"La frase seguente è vera, la frase precedente è falsa"
Vieni con me,
che oggi ho voglia
di tornare all’età
dello specchio,
di lasciarmi
cadere
sulle
note
struggenti
di un anelito indefinito
che possa dondolarmi
fra la viola do fado
e la tristezza
di fondo.
Che poi
sei tu:
il mio
primo
disumano
impietoso limite.
“La storia racconta di un armaiolo che si vantava della sua lancia indistruttibile e del suo scudo imperforabile. Un uomo lì presente chiese allora cosa sarebbe successo se avesse provato a conficcare la lancia nello scudo. L'armaiolo fu preso alla sprovvista e colpito nell'orgoglio. Il risultato dello scontro fu che entrambi gli arnesi si ruppero.”
6 commenti
Il patto siglato col diavolo
fu suggellato da una stretta di mano
e da un’ustione di terzo grado.
Fu la tentazione forse a prevalere
il denaro, il successo, il potere
l’effimero e il vacuo furono lo snodo.
Cambiò la sua vita in un baleno
c’erano i potenti a sedere al suo tavolo.
L’amore era sesso e il sesso ossessione
l’aquilone era bucato e la giostra rotta
i saggi della montagna erano alla frutta
chi ragionava era rinchiuso in una grotta
o girava nudo in una botte e senza scorta.
La donna col lupo si era nascosta, la porta
era socchiusa, con uno scatto era entrata
poi dalla borsa aveva tirato fuori un bastone.
Non finì bene, con un funerale da organizzare
e fu il suo. Il diavolo lo aspettò alla porta
dell’inferno con quattro facce di feccia
e due kamikaze arrivati in luogo di recente.
Fu l’aria condizionata che gli venne in mente
non si poteva pagando avere una singola con doccia?
I patti erano scaduti, le tigri erano di carta
e le carte truccate. Non c’era più nulla da fare.
fu suggellato da una stretta di mano
e da un’ustione di terzo grado.
Fu la tentazione forse a prevalere
il denaro, il successo, il potere
l’effimero e il vacuo furono lo snodo.
Cambiò la sua vita in un baleno
c’erano i potenti a sedere al suo tavolo.
L’amore era sesso e il sesso ossessione
l’aquilone era bucato e la giostra rotta
i saggi della montagna erano alla frutta
chi ragionava era rinchiuso in una grotta
o girava nudo in una botte e senza scorta.
La donna col lupo si era nascosta, la porta
era socchiusa, con uno scatto era entrata
poi dalla borsa aveva tirato fuori un bastone.
Non finì bene, con un funerale da organizzare
e fu il suo. Il diavolo lo aspettò alla porta
dell’inferno con quattro facce di feccia
e due kamikaze arrivati in luogo di recente.
Fu l’aria condizionata che gli venne in mente
non si poteva pagando avere una singola con doccia?
I patti erano scaduti, le tigri erano di carta
e le carte truccate. Non c’era più nulla da fare.
Fu rintocco di nuvole e caffè,
quell’ultimo bacio
sfiorato dal tempo,
scintilla d’apostrofo sentimentale,
silenzio e confettura di cielo.
La notte s’alberò di stelle,
come rondine vestita d’autunno,
zigomi d’orizzonte fra i viali respirò
ed un calice di pioggia ghiacciata
fu fiammifero di giglio di luce scucito.
quell’ultimo bacio
sfiorato dal tempo,
scintilla d’apostrofo sentimentale,
silenzio e confettura di cielo.
La notte s’alberò di stelle,
come rondine vestita d’autunno,
zigomi d’orizzonte fra i viali respirò
ed un calice di pioggia ghiacciata
fu fiammifero di giglio di luce scucito.
La bellezza dei pianeti
traspare limpida
nella mia veste a fiori
nei tuoi cappelli
aperti al mare
Cantico d’aurora
mentre immagini vanno
di tempi nelle trappole
Un lungo novembre
ala d’ombra sugli affreschi
Sotto la patina ascolto chiare grida
venti interiori usciti dalle baie
Della pena dell’uomo scrivevi ,
ed era bel tempo!
Ti faceva male
l’indomabile precarietà,
lo scorrere veloce di ogni punto fermo.
Dolce e stanco dicevi,
che il tuo orto era perduto.
Mi chiamavi obliata isola,
tu, custode taciturno
di dolore e solitudine...
... erano sfinite le tue onde!
…L’ebbrezza del dolore
ti riconduceva a mattinate di ardua gloria
dove i nostri destini s’incontravano.
Ricordi?
Ricordi?
La morte?
Sarai tu, dicesti,
ad annunciarmi al cuore dei poeti.
E sentì bene, io, il tuo squillo,
ma domandai tempo,
presi troppo tempo!
TUtto ora è compiuto,
l’ angoscia, la colpa,
il tuo silenzio…
la mia anima che vegeta nello stordimento:
il bene che ho perduto!
Prego gli angeli, tutti,
affinchè preparino ghirlande profumate
sulla luce della tua nuova strada…
…Perdona la mia assenza!
La Morte di Marat
auotre: David
opera he dedico al grande Adraino Trestini....ciao Adriano!

La Morte di Marat
auotre: David
opera he dedico al grande Adraino Trestini....ciao Adriano!

Cessa il vento,
si disvelano atmosfere
colme di luce
in visioni armoniche.
Anche l'inchiostro
diviene materia azzurra
d'incredibile bellezza
atta ad innalzare ostelli
di pace serenità ed amore
rischiarati da dorati soli
e da aulici fregi.
Ed io, coesa
nel loro sfolgorante chiarore
con il cuore colmo
d'emozione e di gioia
m'affido
a questo splendido ordito...
Il giorno impallidisce il firmamento
dai bordi di una notte malandata,
il sole sembra tendersi a rilento
sul passo della luna sconsacrata.
La voce tua rimbalza da un pensiero
all'altro fino in fondo alle radici
dell'anima, dei sogni più felici
da cui nascesti all'ombra del mistero.
E penso che sei tu la mia Poesia
più bella, quella scritta sopra un velo
di cielo per tenermi compagnia
nei versi del suo più prezioso assolo.
E penso che sei tu la meraviglia
di questa vita stanca di vagare
nei giorni che si affogano nel mare
del tempo...sei l'aurora che mi abbaglia.
dai bordi di una notte malandata,
il sole sembra tendersi a rilento
sul passo della luna sconsacrata.
La voce tua rimbalza da un pensiero
all'altro fino in fondo alle radici
dell'anima, dei sogni più felici
da cui nascesti all'ombra del mistero.
E penso che sei tu la mia Poesia
più bella, quella scritta sopra un velo
di cielo per tenermi compagnia
nei versi del suo più prezioso assolo.
E penso che sei tu la meraviglia
di questa vita stanca di vagare
nei giorni che si affogano nel mare
del tempo...sei l'aurora che mi abbaglia.
Toccami con le mani della vita,
con quel che resta di un semplice sorriso.
Toccami,
vorrei sentir sulla mia pelle la speranza,
quel nubifragio di sensazioni uniche che mi regalano piaceri.
Toccami, ora.
Domani potrebbe esser già tardi.
domani potrei essere semplicemente un sogno.
E tu,
invece,
il mio passato.
con quel che resta di un semplice sorriso.
Toccami,
vorrei sentir sulla mia pelle la speranza,
quel nubifragio di sensazioni uniche che mi regalano piaceri.
Toccami, ora.
Domani potrebbe esser già tardi.
domani potrei essere semplicemente un sogno.
E tu,
invece,
il mio passato.
Buon giorno a tutti voi, signori miei,
Circasso è il nick che mi rappresenta,
giammai felice io sopporterei
che tale nome il core vi spaventa.
Son pacioccone, allegro, tenerone,
di ironia faccio uso assai.
Sarà che sono un grande, buon terrone
scrivo, verseggio e non mi fermo mai.
Solo che quando uso sta boccaccia
mi piace dire quello che ho in testa,
dico qualsiasi cosa che mi piaccia,
purch’ essa sia una cosa onesta.
Se sbaglio chiedo scusa e non m’arresta
cercare di capir dove sbagliai
per scatenare questa gran tempesta,
se la diritta via abbandonai.
Parlo italiano, romano e calabrese,
a volte penso d’essere uno spasso.
Verità cerco, quelle disattese
dileggiar spero… almeno…se non scasso !
Ridete allor di frasi fraintese,
che addolcisco col solito bon ton
Per chiarimenti io non bado a spese
In fondo sono io…sono Bronson.
Circasso è il nick che mi rappresenta,
giammai felice io sopporterei
che tale nome il core vi spaventa.
Son pacioccone, allegro, tenerone,
di ironia faccio uso assai.
Sarà che sono un grande, buon terrone
scrivo, verseggio e non mi fermo mai.
Solo che quando uso sta boccaccia
mi piace dire quello che ho in testa,
dico qualsiasi cosa che mi piaccia,
purch’ essa sia una cosa onesta.
Se sbaglio chiedo scusa e non m’arresta
cercare di capir dove sbagliai
per scatenare questa gran tempesta,
se la diritta via abbandonai.
Parlo italiano, romano e calabrese,
a volte penso d’essere uno spasso.
Verità cerco, quelle disattese
dileggiar spero… almeno…se non scasso !
Ridete allor di frasi fraintese,
che addolcisco col solito bon ton
Per chiarimenti io non bado a spese
In fondo sono io…sono Bronson.
Vorresti volare
nello spazio,
urlare la sofferenza,
ma decidi di volare
sui tuoi tacchi a spillo.
Vorresti odiare
questa vita,
ma ti ritrovi ad amarla,
per i pochi attimi
che ti regala di felicità.
Solo per
guardare
quegli
occhi azzurri
innocenti.
Che si preparano
ad affrontare
questa vita orribile,
in un mondo
che non sai cosa sarà il domani.
Giri le spalle
sui tuoi tacchi a spillo
e vai via,
come una
piccola stella senza luce.
Il solitario aveva un appartamento di dieci stanze
al penultimo piano del grattacielo più alto
con vista sull’infinito e uno yacht ancorato
al porto da usare quando il mare era agitato.
L’ingresso era vietato alle donne con lo smalto
agli scrittori in pensione e alle maestranze.
L’ultima amante aveva fatto le valigie di notte
tre lustri fa, portandosi dietro due limoni
un pacco di sigarette e un camion di azioni
della Apple. Ora poteva ascoltarla nelle canzoni
stralunate che incideva insieme ai barboni
del quartiere e a delle amiche strafatte.
Nel tempo libero lui giocava a scacchi e di norma
perdeva, era il movimento del cavallo
che non gli andava giù. Un tempo aveva provato
a ingaggiare un cane ammaestrato
per farselo spiegare, era stato uno sballo
ma non era durato più di un giro di karma.
Il sesso non era più un problema da quando
aveva acquistato un’azienda in perdita
che produceva film porno per ciechi
con tanto di sottotitoli per i dialoghi.
L’attrice di punta gli aveva fatto visita
e s’era sfilata le mutande gemendo.
Era uscito di casa per consultare la cartomante
del circo in fondo al parco, aveva una stella
in fronte, i denti cariati e una figlia pigra
che segnava il tempo con una clessidra.
Poi lui aveva deciso di farsi saltare le cervella
dopo avere venduto all’asta un diamante.
Il colpo andato a vuoto non lo aveva sorpreso
la pistola era caricata a salve per cautela
era una messinscena a favore del fato.
Quella sera stessa qualcuno aveva suonato
alla porta per errore, una donna con una mela
in mano, un sorriso leale e col volto disteso.
Non l’aveva mandata via, l’aveva fatta entrare
si sentiva solo e il mare non era più il rifugio
dal temporale. Giocarono a scacchi e perse
ancora, lei aveva il raffreddore e la tosse
ma gli sembrò sincera. Non mangiava formaggio
si fermò la sera, la luce stava per tornare.
Pensieri neri... una volta
Pensieri neri... prima dalla svolta.
Desideri di vivacità mi pervadono
Echi cupi si diradano
E lasciano il posto all'evasione...
...lontana ritorna l'emozione
Pensieri neri… in passato
pensieri neri... ho dimenticato
E di nuovo apro una finestra sul cielo
E di nuovo ti riamo davvero
Grazie di avermi atteso dolce tesoro
Mi ero perso nel buio ma adesso volo.
Pensieri neri... prima dalla svolta.
Desideri di vivacità mi pervadono
Echi cupi si diradano
E lasciano il posto all'evasione...
...lontana ritorna l'emozione
Pensieri neri… in passato
pensieri neri... ho dimenticato
E di nuovo apro una finestra sul cielo
E di nuovo ti riamo davvero
Grazie di avermi atteso dolce tesoro
Mi ero perso nel buio ma adesso volo.
Seduta
guardo lassù
guardo lassù
forse ti vedo
accanto ad una stella.
Ti sei arreso
e sei in viaggio
una piccola lacrima
bagna la terra.
Poi appari
sull'erba delle tue montagne
chiuso nelle virgole di ogni tuo verso .
Ricorderai
i rumori dell’ Estate
i tramonti
la pioggia
il tempo e
le nostre risate.
il tempo e
le nostre risate.
Mentre vai
muto è il paesaggio
muti sono i pensieri
dove dormono le nuvole.
Oggi pieno di te
è il silenzio del cielo.
Ciao Adriano













