L’aristocratico più aristocratico degli aristocratici

sposò la povera più povera delle mendicanti

sull’orizzonte degli eventi di un buco nero

sl collasso. Le telecamere del mondo intero

ripresero tutta la cerimonia, gli invitati

comprarono lacrime di gioia a prezzi modici.



Non ci fu la creme della creme dell’aristocrazia

all’avvenimento. Solo il Duca degli sballati

si presentò sbarbato, profumato e fumato

di tutto punto in compagnia di uno scapestrato

rimorchiato all’istante in un chiosco di gelati.

Erano assenti tutti i parenti a parte una prozia.



Ci fu il pienone d’invitati invece per la sposa

tutta gente selezionata, s’intende, il meglio

del meglio della categoria. I loro abiti da cerimonia

erano dono di uno sponsor della Transilvania

un tipo che dormiva solo di giorno. Il taglio

della torta fu affidato al ministro della difesa.



Dopo il matrimonio si seppe che l’aristocratico

più aristocratico degli aristocratici era povero

in canna, più della sposa persino. Si era mangiato

tutto in una bisca un giorno che era accompagnato

da Clotilde, un’attrice, una fata sfigata ma davvero

bella. Il viaggio di nozze fu su un transatlantico.



Cambiò tutto dopo le nozze, potenza della pubblicità.

La sposa ora sfilava in passerella per Armani

l’aristocratico insegnava il galateo in una televisione

privata. I lavori di restauro della loro abitazione

li aveva finanziati una banca, c’era un domani

una parvenza di speranza nel teatro della realtà.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Che gusto c'è se per dire foglia dico foglia

se per dire piscialetto dico piscialetto

se per asfalto dico asfalto

se per dire poesia

dico poesia. Nessuno.



Tutti gli alberi qui davanti sono

               devotamente immobili,

               e la luna che non appare ancora -

               sarà pronunciata levriero.







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Profilo Autore: Alberto Automa  

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S’acciglia fra le case

il ricamo d’un gracidar lontano,

è il dolce frastuono del tuono,

brontolio di pioggia e vuoto dolore.


Il respiro dell’universo s’affanna,

tinge esuli campanule di cielo,

martella cristalli sfibrati dal vento.


Uno sbrodolio di nuvole s’accenta,

intreccia spighe d’aria incandescente,

amorfe pozzanghere trapuntano il suolo

come petali profumati d’eclissi solare.


Comete ripudiate dal firmamento celeste

son quelle foglie straziate dal tempo,

s’agitano come coreografia di ballerine,

son ali d’angelo sfregiate dalla tempesta.


Dolce è il frastuono del tuono,

abbraccia i miei pensieri come uno scialle,

allaccia coriandoli di fango alle mie scarpe,

consola quel mio brontolio di pioggia e vuoto dolore. 
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Anima nell'oscurità avvolta.
Una contraddizione sorge alla mente.
Quella creatura non indossa una veste morale,
ma è piena di fede.
Il corpo è ormai
dal male devastato.
Scende interminabile
la misericordia divina.
Dio ama la propria creatura
anche se essa è da Lui lontano.
E la purga ogni istante con la sofferenza;
e la sorregge ogni giorno
con la speranza di resurrezione.
Mi riempio di gioia incontenibile.
Al risveglio, al mattino,
pregherò con lei
la Santa dell'impossibile.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Si rimira vanitoso il paesaggio alpino

nelle placide acque dei laghi.

Bianchi passeggi di nuvole,

si sovrappongono come sottili veli nei cieli:

incupendo per brevi istanti monti e valli.

Qua e là, verdi smeraldi e rossi rubini,

in un dispensar di colorate gemme,

impreziosiscono nascenti aurore e calanti tramonti.

Anch'io “macchiandomi” di vivaci sfumature;

mi tuffo in questo rigoglioso, lussureggiante oceano.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Tra l'estate ed io
è sceso il gelo
nell'immediata mortalità
della calura che ho odiato
mentre amavo lei
d'un istante anche lei
è tornata da lui
cosi come la luna torna alla notte
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Profilo Autore: fgl  

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Limpida appare coi suoi raggi
luminosa scende ad accalorare il cuore
tu, stella dai colori ammalianti
passeggi silenziosa nel condiviso amore.

Una finestra dal cielo compare
s’aprono le nuvole al suo sorgere
sfiorando con carezze quel lembo d’azzurro
nell’intaglio di mosaico a disegnare.

Sulla terra il messaggio
l’odore di muschio che s’inala
sulle vie destinate al perdono
sospinto dal vento rincorso in sogno.

Una luce rischiara il buio
si veste a schiarir pensiero
quella finestra dal cielo che induce
alla generosa grandezza dell’amore.
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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Con gli occhi blu,  "ridenti e fuggitivi",

c'é Silvia tra la salvia e una silvana finestra,  mette in mostra gli incisivi, 

il male "dei parenti" è la sua frana.




Non frena, pare stia correndo troppo.

Un groppo in cielo strappa le parole

sul vento, poi sorpassa quel malloppo

di favole condite col suo sale.




Andrà, forse chissà, tremila all'ora

sgommando tra la luna e un aeroplano

cinese, arriva al sole del mattino

e "sente che non sente" sonno  ancora.




Gli occhioni blu si sono finalmente

addormentati sotto il crocefisso.

Finito il turno ci ho lo sguardo lesso

e di riflesso bolle la mia mente.




Silvia silvana, selva di concetti

diretti nei pensieri dati al caso

che a volte sembra prenda per il naso

il mondo, più se meno te l'aspetti.





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Profilo Autore: perlanera  

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Il sogno di questa notte lo ricordo

perché era confuso e un po’ strano.

Mi trovavo in qualche punto

del Medioevo e davo della biada

a un ronzino affamato in una strada

trafficata. C’era tanto vento

e i guerrieri mordevano il freno

il re affogava nel cibo, quel bastardo.



Ginevra aveva l’elmo in testa

e la vagina tremante da quando

l’aveva data in pegno al suo amante

in cambio di un opzione sull’acquisto

di una foresta a prezzo di costo.

Sir Lancelot valutava un diamante

da comprare per conto di un fondo

azionario cinese su cui fare la cresta.



La tavola rotonda era apparecchiata

c’era chi pensava a un colpo di stato

e chi a come far salire le azioni

del comandante della falange nera.

Tutti si parlavano addosso, la nuora

del capo scriveva e suonava canzoni

d’amore col mandolino. Ponzio Pilato

taceva, la sua fazione era stata scoperta.



Merlino tentava di far quadrare i conti

mentre ascoltava Rihanna, aveva

baciato una rima che sapeva di zucchero

filato, fortunato che non gli fosse toccato

in sorte quella di un gatto avariato.

La ragazza vispa di un condottiero

ballava nuda e ogni tanto gli massaggiava

l’orecchio, per far dispetto ai santi.



Così il sogno era finito, poi mi sono

svegliato su una spiaggia deserta

 ho giocato dei numeri al lotto

non si sa mai, potrebbero uscire tutti.

La giornata è stata uno strazio, i matti

non stavano al manicomio, ma al distretto

del mercato rionale. La sorte è incerta

e la penna è stanca, ma c’è il divano.

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Profilo Autore: mybackpages  

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Attendono gli occhi…
…ma di lucente e duro metallo,
son le stelle.

 Non cedono, non cadono
a proporre desideri, e scongiurare
la polvere e la fine.


Tarda la scia a mostrarsi ,
e  tarda l’opera nuova.
  I ricordi sono aromi trafitti, lancinanti!


 Troppo solo è l'amante della vita:
 come fanciullo abbandonato
 và, ritracciando segni d’amore
con dichiarazioni appassionate e tormentose.


Và rivendicando la certezza
 del grande sentimento…
…l’incanto sottile, l’inedita bellezza.


Vuol ricavare ancora nuovi palpiti,
e quantiche distanze di stelle vicine
che precipitino il cielo.


Che fermino il tempo,
e illuminino il sole, a maturar di dolce l’uva...
…vino ebbro, dei teneri amanti!
 





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Profilo Autore: Hera  

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Non verrà, non verrà, o è così che sempre viene,

ritagliando il grigio del manto di Maria dal cielo

in quella manciata di secondi in cui le sere

attaccano a piangere per davvero

o per finta per via del velo immenso

che sta cadendo. Non si fa cercare, appare

e basta, e aspetta poi che scenda la tapparella

gracchiante ai muri un elettrico verso di incomprensione.








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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Frattaglie d’aquiloni

son quei tetti di case lontane,

ginnasti quei coriandoli di farfalle.


Scalpelli di cuore zestano il ricordo,

sorseggio un bicchier assolato di nebbia,

ritaglio immagini d’un dolce tramonto.


Le foglie zuccherano caffeina di prati,

canovacci di sguardi affollano la sera,

spighe di cielo s’ammantano d’immenso.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Sete e nevai
Se te ne vai ...
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Profilo Autore: emanuele  

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L'amore l'avrebbe travolto 
in musica e vertigini 
Ian da secoli inseguiva 
la ragazza di Orleans 

tra visioni cattedrali e simboli 
sentiva tremare
il sole nell'acqua 
in quegli histerici tramonti 

il viso di lei 
luce nel bianco delle rose 
 
Viaggiava impenitente 
nei nuovi mondi 
voleva vivere un solo giorno 
dentro lei
nei cento anni 

Venerava il giovane poeta
tra liturgie e riflessi 
ricordava il suo nome 

In meraviglie d'arancio 
contemplava estati senza ombre 

Le streghe lo imploravano 
tra le stelle di giurare fedeltà 

Ian era così perso  
nell'incanto delle mille stagioni 

Il monaco lo prese a se 
lo confino' tra le dediche del cielo 
in giochi di specchi ed eresia 

cedeva alle emozioni
 abbandonava se stesso 
lei era da sempre
 fuori controllo
lievemente si inginocchiava 
Ian al nuovo ordine !
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Seducimi con i petali dei tuoi occhi neri
sbocciami il sorriso come il fiore più bello
cullami tra le tue braccia incandescenti
che trasmettono il sentimento d'amore.

Sfama l'anelito del mio cuore con dolce canto
inebriami il respiro col tuo afflato suadente.
Nelle tue braccia protettrici mi rifugio
sentendomi toccate le corde dell'anima.
Sono brumosa terra che anela l'acqua
per essere da te irrigata e rifiorire a nuova vita.

Nei meandri della vita tu sei il mio filo magico
che si srotola dolcemente a fiorire il mio cammino
in viali alberati profusi di fiori profumati.

Mi doni l'ebbrezza del domani suadente,
in sogni onirici ti vedo la notte
rinfrancandomi il cuore
e all'alba appena sveglia,
ti ritrovo al mio fianco amore.
SalvaSalvaSalvaSalva
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Profilo Autore: Grace D  

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