Raggrinzo le lacrime del tempo

per fiorir sulle tue labbra

come un merletto di stelle

trafitto d’origami d’autunno.


S’accendono apostrofi di cielo,

lentiggine di mimosa

allatta quei cocci d’oscura marea

ed io mi perdo fra compleanni d’aurora,

in quel tuo sguardo che è vendemmia d’agosto.


Raccolgo fiammiferi di luna spenta,

zucchero filato è l’orchestra del vento,

bramo l’orbita sensoriale del tuo cuore

per fiorir sulle tue labbra come un piccolo dolore.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Era solo ieri ch’ai passeri ridevi

e tremulo di brezza all’aure

andavi mormorando,

e alle ceruli soglie.

Fanciullo ancor, non pensavi a quel dì,

Eppur divelto d’avverso fato

Su di un verde prato

Oggi posano le tue spoglie.

Oh, mio giovane pioppo,

guardo le tue radici, le morte foglie

e mentre il cuor tuo tace

d’intorno frascosi sussurri e queruli accenti

rompono la pace.

Senti… s’avanza il giorno, e pure il sole,

e il tuo riposo, pur mesto,

forse così è men greve;

io non so se

e quanto sia più lieve,

ma così vorrei quando il cuor mio soccomba,

che non nella fredda terra

e nella solitudine della tomba.
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Profilo Autore: Pietro Luciano  

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In questa notte serena
rivolgo a te,Vergine madre
reconditi pensieri.
Una manina ti ha bussato
per nove mesi nel grembo;
un dolce sussulto;
la promessa di un nuovo Regno;
io ti prometto,dolce madre celeste:
tratterò i figli poveri
come membri di un reame;
manderò i ricchi a casa
senza un pezzo di pane.
Il dono della profezia
avrai,come estremo segno
di Grazia.
Straordinarie apparizioni
a popoli di ogni razza.
A Lourdes:circondata
da una corona di stelle;
a Fatima:da un regale manto bianco
vestita;
a Le Salette:una tenaglia e una croce
penderanno dal collo.
Fiero ammonimento e ricordo
del mio Calvario.
Sogno, o Madre,ciò che per l'ateo
è utopia.
Sogno un luminoso avvenire,
sorgente su ciascun uomo
che saprà restare piccolo.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Gira la ruota del destino
calpesta chianche di speranze avulse,
ornando vedute di specchiate realtà
mentre scivola lentamente sui sentieri della vita
tra i raggi a filmare segmenti di serenità.

Sbircia da lontano casupole silenziose
il cielo accarezza i tetti sussurrando, 
un campanile lì all’ammiro, è posto omertoso
con campane pronte a risuonare al mondo.

Dita vezzeggiano l’aria
pennellano linee a marcare il fato
d’una infanzia imbastita da ricercati ricordi,
cigola ancora quel vecchio carro in solitaria
macina concerti rivestiti di memoria
al pensiero a venire di presto mattino.

Miraggi di tempo tra le montagne riflessi,
vogliosi occhi a spiare l’abbagliante sole,
l’anima filtra nei vuoti d’una sottile voce,
la voce d’un cuore che parla
alla ruota del destino
nel cantico infinito d’un amor trovato.
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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Mentre l'alba nasce,
vorrei spegnermi.

Immagini fra passato
e presente.

La domanda arriva
come un fulmine.

Che senso ha ?

Mi divide in due
quel fulmine.

Vorrei
tornare indietro.

Vorrei averti
vorrei non pensare.

Ma la luce arriva forte
e prepotente.

Ad illuminare la realtà
che vorrei bruciare...
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Ho sempre avuto un rapporto tumultuoso con il mare, bello, bellissimo direi, pieno di pesci coloratissimi e terre sommerse ove regna vita; a volte ti sembra di nuotare nel cielo e se ci si ferma un attimo si ode il canto dei flutti che sornioni accarezzano i ciottoli.Purtroppo il mare non possiede anima, ma milioni sono le anime che vagano in esso.Adoro il mare, ma lo temo più di ogni altra cosa, la sua struggente bellezza m'abbraccia, ma le sue sfarzose acque insidiano gli animi di chi le attraversa;inimicatasi la paura che attanaglia il cuore impavido dei nostri. Forse l'unica speranza rimane a coloro la cui dolcezza di Atena non li ha ancora abbandonati.
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Profilo Autore: M.s  

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E meno male che te ho ringraziato !

Passare n’artra notte aggrovijato

a sto pensiero proprio nun m’annava

che a la salute certo nun giovava.

Me viè da battermi la testa

perché nun l’ho fatto apposta,

d’oggi a domani sempre rimannavo

e er dovere mio nun facevo.

Ma proprio a te dovevo tralascià ?

Vojo morì, vojo dimenticà.

A te che sei in cima alla mi lista,

diciamola tutta, sei ‘na specialista !

Famo così, appena ce ‘ncontriamo

te porto a cena così la risolviamo

e se alla fine dimentico di pagare,

fai tutto tu e nun te ‘nca…volare !

Da quann’è  luglio

te stai su quello scojo,

a prenne er sole e nun te balena

d’essere donna più che ‘na sirena !

E se Ulisse passasse de qua,

i marinai farebbe accecà

piuttosto che tappà le orecchie

pe due o tre canzoni che so vecchie.

Se te distendi fai uno sbajo

se spiaggia puro ‘n grosso capodojo.

Se toji er reggiseno pe abbronzà

du spalle che dovremmo incornicià,

s’arza a marea e s’arza ogni cosa

natura mai non fu così maestosa.

Du gambe lunghe, più der normale

da fa dimenticà pinna caudale !

Te porti dietro pure a nipotina

così a te nessuno s’avvicina,

nemmeno io me posso fare sotto,

quanno che è luglio è proprio un gran casotto.

Ma so aspettà seduto in riva al mare

perché l’estate deve terminare

e ormai priva delle tue conchiglie,

c’a pelle liscia e senza quelle scaglie,

me dici, annusandomi, che m’ami

che sei sicura che…nun ce stanno ami !
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Profilo Autore: Bronson  

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Blu effetto notte, il borgo

sulla collina è in ascolto

le rose rosse avvolgono

gli sposi commossi dal suono

di una chitarra. Il cono

di luce della luna è ruffiano

uno spicchio trasparente, un alito

di poesia, un valzer, non un tango.



C’è l’abbraccio nel cielo stellato

e la capra che suona il violino

il blu è lo stesso, è la purezza

del colore a stordire i sensi.

Puoi dirlo forse in versi

o provare con una carezza

se esiste un tocco divino

è in questo spazio incantato.



I giocolieri del circo in azione

e il volo degli amanti sulla città

lui la tiene sempre per mano

lei si libera dalla gravità

forse è questo l’amore, la rarità

di una fluttuazione, l’alieno

come stile diverso di libertà

e il tempo dispari di una canzone.



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Profilo Autore: mybackpages  

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Un po' eta, un po' beta e più grata

alla sorte che strinse la mano

pargoletta nei campi di grano

saraceno di un oro zecchino.




Era ieri, era sera e la cera

liquefatta sul piatto smaltato

s'induriva per farsi più nera

della notte piombata sul prato.




Era l'alito di una fiammella

a far luce sui libri sfuggiti

al controllo, un barlume di stella

che sapeva i miei sogni carpiti.




E strappava l'ordito del cielo

mentre l'ombre tremavano i muri,

raccogliendo le briciole al volo

sorrideva ai miei passi insicuri.




Era sera, e non c'era il domani,

né la voglia di vivere il giorno...

D'ora in ora passavano i treni,

manessuno lasciava l'inferno.




Era un passo di storia ed un peso

troppo grande nel fondo degli occhi

che piegava i ginocchi, che poso

dentro i versi con limpidi trucchi.
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Profilo Autore: perlanera  

Questo autore ha pubblicato 21 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Voglio essere ciò che sono. Vorrei
Permesso non chiedo. Permesso!
Vivo cammino tra la morta natura
vivo.
Torno all'estate. Essa rimembra
coriandoli pensieri
parole opere
spiaggia e tramontana
ed io per lei
respingo assalti di altre labbra
respingo altri baci
altri letti
eppure non l'avrei fatto
in tempi passati
ora si.
Voglio non essere ciò che non sono.
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Profilo Autore: fgl  

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L'aver sentito chiedere stamattina una brioscina vuota,

una signora sconosciuta, quale delle due era vestita

di ovatta e di grembiule


Senza problemi potrei lagnarmi stanotte

di una margherita appassita,

che il tempo ne contiene a bizzeffe




Risultati immagini per miseria e splendore della carne


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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Ruggine d’arancia

e farina di stelle,

tela di primavera

è il battito della sera.


Narcisi e costellazioni,

chiostri germinati d’aprile,

son cristalli di neve danzanti,

alabastro di luna nei campi.


Muschio di cielo amaranto

borotalco di luce arroventa,

grandina lo scialle del vento

è rossetto di seta e silenzio.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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V’erano ancora azioni da compiere nel mondo:
conquiste da perseguire, sogni da svelare,
destini da salvare, enigmi da tentare.

Lui… dall’imprevedibile  incontro,
 figura di leggende, a interrogar misteri;
d’ispirazione  fulminea, acuta,
aveva trovato la ragione eroica del vivere!

Così il suo naviglio d’oro
urtò nello scoglio a me vicino;
lo colsi nell’opera grande, e d’allegria forte……
Un sogno confuso,certo!
Ma, fù vero l’incontro.


Il suono metallico del  giorno,
attraversò la trasparenza del silenzio.
 Si spostarono le palpebre,
e fù di bontà dolce l'approdo,
nella più estrema comprensione.


Si smarrirono i luoghi,
  la misura del tempo cambiò.
Fù, come l’ispirazione fulminea
 che fa nascere poi, l’opera eterna.


La voce ferma e calda del suo lume interiore,
fù bisogno segreto di presentarsi  
e confidare della sua fine giovinezza.


La sua entrata, bella e preziosa:
… si chinò ,a raccogliere le rose
che mie erano cadute!





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Profilo Autore: Hera  

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Prima di morire vorrei...

toccare il cielo che risiede sopra di me,

radunare tutte le nuvole,

e piantare un campo di girasoli campagnoli davanti casa.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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L'inferno è un particolare stato dell'anima
costretta a girare su se stessa.
Alla disperata ricerca
di una pace inafferrabile.
Madida di sudore,
implora una stilla d'acqua
al suo persecutore.
Quel diavoletto urla e bestemmia,
tra le gole infuocate.
Fornisce all'anima acqua e sale,
per arrecarle sommo dispetto.
E la punzecchia agli arti
con un forcone ben affilato.
Escoriazioni e ferite
si aprono a perdifiato.
Il despota sanguinario
è incatenato come uno schiavo.
Costretto a servire
i capricci di Lucifero.
Mai perfetti e ben accetti
sono quei servigi;
bisogna ripeterli all'infinito.
Senza lode e premio di tesoro,
l'anima del potente
geme in sinistro coro.
perdutamente ossessionato
dal rifiuto dell'amore di Cristo.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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