Mi sposto solo un po’
-Ecco vedi
la nube è rimasta di lato-
il sole pulsa tra le foglie in alto
e in basso
la pozzanghera è d’oro.
Trovare quel centimetro
quel tempo improvviso
e verticale
istante immobile per godere la vita
senza sporcarsi
a volte è questione
di uno scarto improvviso... 14 commenti
Guardo il vuoto
dentro questa prigione.
Una piccola goccia
riga il viso.
Impedendomi
di vederere oltre.
Vorrei
l'impossibile.
Ma forse mi basterebbe
vedere il tuo viso.
Che mi guarda e mi dice
" quindi ? "
Invece non vedo oltre...
e annego.
In queste gocce
che rigano il viso.
In questa prigione
con i lucchetti senza chiavi.
dentro questa prigione.
Una piccola goccia
riga il viso.
Impedendomi
di vederere oltre.
Vorrei
l'impossibile.
Ma forse mi basterebbe
vedere il tuo viso.
Che mi guarda e mi dice
" quindi ? "
Invece non vedo oltre...
e annego.
In queste gocce
che rigano il viso.
In questa prigione
con i lucchetti senza chiavi.
Suona sempre due volte, si dice
ma lo sai che è una fola soltanto,
paravento del vero che tace:
vola via piú veloce del vento.
E ti lascia in cassetta l'avviso
di una lettera raccomandata
quasi quasi è deluso ed ha inteso
"Ti ho chiamato ma non t'ho trovata".
"Ti ho suonato due volte...non basta?"
Sai che mente e nient'altro puoi fare
devi andare di corsa alla Posta
ma il postino lo mandi a... cantare!
ma lo sai che è una fola soltanto,
paravento del vero che tace:
vola via piú veloce del vento.
E ti lascia in cassetta l'avviso
di una lettera raccomandata
quasi quasi è deluso ed ha inteso
"Ti ho chiamato ma non t'ho trovata".
"Ti ho suonato due volte...non basta?"
Sai che mente e nient'altro puoi fare
devi andare di corsa alla Posta
ma il postino lo mandi a... cantare!
Trascini la mi vita all’oltretomba,
me par de stà seduto su ‘nautobomba,
ce giochi come er gatto con er topo
finché nun hai raggiunto er tuo scopo.
Ma nun ce vole assai p’er tuo progetto
Perché lo sai che nun è solo grande affetto
quello che ho serrato dentro ar petto.
Nun so ‘n gran poeta né ‘nartista
che sa parlà d’amore a prima vista
Una parola solo stancamente
rimugino pe tutta la mia mente.
Te amo.
Te pare poco ? Ma vojio assicuratte
che nun è poco, quanno er core batte.
Amore è ‘na sintesi de parole
colte in appropriate ed aulenti aiuole
incatenate a mò di ghirlanda
e profumate de ottima lavanda.
Nun devi facce gnente, solo ascortà.
‘Nattimo e te poi raccapezzà.
Te amo.
Ed avrai detto
mille parole che escono dar petto
che se ce metti ‘n po’ de disgressione,
te dicono che fai confusione.
Trovà ‘e parole nun è mica semplice,
come trovà l’Amore…nun è proprio facile !
me par de stà seduto su ‘nautobomba,
ce giochi come er gatto con er topo
finché nun hai raggiunto er tuo scopo.
Ma nun ce vole assai p’er tuo progetto
Perché lo sai che nun è solo grande affetto
quello che ho serrato dentro ar petto.
Nun so ‘n gran poeta né ‘nartista
che sa parlà d’amore a prima vista
Una parola solo stancamente
rimugino pe tutta la mia mente.
Te amo.
Te pare poco ? Ma vojio assicuratte
che nun è poco, quanno er core batte.
Amore è ‘na sintesi de parole
colte in appropriate ed aulenti aiuole
incatenate a mò di ghirlanda
e profumate de ottima lavanda.
Nun devi facce gnente, solo ascortà.
‘Nattimo e te poi raccapezzà.
Te amo.
Ed avrai detto
mille parole che escono dar petto
che se ce metti ‘n po’ de disgressione,
te dicono che fai confusione.
Trovà ‘e parole nun è mica semplice,
come trovà l’Amore…nun è proprio facile !
Tele di ragno a nascondere il sole
l’invasione biblica delle cavallette
e la dura, dura pioggia che cadrà.
C’è sempre un incubo nelle nostre menti
un futuro temuto di tragedie e tormenti.
Poi magari non succede niente, sarà
quel che sarà. I peccati, le malefatte
saranno puniti. Sì, nel mare c’è il sale.
Angela dipinge sorrisi e saluta tutti
Tristano cerca Isotta, dicono che è partita
è in giro per l’Afghanistan in cerca di pace
ma non è una monaca di clausura. Il gigante
ha i piedi di burro, dopo ogni caduta
si rialza più lentamente. La cicuta
nessuno più la usa da quando un amante
l’ha offerta alla sua sposa, ora lui tace
e da una lapide ne piange la dipartita
la pittrice sfuma i colori, i piatti sono rotti.
Francesco aveva appeso al chiodo la penna
e l’inchiostro, poi un rigurgito d’ispirazione
l’ha condotto alle corte degli smemorati.
C’è Emi che arranca in salita, il fiato
non le basta, l’ha sprecato con quello svitato
dai lineamenti mediorientali. I sogni colorati
sono sfiorati da ombre lievi e dalla finzione
d’amore. Il mattone che fu ora è una colonna.
l’invasione biblica delle cavallette
e la dura, dura pioggia che cadrà.
C’è sempre un incubo nelle nostre menti
un futuro temuto di tragedie e tormenti.
Poi magari non succede niente, sarà
quel che sarà. I peccati, le malefatte
saranno puniti. Sì, nel mare c’è il sale.
Angela dipinge sorrisi e saluta tutti
Tristano cerca Isotta, dicono che è partita
è in giro per l’Afghanistan in cerca di pace
ma non è una monaca di clausura. Il gigante
ha i piedi di burro, dopo ogni caduta
si rialza più lentamente. La cicuta
nessuno più la usa da quando un amante
l’ha offerta alla sua sposa, ora lui tace
e da una lapide ne piange la dipartita
la pittrice sfuma i colori, i piatti sono rotti.
Francesco aveva appeso al chiodo la penna
e l’inchiostro, poi un rigurgito d’ispirazione
l’ha condotto alle corte degli smemorati.
C’è Emi che arranca in salita, il fiato
non le basta, l’ha sprecato con quello svitato
dai lineamenti mediorientali. I sogni colorati
sono sfiorati da ombre lievi e dalla finzione
d’amore. Il mattone che fu ora è una colonna.
La risacca di maggio
allatta nuvole di cristallo,
polpastrelli di luce
intrecciano ancore di sale.
Sabbia di vespro e cotone
è pianoforte di tramontana,
batuffoli di cielo s’argentano,
son fumo di stella fra i miei capelli.
Scucito è il polline dei passi,
raggiera d’onda è minestra di sassi,
uno scoglio è lama di tagliente respiro,
squarcia l’anima come il vento del destino.
allatta nuvole di cristallo,
polpastrelli di luce
intrecciano ancore di sale.
Sabbia di vespro e cotone
è pianoforte di tramontana,
batuffoli di cielo s’argentano,
son fumo di stella fra i miei capelli.
Scucito è il polline dei passi,
raggiera d’onda è minestra di sassi,
uno scoglio è lama di tagliente respiro,
squarcia l’anima come il vento del destino.
Una perversione cercata,assaporata,
come una gustosa pietanza,
trangugiata
nel pieno di un baccanale festoso.
Una portata, dopo portata abbondantemente;
una pancia gonfia,
mai sazia,desiderosa di nuovi piatti;
ingorda di sofisticati dolciumi,
accecato da cospicue libagioni,
quasi smarrito ilsenso di discernimento.
Afferro una preghiera
per placar il tormento.
Ma invanho iniettato
l'antidoto
al veleno della morte
come una gustosa pietanza,
trangugiata
nel pieno di un baccanale festoso.
Una portata, dopo portata abbondantemente;
una pancia gonfia,
mai sazia,desiderosa di nuovi piatti;
ingorda di sofisticati dolciumi,
accecato da cospicue libagioni,
quasi smarrito ilsenso di discernimento.
Afferro una preghiera
per placar il tormento.
Ma invanho iniettato
l'antidoto
al veleno della morte
E quando poi con l'estate
te ne vai
dove poso i pensieri miei
dove chiudo gli occhi per sognare
quando appena te ne vai
ecco settembre
E le stelle giu non cadono
e la pioggia li nella vigna
odore di mosto
odore d'amore
odeore di te...
E quando poi con l'estate tornerai
di me ti ricorderai?
avrai altre braccia tra cui dormire
altri occhi per sognare
altro fiato e altra voce
tra i giorni tuoi...
E le stelle giu cadranno
tra i falò e le braci
tra i sorrisi e i vuoi
qui su questa sabbia
Ma intanto è gia settembre...
te ne vai
dove poso i pensieri miei
dove chiudo gli occhi per sognare
quando appena te ne vai
ecco settembre
E le stelle giu non cadono
e la pioggia li nella vigna
odore di mosto
odore d'amore
odeore di te...
E quando poi con l'estate tornerai
di me ti ricorderai?
avrai altre braccia tra cui dormire
altri occhi per sognare
altro fiato e altra voce
tra i giorni tuoi...
E le stelle giu cadranno
tra i falò e le braci
tra i sorrisi e i vuoi
qui su questa sabbia
Ma intanto è gia settembre...
Pensieri pesanti
sotto le palpebre chiuse.
Prepotentemente scendono
pungono.
Vogliono
riemergere.
Vorrei capire
che vestito indossare oggi.
Forse quello
del coraggio.
E camminare ad un centimetro
dal suolo.
Sospesa...
Magari non avrò il
contatto con la realtà.
Non avrò paura
della mia ombra.
Magari quel vestito mi darà
la giusta misura per combattere ancora.
E’ stato solo il tempo
di mostrarsi e non vedersi,
eravamo cuori nudi e palpitanti
e le carezze …erano immortali.
Ero ebbra
del sole, dell’erba, del mare, del ciel divino.
Vedevo in te cose mia viste o possedute
eri prodigio, quasi miracolo!
eri prodigio, quasi miracolo!
Ah! Non avresti mai dovuto
portare i dadi, i giocattoli di legno,
la tua mente crudele;
non avresti mai dovuto nascondere
le visioni che spegnevano la febbre.
le visioni che spegnevano la febbre.
Ora, nel passeggiare rosso
di un estate poco calda,
incontro la tua sagoma indistinta:
il tuo vestito non ha pieghe,
ma i colori son sbiaditi.
ma i colori son sbiaditi.
Le tue labbra son di pietra,
e di marmo i passi.
Triste!…
Triste!…
Nessun bacio potrebbe mai arrivare qui.
Avrei voluto dirti:
di accendere il tuo fuoco,
indossare l’abito dei sogni…
….che non sai più sognare.
Rosso scaduto!

Rosso scaduto!

Svegliarsi chiedendosi come
sia stato ch'è tutto finito,
il cielo ha slacciato le trame
di un sogno legandolo al dito.
Nel buio assoluto il tuo nome
ritorna da un'eco distante,
circonda la notte, comprime
il fiato, ingannando la mente.
Svegliarsi chiedendomi cosa
sia stato, se un sogno o davvero
un pezzo di vita che posa
nel cuore il più grande mistero.
sia stato ch'è tutto finito,
il cielo ha slacciato le trame
di un sogno legandolo al dito.
Nel buio assoluto il tuo nome
ritorna da un'eco distante,
circonda la notte, comprime
il fiato, ingannando la mente.
Svegliarsi chiedendomi cosa
sia stato, se un sogno o davvero
un pezzo di vita che posa
nel cuore il più grande mistero.
E’ la terra del fuoco e dei Ciclopi
del ratto di Proserpina e delle ninfe
amate dai fiumi. Quel giorno
che il boss salì sulla montagna
“ Questo sarà tutto mio, è sicuro”
disse, il primo scagnozzo quello scuro
annotò tutto sulla lavagna
poi spedì un tweet da un forno
agli assassini. Preparò il caffè
per tutti, poi si dedicò alle api.
E’ noto che a Noto c’è il barocco
e che a Siracusa a maggio
si recitano Sofocle e Euripide
Aristofane incontra Lisistrata
per stendere un trattato di pace
hanno unito la loro voce
e qualcuno ha battuto in ritirata
i boss guardano le corride
e accompagnano le figlie a un saggio
di danza. Il cavallo da corsa è un brocco.
L’autostrada è saltata per aria
stavolta hanno usato il tritolo
e non la lupara, il telecomando
ha funzionato, il televisore si è spento.
I mandorli in fiore e la valle templi
di Agrigento, Pirandello dice
nulla è quello che sembra, invece tace
Montalbano, le Termopili
non sono qui, qui c’è il vento
di scirocco e un atroce canto
di morte. Hanno steso un lenzuolo
bianco, lì ora regna l’incuria.
del ratto di Proserpina e delle ninfe
amate dai fiumi. Quel giorno
che il boss salì sulla montagna
“ Questo sarà tutto mio, è sicuro”
disse, il primo scagnozzo quello scuro
annotò tutto sulla lavagna
poi spedì un tweet da un forno
agli assassini. Preparò il caffè
per tutti, poi si dedicò alle api.
E’ noto che a Noto c’è il barocco
e che a Siracusa a maggio
si recitano Sofocle e Euripide
Aristofane incontra Lisistrata
per stendere un trattato di pace
hanno unito la loro voce
e qualcuno ha battuto in ritirata
i boss guardano le corride
e accompagnano le figlie a un saggio
di danza. Il cavallo da corsa è un brocco.
L’autostrada è saltata per aria
stavolta hanno usato il tritolo
e non la lupara, il telecomando
ha funzionato, il televisore si è spento.
I mandorli in fiore e la valle templi
di Agrigento, Pirandello dice
nulla è quello che sembra, invece tace
Montalbano, le Termopili
non sono qui, qui c’è il vento
di scirocco e un atroce canto
di morte. Hanno steso un lenzuolo
bianco, lì ora regna l’incuria.
I sogni che te nascheno dar core
e crescheno colorati come ‘n fiore
nun sono fatui, ‘n immaginazione
ma della realtà, anticipazione.
Prenni na sera ar Pincio, a Roma mia
accenni a luna nella prateria
d’un cielo blu che ospita le stelle
sceji con cura quelle, le più belle.
Poi lassa score er ponentino
fra li capelli de chi te sta vicino,
una carezza dai a la città
che, ‘n curiosita, resta ad osservà.
E nun me di che sta situazione ambita
nun l’hai mai sfruttata ‘na vorta nella vita!
E’ er frutto d’un sogno e nun der caso
pe certe cose nun poi annà a naso !
E che all’omo pare tutto realtà
ciò che vorebbe da realizzà.
E, ‘nvece sono sogni assai sofferti
fatti cor core ma co li occhi aperti.
e crescheno colorati come ‘n fiore
nun sono fatui, ‘n immaginazione
ma della realtà, anticipazione.
Prenni na sera ar Pincio, a Roma mia
accenni a luna nella prateria
d’un cielo blu che ospita le stelle
sceji con cura quelle, le più belle.
Poi lassa score er ponentino
fra li capelli de chi te sta vicino,
una carezza dai a la città
che, ‘n curiosita, resta ad osservà.
E nun me di che sta situazione ambita
nun l’hai mai sfruttata ‘na vorta nella vita!
E’ er frutto d’un sogno e nun der caso
pe certe cose nun poi annà a naso !
E che all’omo pare tutto realtà
ciò che vorebbe da realizzà.
E, ‘nvece sono sogni assai sofferti
fatti cor core ma co li occhi aperti.








