“La serenità è fatta di 50% rassegnazione e 50% indifferenza. Ci si accontenta di essere sereni quando sappiamo di non poter essere felici.”
(Mario Vassalle)
Sei
stata
brava, tu,
a farla passare,
a leccarti le ferite
e a darti amore.
Ma la tua voce
non ha
sostituito
il mio vuoto,
né il mio vuoto
la tua voce.
E non avrò
neppure
un po'
di paura
della tua
lingua,
non
potrà
mai più
accadere.
L'ho imparato
da te, donna
dell'est:
che,
fra
le
altre
cose,
anche
l'odio
può
far
un
viso
rosso
d'amore.
“Quando passo giorni e giorni in mezzo a testi in cui si tratta unicamente di serenità, di contemplazione, di spoliazione, mi viene voglia d'uscire per la strada e spaccare il muso al primo che incontro.”
(Emil Cioran)
2 commenti
Pagine crepuscolari
s’annodano ai rami
come cristalli di brina
dal sole straziati.
Il bacio del mattino
colora i campi d’estate,
scuce i confini del ruscello,
ammanta di luce le case.
Il battito di giugno
incalza le piccole strade,
carezza il grano maturo,
schiude le crepe sul muro.
Finestre scompaginate e cortili
allattano il profumo del mare,
l’aria imbianca pensieri e staccionate,
è nettare fugace di pagine crepuscolari.
s’annodano ai rami
come cristalli di brina
dal sole straziati.
Il bacio del mattino
colora i campi d’estate,
scuce i confini del ruscello,
ammanta di luce le case.
Il battito di giugno
incalza le piccole strade,
carezza il grano maturo,
schiude le crepe sul muro.
Finestre scompaginate e cortili
allattano il profumo del mare,
l’aria imbianca pensieri e staccionate,
è nettare fugace di pagine crepuscolari.
Un tunnel invisibile da percorrere
in un nano secondo dalla montagna
al mare e mille miglia da cancellare
con un colpo di spugna. Le nuvole
sono strane se è dal mondo delle favole
che le guardi, accenni sussurrati d’amore
in creme caramel. Dietro la lavagna
c’è un sogno che corre verso l’imbrunire.
È già un altro paesaggio, il grigio spento
della città ora è rosa pastello, l’aereo
è in ritardo, è atterrato sulla spiaggia
il pilota ha un appuntamento a Foggia
e i passeggeri hanno fatto il bagno
guardati a vista da un burattino di legno.
Due sconosciuti fanno l’amore, ciao
è quanto si sono detti per il momento.
Sono giorni che il passaggio a livello
è chiuso, l’inferno è inaccessibile
ai dannati dell’ultima ora. L’angelo
caduto sulla terra è finito in un ospedale
di periferia con una commozione cerebrale.
C’è chi è andato a trovarlo con il Vangelo
in mano e il crocifisso nell’impermeabile:
un generale e la proprietaria di un bordello.
L’indicibile è stato detto, un ti amo
in quattro atti e trecento confetti
da regalare al figlio del prete a Pasqua.
Non c’è bisogno che tu nasca di nuovo
ti ho conosciuta mentre recitavo
poesie allo specchio dopo una questua
per strada. I documenti sono corretti
questi sono i fatti e tali siamo.
in un nano secondo dalla montagna
al mare e mille miglia da cancellare
con un colpo di spugna. Le nuvole
sono strane se è dal mondo delle favole
che le guardi, accenni sussurrati d’amore
in creme caramel. Dietro la lavagna
c’è un sogno che corre verso l’imbrunire.
È già un altro paesaggio, il grigio spento
della città ora è rosa pastello, l’aereo
è in ritardo, è atterrato sulla spiaggia
il pilota ha un appuntamento a Foggia
e i passeggeri hanno fatto il bagno
guardati a vista da un burattino di legno.
Due sconosciuti fanno l’amore, ciao
è quanto si sono detti per il momento.
Sono giorni che il passaggio a livello
è chiuso, l’inferno è inaccessibile
ai dannati dell’ultima ora. L’angelo
caduto sulla terra è finito in un ospedale
di periferia con una commozione cerebrale.
C’è chi è andato a trovarlo con il Vangelo
in mano e il crocifisso nell’impermeabile:
un generale e la proprietaria di un bordello.
L’indicibile è stato detto, un ti amo
in quattro atti e trecento confetti
da regalare al figlio del prete a Pasqua.
Non c’è bisogno che tu nasca di nuovo
ti ho conosciuta mentre recitavo
poesie allo specchio dopo una questua
per strada. I documenti sono corretti
questi sono i fatti e tali siamo.
Il mio nome
è Gennaro Capuozzo
facevo o guardiano
dint’ò cimmitero
e San Giuseppe Vesuviano.
M’hanno ritto che muorto
o Re du quartiere
Pasquale scamorza
faceva paura soltanto a guardarlo.
Abitava du vie
prima de casa mia.
Teneva i vestite
sempre belle stirate
e li cravatte e mille colore
cu chillo portafoglio a manica em’brella
quanne passava era solo n’inchino
era come se passasse o patre eterno.
U jorno che muorto
c’è stata la banda
sonava a musica che pariva nà festa.
Io mi chiamo Gennaro Capuozzo
facevo o guardiano dint’ò cimmitero
chillo jorno c’è stavo pur’io
ma stave tiso
Comm’ò o Re do quartiere.
Ci hanno misi vicini
sotta nu mucchio e terra
co du foto ricordo
chi manco io ricordo.
O Re me guardava
poi risse furioso
“ Ma scusa tu no si Gennaro o guardiano
de stò camposanto? ”
Feci cenno de si
abbassando la capo
“ Allora Gennaro famme ò favore
Statte luntano che io so nu signore ”
Mi venne da ride in chillo momento
poi rissi ridenno “ Scusate signore se volete mi sposto
ma devo chiamare Gennaro ò guardiano
lui di signori na missi nt’a terra
eppure nessuno sé mai lamentato
forse perché lui era sopra e ò signore
era sotto?”
Nasce se la ascolto,
quando tra i denti mi si distrorce
come farebbe un amaretto ramo di rosmarino.
Al mondo delle violenze si avvicina
ed io credendola da un lato
capace si salvezze,
ma conscio dall'altro che non ne sarà in grado,
la lascio stasera per punizione
a reggere per due ore
una vaga lanterna.

una vaga lanterna.
« I got to keep movin', blues falling down like hail. And the day keeps on worryin' me... there's a hell hound on my trail. »
(Robert Johnson)
La crisalide si è fatta farfalla
e la pagina è tornata bianca bianca:
sono queste, lo sai, le uniche cose
che mi siano mai
interessate.
Qui però
non servi tu,
per far crescere i fiori;
ci vuole amore spirituale, qui,
ci vuole un tragitto ideale
per infondere vita
oltre la strada,
ci vuole
magia
nera.
Ma tu
sei venuta
per tentarmi,
e a me vengono
i diavoli blu
quando
mi scomponi
in carne e cartilagine,
e quando mi lasci
e mi riprendi:
quando
già
ti
vedi
vedova
dell’odore
della mia pelle,
del tabacco,
e dei miei
incerti e
lunghi
passi.
“Nobody loves a genius child”
(Langston Hughes)
Vivo nel desiderio di te
vorrei perdermi nell'estasi
delle tue braccia, nella tua luce
come se tu fossi azzurro cielo
che si dispiega pacato senza nubi
in un mattino sereno.
Non so se tu il mio cuore ascolti,
il suono, la sua dolcezza, la forza
chissà se di quest'audacia ne hai paura?
Quando il sorriso sulle tue labbra
accarezza l'anima mia
si aprono le quinte del mio sentimento
che in trasparenza
alberga nel mio cuore per te.
Come volo di farfalla
aleggi nel mio respiro,
i nostri fiati e i movimenti s'incrociano
nascono musiche melodiose
ad allietare il soffio dell'esistenza,
il fiore sboccia con la soavità intensa
d'un profumo che si fa roccia
a suggellare i colori chiari
dei nostri solchi di vita.
Fuochi e libertà,
innovazioni inconsistenti e instabili.
Piste di aggiornamento,
belle storie,
partecipazione, coesione,
e fuorionda a più non posso.
Ordina il potere:
il perseguire, il trasformare,
il creare dolci transiti,
e ritmate prospettive.
La sua, è promessa fedele
a un benessere insincero...
... e l'infelicità dell'Eros!
La sua, è promessa fedele
a un benessere insincero...
... e l'infelicità dell'Eros!
E’ sempre in onda
la sua più smisurata presunzione…
la sua più smisurata presunzione…
…miscela perfetta, per ricavarne vantaggi , e libero gioco!


Chiacchiero col tramonto,
raccolgo una stella a piedi nudi.
Le conchiglie son arpe di cielo,
la sera m’incipria le vesti d’estate,
un fiore lacrima rugiada lunare.
Il vento è piuma di un cristallo di mare
ed io chiacchiero col tramonto
annodando l’anima ai vizi del cuore.
raccolgo una stella a piedi nudi.
Le conchiglie son arpe di cielo,
la sera m’incipria le vesti d’estate,
un fiore lacrima rugiada lunare.
Il vento è piuma di un cristallo di mare
ed io chiacchiero col tramonto
annodando l’anima ai vizi del cuore.
Sono apparentemente viva
in sospensione su un atomo di te
che mutando senza avviso
decide la mia sorte
e mi avvelena...
Fessure scure
abissi di me
in una mappa fragile nel petto.
Qualcuno abita a casa mia col mio volto
giovane e capelli grigi
un’ombra di antico sospetto
che gira la chiave al mondo.
Invano cammino tra blog e siti
lasciando esigue tracce
l’immortalità è paradosso
un gatto vivo o morto
percorrendo un punto di vista...
Strano questo nostro amore,
un po’ accidentato,
un po’ inc asinato,
a volte sei strana,
o ti chiudi in te stessa,
questo amore per te,
un po’ strano,
un po’ incredibile,
un po’ incasinato,
quanto tempo è passato,
ma ancora ti amo come la prima volta,
ancora per me ,se i un ascoperta,
e non mi stanchi mai;
ancora mi dura,
questo amore strano per te.
L’amore ha gli occhi sbarrati
e muscoli scolpiti su pietre oscure
questo bacio è torrente di saliva
e l’amplesso una furia opprimente
le cicatrici del corpo e della mente
turbinano nel vento, è viva
la sensualità, ma morte e paure
sono lo sfondo dei nostri fiati.
C’è il profumo dell’acqua stagnante
e delle foglie morte, lo sguardo
delle donne è lascivo ma la fonte
del piacere è prosciugata e lo slancio
vitale è in una fogna. Siamo al gancio
i fantasmi dell’infanzia sono un ponte
verso la morte, chi è stato bastardo
è andato, ma ora il tempo è assente.
Tutto decade nell’universo, la vita stessa
è un passaggio dall’eternità allo strazio
un codice immobile e assurdo. Non ci sono
finestre nella casa di dio, solo mura
maestose e petali di rose senza cura.
E’ del grottesco e dello scarnito il trono
tutti sbandiamo, i sogni sono sul trapezio
e gli incubi nel letto di una principessa.
Ti lascerò senza preavviso estremo.
Esaurita la processione dei rimpianti;
non nutro profonde nostalgie;
si è appassito il giardino delle speranze.
La fiducia è come goccia d'acqua
scesa dal cielo;
lambisce il terreno
per poi spegnersi in pochi attimi,
come non fosse mai caduta.
Se esistesse l'amicizia,
la terra,ogni giorno,
si librerebbe al cielo,
intonando un canto gioioso
di lode a Dio.
Me ne andrò senza far rumore.
La bimba che è in te
potrebbe sorgere dal lungo sonno;
e mentirmi ancora una volta
col sorriso sulle labbra.
Esaurita la processione dei rimpianti;
non nutro profonde nostalgie;
si è appassito il giardino delle speranze.
La fiducia è come goccia d'acqua
scesa dal cielo;
lambisce il terreno
per poi spegnersi in pochi attimi,
come non fosse mai caduta.
Se esistesse l'amicizia,
la terra,ogni giorno,
si librerebbe al cielo,
intonando un canto gioioso
di lode a Dio.
Me ne andrò senza far rumore.
La bimba che è in te
potrebbe sorgere dal lungo sonno;
e mentirmi ancora una volta
col sorriso sulle labbra.
L'amor nato dal mare
vive di effimere onde,
di sole e venti forti.
Occhi color del cielo,
riflettono tramonti
di sfumature argento,
gelando quel momento
in un caldo infinito.
L'amor nato dal mare
muore nel vento freddo,
nel grigio dell'inverno
tra il fumo dei camini.
Occhi color del cielo
vivono di ricordi
scoloriti dal sale.
Volevan che restassi coi piedi per terra,
ma ora che trema non c'è più una certezza.
Sembra davvero che sia passata una guerra,
ti rubo una mano per farmi una carezza.
Tossisce quel campanile rimasto in alto,
se fai silenzio sospirano le rovine;
un mattone impolverato fa un altro salto,
e ritagliano il sole queste ombre assassine.
Sotto al bar c'è un bambino che piange sperduto,
in un angolo un vecchio con un sacco in testa.
Un cane agitato sembra chiedere aiuto,
qualcuno sorride per il poco che resta.
Guardo i tuoi occhi, su una porta aperta nel vuoto:
ce l'hai con la farfalla che ha sbattuto le ali.
Ce l'hai con quel niente che il tutto ha messo in moto,
e l'avido tempo che vende giorni crudeli.
E il nulla si fa come la siepe per Leopardi.
Il nulla rimbomba come un tuono fra i monti.
Ma amore mio, il nulla non c'è se non lo guardi,
il nulla non c'è nemmeno se non lo ascolti.
Tu guarda quest'oggi come un cielo sporcato,
guardalo come se fosse un cuore sgualcito.
Pensa al domani come un gioco rispuntato
dalle tasche scaldate di un nuovo vestito.
ma ora che trema non c'è più una certezza.
Sembra davvero che sia passata una guerra,
ti rubo una mano per farmi una carezza.
Tossisce quel campanile rimasto in alto,
se fai silenzio sospirano le rovine;
un mattone impolverato fa un altro salto,
e ritagliano il sole queste ombre assassine.
Sotto al bar c'è un bambino che piange sperduto,
in un angolo un vecchio con un sacco in testa.
Un cane agitato sembra chiedere aiuto,
qualcuno sorride per il poco che resta.
Guardo i tuoi occhi, su una porta aperta nel vuoto:
ce l'hai con la farfalla che ha sbattuto le ali.
Ce l'hai con quel niente che il tutto ha messo in moto,
e l'avido tempo che vende giorni crudeli.
E il nulla si fa come la siepe per Leopardi.
Il nulla rimbomba come un tuono fra i monti.
Ma amore mio, il nulla non c'è se non lo guardi,
il nulla non c'è nemmeno se non lo ascolti.
Tu guarda quest'oggi come un cielo sporcato,
guardalo come se fosse un cuore sgualcito.
Pensa al domani come un gioco rispuntato
dalle tasche scaldate di un nuovo vestito.










