Mi sposto solo un po’
-Ecco vedi
la nube è rimasta di lato-
il sole pulsa tra le foglie in alto
e in basso
la pozzanghera è d’oro.
Trovare quel centimetro
quel tempo improvviso
e verticale
istante immobile per godere la vita
senza sporcarsi
a volte è questione
di uno scarto improvviso...
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Profilo Autore: rosannag  

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Guardo il vuoto
dentro questa prigione. 

Una piccola goccia
riga il viso.

Impedendomi
di vederere oltre.

Vorrei
l'impossibile.

Ma forse mi basterebbe
vedere il tuo viso. 

Che mi guarda e mi dice
" quindi ? "

Invece non vedo oltre...
e annego.

In queste gocce
che rigano il viso.

In questa prigione
con i lucchetti senza chiavi.


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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Suona sempre due volte, si dice

ma lo sai che è una fola soltanto,

paravento del vero che tace:

vola via piú veloce del vento.




E ti lascia in cassetta l'avviso

di una lettera raccomandata

quasi quasi è deluso ed ha inteso

"Ti ho chiamato ma non t'ho trovata".




"Ti ho suonato due volte...non basta?"

Sai che mente e nient'altro puoi fare

devi andare di corsa alla Posta

ma il postino lo mandi a... cantare!
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Profilo Autore: perlanera  

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Trascini la mi vita all’oltretomba,

me par de stà seduto su ‘nautobomba,

ce giochi come er gatto con er topo

finché nun hai raggiunto er tuo scopo.

Ma nun ce vole assai p’er tuo progetto

Perché lo sai che nun è solo grande affetto

quello che ho serrato dentro ar petto.

Nun so ‘n gran poeta né ‘nartista

che sa parlà d’amore a prima vista

Una parola solo stancamente

rimugino pe tutta la mia mente.

Te amo.

Te pare poco ? Ma vojio assicuratte

che nun è poco, quanno er core batte.

Amore è ‘na sintesi de parole

colte in appropriate ed aulenti aiuole

incatenate a mò di ghirlanda

e profumate de ottima lavanda.

Nun devi facce gnente, solo ascortà.

‘Nattimo e te poi raccapezzà.

Te amo.

 Ed avrai detto

mille parole che escono dar petto

che se ce metti ‘n po’ de disgressione,

te dicono che fai confusione.

Trovà ‘e parole nun è mica semplice,

come trovà l’Amore…nun è proprio facile !
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Profilo Autore: Bronson  

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Tele di ragno a nascondere il sole

l’invasione biblica delle cavallette

e la dura, dura pioggia che cadrà.

C’è sempre un incubo nelle nostre menti

un futuro temuto di tragedie e tormenti.

Poi magari non succede niente, sarà

quel che sarà. I peccati, le malefatte

saranno puniti. Sì, nel mare c’è il sale.



Angela dipinge sorrisi e saluta tutti

Tristano cerca Isotta, dicono che è partita

è in giro per l’Afghanistan in cerca di pace

ma non è una monaca di clausura. Il gigante

ha i piedi di burro, dopo ogni caduta

si rialza più lentamente. La cicuta

nessuno più la usa da quando un amante

l’ha offerta alla sua sposa, ora lui tace

e da una lapide ne piange la dipartita

la pittrice sfuma i colori, i piatti sono rotti.



Francesco aveva appeso al chiodo la penna

e l’inchiostro, poi un rigurgito d’ispirazione

l’ha condotto alle corte degli smemorati.

C’è Emi che arranca in salita, il fiato

non le basta, l’ha sprecato con quello svitato

dai lineamenti mediorientali. I sogni colorati

sono sfiorati da ombre lievi e dalla finzione

d’amore. Il mattone che fu ora è una colonna.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Io t'invoco, oh Fortuna
vieni a me,
avvolgendomi con il tuo soffice mantello

Ti aspetto in ogni momento,
come la pioggia in un solitario deserto

Fammi alloggiare dentro di te
e non lasciarmi mai andare
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Profilo Autore: LyricAle  

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La risacca di maggio

allatta nuvole di cristallo,

polpastrelli di luce

intrecciano ancore di sale.


Sabbia di vespro e cotone

è pianoforte di tramontana,

batuffoli di cielo s’argentano,

son fumo di stella fra i miei capelli.


Scucito è il polline dei passi,

raggiera d’onda è minestra di sassi,

uno scoglio è lama di tagliente respiro,

squarcia l’anima come il vento del destino.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Una perversione cercata,assaporata,
come una gustosa pietanza,
trangugiata
nel pieno di un baccanale festoso.
Una portata, dopo portata abbondantemente;
una pancia gonfia,
mai sazia,desiderosa di nuovi piatti;
ingorda di sofisticati dolciumi,
accecato da cospicue libagioni,
quasi smarrito ilsenso di discernimento.
Afferro una preghiera
per placar il tormento.
Ma invanho iniettato
l'antidoto
al veleno della morte
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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E quando poi con l'estate
te ne vai
dove poso i pensieri miei
dove chiudo gli occhi per sognare
quando appena te ne vai
ecco settembre
E le stelle giu non cadono
e la pioggia li nella vigna
odore di mosto 
odore d'amore
odeore di te...

E quando poi con l'estate tornerai
di me ti ricorderai?
avrai altre braccia tra cui dormire
altri occhi per sognare
altro fiato e altra voce 
tra i giorni tuoi...
E le stelle giu cadranno
tra i falò e le braci
tra i sorrisi e i vuoi
qui su questa sabbia
Ma intanto è gia settembre...
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Profilo Autore: fgl  

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Ricordi d'intonati arpeggi
sulle corde del cuore
divenute poi effigi
di lugubri cimiteri.

Ma il mio pensiero
è sempre lì...


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Profilo Autore: Grace D  

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Pensieri pesanti
sotto le palpebre chiuse.

                    Prepotentemente scendono
                    pungono.

          Vogliono
          riemergere.

                    Vorrei capire
                    che vestito indossare oggi.

          Forse quello
          del coraggio.

                    E camminare ad un centimetro 
                    dal suolo.

          Sospesa...

                    Magari non avrò il
                    contatto con la realtà.

          Non avrò paura
          della mia ombra.

Magari quel vestito mi darà
la giusta misura per combattere ancora.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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E’ stato solo  il tempo
di mostrarsi e non vedersi,
eravamo cuori nudi e palpitanti
  e le carezze …erano immortali.


Ero ebbra
del sole, dell’erba, del mare, del ciel divino.
Vedevo in te cose mia viste o possedute
eri prodigio, quasi miracolo!



 Ah!  Non avresti mai  dovuto
portare i dadi, i giocattoli di legno,
 la tua mente crudele;
non avresti mai dovuto nascondere
le visioni che spegnevano la febbre.



Ora, nel passeggiare rosso
 di un estate poco calda,
incontro la tua sagoma indistinta:
il tuo vestito non ha pieghe,
ma i colori son sbiaditi.



Le tue labbra son di  pietra,
 e di marmo i passi.
Triste!…
     Nessun bacio potrebbe  mai arrivare qui.



Avrei voluto dirti:
di accendere il tuo fuoco,
indossare l’abito dei sogni…
….che non sai più sognare.
Rosso scaduto!



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Profilo Autore: Hera  

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Svegliarsi chiedendosi come

sia stato ch'è tutto finito,

il cielo ha slacciato le trame

di un sogno legandolo al dito.




Nel buio assoluto il tuo nome

ritorna da un'eco distante,

circonda la notte, comprime

il fiato, ingannando la mente.




Svegliarsi chiedendomi cosa

sia stato, se un sogno o davvero

un pezzo di vita che posa

nel cuore il più grande mistero.
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Profilo Autore: perlanera  

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E’ la terra del fuoco e dei Ciclopi

del ratto di Proserpina e delle ninfe

amate dai fiumi. Quel giorno

che il boss salì sulla montagna

“ Questo sarà tutto mio, è sicuro”

disse, il primo scagnozzo quello scuro

annotò tutto sulla lavagna

poi spedì un tweet da un forno

agli assassini. Preparò il caffè

per tutti, poi si dedicò alle api.



E’ noto che a Noto c’è il barocco

e che a Siracusa a maggio

si recitano Sofocle e Euripide

Aristofane incontra Lisistrata

per stendere un trattato di pace

hanno unito la loro voce

e qualcuno ha battuto in ritirata

i boss guardano le corride

e accompagnano le figlie a un saggio

di danza. Il cavallo da corsa è un brocco.



L’autostrada è saltata per aria

stavolta hanno usato il tritolo

e non la lupara, il telecomando

ha funzionato, il televisore si è spento.

I mandorli in fiore e la valle templi

di Agrigento, Pirandello dice

nulla è quello che sembra, invece tace

Montalbano, le Termopili

non sono qui, qui c’è il vento

di scirocco e un atroce canto

di morte. Hanno steso un lenzuolo

bianco, lì ora regna l’incuria.
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Profilo Autore: mybackpages  

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I sogni che te nascheno dar core

e crescheno colorati come ‘n fiore

nun sono fatui, ‘n immaginazione

ma della realtà, anticipazione.

Prenni na sera ar Pincio, a Roma mia

accenni a luna nella prateria

d’un cielo blu che ospita le stelle

sceji con cura quelle, le più belle.

Poi lassa score er ponentino

fra li capelli de chi te sta vicino,

una carezza dai a la città

che, ‘n curiosita, resta ad osservà.

E nun me di che sta situazione ambita

nun l’hai mai sfruttata ‘na vorta nella vita!

E’ er frutto d’un sogno e nun der caso

pe certe cose nun poi annà a naso !

E che all’omo pare tutto realtà

ciò che vorebbe da realizzà.

E, ‘nvece sono sogni assai sofferti

fatti cor core ma co li occhi aperti.
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Profilo Autore: Bronson  

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