La freccia partita dalla tua balestra

ha colpito, ma la tua mira non è olimpica

me ne sono accorto dal dolore acuto

nell’addome. Non lo hai nemmeno sfiorato

il cuore o il collo o pure il costato

il medico mi permette solo un saluto

e la censura è in agguato. La tua amica

sta ridendo, ora è affacciata alla finestra.



Poi ti sei superata, rimorsi o sensi di colpa

che fossero, hai deciso di curarmi con le tue mani

e ora che aspetto il prete per l’estrema unzione

di certo non ti ringrazio. Il pigiama turchese

che mi hai regalato è nell’armadio, il mese

di pigione è scaduto ed è pronta la nuova dazione

per l’impiegato del catasto. Mi fa un male da cani

perché almeno non suoni qualcosa con l’arpa?



Ora che non so più niente di te, ne so più di prima

le foglie ingiallite sono sul selciato e il sole

scalda solo nel pomeriggio. Ti scriverò una lettera

prima o poi, ma di sicuro la manderò all’indirizzo

sbagliato, quello di una poetessa col cuore nel pozzo

e una storia bislacca alle spalle. La suora

dell’ospedale è stata intraprendente, le scale

erano buie, ma la sua lingua era calda come una lama.

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Profilo Autore: mybackpages  

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Amo la nuda poesia
che si offre vera
Sempre sincera
Spogliata da inutili orpelli
Dolce quando può esserlo
Amara quando deve esserlo
Cruda talvolta
Amo la poesia nuda
e i poeti smascherati
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Profilo Autore: Sabyr  

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Il mare ormai non è più calmo
le onde trafiggono la riva
e mentre in strada paralvamo
tu guardando la vigna dicesti: bentornato settembre
sembra ieri che mi amasti tra gli ombrelloni
e la sabbia
sembra ieri che mi giurasti amore però
oggi te ne vai
con l'estate te ne vai
e il bicchiere mi fa compagnia
scaccia il pianto
mi ride in faccia che fa
smorfie di noia di ricordi sbiaditi
ma passati soltanto pochi giorni fa

Il mare ormai l'ha svuotato la pioggia
il vento puntuale qui
in questa campagna pianura di sole
oggi c'è pioggia e donne alla vigna però
gli ombrelloni chiusi negli scatoloni
e l'estate dentro milioni di foto
e tu via da lui via con lui ma con il segno di me
sulla tua pelle dentro i tuoi occhi
e nei tuoi addio
so che tornerai
col sole e il caldo
ma con la neve  e il freddo tra le sue braccia sarai
sognerai...
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Profilo Autore: fgl  

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belle le rive del mare
quando i tuoi passi le marchiano
e il tuo profumo confonde l odore delle acque
e il tuo sorriso fa piu rumore delle onde
o sono loro che timide ti ascoltano
e quando ci sei tacciono
belle le rive del mare
quando ci sono i tuoi occhi
loro piu profondi dell orizzonte
piu remoti delle coste opposte
chissa che pensano nella loro danza
chissa se il sole freme a sorgere per osservarla
belle le rive del mare
quando non esistono
mute
per ascoltare i tuoi passi che veleggiano
tra la sabbia e il maremoto nel mio cuore
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Profilo Autore: Kahl  

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L’ultima comunista s’è nascosta

nella foresta amazzonica, veste

Prada e beve champagne col fantasma

di Guevara. Angie è bella e sensuale

quando recita Majakovskij alle cicale

o canta Brecht nuda con la lama

di una scimitarra in mano. Il teste

interrogato ieri non l’ha tradita.



Non è più sola da qualche giorno

ora che ha incontrato quel tipo strano

con la voce da attore e una penna

nelle tasche della tuta arancione.

S’è perso inseguendo un aquilone

a sette strati dalle parti di Vienna.

Il regista di un reality padano

li ha scritturati per l’inverno.



La foresta si sta animando, c’è l’uomo

col basco da paracadutista, s’è lanciato

da uno strapiombo dell’Aspromonte

ma il vento l’ha spinto da queste parti

gira con la lupara e spara ai morti

dicono che ha una mira eccellente

quando ha mal di denti. C’è poi il prelato

con la bandana che grida ad Angie ti amo.



C’è una sfilata di moda oggi, è Angie

che l’ha organizzata, ha disegnato abiti

da sposa perfetti per le scimmie

del quinto piano della sequoia in fondo

alla foresta. Finirà con un girotondo

improvvisato e una degustazione di ciliegie

farà l’amore sotto le stelle, gli invitati

sono partiti, la foresta profuma di spezie.





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Profilo Autore: mybackpages  

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Vorrei andar per la pianura aulente e di verdure ricca;

per i viali  immensi di alberate e popolose città;

andar sino ai piè dei monti dove la roccia picca

e saettando verso l’universo stellato và.

Vorrei salir sull’Alpe per ombreggiati e ripidi sentieri sgombri dalle nevi,

fino alle perenni innevate cime dove l’aquila e il falco si librano nel volo;

chiuder l’occhi per un attimo e liberarmi dai presagi grevi

e mirar la silenziosa distesa là di sotto, solo, solo.

Vorrei andar più in alto dove si forma la bianca e leggera neve;

e ancor più su fino ad arrivar all'argentea luna,

dove ogni sussurro diventa sempre un po’più lieve;

e ancor più in alto per noverar le stelle e le galassie ad una ad una.

Vorrei volar giù tra le profonde valli,

sovra le sorgenti ascose degli argentei rivi;

sorvolar i grandi fiumi che solcano gli antichi calli;

e veloce arrivar al pelago ove nacquero tutti i vivi.

Vorrei percorrere tutte le assolate spiagge, per sentir mugghiare il mar;

bagnarmi nelle sue salate e limpide acque in quiete

e mirarlo quando, verso sera, inizia a scintillar.

Seguir il pescator che molte e superbe acquatiche vite miete.

Vorrei scendere giù tra la costa frastagliata da artistiche rocce erose;

passar per villa in villa fino alla remota punta, calabra dimora;

odorar le siepi, le pinete e i giardini pullulanti di colorate rose;

terre ricche d’ulivi e di vigneti che l’anima rincuora.

Vorrei veleggiar con nave fino ai più lontani liti;

mirar l’ellenico suol, fonte di eroi e di nostra moderna civiltà,

con i suoi molteplici e singolari miti;

visitare il loco ove è sepolta Ilio, incenerita non per sua viltà.

Vorrei andar alle piramidi d’Egitto e mirar la lor mirabil sfinge;

inoltrarmi nel deserto arido ed immenso per scoprir la verità;

la verità quella vera, che tutto l’universo tinge

e che mostra tutta la sua incommensurabile beltà.

Vorrei entrar nella savana vasta e brulla dove il cielo è quasi sempre sereno,

per mirar le grandi erbivore mandrie e le feroci fiere belve;

guardar le grandi vaporose cascate che spumeggiando s’ornano d’arcobaleno

e i grandiosi azzurri laghi e le verdeggianti selve.

Vorrei sfiorar la costa d’Africa e superar le gran colonne belle;

entrar nell’oceano sconfinato e perdermi in quell'infinito mar;

mirar in la notte l’eteree e scintillanti stelle

e dolcemente naufragar.
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Profilo Autore: Luigi  

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Quel domino di rondini

dai capelli sciolti

- i fotogrammi in bianco e nero

di un profumo nostro



ho tante dita e sepali del vuoto

- in giardini a dondolo

io, sono acqua e pietra



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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- Ti chiedo scusa
- Per cosa?
- Non so scusa in generale
- In generale non accetto scuse in generale
- Scusa per le volte che ti ho offeso allora
- Ma tu non mi hai mai offeso
- Delusa?
- Sì delusa sì ma non mi sembra il caso di chiedere scusa
- Io le accetterei
- Cosa?
- Le scuse... dico ... io le accetterei
- Io invece accetto le delusioni
- Ah!
- Beh di solito si colpevolizza l'altro ma la delusione è per una mia aspettativa che non viene realizzata, perché deve essere colpa di un altro?
- Cioè?
- Voglio dire...forse la mia richiesta era esagerata, se ti chiedessi per esempio di portarmi la luna potrei rimanere delusa perché tu non l'hai fatto?
- Ma io la luna te la porterei
- Ora ti devi scusare
- Perché?
- Mi hai detto una bugia
- Non è vero
- Portami la luna allora
- Ho detto te la porterei... non te la porto....te la porterei se ne avessi i mezzi...e se non causasse la fine del mondo non pensi alle maree? non pensi a quanti cambiamenti distruttivi per la terra?  Poi dove la metteresti? Non siamo astrofisici ma...
- Sei uno stronzo
- Potrei disegnartela
- Non sarebbe la stessa cosa
- Allora…farei una foto della luna …quando è piena…con uno zoom potente …che si vedano bene i crateri…poi la stamperei con le attrezzature più precise che rendano la massima definizione, in un formato grande…un formato che chiamerei “LUNA” in un angolo scriverei “Per Te”.
- Perché non prendi una foto già fatta? Magari da internet…
- Non sarebbe la stessa cosa…sarebbe come se te la portasse qualcun altro in realtà…
- Ma come fai?
- Cosa?
- Ad essere l’uomo favoloso che sei
- Adesso mi devi chiedere scusa
- Perché?
- Per la bugia che hai detto…
- Hai ragione…scusa …sei più che favoloso…sei la parola che non è stata ancora inventata per definire più che meraviglioso… più che meravigliosissimo… ma non è stata ancora inventata…non la conosco
- Inventiamola noi allora…cosa ne pensi del mio nome?
- No…significherebbe che tutti quelli che hanno il tuo nome lo siano…
- Allora i tuoi occhi…
- Diciamo “i tuoi occhi” per dire che sei più che meravigliosissimo?
- No…voglio dire…quando mi guarderai con questi occhi che sembra tu mi stia mangiando, che sembrano lacrimare sorrisi,  in silenzio,  sarà come se pronunciassi una parola che non esiste che significa amoquestouomomeravigliosoenonpotreiamarneunaltronemmenoconunapistolacaricapuntata
-L’abbiamo inventata…bella…meno male che hai detto carica…
- Già …buonanotte amore mio
- Buonanotte mio amore
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Profilo Autore: Elvezio  

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Vicoli di vuote parole

colorano liquirizia di cielo.


L’anima è un giardino fiorito,

gherigli di nebbia disfano il tramonto

come giovane farfalla il suo ripudiato bozzolo.


Le nuvole s’aggrinzano di tenera rugiada,

il pensiero è del cuor limpida mareggiata.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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L’ultima estate

Fa ancora caldo anche

Se siamo in settembre,

l’estate non vuol morire,

finire è sempre più difficile che cominciare,

le giornate ancora non sono brevi,

e di foglie secche,

ce ne sono poche,

poi verranno,

e ci sarà il vento

e le piogge,

che ancora non si vedono;

tutto passa,

anche l’estate,

e un altro anno,

tutto corre,

e noi non ci pensiamo,

ma siamo in viaggio,

in cammino,

mentre il mondo cambia,

cambia.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Giornata dai ramati colori
rilucente di soffusi bagliori
in percorsi indefiniti attrae il pensiero
donando vertigine
che va dagli occhi al cuore
che come caduca foglia
al soffio del vento muore.

Giornata sfolgorante
di luce ambrata e nuvole bianche
sotto un cielo terso e cristallino
eppure nido autunnale
nel silenzio degli uccelli,
nei vessilli di quiete
che abitano la campagna.

Quell'odore di terra smossa
che carezza le narici
nell'attesa dell'accoglienza
delle sementi a nuova procreazione
in accordi di sinfonia d'autunno
dona all'anima emozione.

S'appressa il giorno al suo calmo rito
d'un cammino che dirige i suoi passi
al vestibolo della nuova stagione
nella quiete e nella riflessione.
SalvaSalvaSalvaSalva
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Profilo Autore: Grace D  

Questo autore ha pubblicato 227 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

… se questo è un uomo!

quando bastano cenni di bianco

o vergini sorrisi a prostrarlo

ai piedi di una donna



… se questo è un uomo!

come il lupo delle favole

nasconde l’insulso dell’insulso

sciatterie di vecchie voglie







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Profilo Autore: sasha  

Questo autore ha pubblicato 264 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quando non ci sarò più
cercami nella luce, nell’aria
nella dolce ombra della sera
nel volo primaverile degli uccelli,
nelle nubi e nel tramonto 

In tutte le cose
che si possono dare per amore
e per amore prendono, 

cercami
lungo ogni strada
che percorri.

cercami 
in ogni nuvola bianca
sull'azzurro orizzonte del mare,
lungo spiagge bruciate dal sole ,

nelle mie poesie,
nei luoghi dove si intrecciano nella mente
pensieri sovrumani
cercami in ogni angolo della tua anima 
lì mi troverai

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Profilo Autore: sossio  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



E’ un anno, che ti crolla.

 
E’ un mese, che ti piange.

 
E’ una settimana, che ti spezza.

 
E’ un giorno, che ti logora.

 
E’ un’ora, che ti oscura.

 
E’ un minuto, d’un sembrare eterno.

 
E’ un secondo,  d’un fluire languido.
 
<*>

E’ un attimo, d’un viver

che non trovi…

onesto,

devoto,

ammodo.
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

Questo autore ha pubblicato 179 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



C’è tutto Dylan nella playlist di oggi

come sempre quando il cuore fa le bizze

e la tristezza è la mia stanca puttana.

Ora so di che colore hai i capelli

e dove raccogliere quei cervelli

svenduti al bancone delle fiera come lana

col bollino d.o.c delle vere ragazze

di vita. Ci sono alberi piangenti, ma sono faggi.



Shelter from storm, il mio rifugio dalla tempesta

è nei versi e la mia penna è intinta di fiele

Chimes of freedom, le campane della libertà

le hai sentite e sei fuggita a gambe levate

l’arte è un trucco, la matematica è delle fate

i futuristi fanno retromarcia, la verità

è nella lista degli amanti, non nel miele

di una tela di Renoir. L’amore è di cartapesta.



I shall bee released, un giorno sarò libero

uscirò di prigione e vedrò il mondo con occhi

nuovi, tutto questo sarà dimenticato.

Sei stata un altro incidente di percorso, solo

questo e nulla più. Qualcosa ho preso a nolo

un giorno forse ti ringrazierò, sono atterrato

dopo un breve volo, ora che hai girato i tacchi

ho fatto il punto, il mio sguardo è più vero.


My back pages, le mie vecchie pagine chiuse

stavano per riaprirsi, non era possibile

continuare così, un uomo non può percorrere

sempre la stessa strada, non può esistere

l’eterno ritorno, non è torbide atmosfere

che cerco, ma case appese al sole, sfere

di luce e non ombre all’interno di un fienile.

Il pericolo ha un fascino, non cerco scuse.


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Profilo Autore: mybackpages  

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