Assurdi criteri di ragionamento,
forte smania di adottar certo portamento;
frenesie che durano il lasso di un momento.
La tua sapienza soprannaturale
è ciò che chiedo di ricevere.
Mistero glorioso:
si manifesta gratuitamente
a chi lo invoca in totale raccoglimento,
lontano dal frastuono delle sirene,
distante da lclamore della gente.
Nei segni che effondi,
la verità mi sforzo di intravedere.
Amore disinteressato
palpita sempre per me,
quasi mai corrisposto.
Il sussurro di un fedele alleato
bisbiglia alle mie orecchie;
non posso far finta di non sentire.
Il pianto di un amico
straziante e prolungato,
disintegra un cuore duro ,in sè
raggomitolato.
Uno sguardo al passato:amore sognato
in cornice di irrangiungibili concretezze.
Irrequietezza:marchio indelebile
di chi non conosce comprensione
e chiarezza.
L'illusione motiva un'inutile esistenza,
ma non serve a temperar l'impazienza.
Mistero gaudioso:entità di vita arcana,
densa di incognite e speranze,
ricca di superbe gioie,
di vane lagnanze.
Mistero divino:sacro spirito
che aleggia su di me,
con battito soave e leggero.
Sconfitto sembra,
per la sordità degli empi,
inviso sempre
per l'egoisno degli stolti:
ma attende il momento propizio
per sfilar con passo trionfante.
son calcinacci d’arena,
resina d’autunno sfibrata,
fredda lanterna innevata.
Grammatica d’orizzonte
squarcia pronomi lunari,
scorze di mare e profumi
vestono vestaglie di cielo,
l’aria è vendemmia di nuvole,
le stelle piccole lacrime d’immenso.
altrimenti come spiegheresti
quel sorriso tra i capelli
e la vertigine dei tacchi
quei jeans non son poi così stretti
se si aprono a nuovi orizzonti
L'amore non sa stare in una sedia
E non puoi nemmeno chiedermi
di rifare il letto
Che senso ha?
Per poi disfarlo questa sera
domani
e altre mille volte ancora ...
Si, mandami pure a quel paese
mentre ti rimetti l'orologio
e mi dici che ora è
Tanto lo sai sai che per me
il tempo non è che un' occasione
per prenderti in giro
e poi ricominciare a far l'amore .
altrimenti non indosseresti
quella borsa di un "falso d'autore"
o quella "vera" di carta stagnola
e la luna lasciala promettere ai bugiardi
chiedimi solo di portarti più lontano
L'amore ci riconosce a malapena
abituato ormai a troppi musi lunghi
e non chiedermi cosa è la verità
che senso ha?
se tanto poi non credi a tutto quel che dico
di giorno
di notte
o dopo aver bevuto un po' di vino
Si, mandami pure a quel paese
mentre mi fissi negli occhi
e mi dici "cos'hai da guardare"
Tanto lo sai che per me
lo sguardo non è che un punto di vista
e visti da qua
il mondo senza noi
non sarà mai un luna park
L'amore non è una cosa seria
altrimenti non saresti ancora insieme a me ...
Sì sì, è colpito dal sole l'albero
“La vita è come un’eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii.”
(James Joyce)
Qualcosa per cui vivere,
sempre in equilibrio
sul filo del nostro
difetto di massa,
distratti dal forte
rumore di fondo
e da ciò che
ha già
raggiunto
il suo scopo-
non con il corpo
ma con lo spirito.
“Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.”
(George Bernard Shaw)
Trema la terra
in breve lasso di tempo
inermi genti sorprende
e nell'imminente attimo
tra sussulti e grida al cuore colpisce
respiri recide come lama fendente.
Vite rapite, esistenze ribaltate
in momenti di panico
tutto l'immane succede...
sangue scorre
su innocenti destini!
Agnelli feriti, fiori all'albore
subitaneamenti recisi.
Carni squartate
sogni azzerati
nell'immediato divenire,
vite distrutte
nell'anelito di futuro.
Immane apocalisse ha divelto la terra,
muri squarciati,
crepacci e voragini ingoiano vite
cancellando paesi.
Nidi abbattuti,
terra straziata da spine pungenti
innestate tra i rami che fustigano carni
senza pietà.
Dolore, pianti
e grandi tormenti...
Sistri e vibrazioni,
sul dorso dell'acqua
vanno cavalli azzurri
come pugni di semi
gettati dalle stelle.
Sulla mia terra è passato
un respiro di argento
ha inciso
la mappa del mutevole.
L'uomo è specchio di un volto
un guscio dischiuso, un sogno
un viaggio.
se non nel vuoto, che l’aria riempie,
che è nei corpi e insieme a noi?
opera di: Lucio Fontana titolo: il vuoto attraversa la tela.


Era un’altra stagione…
che consumavo,
in altro tempo,
del viver terreno.
Cielo… sereno!
Era un’altra stagione
che scorreva,
in altra ora,
della leggiadra età.
Rondine… in volo!
Era un’altra stagione…
che vedevo,
in altro istante,
nell’esser fanciullo.
Sorriso… per tutto!
Era un’altra stagione
che sentivo,
in altra primavera,
nel correre tra i prati.
Profumo… soave!
Era un’altra stagione…
che toccavo,
in altro passare,
del tranquillo andazzo.
Cammino… luminoso!
Era un’altra stagione…
quando ricorrevo,
alla mamma,
per alleviare tristezza.
Coccola… beata!
Era un’altra stagione…
che non trovo,
nel ricercare,
tra perdute speranze.
Chimera… assente!
Era un’altra stagione…
che rimpiango,
nell’essere solo,
tra tormenti continui.
Allegro… fuggito!
Era un’altra stagione…
Eran altri amici,
Avevan altro cuore,
tra cotanto calore.
Cenere… in mano!
occorre più fiato di ciò che mi resta.
Tra coni di luce e angoli d'ombra
nel gioco di specchi dell'amore
nella terra di mezzo in cui mi trovo
sfrondo e sfilo dal cuore i silenzi.
Per riempirti della mia assenza
ho solo i versi che non leggerai
le rose che non potrò donarti
i sorrisi che non ti raggiungeranno
quando la notte ti negherà un'altra vita
e la vita ti raggiungerà solo di notte.
Per unirti di nuovo al mio respiro
non basterà il tempo che mi rimane
dovrò chiederlo in prestito all'eco
che dalle profondità della terra
restituirà al mio fiato la forza
di amarti per come ti ho amato.
tutti ti accolgono con impazienza
dopo una lunga attesa provocata dal gelido inverno
Tu sei come il Sole che appare dopo un temporale,
splendente e luccicante all'orizzonte,
che si fa largo tra le cupe nuvole
Tu sei come la pioggia
che allontana la siccità e ristabilisce la vita
Tu sei come un fedele cagnolino
che scodinzola contento all'arrivo del padrone,
stanco da una lunga e impegnativa giornata
Tu sei come luce nelle tenebre,
restituisci la felicità nei momenti più bui
ghiacciai d’aurora
e comignoli di grano,
vespro d’alfabeti
e coriandoli di sale,
metafore d’universo
nell’autunno dei pensieri.
Comete d’arena,
farina di cielo
e finestre d’avena,
sonagli d’orizzonte
e corallo di temporali,
metafore d’universo
nell’autunno dei pensieri.
I tuoni scandiscono il ticchettio
Guardo i tetti scalfiti dall’acqua
e dal grigio del cielo
Lasciami sognare
sentire la sabbia tiepida
abbagliata dal sole.
vegliato dalla luna
Una fontana antica spezza
di assenza e nostalgia
cullano la via.
contando la platea dei suoi soldati,
con quattro gatti inventa la tormenta
di lampi e tuoni per gli sciagurati.
Fomenta, canta, conta e si rinventa
di sana pianta il Piano dei suoi piani,
aggiunge serpi a un pizzico di menta
cantando "El Pueblo" degli Intillimani.
Prega e ti frega, perfida stratega,
non fa una piega e pure se ci fosse
ritratta se è costretta ma per sfiga
cade nel fuoco assieme alle sue mosse.
La favola è finita, andate in pace
con una prece al gusto di limone,
dormite bene se anche non vi piace
o finirete nel mio calderone!
La città ritrovata sul fondo dell’oceano
non è Atlandide, né il cimitero dei pirati
è un luogo dello spirito, il rifugio per artisti
in cerca d’ispirazione, attori dilettanti
cantanti liriche col corpo da sirena
poeti romantici con la tuba e per la balena
di Moby Dick. La folla degli aspiranti
è in una lista scarna, chi concede i visti
è uno squalo con i vestiti firmati e stirati
di fresco e due cambi due nello zaino.
I pesci colorati sono rimasti di sasso
dinanzi ai quadri di Kandinsky, la bellezza
è aperta al sorriso nel mondo sotterraneo.
I delfini hanno vinto la medaglia d’oro
alle olimpiadi nel salto in alto, quello
che ha scelto il passo del gambero è bello
ma è stato squalificato, niente alloro
invece per le meduse trasparenti, il neo
è che nessuno le ha viste in sella
alle loro biciclette, il vincitore è un asso.
Ulisse è stato qui, a incontrare Nausica
Omero si è sbagliato, vi ha scritto la Norma
Bellini, è stata scambiata per una ricetta
siciliana alla moda nelle terre di sopra.
Gli ossi di seppia di Montale sono un ricordo
del suo fugace passaggio in questo fondo
sconosciuto. C’è il bacio etereo e la capra
che bruca la libertà, la luna in offerta
e i fantasmi nel sottomarino giallo, il karma
senza condanna e le sirene che inventano musica.











