Ti vedo, ti osservo, ti odo 

e non te accorgi anima giovine, 

miro al tuo illibato volto, oltre semplici 

confini, attendo l'incontro 

dei nostri occhi curiosi 

e silvani, mentre suona allegre 

sinfonie il tuo canto, e s'animano 

le tue esili dita, si librano nell'aria 

nuova le tue mani ancor 

per poco bambine. Si tratta di uno 

spettacolo sincero e piccino 

sul palco del grande teatro, è affine 

ogni tuo sorriso alle distese 

spiagge d'estate, e la spuma 

del mare che avanza e si ritrae 

a brevi, leggeri spasmi del cuore, 

quando miro la luce diffusa dei tuoi denti 

il biancore. Da lontano di inafferrabili 

e morbide nubi hanno il sentore le tue 

migranti labbra carnose.

Vesti sobria i colori e i profumi della 

natura sicché pare tu celi il 

fiore sotto le insistenti e goffe 

altre verdure, ma nulla al mondo 

assomiglia ai tuoi petali graziosi, 

al labile stelo, nessuno conserva 

lo stesso ardore, sicché i gai bambini 

non ti calpestano, puerile attenzione

Prestano, forse ti osservano per poco 

imbarazzanti, ma non ti toccano 

nemmeno, impauriti, incuriositi 

dai tuoi movimenti al timido 

vento, dalle tue forme graziose 

e sincere, è sicuro un amore 

lontano, un amore inesplorato, 

un amore materno che a fragili 

gesti suona l'arpa della vita 

senza cure. Non temi l'inverno, 

nemmeno le nevi, sai pure che 

sotto metri e metri di nubi 

risplendi e giaci. Pur se non ti vedo e non 

ti odo più, ti vedo e ti odo oltre sbalzati 

recinti di ricordi. Abbiamo entrambi perduto 

un nobile amico: il tempo.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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'E vvote passo pe fesso e pe scemo overo.

Ogni cosa ca 'mme dicene ce crere.

Forse 'o ffaccio pe cummurità,

m'ammocche tanta strunzate e 'nquantità.

Già 'a guagljone, 'a dint'ê banche 'e scola,




'mme  dicevene:"guarda, 'o ciuccio vola."

J' 'o cercave 'o ciuccio guardanne 'ncielo

e cocche vvota, ma no sempe; giuro 'o vedevo!

Quanno mme sfottene j' m'arrisente spesso,

cerco 'e fa' assaje 'o furbo e poco 'o fesso.




Faccio finta ca 'o fatto nunn'é 'o mio,

ma comme sempe chillo strunziato so' semp'j'.

Quanno sente 'e stroppele 'e cierta ggente,

ce crere 'nu pucurillo o quase niente.

Rispongo saputiello:"vuò pazzia'!"




"ma quanta fessarie staje a cunta'."

Ma po' succere ca comme sempe ce crere,

pure si 'o fatto 'nun me pare tant'overo.

Allora mme sente comme a 'nu cuoppo allesse,

pecchè m'hanno fatto ancora fesso.




Vulesse essere cchiù furbo, ma 'nun riesco

e ll'ate mme passene ll'acqua cavera pe ffresca.

Ma 'nun me faccio fa' scemo c'ô mellone russo.

Llà voglio assaggia' e pruva' c'ô musso.

Ma siccome ca so' fesso presto 'o fianco,




accussì 'o mellone comme sempe jesce janco.

Sarrà forse 'nu scherzo d'ô destino,

ma avota, aggiro, passo sempe pe cretino.

Ma j' continuo a essere sincero e bbuono 'o stesso.

'Nun fa niente si pe ll'ate songo “o fesso”.

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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Portami agli occhi
ancora acqua trasparente
lasciami andare
a veleggiare su di me
voglio solcare
tutti i miei mari
cavalcando tutte le onde
esplorando i fondali
voglio riconoscere
suoni e colori
ascoltando il vento
e la sua direzione

portami agli occhi
ancora il sapore che non ho
lasciami andare
a veleggiare su di me
voglio approdare
su tutte le spiagge
calando i miei sogni
in tutte le calette
voglio specchiarmi
voglio riconoscermi
in ogni blu



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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Davanzale, davanzale,
così piccolo, due vasi di peperoncini,
e una magnolia gigante dall'altra parte
da cui i velieri son salpati
carichi de gròpe d'ebano e de fén.
 
Voglion dire... voglion dire...
che le xe foglie anch'esse, povere due anime,
al pari del mi parón
e dei slàvi -
col vento i xe tornati indietro
coi pianti, i canti e le mani grosse de duróni.




Risultati immagini per nuestra america jose marti

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Profilo Autore: Alberto Automa  

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QUANDO ME NE ANDRO’

NON CI SARA’ RICORDO PER ME
NON CI SARANNO PIU’ VOCI IN LONTANANZA 
SILENZI, POESIE DA LEGGERE
NON CI SARANNO PIU’ I TUOI OCCHI
A GUARDARMI, NE’ LA TUA VOCE  A
CONSOLARMI
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Profilo Autore: sossio  

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I lupi che avevano fame erano scesi in città

la prenotazione per la trattoria

da Nicola era stata confermata.

La cameriera aveva tratti da fata

e il cuoco metteva a tutti allegria

il venditore di rose stava sul chi va là.



La sorpresa fu che ordinarono vegetariano

il capo branco staccò un assegno

a tre zeri e pure la mancia fu generosa.

Il commercialista lasciò la sua sposa

in bagno per mostrare tutto il suo ingegno

ai clienti che salivano al primo piano.



La ragazza col fidanzato col codino

sembrava annoiata, già sapeva

che sarebbe stata scaricata

a pranzo finito. La sua sostituta

era un po' suonata, ma aveva

una sesta di reggiseno al mattino.



I due con la pistola non erano prenotati

dissero al proprietario che erano disposti

ad aspettare prima di rubare l’incasso.

I lupi si guardarono in faccia, era l’asso

che aspettavano, lasciarono i loro posti

e assalirono tutti insieme quei disperati.



Era carne a buon mercato, gratis o poco meno

avrebbero pure ricevuto un pubblico encomio

per avere salvato tutti gli altri clienti

Non ci furono assoluzioni, né pentimenti

la polizia arrivò tardi sul proscenio

ringraziò il branco e guardò l’arcobaleno.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Penso a te
che tieni in mano il mio mondo
ne fai ciò che vuoi
e io,stanco,scendo.
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Profilo Autore: lorenzo  

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Il dolore è mio
anche se è tuo,
anche se è lontano
mi sfiora, 
e mi raccapriccia
l'anima.
La tua innocenza
ferita e perduta,
canta un pianto
al di là dei confini
e delle città,
alberga in ogni dove.
La tua perdita
è mia, è tua,
è impotente
la falsa resa
alla mano bruta,
senza occhi
senza respiro.
Piange anche
il mare se un respiro
muore,se un'onda
spinge e non carezza.
Il dolore non ha terra,
è come il vento
spira sempre,
come l'eco della vita.
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Profilo Autore: RosaTutino  

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Mi ha traversato un fiore verde

a becchi e a piramidi e a cortecce,

ha chiuso poi la porta

in modo da lasciarmi inebetito

a pensare a quale cambiamento

di stagione vado incontro.

Sembra una delle ultime, è quasi certo,

il frutticino dai denti a calice è sparito,

       rubato, là dove stava tra i papaveri la vita.






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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


INSIEME

A MIRAR L’ALBA

ED IL TRAMONTO

AL CHIARORE

DELLA LUCENTE LUNA

SOTTO LA PIOGGIA
SOTTO IL SOLE ROVENTE


INSIEME AD ASCOLTARE

IL SUONO DELLA CAMPANE

A GUARDARE

IL CIELO STELLATO

A SPERARE IN

UN DOMANI MIGLIORE
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Profilo Autore: sossio  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Vortici di vento
sollevano il mondo.

Ulula sui sentieri la minaccia
che s'abbatte con fragori di spari
o di stridio metallico su inermi creature.

Si scatena l'uragano
nella sua violenza più furiosa
di rette intersecanti
che trafiggono a morte vite
e non precludono
dal dolore del distacco
anche giovani all'albore
recisi con noncuranza
come flessibili steli
alla carezza del vento lieve.

Tenaglie di dolore
chiudono la radice del cuore
divergendo certezze e convinzioni
di abitudini e tradizioni.

Vessilli di quiete perduta
aneliti spenti di vita
in nome di false ideologie
dettate da un Dio
che non può avallare
queste crudeli strategie.


SalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalva
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Profilo Autore: Grace D  

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L’aria si fece sempre più tersa 
e la mente la seguì
mentre il corpo danzava insieme al tuo
e il vetro lentamente cominciò a velarsi.
Al di fuori del nido il sole nasceva
la brezza mattutina ti rendeva ancora più bello.
Tutto di te è rimasto impresso.
Il mio cuore ha il tuo volto,
Il mio corpo il tuo odore e 
la mia mente la tua dipendenza.
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Profilo Autore: Annalena  

Questo autore ha pubblicato 14 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ai confini delle stagioni
il peccato è diventato amore
percorrendo nuove strade
le montagne sono diventate colline
il mare fiume

scivolando sul velluto verde
camminando sul velluto verde
distanti orizzonti
diventano quadri in cui tuffarsi

dentro la veste di primavera
che portava in grembo
il nuovo seme
il blu diventava azzurro
la calda brezza vento fresco

scivolando sul velluto verde
camminando sul velluto verde
distanti orizzonti
diventano quadri in cui tuffarsi

correndo sul velluto verde
rotolando sul velluto verde
le gocce di pioggia
diventano nuovo arcobaleno



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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Quando un genio appare all’orizzonte
 a disegnare nuove vie,
ha subito gli idioti contro.

Mai avrà perdono o comprensione
 e solo pietre si vedrà cadere addosso.

Ma le sue temperature son elevate,
il suo stile  è superiore:
rabbrividisce alla manchevolezza,
all’imperfezione  !

Egli,
vive di un ordine contrario…
…capace di ridare  interezza
   alla spezzata divisione,
vedere vita,
laddove c’è la morte.


 Nume generatore...
...il suo buon senso  è la follia!

Ma...
....come urlano  i mediocri:
(nous voulons Barabas)!
    E Cristo, và sulla  croce.

     Eppure…egli era il buon senso!




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Profilo Autore: Hera  

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Il sole declina

clessidre d’onde blu,

alita matite di sabbia,

raggrinza rubini di sale.


Uno stellato strascico di marea

incipria petali di conchiglia,

corruga zigomi di nuvole,

sverna polvere di luce

fra legnetti di cotone affastellata.


Per onestà intellettuale si precisa che il primo verso è firmato Luigi, mio padre :)
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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