Purtroppo ci tocca vivere
Con della gentaccia di basso livello,
tutta la vita studiamo a scuola,
m a poi,
per le strade,
è pieno di burini senza cultura,
ignoranti,
incolti,
e il livello standard italiano
è raso terra,
ci dobbiamo confrontare ogni giorno,
con piccolo borghesi e paesani
bifolchi e con poco cervello,
che odiano la libertà
e le differenze altrui,
più che non la propria schiavitù,
e il fango in cui vivono,
e invece di fare qualcosa per vivere meglio,
vogliono vedere solo anche gli altri nella bratta come loro,
e ridotti a degli zeri come loro.
La gente non è un sicuro bene,e la solitudine ,
non è un sicuro male.
Se questa è la società,
non vale la pena di viverci.
ed è spavento
è ansia
la gente ferita è sorta?
ritornerà dall'aria ?
a destra o a manca
ci perdonerà la vita?
ci guarderà negli occhi come prima?
intanto ci si guarda intorno
è ansia
è spavento
qui si attende il mondo
e se non arriva
piango
come un coccodrillo in bagno
tra quattro mura aspetto
è ansia
è spavento
e intanto, mi guardo intorno.
er vero peperoncino…de Soverato ?
Quello rosso a mo di ciliegina
o piccolo arcuato come a ‘na spina ?
Se dice che un giovane pastore
dovenno pascolà pe molte ore,
pe pranzo se fosse portato
‘n po’ de pane coi peperon guarnito.
Diceva che sto frutto a molti inviso
te facesse vedè er paradiso,
co artri cibi bene combinato
era delizia per il su palato.
Anzi arivò perfino a dirmi
che uccideva nella panza i vermi !
Pensanno a questo alfin s’appisolò
sotto ‘nulivo e poi s’addormentò.
‘N lupo bucaniere e ‘n po’ codardo
pe via de pecore trovannosi passanno,
je frega a colazione a quer balordo
e se ne scappa in fretta sghignazzanno.
Se sveja allora er giovane pastore
E vede er lupo, ma nun je va de core,
quello lo guarda come fosse ‘n pollo
e je fa pure er segno dell’ombrello.
Magnete tutto, disse er poveretto,
quello che c’è dentro a quer sacchetto.
T’o dico con un granne orgoijo
solo che poi…a cacar te vojo !

Quando le forze delle maree,
del vento e della terra
non avranno più influenza.
Superato l'uscio,
il guardiano con un cenno
m'indicherà verso l'eterno.
Fui tempesta e poi tormenta,
e ancor sarò quell'onda
che imponente solca
nell'oceano dell' esistenza.
profondo, in un posto chiamato libertà.
I biglietti sono quasi pronti, serve solo
il visto del ministero della passione.
Ci sono dei burocrati che ci stanno
lavorando, studiano da un anno
la playlist migliore e la prima canzone
da fare ascoltare agli alieni. L’assolo
sarà curato nei dettagli, chi vivrà
vedrà, che questo, ê un nuovo inizio.
Se mi avessero dato l’indirizzo prima
della tua nascita, ti sarei venuta a cercare
subito, mi dispiace tanto che l’airone
si sia ferito prima di alzarsi in volo
ma è coraggioso, imparerà a lottare
e a sfidare la tempesta. Il cocchiere
celeste sta giocando a poker con un solo
asso, gli altri sono stati rubati dal cane
finito per errore o per scelta tra le zanzare
assetate di una vecchia palude di Crema.
Due lune si stanno scontrando
una è d’argento e l’altra rosso fuoco
dicono siano state inseparabili
per un’eternità, sia pure a distanza
di sicurezza, ma ora che ê imminente
il crush finale, rimpiangono quel ponte
mai costruito per pura indolenza.
Proveremo a edificare mura stabili
è tutto fantastico ma non è un gioco
il ghiaccio è sciolto, è tratto il dado.
come papaveri di cotone,
temporali di labbra
e rugiada di cartone,
le tempere dell’anima
stasera m’appartengono.
Fisso ragnatele di stelle
fra matite di sole e ciliegie,
sartoria di cielo respiro,
giare d’arena e solstizio
son coaguli di cristalli e stagioni,
muschio d’ebano riflesso,
nevischio di nuvola e foglie nel vento.
E squarciare il petto dal lato del cuore per mostrare quanto batte
Vorrei sentirmi amato come un passo con la strada
E baciarti la bocca da angolo ad angolo per tutte le cose fatte
Vorrei sentirmi amato come gli occhi con il mondo
E lasciarmi prendere per mano senza pensare dove andare
Vorrei sentirmi amato come il mare con il suo profondo
E parlare con l’universo sicuro che mi stia ad ascoltare
Quante cose si fanno cercando di non sbagliare
Ma nessuna ti porta dove vuoi arrivare
Ti ritrovi per caso sulla via del tuo giorno
E lo senti che è quello, non avrai più ritorno
Ti muovi all’inizio sai che non sarà facile
Sembra di esser sul ghiaccio non spesso ma gracile
Ma ad ogni respiro tutto appare più chiaro
Hai trovato il tuo posto e per qualcuno sei un faro.
Vorrei amarti come la sete con l’acqua
E vederti navigare nella bellezza della tua anima
Vorrei amarti come un foglio con l’inchiostro
E vederti sorridere ogni volta che apri gli occhi
Quante cose si fanno cercando di non sbagliare
Quante cose si sbagliano cercando di non farle
Cerca di esser la foglia che si stacca dall’albero
E portata dal vento vede il mondo per la prima volta
Prova ad essere il passo che nessuno comincia
Il colore diverso, la nota elegantemente stonata
Devi essere un gioiello, ma indossato e vissuto
Non lasciato lì al buio solo mostrato
e da pochi veduto.
Lascia che il mondo ti prenda
che la vita ti sciupi
Perché il tuo essere sia
Tutto quello che ti è accaduto
Perché il tuo oltre sia l’amore compiuto
Perché il tuo oltre sarà l’amore goduto.
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Assaporo i profumi del mare
il vento tra i capelli
e accarezzando dolcemente il viso
mi faccio coccolare con i primi raggi di sole
Sorpresa aspetto
i colori del cielo del tramonto
mi illuminano gli occhi e i ricordi
rimangono intrappolati dentro come in una tela
Aspetto Aspetto la forza di un'onda
per cancellare le mie impronte
e più nulla rimane
Solo ricordi attimi di felicità
Grazie ,ci sei tu vicino a me,
grazie,
mi fai compagnia,
mi fai coraggio,
col tuo sorriso,
le tue parole,
il tuo cercarmi,
le telefonate;
mi fai coraggio,
in questo mondo fetente,
di bastardi senza cervello,
che danno fiato alla bocca,
e ti urlano alal schiena,
grazie che sei con me,
mi hai visto,
mi hai trovato,
ci siamo trovati,
in mezzo a questo mondo di schifo.
non muta la superficie
un'impronta nell'acqua
dunque qualcosa se ne va
senza una traccia di sè
come un disegno fatto nell'aria
come un sogno notturno fugace
spirato nel primo mattino
all'alzarsi delle palpebre
un volo non marchia il cielo
impalpabile e senza alcuna scia
nulla resta al suo passaggio
Non troverai il mio nome
se lo cercherai
scritto dove non può restare
io per te ormai sono fine
di cui hai dimenticato l'inizio
io, un'impronta nell'acqua
io resterò nel tuo cuore infranto
forse per mesi per giorni per ore
e sui suoi cocci
foto di me e del mio sapore
ridi pagliaccio
non ti penserò più
se non nel tuo sonno
ci rivedremo
al massimo in sogno
ridi pagliaccio
ti ho dato il mio mondo
ora accontentati del resto
non dei miei occhi
non del mio seno
non del mio senno diverso
te ne sei accorto un po' tardi:
la tua cecità,
i tuoi nervi stanchi
la vita e gli stenti
ma ora, forse, è un po' tardi
quindi ridi pagliaccio
ci rivedremo stanotte
nel tuo sogno più bello
tu abbracciami e chiedimi
dei nostri baci nel tempo
quelli,
fatti di panna e di vento
che sciolgono concerti
in ore inquiete.
Repertorio di grida insistenti,
forse una perenne ribellione,
atto liberatorio di gioia o rabbia.
… Ed io nascondo dentro il mio canto,
lo stringo nel petto, timorosa,
quasi pudica a nascondere
la mia vulnerabilità.
E sbotta nelle risate più sazie,
vive nelle carezze più tenere
e negli abbracci mielosi.
… E’ un canto d’amore
e spesso l’amore
non va urlato ma solo sussurrato…
Io sono l'antico

Timida la luna nasconde il volto alla terra
Lentamente la luna si affaccia
col suo lato più bello alla terra,
vogliosa di farsi mirare,
voluttuosa, risplende alla luce del sole.
Sfacciata invece la terra
si esibisce in volteggi e con colori lucenti,
non teme l’amore che prova per ella
e glielo dimostra invitandola a danza.
Con il volto segnato dal tempo,
e col chiaror che il suo viso sprigiona,
lentamente la luna ritrae,
ama farsi desiderare.
“E’ necessario che ridendo io t’ami”
e che queste affinità elettive
non siano disperse nelle valli
della confusione. Se è solo il magma
a traboccare, se non può respirare
la terra i venti della leggerezza
se non può trasparire la bellezza
dalle vetrate del cielo e il sole dosare
i suoi raggi, allora forse è il karma
a negarci il futuro. Ci sono folli
che indicano la via e vene cattive
che portano al cuore. L’amore ha mille nomi.
“ E’ necessario che noi ci si perda”
e che non ci trovino, che l’invisibilità
sia perenne per chi non potrà capire mai
quante strade si possono ancora percorrere
per tornare al punto di partenza. L’assenza
è finta, uno stato fisico, una dipendenza
dalla realtà, ciò che sfugge alla lontananza
è un atomo di verità, una trasparenza
tra schizzi di fango. Cosa dobbiamo temere
se c’è un allineamento nel cielo, se ciò che fui
non è ciò che sarò domani? Le lune dell’aldilà
sono distratte, si può spezzare la corda.










