Non avrò capelli bianchi da contare;
nè ossa fragili da reggere il peso
di una postura.
occhi non opachi
fisseranno una realtà oggettiva
mai conosciuta.
Carne disgregata seppellita
con dolore;
anima splendente destata
dal torpore;
sorriso di Padre
scritto nel suo cuore.
Peccati mondati
in limpido lavacro.
Mi aprirai quella bianca porta
in mattino assolato.
Pietosa mano benedirà
ilrequiem di un soldato.
nè ossa fragili da reggere il peso
di una postura.
occhi non opachi
fisseranno una realtà oggettiva
mai conosciuta.
Carne disgregata seppellita
con dolore;
anima splendente destata
dal torpore;
sorriso di Padre
scritto nel suo cuore.
Peccati mondati
in limpido lavacro.
Mi aprirai quella bianca porta
in mattino assolato.
Pietosa mano benedirà
ilrequiem di un soldato.
2 commenti
Briciole d’ombrelli
e fior di cristallo,
siepi di tremule stelle
e merletto d’un ciel d’uragano:
l’aria è spremuta di marzo,
granello d’aurora incagliato,
sciarpa di foglia intessuta d’asfalto.
Ranuncoli all’orizzonte
son le piccole case nei campi,
perle di luce sfaldate dai lampi.
e fior di cristallo,
siepi di tremule stelle
e merletto d’un ciel d’uragano:
l’aria è spremuta di marzo,
granello d’aurora incagliato,
sciarpa di foglia intessuta d’asfalto.
Ranuncoli all’orizzonte
son le piccole case nei campi,
perle di luce sfaldate dai lampi.
Petali bagnati
sciolti nell'aria
l'odore della pioggia
riempie non so come
le narici di ricordi
i profumi che salgono
dentro l'anima
piccole lacrime di sale
l'acqua caduta
da qualche nube randagia
si sposa con le inquiete onde
di un mare che promette burrasca
il panorama interiore
raddensa i colori
in luce violenta
respiro a pieni polmoni
il lato dolce e selvaggio
di un'essenza liberata
L'odore della pioggia
ad occhi chiusi
sembra pura espiazione
del più intimo dolore
gocce di cielo
mi lavano dentro
sciolti nell'aria
l'odore della pioggia
riempie non so come
le narici di ricordi
i profumi che salgono
dentro l'anima
piccole lacrime di sale
l'acqua caduta
da qualche nube randagia
si sposa con le inquiete onde
di un mare che promette burrasca
il panorama interiore
raddensa i colori
in luce violenta
respiro a pieni polmoni
il lato dolce e selvaggio
di un'essenza liberata
L'odore della pioggia
ad occhi chiusi
sembra pura espiazione
del più intimo dolore
gocce di cielo
mi lavano dentro
Da est ad ovest
s'arresta il respiro
dopo il lungo cammino
di grande speranza.
Tutto si perde e sfocia
nei protocolli d'intesa
tra nazioni concomitanti
aspra risonanza.
Muore il fiore di campo
quando la primavera
fa sentire la sua assenza.
Un rigurgito disumano
erge un muro sul canale
impossibile da scavalcare
confinando anime
in distretti delimitati
a formare orribili ghetti.
Gli spazi perimetrali
restringono i giorni
e la loro luce:
ogni notte è come morire...
Oh vento,
autore fugace di melodie irripetibili
solo istanti colti dalle mie orecchie.
L'albero è il maestro,
le sue foglie ora archi ora violini sbattono sui rami
come farfalle che tentano il primo volo.
Una campana in lontananza riecheggia due rintocchi.
Il morbido fragorio del fiastra, soave
bagna l'azzurro chiaro del calcare.
Le rocce frastagliate che vi si gettano, scoscese
lungo il lato sud ospitano verdi arbusti
in parte sommersi
in parte sommersi
e cespugli dai fiori rosa,
punti dagli insetti a cui donano la vita
come il sole che li riscalda.
E non dimentico
il sapore di anice
misto al floreale del mare
con le mani
disegnavo sulla tua pelle
come fosse seta
la morbidezza delle tue labbra
su cui mi poggiavo
sprigionava energia
il tempo si frangeva
su scogli tra i flutti
e non lo ascoltavamo
distesi su di noi
sorseggiavamo ancora amore
e non bastava l’ultimo bacio
il tramonto rendeva
ancor più colorato
quell’esserci
non avevamo paura
se non di allontanarci
ancora senza un bacio
il sapore di anice
misto al floreale del mare
con le mani
disegnavo sulla tua pelle
come fosse seta
la morbidezza delle tue labbra
su cui mi poggiavo
sprigionava energia
il tempo si frangeva
su scogli tra i flutti
e non lo ascoltavamo
distesi su di noi
sorseggiavamo ancora amore
e non bastava l’ultimo bacio
il tramonto rendeva
ancor più colorato
quell’esserci
non avevamo paura
se non di allontanarci
ancora senza un bacio
Si sono rubati amore la scala del tempo
era conservata in un sotterraneo di Parigi
dicono che stanno succedendo cose strane
in giro, un settantenne col lecca lecca
ha chiesto in ginocchio la mano di Rebecca
senza neanche conoscerla. Le melanzane
del fruttivendolo sono gialle e le croci
delle chiese sono state colpite da un lampo.
Le lancette degli orologi si sono fidanzate
con dei nottambuli pentiti, per il matrimonio
non c’è una data, ma solo una promessa
da marinai. L’anticiclone delle Azzorre
è in sosta vietata, un vigile della Torre
dei bisonti sta provvedendo alla messa
in sicurezza delle offerte di Sant’Antonio.
Le ballerine di tango indossano calze velate.
Le insegnanti del liceo artistico sono in riunione
stanno discutendo del colore della prossima
tintura e dei valori alti della democrazia.
Il bambino del terzo piano suona la chitarra
è una serenata, l’ha imparata a Camberra
quando in estate è andato a trovare una zia.
Nella piazza affollata si sfida il sistema
è ora di cambiare dicono, di fare la rivoluzione.
Domani amore puoi alzarti quando ti pare
nessuno sa che ora sia, da quando anche il sole
è entrato in agitazione non si capisce più nulla.
E magari andare a una mostra di Modigliani
a fare shopping da Prada o da Armani
col cane nella borsa. Hai visto la culla
che scende dal cielo? Stava in un casale
prima di essere sequestrata a un pastore.
Nessuno più cerca quella scala, sta bene
così a tutti, le giornate possono finire
ancora prima di cominciare e i doveri
sono vietati da un articolo appena approvato
della Costituzione. Ogni matrimonio è stato
annullato con un decreto, anche i cimiteri
non servono più, chi non nasce non può morire
ora il cielo è più chiaro e senza catene.
era conservata in un sotterraneo di Parigi
dicono che stanno succedendo cose strane
in giro, un settantenne col lecca lecca
ha chiesto in ginocchio la mano di Rebecca
senza neanche conoscerla. Le melanzane
del fruttivendolo sono gialle e le croci
delle chiese sono state colpite da un lampo.
Le lancette degli orologi si sono fidanzate
con dei nottambuli pentiti, per il matrimonio
non c’è una data, ma solo una promessa
da marinai. L’anticiclone delle Azzorre
è in sosta vietata, un vigile della Torre
dei bisonti sta provvedendo alla messa
in sicurezza delle offerte di Sant’Antonio.
Le ballerine di tango indossano calze velate.
Le insegnanti del liceo artistico sono in riunione
stanno discutendo del colore della prossima
tintura e dei valori alti della democrazia.
Il bambino del terzo piano suona la chitarra
è una serenata, l’ha imparata a Camberra
quando in estate è andato a trovare una zia.
Nella piazza affollata si sfida il sistema
è ora di cambiare dicono, di fare la rivoluzione.
Domani amore puoi alzarti quando ti pare
nessuno sa che ora sia, da quando anche il sole
è entrato in agitazione non si capisce più nulla.
E magari andare a una mostra di Modigliani
a fare shopping da Prada o da Armani
col cane nella borsa. Hai visto la culla
che scende dal cielo? Stava in un casale
prima di essere sequestrata a un pastore.
Nessuno più cerca quella scala, sta bene
così a tutti, le giornate possono finire
ancora prima di cominciare e i doveri
sono vietati da un articolo appena approvato
della Costituzione. Ogni matrimonio è stato
annullato con un decreto, anche i cimiteri
non servono più, chi non nasce non può morire
ora il cielo è più chiaro e senza catene.
Paese dormiente
Paese dove cambia poco,
vecchie facce,
il tempo è passato
troppo in fretta,
e non resta che il rimpianto,
e una gioventù che ormai,
non c’è più;
paese addormentato tra le colline,
tra vecchio e nuovo,
passato e presente,
dove certa gente sono mummie dalle
teste dure,
non cambiano mai,
beceri e burini
teste di cavolo,
che i cavoli loro,
non se li fanno mai,
paesani bastardi e guitti,
meschini e chiusi
nei looro gusci
di intolleranza e ignoranti;
paese dimenticato e da dimenticare;
poter andare via magari;
paese un po’ fetente ,
un po’
burino,
che chiami casa.
Paese dove cambia poco,
vecchie facce,
il tempo è passato
troppo in fretta,
e non resta che il rimpianto,
e una gioventù che ormai,
non c’è più;
paese addormentato tra le colline,
tra vecchio e nuovo,
passato e presente,
dove certa gente sono mummie dalle
teste dure,
non cambiano mai,
beceri e burini
teste di cavolo,
che i cavoli loro,
non se li fanno mai,
paesani bastardi e guitti,
meschini e chiusi
nei looro gusci
di intolleranza e ignoranti;
paese dimenticato e da dimenticare;
poter andare via magari;
paese un po’ fetente ,
un po’
burino,
che chiami casa.
Tu semplicità sì bella e tonda,
liscia come morbida pasta.
Tu che ti lasci carezzare,
senza mostrare angoli, né spigoli,
profumi di pane appena sfornato.
Tu che ti intingi nel latte
simile a friabile biscotto
e insaporisci come dorato miele
bocca, palato e lingua.
Tu bella e modesta semplicità,
con quanta frugale purezza
rendi tutto così unico e speciale!
liscia come morbida pasta.
Tu che ti lasci carezzare,
senza mostrare angoli, né spigoli,
profumi di pane appena sfornato.
Tu che ti intingi nel latte
simile a friabile biscotto
e insaporisci come dorato miele
bocca, palato e lingua.
Tu bella e modesta semplicità,
con quanta frugale purezza
rendi tutto così unico e speciale!
L'incavo del collo
ha una fragranza vanigliata
simile al dolce della Domenica
sa di casa
inconfondibile rito d'amore
femminile e voluttuoso
che accarezzo.
Sorprendente come un quadro
il campo in fiore prende vita
fluttuano le foglie verdi e terrose
un tripudio la brezza del mare
fasciate le nuvole
odori e spezie dalle finestre
il gelsomino intrecciato
l'incenso delle chiese
un viaggio di sapori e di profumi
intenso agrumato nelle mani
e poi un bouquet di fiori
di vento leggiadro
sulla pelle tiepida.
Il profumo è ovunque
nascosto nelle foglie secche
esausto negli arbusti
sui muretti
sui sentieri
nel manto nuovo d'erba
dopo i temporali
una mescolanza di aromi.
Mi riempio le mani
dei fiori bulbosi blu violetto
lievemente canforato
e continuo a stordirmi
tra le pareti bianche
con il mio profumo vanigliato.
Il sole mutava la sua luce
diveniva del colore dell'ambra
la dolce malinconia smorzava
la forza dei raggi dell'estate
le foglie degli alberi sfilavano
il loro abito verde
ed io tio ho lasciata
senza rimpianto nè sentimento
ti ho lasciata alla prima
luce di settembre
tio ho cercata nelle stagioni calde
dell'emisfero sud
nel continuo rimando
dell'inverno, illundendomi
per una grazia da parte del tempo
le età passavano
come il sale sulle ferite
niente era più amaro
del fuggire dinanzi alle piogge
o alla neve verso l'eterna speranza
di un fuoco da farsi bruciare
alla fine arrivò il gelo
mi avvolse nella sua coperta
facendomi rotolare giù
per infinite valli bianche
mentre la mia pelle avvizzita
si rompeva ed i miei occhi
cercavano i tuoi abbandonati
al primo cascar delle foglie
con rimpianto e risentimento
ti ho lasciataalla prima luce
di settembre.
diveniva del colore dell'ambra
la dolce malinconia smorzava
la forza dei raggi dell'estate
le foglie degli alberi sfilavano
il loro abito verde
ed io tio ho lasciata
senza rimpianto nè sentimento
ti ho lasciata alla prima
luce di settembre
tio ho cercata nelle stagioni calde
dell'emisfero sud
nel continuo rimando
dell'inverno, illundendomi
per una grazia da parte del tempo
le età passavano
come il sale sulle ferite
niente era più amaro
del fuggire dinanzi alle piogge
o alla neve verso l'eterna speranza
di un fuoco da farsi bruciare
alla fine arrivò il gelo
mi avvolse nella sua coperta
facendomi rotolare giù
per infinite valli bianche
mentre la mia pelle avvizzita
si rompeva ed i miei occhi
cercavano i tuoi abbandonati
al primo cascar delle foglie
con rimpianto e risentimento
ti ho lasciataalla prima luce
di settembre.
Nuova democrazia
il paese sta partorendo.
Forma di governo che
stanca, demoralizza, uccide!
Libera democrazia
Libera democrazia
senza libertà.
Mostro angelico
pieno di viltà.
nuova democrazia che
con promesse d'oro
incatena,stritola, uccide
ogni autonomia.
Nuova demorazia, si!
ma inconscia tirannia.
Circumnavigo l’aurora
come vela squarciata dal sole.
Ambra di mare è alveare d’atmosfera,
un fiammifero di luce alluviona le strade,
il giorno s’accende rigoglioso fra i rami.
Le rondini trapuntano l’orizzonte,
incarcerano le tele del silenzio,
dipingono capolavori d’emozione.
Il mattino è un soffio d’estate e poesia,
latitudine d’un granello di sale,
l’anima sboccia fra i baci del vento
tessendo d’incanto i ricami del cuore.
come vela squarciata dal sole.
Ambra di mare è alveare d’atmosfera,
un fiammifero di luce alluviona le strade,
il giorno s’accende rigoglioso fra i rami.
Le rondini trapuntano l’orizzonte,
incarcerano le tele del silenzio,
dipingono capolavori d’emozione.
Il mattino è un soffio d’estate e poesia,
latitudine d’un granello di sale,
l’anima sboccia fra i baci del vento
tessendo d’incanto i ricami del cuore.











