TI ASPETTO NEI GIORNI GRIGI VUOTI
SEDUTO SU UNA PANCHINA
INGIALLITA DAL TEMPO
VOGLIO AVERTI SEMPRE NEI MIEI PENSIERI
NEI MIEI RICORDI
VOGLIO COGLIERE L’ESSENZA
DELLA TUA INFINITA DOLCEZZA
NON ANDARE VIA
RESTA ANCORA UN ATTIMO
QUI NEL SILENZIO DELLA NOTTE
“Si può considerare l'uomo come un animale di specie superiore che produce filosofie e poemi pressappoco come i bachi da seta fanno i loro bozzoli e le api i loro alveari.”
(Hippolyte Taine)
Non c’è paradiso,
e neppure l’inferno
tenderà la sua mano
verso le mie fronde
e il tuo vestito
bianco.
Precari,
come chi
aspetta una
intuizione che
non arriverà mai,
noi siamo un sogno
ed un lungo sospiro.
Viviamo ora, amore,
che quando finirà
l’assolata estate
i nostri istanti
a ciel sereno
muteranno
in pensieri
ombrosi,
ma solo
alcuni
poi,
in
quel
pochino
di soave poesia
che potrà illuminare
il lungo e freddo inverno.
“Chi desidera vedere l'arcobaleno, deve imparare ad amare la pioggia.”
(Paulo Coelho)
Lascia che il carro corra
Nelle galassie piu' lontane
Dammi la mano
Stringi con amore
Tra le dita
Fuoco
Guarda al domani
Scivola verso il sole
Con me
Baciami
Illuminato dalle stelle
Vivi dentro i miei occhi
Per sempre
Eterno
Come l'amore
Come l'universo
Sei una cicala,
non ti fermi mai,
non rifletti,
non ti curi troppo di nessuno,
e uno vale l’altro,
e lasci tutto com’è,
come un a cicala,
vai,
incurante di tutto,
pensando solo a te,
alla libertà,
ai tuoi bisogni,
i tuoi guai,
e sei sempre in
in qualche casino,
a volte sparisci,
e non so nulla,
cicala vai.
E' nel crepuscolo della vita
in momenti di nemesi del pensiero
quando tutto diviene orizzonte d'ombra
nella stasi del tempo che confonde stagioni
e non annuncia ritorni di primavere
né di domani forieri d'alternanza
nel donare e nel ricevere sementi
in rigoglio di fioriture e fruttificazioni
che regalino profumi e sapori
a mitigare matasse di dolore.
E' in questo tuo tempo dell'io smarrito
che ti prendo amorevolmente per mano
mio simulacro di dolorosa assenza
che ai ricordi toglie spazio ed orientamento.
La tua mano nella mia
[anche se sono io a sostenerti adesso]
è musica appesa al cielo
che m'avvolge nella sua melodia
e sempre mi contiene
nel nido del tuo cuore.
che sorge e la chitarra liquida
di David, è bella questa mattina
anche se già un po’ mi manchi. Magari
se squillasse proprio ora il telefono
sarebbe tutto perfetto, ma c’è il sonno
nelle tue palpebre e il buio nei fari
dei tuoi occhi. Quella poesia è carina,
l’altra invece è uno strazio, sono in coda
ma c’è tempo per recuperare con una fiaba.
E’ strano questo accordo di piano, complesso
quanto basta per invocare la risposta
del sassofono, la musica scava emozioni
e cancella il passato. Ciò che sono stato
in un altro tempo più non importa, ho creato
qualcosa di nuovo su questo ponte di mattoni
non è ancora arrivata la tua foto per posta
ma è solo questione di tempo, fa lo stesso.
La storia non si ripete, può sembrare che sia così
ma c’è un altro cielo stellato in questa città
straniera. Ci sono analogie e differenze, la vita
è già oltre, però, non è scandita solo dal fato.
C’è chimica ed empatia, poi nulla è dimostrato
una volta per tutte, c’è sempre una sfida, una meta
da raggiungere. La corsa non è finita, c’è l’altra metà
da ritrovare, forse l’ho già incontrata qui.
nell'attimo perso
bambole di pezza
per la ragazzina
dagli occhi sgranati
rifugio nel cielo che urla
Deserti di grigio assolato
lustrini e miseria
tutto al di sopra di tutto
distanze ...
preghiere dimenticate
Si ferma il tempo
nei sogni
assenza di suoni
notti distanti
silenzio
croci di sirene lontane
Crolla la vita
neanche un pensiero a dar voce
Le Anime rapite
un abbraccio nel vento !
GENTILMENTE SENZA STELLINE
abbracciati su un letto
di petali di rosa
ci amiamo.
Tu riscaldi il mio cuore
tempestoso;
tu sei il mio faro
nel vasto mare
che è la vita.
Se tu ci sei
-c'è tutto-
che mi hai dato
come le stagioni mi hai curata
vestita
spogliata di tutte le timidezze.
Mi hai donata il mondo
con le tue carezze.
Ora è la pioggia che fruga il mio silenzio .
Ma tu mi dai le stelle
che ritaglio di nostalgia
incenerite ombre passano
assenze e solitudini dividono
rughe segnano.
Ma mai dimentico!
Oh se potessi vorrei rubarti e portarti via.
Raccolgo ogni notte
le tue lacrime
in ogni scia che silliba
spezza e mi attraversa la vita
e tu non vai più via...
come fragile sagoma di cartone,
svenne fra le stelle, graffiando le strade d’orrore.
Orchestra muta è l’antico orologio ferito,
spina di rosa le sue straziate lancette appassite.
La polvere fu pane raccapricciante di mille respiri,
la notte fu amaro stridio d’assordanti violini,
le case, patiboli indifesi di sangue e calcinacci.
Le torri, i campanili, le chiese,
inciamparono fra crepe di vicoli e macerie,
la terra tremò come cuore di bimbo impaurito,
screpolò d’immenso dolore anime, vite, stagioni.
Cupa amarezza di vento
perpetua sul mondo morale,
dura è la notte e spoglio è il giorno
triste è il vagheggiare delle
colombe sul cielo nel lago
Laddove solo non si sentiva chiusura
adesso è occlusione per la cosa perduta
Dove il mio viso rinfrescato
adesso sente la mancanza
e scende la goccia che non trova conforto.
Io mi pulivo e tu morivi
Dea della guerra, Dea Alata,
immune alle frecce di Eros
vola per i tuoi guerrieri
attraversa il cielo che soffre
per te
Dovresti illuminare
Ho freddo
Vai da loro
Fa che

stanotte e fumando un cubano profumato
le nuvole sospinte dal vento sono
già oltre Scilla, colei che dilania.
Venere e Giove sono allineati
da qualche parte dell’orizzonte, stellati
sono i fuochi sopra le case di Catania.
C’è lo scirocco che spira, il tempo andato
è lontano, ma l’amante è vicina al collasso.
C’è il letto che trema, sarà la ginnastica
dell’amore o il respiro affannoso della montagna
magari anche lei sta facendo sesso col cielo.
C’è da svuotare i calici di vino rosso e speziato
e dormire il sonno dei giusti, se c’è il fato
oggi ci è stato amico. Le luci soffuse sono un velo
il tempo è in penombra, la musica sembra una lagna
ma è ciò che ci vuole per dormire sull’amaca.
E’ un’altra la visione di mattina, c’è cenere
dappertutto, è polvere anche questo amore
passeggero. Scilla è oltre ogni sguardo, solo
un pensiero beffardo, un gioco delle tre carte.
Le porte del paradiso sono sbarrate, tutte le volte
che qualcuno prova a bussare c’è un tipo pignolo
che lo rimanda alla casella di partenza. Le giare
ora sono vuote, l’inverno arriverà sino al mare.











