L’aristocratico più aristocratico degli aristocratici
sposò la povera più povera delle mendicanti
sull’orizzonte degli eventi di un buco nero
sl collasso. Le telecamere del mondo intero
ripresero tutta la cerimonia, gli invitati
comprarono lacrime di gioia a prezzi modici.
Non ci fu la creme della creme dell’aristocrazia
all’avvenimento. Solo il Duca degli sballati
si presentò sbarbato, profumato e fumato
di tutto punto in compagnia di uno scapestrato
rimorchiato all’istante in un chiosco di gelati.
Erano assenti tutti i parenti a parte una prozia.
Ci fu il pienone d’invitati invece per la sposa
tutta gente selezionata, s’intende, il meglio
del meglio della categoria. I loro abiti da cerimonia
erano dono di uno sponsor della Transilvania
un tipo che dormiva solo di giorno. Il taglio
della torta fu affidato al ministro della difesa.
Dopo il matrimonio si seppe che l’aristocratico
più aristocratico degli aristocratici era povero
in canna, più della sposa persino. Si era mangiato
tutto in una bisca un giorno che era accompagnato
da Clotilde, un’attrice, una fata sfigata ma davvero
bella. Il viaggio di nozze fu su un transatlantico.
Cambiò tutto dopo le nozze, potenza della pubblicità.
La sposa ora sfilava in passerella per Armani
l’aristocratico insegnava il galateo in una televisione
privata. I lavori di restauro della loro abitazione
li aveva finanziati una banca, c’era un domani
una parvenza di speranza nel teatro della realtà.
sposò la povera più povera delle mendicanti
sull’orizzonte degli eventi di un buco nero
sl collasso. Le telecamere del mondo intero
ripresero tutta la cerimonia, gli invitati
comprarono lacrime di gioia a prezzi modici.
Non ci fu la creme della creme dell’aristocrazia
all’avvenimento. Solo il Duca degli sballati
si presentò sbarbato, profumato e fumato
di tutto punto in compagnia di uno scapestrato
rimorchiato all’istante in un chiosco di gelati.
Erano assenti tutti i parenti a parte una prozia.
Ci fu il pienone d’invitati invece per la sposa
tutta gente selezionata, s’intende, il meglio
del meglio della categoria. I loro abiti da cerimonia
erano dono di uno sponsor della Transilvania
un tipo che dormiva solo di giorno. Il taglio
della torta fu affidato al ministro della difesa.
Dopo il matrimonio si seppe che l’aristocratico
più aristocratico degli aristocratici era povero
in canna, più della sposa persino. Si era mangiato
tutto in una bisca un giorno che era accompagnato
da Clotilde, un’attrice, una fata sfigata ma davvero
bella. Il viaggio di nozze fu su un transatlantico.
Cambiò tutto dopo le nozze, potenza della pubblicità.
La sposa ora sfilava in passerella per Armani
l’aristocratico insegnava il galateo in una televisione
privata. I lavori di restauro della loro abitazione
li aveva finanziati una banca, c’era un domani
una parvenza di speranza nel teatro della realtà.
4 commenti
Che gusto c'è se per dire foglia dico foglia
se per dire piscialetto dico piscialetto
se per asfalto dico asfalto
se per dire poesia
dico poesia. Nessuno.
Tutti gli alberi qui davanti sono
dico poesia. Nessuno.
Tutti gli alberi qui davanti sono
S’acciglia fra le case
il ricamo d’un gracidar lontano,
è il dolce frastuono del tuono,
brontolio di pioggia e vuoto dolore.
Il respiro dell’universo s’affanna,
tinge esuli campanule di cielo,
martella cristalli sfibrati dal vento.
Uno sbrodolio di nuvole s’accenta,
intreccia spighe d’aria incandescente,
amorfe pozzanghere trapuntano il suolo
come petali profumati d’eclissi solare.
Comete ripudiate dal firmamento celeste
son quelle foglie straziate dal tempo,
s’agitano come coreografia di ballerine,
son ali d’angelo sfregiate dalla tempesta.
Dolce è il frastuono del tuono,
abbraccia i miei pensieri come uno scialle,
allaccia coriandoli di fango alle mie scarpe,
consola quel mio brontolio di pioggia e vuoto dolore.
il ricamo d’un gracidar lontano,
è il dolce frastuono del tuono,
brontolio di pioggia e vuoto dolore.
Il respiro dell’universo s’affanna,
tinge esuli campanule di cielo,
martella cristalli sfibrati dal vento.
Uno sbrodolio di nuvole s’accenta,
intreccia spighe d’aria incandescente,
amorfe pozzanghere trapuntano il suolo
come petali profumati d’eclissi solare.
Comete ripudiate dal firmamento celeste
son quelle foglie straziate dal tempo,
s’agitano come coreografia di ballerine,
son ali d’angelo sfregiate dalla tempesta.
Dolce è il frastuono del tuono,
abbraccia i miei pensieri come uno scialle,
allaccia coriandoli di fango alle mie scarpe,
consola quel mio brontolio di pioggia e vuoto dolore.
Anima nell'oscurità avvolta.
Una contraddizione sorge alla mente.
Quella creatura non indossa una veste morale,
ma è piena di fede.
Il corpo è ormai
dal male devastato.
Scende interminabile
la misericordia divina.
Dio ama la propria creatura
anche se essa è da Lui lontano.
E la purga ogni istante con la sofferenza;
e la sorregge ogni giorno
con la speranza di resurrezione.
Mi riempio di gioia incontenibile.
Al risveglio, al mattino,
pregherò con lei
la Santa dell'impossibile.
Una contraddizione sorge alla mente.
Quella creatura non indossa una veste morale,
ma è piena di fede.
Il corpo è ormai
dal male devastato.
Scende interminabile
la misericordia divina.
Dio ama la propria creatura
anche se essa è da Lui lontano.
E la purga ogni istante con la sofferenza;
e la sorregge ogni giorno
con la speranza di resurrezione.
Mi riempio di gioia incontenibile.
Al risveglio, al mattino,
pregherò con lei
la Santa dell'impossibile.
Si rimira vanitoso il paesaggio alpino
nelle placide acque dei laghi.
Bianchi passeggi di nuvole,
si sovrappongono come sottili veli nei cieli:
incupendo per brevi istanti monti e valli.
Qua e là, verdi smeraldi e rossi rubini,
in un dispensar di colorate gemme,
impreziosiscono nascenti aurore e calanti tramonti.
Anch'io “macchiandomi” di vivaci sfumature;
mi tuffo in questo rigoglioso, lussureggiante oceano.
nelle placide acque dei laghi.
Bianchi passeggi di nuvole,
si sovrappongono come sottili veli nei cieli:
incupendo per brevi istanti monti e valli.
Qua e là, verdi smeraldi e rossi rubini,
in un dispensar di colorate gemme,
impreziosiscono nascenti aurore e calanti tramonti.
Anch'io “macchiandomi” di vivaci sfumature;
mi tuffo in questo rigoglioso, lussureggiante oceano.
Limpida appare coi suoi raggi
luminosa scende ad accalorare il cuore
tu, stella dai colori ammalianti
passeggi silenziosa nel condiviso amore.
Una finestra dal cielo compare
s’aprono le nuvole al suo sorgere
sfiorando con carezze quel lembo d’azzurro
nell’intaglio di mosaico a disegnare.
Sulla terra il messaggio
l’odore di muschio che s’inala
sulle vie destinate al perdono
sospinto dal vento rincorso in sogno.
Una luce rischiara il buio
si veste a schiarir pensiero
quella finestra dal cielo che induce
alla generosa grandezza dell’amore.
Con gli occhi blu, "ridenti e fuggitivi",
c'é Silvia tra la salvia e una silvana finestra, mette in mostra gli incisivi,
il male "dei parenti" è la sua frana.
Non frena, pare stia correndo troppo.
Un groppo in cielo strappa le parole
sul vento, poi sorpassa quel malloppo
di favole condite col suo sale.
Andrà, forse chissà, tremila all'ora
sgommando tra la luna e un aeroplano
cinese, arriva al sole del mattino
e "sente che non sente" sonno ancora.
Gli occhioni blu si sono finalmente
addormentati sotto il crocefisso.
Finito il turno ci ho lo sguardo lesso
e di riflesso bolle la mia mente.
Silvia silvana, selva di concetti
diretti nei pensieri dati al caso
che a volte sembra prenda per il naso
il mondo, più se meno te l'aspetti.
c'é Silvia tra la salvia e una silvana finestra, mette in mostra gli incisivi,
il male "dei parenti" è la sua frana.
Non frena, pare stia correndo troppo.
Un groppo in cielo strappa le parole
sul vento, poi sorpassa quel malloppo
di favole condite col suo sale.
Andrà, forse chissà, tremila all'ora
sgommando tra la luna e un aeroplano
cinese, arriva al sole del mattino
e "sente che non sente" sonno ancora.
Gli occhioni blu si sono finalmente
addormentati sotto il crocefisso.
Finito il turno ci ho lo sguardo lesso
e di riflesso bolle la mia mente.
Silvia silvana, selva di concetti
diretti nei pensieri dati al caso
che a volte sembra prenda per il naso
il mondo, più se meno te l'aspetti.
Il sogno di questa notte lo ricordo
perché era confuso e un po’ strano.
Mi trovavo in qualche punto
del Medioevo e davo della biada
a un ronzino affamato in una strada
trafficata. C’era tanto vento
e i guerrieri mordevano il freno
il re affogava nel cibo, quel bastardo.
Ginevra aveva l’elmo in testa
e la vagina tremante da quando
l’aveva data in pegno al suo amante
in cambio di un opzione sull’acquisto
di una foresta a prezzo di costo.
Sir Lancelot valutava un diamante
da comprare per conto di un fondo
azionario cinese su cui fare la cresta.
La tavola rotonda era apparecchiata
c’era chi pensava a un colpo di stato
e chi a come far salire le azioni
del comandante della falange nera.
Tutti si parlavano addosso, la nuora
del capo scriveva e suonava canzoni
d’amore col mandolino. Ponzio Pilato
taceva, la sua fazione era stata scoperta.
Merlino tentava di far quadrare i conti
mentre ascoltava Rihanna, aveva
baciato una rima che sapeva di zucchero
filato, fortunato che non gli fosse toccato
in sorte quella di un gatto avariato.
La ragazza vispa di un condottiero
ballava nuda e ogni tanto gli massaggiava
l’orecchio, per far dispetto ai santi.
Così il sogno era finito, poi mi sono
svegliato su una spiaggia deserta
ho giocato dei numeri al lotto
non si sa mai, potrebbero uscire tutti.
La giornata è stata uno strazio, i matti
non stavano al manicomio, ma al distretto
del mercato rionale. La sorte è incerta
e la penna è stanca, ma c’è il divano.
perché era confuso e un po’ strano.
Mi trovavo in qualche punto
del Medioevo e davo della biada
a un ronzino affamato in una strada
trafficata. C’era tanto vento
e i guerrieri mordevano il freno
il re affogava nel cibo, quel bastardo.
Ginevra aveva l’elmo in testa
e la vagina tremante da quando
l’aveva data in pegno al suo amante
in cambio di un opzione sull’acquisto
di una foresta a prezzo di costo.
Sir Lancelot valutava un diamante
da comprare per conto di un fondo
azionario cinese su cui fare la cresta.
La tavola rotonda era apparecchiata
c’era chi pensava a un colpo di stato
e chi a come far salire le azioni
del comandante della falange nera.
Tutti si parlavano addosso, la nuora
del capo scriveva e suonava canzoni
d’amore col mandolino. Ponzio Pilato
taceva, la sua fazione era stata scoperta.
Merlino tentava di far quadrare i conti
mentre ascoltava Rihanna, aveva
baciato una rima che sapeva di zucchero
filato, fortunato che non gli fosse toccato
in sorte quella di un gatto avariato.
La ragazza vispa di un condottiero
ballava nuda e ogni tanto gli massaggiava
l’orecchio, per far dispetto ai santi.
Così il sogno era finito, poi mi sono
svegliato su una spiaggia deserta
ho giocato dei numeri al lotto
non si sa mai, potrebbero uscire tutti.
La giornata è stata uno strazio, i matti
non stavano al manicomio, ma al distretto
del mercato rionale. La sorte è incerta
e la penna è stanca, ma c’è il divano.
Attendono gli occhi…
…ma di lucente e duro metallo,
son le stelle.
Non cedono, non cadono
a proporre desideri, e scongiurare
la polvere e la fine.
Tarda la scia a mostrarsi ,
e tarda l’opera nuova.
I ricordi sono aromi trafitti, lancinanti!
I ricordi sono aromi trafitti, lancinanti!
Troppo solo è l'amante della vita:
come fanciullo abbandonato
và, ritracciando segni d’amore
con dichiarazioni appassionate e tormentose.
Và rivendicando la certezza
del grande sentimento…
…l’incanto sottile, l’inedita bellezza.
Vuol ricavare ancora nuovi palpiti,
e quantiche distanze di stelle vicine
che precipitino il cielo.
Che fermino il tempo,
e illuminino il sole, a maturar di dolce l’uva...
…vino ebbro, dei teneri amanti!

Non verrà, non verrà, o è così che sempre viene,
ritagliando il grigio del manto di Maria dal cielo
in quella manciata di secondi in cui le sere
attaccano a piangere per davvero
Frattaglie d’aquiloni
son quei tetti di case lontane,
ginnasti quei coriandoli di farfalle.
Scalpelli di cuore zestano il ricordo,
sorseggio un bicchier assolato di nebbia,
ritaglio immagini d’un dolce tramonto.
Le foglie zuccherano caffeina di prati,
canovacci di sguardi affollano la sera,
spighe di cielo s’ammantano d’immenso.
son quei tetti di case lontane,
ginnasti quei coriandoli di farfalle.
Scalpelli di cuore zestano il ricordo,
sorseggio un bicchier assolato di nebbia,
ritaglio immagini d’un dolce tramonto.
Le foglie zuccherano caffeina di prati,
canovacci di sguardi affollano la sera,
spighe di cielo s’ammantano d’immenso.
L'amore l'avrebbe travolto
in musica e vertigini
Ian da secoli inseguiva
la ragazza di Orleans
tra visioni cattedrali e simboli
sentiva tremare
il sole nell'acqua
in quegli histerici tramonti
il viso di lei
luce nel bianco delle rose
Viaggiava impenitente
nei nuovi mondi
voleva vivere un solo giorno
dentro lei
nei cento anni
Venerava il giovane poeta
tra liturgie e riflessi
ricordava il suo nome
In meraviglie d'arancio
contemplava estati senza ombre
Le streghe lo imploravano
tra le stelle di giurare fedeltà
Ian era così perso
nell'incanto delle mille stagioni
Il monaco lo prese a se
lo confino' tra le dediche del cielo
in giochi di specchi ed eresia
cedeva alle emozioni
abbandonava se stesso
lei era da sempre
fuori controllo
lievemente si inginocchiava
Ian al nuovo ordine !
in musica e vertigini
Ian da secoli inseguiva
la ragazza di Orleans
tra visioni cattedrali e simboli
sentiva tremare
il sole nell'acqua
in quegli histerici tramonti
il viso di lei
luce nel bianco delle rose
Viaggiava impenitente
nei nuovi mondi
voleva vivere un solo giorno
dentro lei
nei cento anni
Venerava il giovane poeta
tra liturgie e riflessi
ricordava il suo nome
In meraviglie d'arancio
contemplava estati senza ombre
Le streghe lo imploravano
tra le stelle di giurare fedeltà
Ian era così perso
nell'incanto delle mille stagioni
Il monaco lo prese a se
lo confino' tra le dediche del cielo
in giochi di specchi ed eresia
cedeva alle emozioni
abbandonava se stesso
lei era da sempre
fuori controllo
lievemente si inginocchiava
Ian al nuovo ordine !
Seducimi con i petali dei tuoi occhi neri
sbocciami il sorriso come il fiore più bello
cullami tra le tue braccia incandescenti
che trasmettono il sentimento d'amore.
Sfama l'anelito del mio cuore con dolce canto
inebriami il respiro col tuo afflato suadente.
Nelle tue braccia protettrici mi rifugio
sentendomi toccate le corde dell'anima.
Sono brumosa terra che anela l'acqua
per essere da te irrigata e rifiorire a nuova vita.
Nei meandri della vita tu sei il mio filo magico
che si srotola dolcemente a fiorire il mio cammino
in viali alberati profusi di fiori profumati.
Mi doni l'ebbrezza del domani suadente,
in sogni onirici ti vedo la notte
rinfrancandomi il cuore
e all'alba appena sveglia,
ti ritrovo al mio fianco amore.









