Non ho il pudore di nascondere le emozioni,
Le provo e le gusto
Come un bimbo col primo gelato
le vivo
Come un marinaio in una burrasca.
Barcollo come un ubriaco
Per il dolce sapore del tuo bacio.
E continuo a
desiderare te,
la tua mente
la tua carne
oggi, ancora di più.
Le provo e le gusto
Come un bimbo col primo gelato
le vivo
Come un marinaio in una burrasca.
Barcollo come un ubriaco
Per il dolce sapore del tuo bacio.
E continuo a
desiderare te,
la tua mente
la tua carne
oggi, ancora di più.
1 commento
L'attrice scendendo dalla bicicletta si coprirebbe un po' il viso
con la sua vecchia racchetta da tennis
per fare di quell'ombra bizzarra un cesto traforato
dal quale lasciar cadere le rose del campo, e il tramonto,
e chissà cos'altro di lontanissimo giallo. Un improvviso
pensiero triste - recita la parola - oppure un filo sottile di vita
che sale nel resto del fumo.
che sale nel resto del fumo.
Il gelo mi trafigge
spaesata, costretta dal cielo
a lottare per la mia incolumità.
Ho visto occhi pieni di tempeste
ma ho corso tra correnti impetuose,
un raggio trafigge lo spesso muro
che il tuo cuore di sassi e piume
ha ammassato come scogliere.
Di lacrime e polvere mi macchio,
ma non ho peccato. Non vi è
nulla di più sincero di un amore
sponteneo.
Ricerca ostinata dell'essere
Ferito d'estasi
Braccato, corre, fugge e mai
S'arrende!
È l'urlo poeta che lacera
Catene dal nudo corpo in
Brandelli la carne sull'altare
Della vergogna nell'ombra
D'ogni uomo giace in
Indifferente apparenza, attesa.
Conquista dell'essere
All'orizzonte notturno
Invisibile costa, oltre il
Mare danzante nella
Mattutina ebrezza.
Idee, suoni, immagini e
Totale scontro sulla roccia
Scoglio dell'ignoranza, un
Cervello cinto disperso migra
Verso nuovi mari del Nord,
Un mercante d'animi su la
Sacra onda d'incertezza.
Così la creativa notte
Si spegne, e termina
In un malinconico oblio.
Ferito d'estasi
Braccato, corre, fugge e mai
S'arrende!
È l'urlo poeta che lacera
Catene dal nudo corpo in
Brandelli la carne sull'altare
Della vergogna nell'ombra
D'ogni uomo giace in
Indifferente apparenza, attesa.
Conquista dell'essere
All'orizzonte notturno
Invisibile costa, oltre il
Mare danzante nella
Mattutina ebrezza.
Idee, suoni, immagini e
Totale scontro sulla roccia
Scoglio dell'ignoranza, un
Cervello cinto disperso migra
Verso nuovi mari del Nord,
Un mercante d'animi su la
Sacra onda d'incertezza.
Così la creativa notte
Si spegne, e termina
In un malinconico oblio.
Silente, seduto sul mio verone
miravo il cielo azzurro e terso,
ascoltando un’antica canzone.
Mentre scrivevo qualche verso
e leggevo per diletto alcune fole
all’ombra del rutilante sole
un passero dal piumaggio bianco:
un niveo diamante mandarino,
planando, si posò vicino a me;
con eleganza da vero saltimbanco,
senza timore e tanto birichino,
passò qua e là fintanto che
io, sorpreso della sua baldanza,
nonché della sua bella contradanza
con l’indice gli sfiorai la testolina,
il dorso e pure la morbida codina.
Il passero col becco dolcemente
lambì del mio dito il polpastrello
e, vibrando il suo soffice mantello,
il messaggio fu per me eloquente.
Poi, saltellando, visitò la stanza
sempre con la stessa stravaganza
ed io gli offrii briciole di pane
vicino ad una pianta di begonia,
frantumate non da me lontane,
che beccò con giusta parsimonia,
propria di quasi tutti gli animali.
Indi, dimenando il capo e le sue ali,
il candido augellin riprese il volo
e, adagiatosi un poco su un piolo,
emise un canto di ringraziamento,
essendosi sentito a suo bell’agio.
Quel dì io trassi lena dall’evento,
obliando in parte il mio disagio,
che il Fato impose al mio tramonto
e pure all’alba volle un alto acconto.
Ci ho messo tanto ma c’è l’ho fatta
mi dicono che sei alla frutta
io invece sono già al caffè
la cena sta per finire, era per tre
ma uno non si è presentato
al cancello della tentazione.
L’hanno visto in stazione
è vecchio, ma in buono stato
ti manda i suoi saluti e si scusa.
Ora tornerà a casa dicono
il biglietto è scaduto, l’avvisa
il controllore, ci sono
cento euro da versare
sul conto degli uomini in divisa.
Parli e mi viene da pensare
a quando ero io quello che fuggiva
il più veloce possibile da te.
Il cuore però non mentiva
non potevo stare lontano da me.
Chi ha preparato la cena
è una strega, l’intruglio
è una pozione d’amore, la scena
sa di farsa, c’è un miscuglio
di ricordi inventati di sana pianta.
Non è stato amore, canta
Angelina, solo un brutto sogno
di un pomeriggio d’estate.
Quando sto per darle un pugno
mi fermi, ma credi ancora alle fate?
Guardati intorno, qui non c’è il mare
e la strada che porta in città
è chiusa. Siamo i soli a restare
lontani un miglio dalla verità,
per tutti la messa è finita.
Perché non facciamo una gita
ti chiedo, c’è un posto che è nostro
non è una memoria sbagliata
o solo un fiume d’inchiostro
almeno per finire in bellezza.
Il vento è lieve come una brezza
ma il sogno sta per finire
il risveglio è imminente
sarà dolce, servirà a lenire
le ferite del cuore e della mente.
Il dialogo interrotto
è il solo appuntamento
che al nostro amore resta.
Hai tradito ogni ritorno…
…e sei lontano!
Ogni bagliore è per noi un’ombra
Ogni bagliore è per noi un’ombra
ogni ritrovamento è solo perdita.
Sono ormai,
corpo insensato
corpo insensato
che penosamente si trascina,
… albatros,
con le su ali a terra
… albatros,
con le su ali a terra
immemore del bianco volo,
ma memore... purissimamente memore!
Se non fossi, io, dorata icona,
si potrebbe ora, scorgere ... l’esilio!

L'alba
porta l'eco dei tuoi baci,
mi sveglia,
suona splendente
più d'astro che sorge...
percorro i sentieri dei ricordi
che svolazzano incessantemente
davanti agli occhi miei.
Quel sapore di sogni arruffati
che vibrano dentro l'anima
m'immergono nel magico calore
della liquida carezza dei tuoi occhi,
nel sospiro della tua voce.
Mi torna il tuo silenzio caldo
che penetra l'ombra della notte
e abbraccia il mio corpo strettamente
a smorzare il respiro...
ebbra del tuo amore
ma mai sazia di te
mi stringo al tuo petto
per riempirmi il cuore del tuo
nel fiato vermiglio dei giorni a venire.
Come il mare d’inverno
che pur essendo immenso,
nessuno lo osserva.
Come il mare d’inverno
che esprime nostalgia e malinconia.
Come il mare d’inverno
che non trova più un’alba
ed un tramonto adatto a lui ….
…. così tu sei.
Lo so.
So quante salite
e quante discese
hai dovuto affrontare.
So quanti divieti
e quanti no,
hai dovuto stare a sentire.
Ma ora ci sono io.
Sarò il faro del mare d’inverno …
Ti illuminerò la strada.
Sarò solida, piantata a terra
e con la testa sulle spalle.
Conoscerai la mia fedeltà.
E non permetterò a nessuna nave
di naufragare dentro di te.
E poi verrà l’estate
che ti ritingerà
di un azzurro brillante.
Sarà per te più che entusiasmante.
Sarà come conoscere un colore nuovo,
mai visto prima.
E le tue onde esprimeranno sentimenti,
accarezzandomi dolcemente
e timidamente
come solo tu
sei in grado di fare!
che pur essendo immenso,
nessuno lo osserva.
Come il mare d’inverno
che esprime nostalgia e malinconia.
Come il mare d’inverno
che non trova più un’alba
ed un tramonto adatto a lui ….
…. così tu sei.
Lo so.
So quante salite
e quante discese
hai dovuto affrontare.
So quanti divieti
e quanti no,
hai dovuto stare a sentire.
Ma ora ci sono io.
Sarò il faro del mare d’inverno …
Ti illuminerò la strada.
Sarò solida, piantata a terra
e con la testa sulle spalle.
Conoscerai la mia fedeltà.
E non permetterò a nessuna nave
di naufragare dentro di te.
E poi verrà l’estate
che ti ritingerà
di un azzurro brillante.
Sarà per te più che entusiasmante.
Sarà come conoscere un colore nuovo,
mai visto prima.
E le tue onde esprimeranno sentimenti,
accarezzandomi dolcemente
e timidamente
come solo tu
sei in grado di fare!
Viene un po' da piangere a pensare al mio paese,
A pensare alla verità, a quanto non mi dispiace,
È certamente malinconia,
Non vero sentimento,
Ma solcando vecchie strade
Son giunto a paesini dimenticati,
Con propria vita, certo, ma lontani,
Da brughiere, e verdi plaghe circondati.
Seppur il primo pensiero
Fosse stato intorno alla straziante povertà,
Mi son poi ricreduto,
Giacché poveri le genti non sono
Anzi son più ricchi, ricchi d'umiltà.
Perché quando un passo leggero
Echeggia per le storte contrade,
Tra case rifatte, e vecchie,
S'avverte alle finestre,
Dietro tende socchiuse,
Uno sguardo di lume,
Mentre in ampi giardini
Giocano piccole grida:
Forse due, tre amichetti,
Non vi son altri bambini,
In così stretti paesi
Eppur si divertono
Pochi i giocattoli permessi,
Mentre qualche cane abbaia
Al passeggio, lo sguardo mio si posa,
Da parte a parte, da oggetto a oggetto:
Non v'è nulla di sublime e ideale
Qui dentro,
Eppur si muovono
in ambigue emozioni, intense e reali,
Soprattutto alla vista di un'anatra di peluche,
A cui a un certo bimbo certamente sta cara,
Immobile e sospesa, al davanzale di una finestra,
Illuminata dall'ultimo sole,
Che mamma preziosa
Quel pargoletto possiede,
A usare il suo tempo
Per lavare l'anatra finta,
E lasciarla asciugare al sole
E al vespertino vento.
A pensare alla verità, a quanto non mi dispiace,
È certamente malinconia,
Non vero sentimento,
Ma solcando vecchie strade
Son giunto a paesini dimenticati,
Con propria vita, certo, ma lontani,
Da brughiere, e verdi plaghe circondati.
Seppur il primo pensiero
Fosse stato intorno alla straziante povertà,
Mi son poi ricreduto,
Giacché poveri le genti non sono
Anzi son più ricchi, ricchi d'umiltà.
Perché quando un passo leggero
Echeggia per le storte contrade,
Tra case rifatte, e vecchie,
S'avverte alle finestre,
Dietro tende socchiuse,
Uno sguardo di lume,
Mentre in ampi giardini
Giocano piccole grida:
Forse due, tre amichetti,
Non vi son altri bambini,
In così stretti paesi
Eppur si divertono
Pochi i giocattoli permessi,
Mentre qualche cane abbaia
Al passeggio, lo sguardo mio si posa,
Da parte a parte, da oggetto a oggetto:
Non v'è nulla di sublime e ideale
Qui dentro,
Eppur si muovono
in ambigue emozioni, intense e reali,
Soprattutto alla vista di un'anatra di peluche,
A cui a un certo bimbo certamente sta cara,
Immobile e sospesa, al davanzale di una finestra,
Illuminata dall'ultimo sole,
Che mamma preziosa
Quel pargoletto possiede,
A usare il suo tempo
Per lavare l'anatra finta,
E lasciarla asciugare al sole
E al vespertino vento.
Sei spina nel fianco, ora rosa appassita,
poi orchidea preziosa, luce e buio,
stordimento e peccato, tormento
silente o gridato dei miei versi.
Se tu sei il cuore in tumulto,
io sono il nucleo che fonde al contatto
della tua pelle,se sei la pioggia
mi farò pozzanghera per raccoglierti.
Sei marea nei giorni di luna piena
granello di sabbia nelle notti d’inverno
arcobaleno tra le nubi e il sole
fitta al cuore, se penso l’amore
Caldo respiro, se mi tendi la mano.
Se sei sangue delle mie vene
ti nasconderò le rotte del cuore,
se sei il fiato che mi tiene in vita
t’inspirerò, mi unirò all’ultimo
sussurro del tuo cielo al tramonto.
poi orchidea preziosa, luce e buio,
stordimento e peccato, tormento
silente o gridato dei miei versi.
Se tu sei il cuore in tumulto,
io sono il nucleo che fonde al contatto
della tua pelle,se sei la pioggia
mi farò pozzanghera per raccoglierti.
Sei marea nei giorni di luna piena
granello di sabbia nelle notti d’inverno
arcobaleno tra le nubi e il sole
fitta al cuore, se penso l’amore
Caldo respiro, se mi tendi la mano.
Se sei sangue delle mie vene
ti nasconderò le rotte del cuore,
se sei il fiato che mi tiene in vita
t’inspirerò, mi unirò all’ultimo
sussurro del tuo cielo al tramonto.
Parcheggio l’anima
fra briciole di rondini in volo
ed un rossetto di cielo s’inalba,
s’inabissa in capriole di foglie.
Minestre di nuvole tinteggiano
lo scricchiolio d’un temporale lontano
ed io inzuppo d’azzurro l’anima
fra gli scantinati del silenzio illuminati.
fra briciole di rondini in volo
ed un rossetto di cielo s’inalba,
s’inabissa in capriole di foglie.
Minestre di nuvole tinteggiano
lo scricchiolio d’un temporale lontano
ed io inzuppo d’azzurro l’anima
fra gli scantinati del silenzio illuminati.
Saggia luna collimami ancora
dolce alleluia d’eterea opra
roseto asperso, fiocchi di sospiri
a corona d’antichi pensieri.
Dal cuore allontana cadaveri
impotenti rantoli, fusi avari
all’io fiacco mia caverna scura
ansante albeggio di malia pura.
Stelle disegna, pelle di soave
planato sentiero lungo ere cave
echi allevati d’indole cinerea.
Odi fiocca, lapilli corvi d’alma
fuggiaschi estri d’alare stigma
sorvola pianti argentei di notte.
Candido sfiora tenero amore
tu sai dov’io ho schiuso il cuore.













