronta piccola che vacilla quotidianamente
una grande speranza che regna nei nostri pensieri
un sogno che rimane sovranamente tale .
Costellazione d’un respiro di maggio
scolpiva valigie d’iride di rose.
Pentagrammi di lacrime rosse
brizzolavano i fiori del melo
ed il sospiro del cuor fu sciroppo di cielo,
pomeriggio d’anima e nudo pensiero.
Le tele d’un timido paesaggio marino
brontolarono come aquiloni di grano,
il vento rapì tralicci d’immago
e fu costellazione d’un respiro di maggio.
scolpiva valigie d’iride di rose.
Pentagrammi di lacrime rosse
brizzolavano i fiori del melo
ed il sospiro del cuor fu sciroppo di cielo,
pomeriggio d’anima e nudo pensiero.
Le tele d’un timido paesaggio marino
brontolarono come aquiloni di grano,
il vento rapì tralicci d’immago
e fu costellazione d’un respiro di maggio.
Non piangerò se mi dirai addio.
Farò piangere al posto mio la mia anima,
cossiché il pianto sarà anche un po' tuo.
E i giorni tristi, li sotterrerò in un posto lontano dalla mia vita.
Nel mio giardino farò crescere la speranza, la voglia di cercarti.
Cercarti in qualsiasi angolo di un'amara solitudine.
Non piangerò se mi dirai addio.
Farò piangere al posto mio i miei ricordi,
quei ricordi che hai lasciato e che mi hanno regalato certezze.
Certezze che volevo abbracciare all'infinito.
No, sta pur tranquilla.
Non piangerò se mi dirai addio.
I morti non piangono.
Farò piangere al posto mio la mia anima,
cossiché il pianto sarà anche un po' tuo.
E i giorni tristi, li sotterrerò in un posto lontano dalla mia vita.
Nel mio giardino farò crescere la speranza, la voglia di cercarti.
Cercarti in qualsiasi angolo di un'amara solitudine.
Non piangerò se mi dirai addio.
Farò piangere al posto mio i miei ricordi,
quei ricordi che hai lasciato e che mi hanno regalato certezze.
Certezze che volevo abbracciare all'infinito.
No, sta pur tranquilla.
Non piangerò se mi dirai addio.
I morti non piangono.
“Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo.”
Io:
sono
il raspo
che porta
uva malata
e che oramai
non sa neppure
come nasconderlo
il suo sconforto.
Ma
se
fossi
seme d'acero,
mi saprei innamorare
al primo soffio di vento:
per tentare una planata,
distante quanto basta,
dalle radici dei padri,
e dai diritti e doveri
dell'uomo giusto.
«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.»
Luce, luce, luce,
tu della terra sei il canto audace.
Senza di te le foglie non danno gioia, i fiori pace.
Frugale o maestosa, superi ogni notte, sempre puntuale.
Vicino a te non piango più per le mie scarpe rotte,
o il cuore delicato. Siamo tuoi figli,
Luce, nonostante il peccato.
E' li che aspetta
dietro l'angolo
in agguato.
E' li che muore,
è li che vuole arrivare
il pugnale che trafigge.
E' li che capisci
che non c'è un grado
per misurare
la sofferenza,
il dolore.
E' li
nell'agguato
della notte
che il
pugnale ferisce.
dietro l'angolo
in agguato.
E' li che muore,
è li che vuole arrivare
il pugnale che trafigge.
E' li che capisci
che non c'è un grado
per misurare
la sofferenza,
il dolore.
E' li
nell'agguato
della notte
che il
pugnale ferisce.
Era come in un silenzio soffocato
in una culla di parole
come laccio che si è spezzato
calpestato dalle suole
o una carezza di gabbiano sopra il mare
cancellata da mollica di pane
Sembrava fosse luminoso il suo tracciato
e perfetta la sua fame
come inchiostro sopra foglio incollato
di cotone le sue trame
e una spremuta di sorrisi dentro il cuore
rovesciati dal suo buonumore
E lui annegò nell'aria e respirò nell'acqua
Spingeva forte come seme sotto terra
tagliente come un nubifragio
consumò il dolore in una guerra
e planò su un fiume adagio
ritornò il sudore di giornate afose
lui capì le verità tortuose
Spalmò i suoi occhi e le sue mani di speranza
si voltò per salutare
accorciò più volte la distanza
smise il fiato di fischiare
rotolò un pennello asciutto di vernice
tagliò i fili come falciatrice
E lui annegò nell'aria fresca della notte
e respirò nell'acqua pulita della morte
si accovacciò per un istante e per sempre se ne andò
uscì da sè stesso come gioco da una scatola e per sempre se ne andò
come già una volta aveva fatto scegliendo la vita
per sempre
adesso, adesso, adesso
se ne andò
in una culla di parole
come laccio che si è spezzato
calpestato dalle suole
o una carezza di gabbiano sopra il mare
cancellata da mollica di pane
Sembrava fosse luminoso il suo tracciato
e perfetta la sua fame
come inchiostro sopra foglio incollato
di cotone le sue trame
e una spremuta di sorrisi dentro il cuore
rovesciati dal suo buonumore
E lui annegò nell'aria e respirò nell'acqua
Spingeva forte come seme sotto terra
tagliente come un nubifragio
consumò il dolore in una guerra
e planò su un fiume adagio
ritornò il sudore di giornate afose
lui capì le verità tortuose
Spalmò i suoi occhi e le sue mani di speranza
si voltò per salutare
accorciò più volte la distanza
smise il fiato di fischiare
rotolò un pennello asciutto di vernice
tagliò i fili come falciatrice
E lui annegò nell'aria fresca della notte
e respirò nell'acqua pulita della morte
si accovacciò per un istante e per sempre se ne andò
uscì da sè stesso come gioco da una scatola e per sempre se ne andò
come già una volta aveva fatto scegliendo la vita
per sempre
adesso, adesso, adesso
se ne andò
Kerouac Kerouac,
il lungo cammino per la libertà
il libro dello scrittore,
on the road,
una ricerca mistica,
quasi religiosa della libertà,
di se stessi,
di un modo migliore di vivere,
fuori dagli schemi e dal
sistema,
una ricerca sofferta,
spasmodica,
cruenta incasinata,
tra viaggi,
sbronze,
momenti di solitudine e confusione,
in cui ,a volte,non si ha altro da offrire,
se non i propri dubbi e l’incertezza;
una ricerca di libertà,
di spazi liberi,
di poter scegliere da soli.
Libertà.
il lungo cammino per la libertà
il libro dello scrittore,
on the road,
una ricerca mistica,
quasi religiosa della libertà,
di se stessi,
di un modo migliore di vivere,
fuori dagli schemi e dal
sistema,
una ricerca sofferta,
spasmodica,
cruenta incasinata,
tra viaggi,
sbronze,
momenti di solitudine e confusione,
in cui ,a volte,non si ha altro da offrire,
se non i propri dubbi e l’incertezza;
una ricerca di libertà,
di spazi liberi,
di poter scegliere da soli.
Libertà.
Sento volare il suono di quella canzone
Quella che ti vedeva vagare fra le nuvole
Le nuvole infinite dei sampietrini
Dove io calcavo a mani ferme ed occhi instabili
Le tue pupille
In quella sera Ripassata a morsi sulle mie labbra
Tra le onde del tempo
Sulla mia faccia.
Mi vien da dirti vieni
Sarà banale,
anelami
Mentre suonano queste campane
Su questa città in fiamme
Anelami
Fammi sentire il tuo respiro
Alla mattina quello caldo
Durante un tuo lieve abbraccio
- quando mi par di vagare fra le braccia del vento
Questo sento
Questo sento-
Suoniamola noi
Ora Adesso Quella melodia del vento
Stringendoci sopra le onde di questo letto
sudiamoci Stringiamoci
I lembi di carne stanca
Straziata da tutto il resto
Non da noi... Del resto,
questo voglio... Questo Sento.
Quella che ti vedeva vagare fra le nuvole
Le nuvole infinite dei sampietrini
Dove io calcavo a mani ferme ed occhi instabili
Le tue pupille
In quella sera Ripassata a morsi sulle mie labbra
Tra le onde del tempo
Sulla mia faccia.
Mi vien da dirti vieni
Sarà banale,
anelami
Mentre suonano queste campane
Su questa città in fiamme
Anelami
Fammi sentire il tuo respiro
Alla mattina quello caldo
Durante un tuo lieve abbraccio
- quando mi par di vagare fra le braccia del vento
Questo sento
Questo sento-
Suoniamola noi
Ora Adesso Quella melodia del vento
Stringendoci sopra le onde di questo letto
sudiamoci Stringiamoci
I lembi di carne stanca
Straziata da tutto il resto
Non da noi... Del resto,
questo voglio... Questo Sento.
… Tjen’ ‘a vocca comme
‘a ‘na frav'l ‘e sciardin’,
ll’uocchje, duje cristalli ‘e mare,
song comme ‘e stelle
int’ ‘a notte ‘e luna chjena,
mmiez’ ‘o mar d’austo….
… ‘Sti ricci,
nir’ cchiù d’ ‘a pece,
addoren’ ‘e limone e percoche
e accarezzen’ ‘a pelle toja
ca’ è seta rara
e smove nu’ profumm’ orientale.
… Tu s'i ‘ddora ‘e mar e fantasia,
faje sunnà ‘e suonni cchiù bbell’
e je me ne mor’ vicino a te…
La bocca tua è fragola di giardino,
gli occhi cristalli di mare,
due stelle di una notte
di luna piena, sul mare d’agosto.
… I riccioli,
più neri della pece,
profumano di pesche e limoni
e accarezzano la pelle tua,
seta rara, che smuove
un profumo orientale.
… Sei profumo di mare e fantasia,
regali i sogni più belli
ed io mi sento impazzire vicino a te…
‘a ‘na frav'l ‘e sciardin’,
ll’uocchje, duje cristalli ‘e mare,
song comme ‘e stelle
int’ ‘a notte ‘e luna chjena,
mmiez’ ‘o mar d’austo….
… ‘Sti ricci,
nir’ cchiù d’ ‘a pece,
addoren’ ‘e limone e percoche
e accarezzen’ ‘a pelle toja
ca’ è seta rara
e smove nu’ profumm’ orientale.
… Tu s'i ‘ddora ‘e mar e fantasia,
faje sunnà ‘e suonni cchiù bbell’
e je me ne mor’ vicino a te…
La bocca tua è fragola di giardino,
gli occhi cristalli di mare,
due stelle di una notte
di luna piena, sul mare d’agosto.
… I riccioli,
più neri della pece,
profumano di pesche e limoni
e accarezzano la pelle tua,
seta rara, che smuove
un profumo orientale.
… Sei profumo di mare e fantasia,
regali i sogni più belli
ed io mi sento impazzire vicino a te…











