Nella stanza dell’anima, i bei ricordi,
riaffiora la luce del tempo passato,
tutto è un gaio rimembro, volteggiato
lo sbirciare gli anfratti più reconditi.

Il ponte dei sospiri menziona
di quel dì dolci carezze con ardore,
di quel chiarore a invadere il cuore,
di quella mano stretta a quell’ora.

Felice incontro,
gli occhi non avevano altro sguardo,
le bocche erano a sussurrare flebili parole
e nel fruscio di calma sera,
l’amor invase… amando.

Un momento segnato nella storia
nell’album donato al futuro
per quei voli mai smarriti
d’un legame solido come una roccia
che nulla la potrà scalfire.
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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L’uomo del banco delle macchinette



Sono io,

sempre dalle macc hinette del caffè,

sono io,

seduto prono

nella poltrona,

mentre la gente passa

trafelata

e

indifferente;

sono io,

che osservo e  guardo,

e capisco tante cose,

anche quello che la gente,

non crede;

chi mi vede bene,

chi male,

chi mi saluta,

chi mi disprezza;

male e bene,

negativo e positivo,

cose giuste

altre meno;

il mondo è così,

alcuni non ti vedranno mai,

altri sono amici.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Per lei scrivo rime molto gentili,
dolci e sottili,
per lei voglio rime leggere come la brezza
che sfiora il mare con tanta finezza,
rime sonanti come le sue urla
e rime scherzose come ogni sua burla,
rime taglienti come lame affilate,
rispecchianti la sua rabbia in certe grigie giornate,
rime pazze come le sue improvvise sfuriate,
rime allegre come i momenti passati insieme,
per lei che è saldamente forte
come una pianta che cresce robusta dal suo seme,
rime calde come le sere d'estate,
felici e spensierate.
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Profilo Autore: LyricAle  

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Magari sbaglio ma mi sento meglio

a starmene in disparte dalla gente 

lontana mille miglia con la mente

per inseguirne i voli sopra un foglio.




Mi sembra di poter attraversare

con uno sguardo il cielo,  l'universo,

planando sulla stella in cui mi pare

di ritrovarmi in ciò che sembra perso.




Stupori di bambina, una carezza

paterna la Poesia del melograno,

le spighe acerbe, l'alba, la dolcezza

di un sogno che mi lascia i sogni in mano.




Di certo sbaglio, ma è così che voglio

andare svicolando il malaffare

del mondo, immaginando che il suo meglio

è una Poesia che non si può afferrare.

















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Profilo Autore: perlanera  

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Brumoso e liquido il mattino
si rispecchia piangente
sulla terra e sull'acqua del fiume
che scorre lentamente.

Il mio cuore s'offusca
ed è pesante il peso del dolore
che deve trascinare
e nulla di te riesce ad intravedere.

Un altro giorno d'attesa,
di speranza
mentre tutto non torna alla mente
del rigoglio di vita vissuta,
della gioia avvolgente del nostro cammino
che ha smarrito quel sentiero di luce.

Ora nuvole incombono sul mio petto
dedalo d'assenza da cancellare
ma è difficile la via giusta da imboccare.

Ovunque ti cerco
mia alba che risplendi di luce
e m'infiori con i colori dell'aurora,
ma non t'intravedo
nei passi stanchi della sera.


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Profilo Autore: Grace D  

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Col timore che le ortiche lascino il segno, faccio

due passi avanti per vedere meglio la capra, è nera

eppure mi fa ricordare certe sfumature del lago,

tanto che alle caviglie sembra salire la presa

di una placida onda.


Mi vede meglio colei che si nutriva di fieni tra il verde e il giallo,

e scappa rotolando con le vicine biglie accanto

verso l'altura con la staccionata, lasciandomi a pensare

a tutte le bellezze che si voltano con strazio.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Stritola...
Annienta...

Quel dolore
muto, sordo.

Urla, punge
combatte.

Quel dolore
insopportabile.

Divenne padrone di un
corpo sconosciuto.

La forza si è arenata
in fondo al mare.

Hanno buttato l'ancora
per far affondare.

Il dolore
muto e sordo.

Quel corpo sconosciuto
urla naviga.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Intreccio paragrafi di cielo

fra gherigli di vuote stagioni:

muto è l’accento dell’inverno,

afone le clessidre del tempo.


Rovisto orizzonti d’anima

fra scampoli di nebbia trebbiati

e fazzoletti di luce scuciti nei campi.


Inondati da stelle di cartapesta

son quei rami di profumata ginestra,

zafferano di luna calante

respira pozzanghere di nuvole bianche.


Rugiada d’immenso

dipinge d’aurora le piccole case,

l’orologio della notte sfiorisce,

minestra d’aria schiude il silenzio:

è matita d’ambra argentata dal vento.  
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Sì. Dimenticheranno. È il nostro destino, non ci si può fare nulla. Ciò che a noi sembra serio, significativo, molto importante, col passar del tempo sarà dimenticato o sembrerà irrilevante. Ed è curioso che noi oggi non possiamo assolutamente sapere che cosa domani sarà ritenuto sublime, importante e che cosa meschino, ridicolo. E la nostra vita, che oggi viviamo con tanta naturalezza, apparirà col tempo strana e scomoda, priva di intelligenza, non sufficientemente pura, forse addirittura immorale.

(Anton Pavlovič Čechov)



Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.
L’alba fugge brontolando al buio
il silenzioso strascico di luce
ha tra le sue ombre speranze e sogni
illusioni dipinte su animi sonnolenti
inconsci digiuni d’affamate coscienze
dolorosi fiordi affioranti sul fondo dei segni
nell’intimo racchiuso al significato celato
sgorgante oblio d’elemosina
o follia di vivo amato.
Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.
Tutto sembra vero fin quando si crede che sia
persino quando non lo si creda
purché sia risveglio di dolore il fondo;
il condono che ha il suo seme nell’uomo.
Dilania l’anima, dilata i limiti
strazia, stravolge l’essere
l’attesa al fine, l’algia alla vertigine, il salto nell’irrisolto;
la vita tranciata tra flutti d’empatia al pianto.
E’ là che l’agire s’amputa d’angoscia
l’involuto alleva inquietudini vive
feconda l’intenzione purché sia
pace al sonno, quiete al pensiero
cieco percorso ansimante sé stesso
ritorto su sé stesso, arenato in quel che è stato,
disarmato dal suo rimpianto,
placido flesso di cielo proteso al cosmo.
Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.
Esile ricordo sarà il dono
noi , con le nostre trasparenze vedove
orizzonti persi in miraggi inconsistenti,
chiaro scuri inquietanti di specchi
caduchi teatri d’involo nell’io sono
rime dimentiche d’espressione, transizione.
Io sono, io penso, io sento, io, io, io…
un continuo re iterato io…
ma nell’oltre è tutto così precario,
fragile d’altro il nostro dio!
Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.


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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Tracce di evanescenza
fuori dagli occhi
nuvole
di un'altra via
di un'altra vita
ricordi svolati
che riempiono
la gradazione dei respiri

-il tuo firmamento addormentato-

un colore continuo
da vita sparsa
muove le aurore,
una bellezza rappresa
di neve e sabbia
di sudore e ossigeno

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Lungi più non poserà lo sguardo;
Quel dì che sempre altrove pensai,
Se pur ogn'ora temuto, è alle soglie.
Ahi, a me che non son uomo 
Quali doglie, e mentre il tempo si consuma 
Quel che mai stimai solo mi leve:
Le nuvole sparse
E il mormorio de le foglie
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Profilo Autore: Pietro Luciano  

Questo autore ha pubblicato 53 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Raggiungo l'orizzonte del tuo sguardo

e poi mi perdo dentro i miei pensieri,

un'invenzione, il seme di un ricordo,

un sogno o qualche favola di ieri.




Ed è difficoltoso camminare

al passo dei tuoi passi, col tuo tempo

nel tempo, sprofondando nel mio mare

mentre restringi il mondo nel tuo campo.




Raggiungo l'orizzonte con lo sguardo

e poi non mi ricordo più di cosa

mi stai parlando...sto come sospesa

tra un volo di gabbiano e la mia resa.
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Profilo Autore: perlanera  

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Notte inquieta,
m'addentro nel tunnel dei pensieri
che corrono sbrigliati e veloci
risvegliando l'anima ancora innamorata
in stupidi mulinelli del cuore.

Guardo fuori e pare che il mondo
più non m'appartenga...

mi sento isolata
in una torre d'avorio confinata
che svetta al cielo nero
nell'aria che da grosse nubi
è disseminata.

Elettrici mulinelli
che il cuore mettono in subbuglio
al lievitar dei ricordi
come pioggia che scroscia
e non rinverdisce appassiti rigogli.

Quegli occhi tanto belli
che miravano ai miei
si mutarono in opaco vetro
perdendo la luce che l'anima irradiava,
prendendo una maschera
che il vero io celava.

Noia e traguardi di vita dimenticati,
nel tempo
scavarono fra noi dolorosi baratri
che divisero le nostre anime
un tempo in simbiosi.

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Profilo Autore: Grace D  

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Giorni

come cocci di vetro,

ciondoli di sale,

matite di nuvole,

ali di farfalle colorate.


Neve di marzo

e bugia di primavera,

cappuccino d’orizzonte,

fiaba di dolce notte,

vela di naufraga barca,

pagliuzza d’arena di scoglio,

fragili scorze d’alba e tramonto.


Giorni,

come fiori di ghiaccio,

orchestre d’amache e parole,

pergamene di cuore,

rondini libere nel vento.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Quello che io cerco è il mondo.
Quello che raggiungo è il cosmo,
ma libertà s’infrange e la sua dolce prospettiva.

  Dai frantumi  è il sorgere
di  mille assoluti cosmi
poiché,di sfere innumerevoli siam fatti.

…Come rinascere da capo,
per ora, scegliere, e discernere?
 Come afferrar se stessi,
arduo, è il raggiungersi.

L’unica totalità è l'immodificabile,
il definitivo incomprensibile,
la più quieta accettazione.

Spietato muro del non essere,
 urto, che non vuole  speranza:
…impossibile non subire,
impossibile non morire,
impossibile non peccare…e la feroce colpa!

La sola certezza è quel che ci è toccato:
Lo scacco… cifra suprema!
 Possiamo esser solo, quel che già siamo!



Opere di: Igor MItoraj 


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Profilo Autore: Hera  

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