Loro che hanno l’auto blu
e la vorrebbero grigio metallizzato
per dare meno nell’occhio.
Loro che sono rappresentanti
del popolo senza essere
mai stati votati da nessuno.
Loro che scambiano i congiuntivi
con un’infiammazione dell’occhio.
Loro che usano il parrucchino
come casco protettivo
quando sono in moto.
Loro che hanno come marito
un esperto fumatore di sigari
dello studio ovale.
Loro che sono stati delle spie
prima di diventare condottieri
della nazione.
Loro che prendono le mazzette
per entrare nei titoli di testa
del telegiornale delle venti.
Loro che se stai più sereno
ci pensa il boia
a farti venire il mal di testa.
Loro che non hanno ancora inventato
il clientelismo virtuale
ma ci stanno lavorando.
Noi che abbiamo sempre
un amico di un amico da accontentare
Il giorno delle elezioni.
Noi che al referendum votiamo ni
perché non abbiamo deciso
da che parte stare.
Noi che conoscere un assessore
può essere sempre utile
ma conoscerne due è meglio.
Noi che per chiedere la raccomandazione
non andiamo all’ufficio postale
ma da chi di dovere.
Noi che l’unica pagina strappata
del vocabolario è quella
con scritta la parola “tasse”.
Noi che teniamo famiglia
quando c'è d’avere coraggio
e ce ne scordiamo per tutto il resto.
Noi che abbiamo gli stessi difetti
di chi ci rappresenta
ma pensiamo di essere migliori.
Noi che abbiamo un piacere
da chiedere ma mai
un favore da fare.
Noi che non votiamo
perché sono tutti ladri
e perché non ci danno il permesso
di lasciare i domiciliari.
Loro e noi in questo teatro della vita
qualcosa ci è sfuggito di mano
e non ci stiamo chiedendo il perché.
e la vorrebbero grigio metallizzato
per dare meno nell’occhio.
Loro che sono rappresentanti
del popolo senza essere
mai stati votati da nessuno.
Loro che scambiano i congiuntivi
con un’infiammazione dell’occhio.
Loro che usano il parrucchino
come casco protettivo
quando sono in moto.
Loro che hanno come marito
un esperto fumatore di sigari
dello studio ovale.
Loro che sono stati delle spie
prima di diventare condottieri
della nazione.
Loro che prendono le mazzette
per entrare nei titoli di testa
del telegiornale delle venti.
Loro che se stai più sereno
ci pensa il boia
a farti venire il mal di testa.
Loro che non hanno ancora inventato
il clientelismo virtuale
ma ci stanno lavorando.
Noi che abbiamo sempre
un amico di un amico da accontentare
Il giorno delle elezioni.
Noi che al referendum votiamo ni
perché non abbiamo deciso
da che parte stare.
Noi che conoscere un assessore
può essere sempre utile
ma conoscerne due è meglio.
Noi che per chiedere la raccomandazione
non andiamo all’ufficio postale
ma da chi di dovere.
Noi che l’unica pagina strappata
del vocabolario è quella
con scritta la parola “tasse”.
Noi che teniamo famiglia
quando c'è d’avere coraggio
e ce ne scordiamo per tutto il resto.
Noi che abbiamo gli stessi difetti
di chi ci rappresenta
ma pensiamo di essere migliori.
Noi che abbiamo un piacere
da chiedere ma mai
un favore da fare.
Noi che non votiamo
perché sono tutti ladri
e perché non ci danno il permesso
di lasciare i domiciliari.
Loro e noi in questo teatro della vita
qualcosa ci è sfuggito di mano
e non ci stiamo chiedendo il perché.
7 commenti
Dal tuo nuovo mondo
ripenserai al mare e ai monti su esso a picco.
Risentirai il profumo degli aranci in fiore,
delle cose semplici
e a bocca chiusa tutto gusterai.
Riascolterai giunger chiari
i mille suoni della natura
e ti ritroverai seduto lì
in compagnia nella fresca sera
tra vicoli accesi da mille rumori.
Batte forte il cuore
la Terra chiama,
nonostante l’ospedale inefficiente
e le obsolete strade e ferrovie,
nonostante il tempo
si sia fermato chissà quando.
La Terra chiama e
tu non pensi a nulla
solo a tornare al tuo paese
che ti abbraccia, così piccolo
ma ai tuoi occhi immensamente bello.
E non importa come andrà
basta tornare, basta esserci
lì dove di piccole cose
si può viver felici
ma con tanta semplicità
anche morire.
Basta rivedere quei ridenti
e assopiti borghi d’anime spoglie
ma con in cuore tanta voglia
di sperare ancora
che l’età dell’oro da lì
un giorno dovrà passare.
Lì dove ogni estate si rinnova la gioia
e cresce l’emozione
per La Festa secolare
tramandata dai padri
e dove si trova la forza di sperare
che il risveglio d’agosto
possa tramutarsi in realtà
per l’anno intero
nella Terra che chiama.


Quanno t’ho preso eri ‘na farfalla,
tu me dicesti si a Caracalla,
poi nun parlasti più, te stavi muta
ed io pensai che fossi contenta.
Se semo fidanzati ed io ho pagato
perché magnavi solo cioccolato.
Tutte ‘e dorcezze che trovavi in giro
te le magnavi con un gran sospiro.
Io te guardavo e me pareva che
nulla è più dorce se nun penso a te.
Cor tempo poi ce semo maritati
e in mezzo ‘a la folla d’invitati
a muso duro come un alieno
gridasti “Amò, devi magnà de meno !”.
‘Nce feci caso, nun era l’occasione
p’avè la prima granne discussione.
Sarà stanca la mia poverina
lei se strafoca e a me fa ‘a romanzina ?
Come cambiò da allora a vita mia!
prima magnavemo solo cioccolate,
ora solo calci, pugni e bastonate !
De giorno me parea de sta ‘ntrincea,
de notte puro co la contraerea,
tu a comannare ed io ad obbedì,
‘a chiami amore questa roba qui ?
‘O zucchero che avevi più de tante
è diventato un dorcificante.
Mò nun sei più l’anima gemella,
sei diventata una….Marescialla !
tu me dicesti si a Caracalla,
poi nun parlasti più, te stavi muta
ed io pensai che fossi contenta.
Se semo fidanzati ed io ho pagato
perché magnavi solo cioccolato.
Tutte ‘e dorcezze che trovavi in giro
te le magnavi con un gran sospiro.
Io te guardavo e me pareva che
nulla è più dorce se nun penso a te.
Cor tempo poi ce semo maritati
e in mezzo ‘a la folla d’invitati
a muso duro come un alieno
gridasti “Amò, devi magnà de meno !”.
‘Nce feci caso, nun era l’occasione
p’avè la prima granne discussione.
Sarà stanca la mia poverina
lei se strafoca e a me fa ‘a romanzina ?
Come cambiò da allora a vita mia!
prima magnavemo solo cioccolate,
ora solo calci, pugni e bastonate !
De giorno me parea de sta ‘ntrincea,
de notte puro co la contraerea,
tu a comannare ed io ad obbedì,
‘a chiami amore questa roba qui ?
‘O zucchero che avevi più de tante
è diventato un dorcificante.
Mò nun sei più l’anima gemella,
sei diventata una….Marescialla !
Arriva
Come pioggia improvvisa,
La senti
Ti tocca
Il corpo si inquieta
La mente si oscura
L'umore peggiora.
Sei cieco
fermo e
Bloccato.
rincorrono torbidi pensieri .
Un silenzio rimbomba.
Vedi solo una luce
È quel varco Pesante,
Che sa di per sempre.
È Un cappio Stringente,
Che acquieta pensieri
Che calma Paure
E come foglia in autunno
Sei pronto a volare
Ti vedi planare
su manto angoscioso.
Scende una lacrima pesante
Ti vedi perduto
Che peso la vita
Che peso il silenzio
Intorno a quell'uomo vigliacco,
Che ama la vita.
Come pioggia improvvisa,
La senti
Ti tocca
Il corpo si inquieta
La mente si oscura
L'umore peggiora.
Sei cieco
fermo e
Bloccato.
rincorrono torbidi pensieri .
Un silenzio rimbomba.
Vedi solo una luce
È quel varco Pesante,
Che sa di per sempre.
È Un cappio Stringente,
Che acquieta pensieri
Che calma Paure
E come foglia in autunno
Sei pronto a volare
Ti vedi planare
su manto angoscioso.
Scende una lacrima pesante
Ti vedi perduto
Che peso la vita
Che peso il silenzio
Intorno a quell'uomo vigliacco,
Che ama la vita.
Nel mondo
nella vita di tutti i giorni
un po di coerenza
aiuterebbe l'anima.
La coscienza
si alleggerirebbe.
Le belle parole
riempiono la bocca tanto
da far sembrare più colti.
Ma chi alto vuole volare
precipita a terra.
Allora meglio
non aver fatto le scuole.
La vendetta è un piatto
da servire freddo
A chi
predica bene...
ma...razzola male.
nella vita di tutti i giorni
un po di coerenza
aiuterebbe l'anima.
La coscienza
si alleggerirebbe.
Le belle parole
riempiono la bocca tanto
da far sembrare più colti.
Ma chi alto vuole volare
precipita a terra.
Allora meglio
non aver fatto le scuole.
La vendetta è un piatto
da servire freddo
A chi
predica bene...
ma...razzola male.
BUONGIORNO AGOSTO!
L’alba di un nuovo mese
oggi luminosa promessa
di un tempo che passa ma torna.
La solitudine perde il pungiglione,
la tela acquista nuovi colori
al gusto fruttato d’estate,
nuove fragranze sapore di orti.
Buongiorno Agosto!
Abbracci d’argento e oro
sulla cresta del mare,
alita la brezza e a volte incalza,
i gabbiani in volo planano piano
e le calde onde regalano gocce,
graditi spruzzi alle giocose
e libere anime.
Buongiorno Agosto!
Ritorno d’amici tra accese serate
la luna dea bianca rigenera
le membra,
le arse guance dal sole rovente
e freschi i respiri sotto un tetto di stelle.
Incalza la Festa,
una lacrima s’incaglia tra le ciglia
e forte brucia,
gli occhi serrati abbracciano l’amore,
anche nei tuoi persi nel tempo.
Buongiorno Agosto!
Il mio saluto per Te.


Verso spiriti nuovi, più forti e sicuri,
devono tender le speranze
Oscurare, presto questo medioevo,
l’orrenda, millenaria mentalità
che non sà costruire strade.
Verso nuovi condottieri
dobbiam tendere lo sguardo
per preparare grandi rischi
e totali tentativi di nuova disciplina
contro ogni gratuita violenza
o altra forma di regresso e offesa.
E’ sicuro…certo!
Verso spiriti liberi e sinceri
deve tendere il pensiero,
capace di scrutare ogni orizzonte
e tutte le poetiche altitudini.
Assolutamente! E inesorabilmente!
Tendere, le nostre mani
verso nuove mani libere e creatrici,
che creino volontà
contro “l’assurdità dei molti".
Assurda forma... ultima, di questa storia,
col suo pericolo tremendo
di giungere e fallire
nella più misera sozzura…
La terra è stanca… reclama nuovo senso,
un nuovo Uomo!


Il gene dell’imperfezione
e il cromosoma della mortalità
l’eternità è nella replica
all’infinito dell’imprecisione.
Il male ci alberga, un’occasione
può bastare per fregare un’amica
o fare la guerra a una nazione.
Siamo sconfitti in partenza
abbiamo conoscenze limitate
ci è ignoto il senso e lo scopo
conosciamo il prima ma il dopo
è fuori dai nostri radar daccapo.
L’amore è uno schermo, il topo
ha perso l’orientamento, l’estate
è durata poco, c’è buio nella stanza.
La vacanza della coscienza ancora
non si è interrotta, c’è un dio che urla
e un altro che perdona a orari sfalsati.
Nani che si credono giganti, acrobati
del nulla, da qualche parte siamo stati
e altrove andremo, per scoprirci feriti
e impotenti. Il dramma è una burla
l’amore un carnevale, il cielo scolora.
Il poeta si è fatto una canna, può pensare
e scrivere di quando era più vecchio
e idiota. La parola è ricamata, ha gusto
per le metafore, fuori è buio pesto
ma dentro ha acceso i riflettori. Questo
è ciò che conta, l’anima non ha un posto
alla corte dei potenti, lo specchio
rimanda immagini del passato. Le più amare.
e il cromosoma della mortalità
l’eternità è nella replica
all’infinito dell’imprecisione.
Il male ci alberga, un’occasione
può bastare per fregare un’amica
o fare la guerra a una nazione.
Siamo sconfitti in partenza
abbiamo conoscenze limitate
ci è ignoto il senso e lo scopo
conosciamo il prima ma il dopo
è fuori dai nostri radar daccapo.
L’amore è uno schermo, il topo
ha perso l’orientamento, l’estate
è durata poco, c’è buio nella stanza.
La vacanza della coscienza ancora
non si è interrotta, c’è un dio che urla
e un altro che perdona a orari sfalsati.
Nani che si credono giganti, acrobati
del nulla, da qualche parte siamo stati
e altrove andremo, per scoprirci feriti
e impotenti. Il dramma è una burla
l’amore un carnevale, il cielo scolora.
Il poeta si è fatto una canna, può pensare
e scrivere di quando era più vecchio
e idiota. La parola è ricamata, ha gusto
per le metafore, fuori è buio pesto
ma dentro ha acceso i riflettori. Questo
è ciò che conta, l’anima non ha un posto
alla corte dei potenti, lo specchio
rimanda immagini del passato. Le più amare.
In questa giornata estiva
il mio cammino
è incorniciato di splendida luce.
La spiaggia è un incanto
che m'estasia e m'esalta
facendo scaturire dolci fantasie,
sarà la luce splendente
e la magnificenza della natura
fra cielo e mare stagliati
dall'immensa luce solare
ch'esalta la linea dell'orizzonte
dove filano vele come farfalle
solcando le onde che increspano lievemente
il loro blu intenso.
Mi tuffo come un fiore
desideroso d'acqua
nell'onda avvolgente e spumeggiante
cercando il suo abbraccio fresco
di feconda e protettiva madre
che mi dà gioia.
La nenia della risacca
accende antichi ricordi...
osservo i gabbiani nel loro instancabile volo,
invidio la loro libertà di movimento
non condizionato da barriere
nel loro librarsi nell'aria.
Mi distendo a briglie sciolte sulla sabbia
tra le dita del vento lieve
mentre la brezza scartoccia pensieri
a due passi dal cuore...
e mi chiedo:
- arriverai tu - cavaliere dei miei sogni
a chiamarmi amore?

il mio cammino
è incorniciato di splendida luce.
La spiaggia è un incanto
che m'estasia e m'esalta
facendo scaturire dolci fantasie,
sarà la luce splendente
e la magnificenza della natura
fra cielo e mare stagliati
dall'immensa luce solare
ch'esalta la linea dell'orizzonte
dove filano vele come farfalle
solcando le onde che increspano lievemente
il loro blu intenso.
Mi tuffo come un fiore
desideroso d'acqua
nell'onda avvolgente e spumeggiante
cercando il suo abbraccio fresco
di feconda e protettiva madre
che mi dà gioia.
La nenia della risacca
accende antichi ricordi...
osservo i gabbiani nel loro instancabile volo,
invidio la loro libertà di movimento
non condizionato da barriere
nel loro librarsi nell'aria.
Mi distendo a briglie sciolte sulla sabbia
tra le dita del vento lieve
mentre la brezza scartoccia pensieri
a due passi dal cuore...
e mi chiedo:
- arriverai tu - cavaliere dei miei sogni
a chiamarmi amore?
Credo nella bellezza
di un giorno di sole.
Per godere di un sorriso
o di una parola.
Credo che dopo aver atteso
tutto il giorno.
Arriverà
la notte.
Sotto un cielo
di stelle luminose.
Vivo nel presente giorno per giorno
ma spero nel futuro.
Fra tempeste
e giorni di calura.
Aspetto la gioia di un abbraccio
che trasformi la vita in amore eterno.
Inerte come un oggetto.
Smarrita la voglia di diletto.
Mi tocca seguire,
con occhi pesti e semichiusi,
la tua dipartita.
Mi guardi e sorridi;
pregusti il riposo
nella Comunione dei Santi.
Mi perdo nel tuo volto;
reclino il capo angustiato;
vivo il ricordo di parole
che avrei voluto dire;
poesie che ti ho nascosto.
Versi che non avrò mai
il coraggio di scrivere;
chissà,sarai stanca
di vane parole.
Chiacchiericci insistenti,
misti a pettegolezzo
che si addice al volgo.
Ciarle che muoiono
nello spazio di un mattino.
Arido versa il mio giardino
Smarrita la voglia di diletto.
Mi tocca seguire,
con occhi pesti e semichiusi,
la tua dipartita.
Mi guardi e sorridi;
pregusti il riposo
nella Comunione dei Santi.
Mi perdo nel tuo volto;
reclino il capo angustiato;
vivo il ricordo di parole
che avrei voluto dire;
poesie che ti ho nascosto.
Versi che non avrò mai
il coraggio di scrivere;
chissà,sarai stanca
di vane parole.
Chiacchiericci insistenti,
misti a pettegolezzo
che si addice al volgo.
Ciarle che muoiono
nello spazio di un mattino.
Arido versa il mio giardino
Nella fessura di mare, nello spicchio
di vita che ci resta, nell'angolo d'ombra
che abbiamo custodito, come può entrarci
l'amore che ci ha rapito e poi sfinito?
Dovremo sorvolare a ritroso il tempo vecchio
per tornare al punto in cui un vento di gocce,
un tuono, un lampo folgorante, uno scroscio
di pioggia, ci ha rinchiuso in uno specchio.
Atterreremo in un arido futuro di sentimenti,
di cui già scorgiamo i profili scuri, gli stenti
di luce, gli orizzonti muti, i fuochi fatui,
portandoci negli occhi i caldi umori dell'estate.
Perché ciò che è stato è quanto basta
per svuotare la notte dalle nubi e dalla nebbia:
siamo petali, non spine di rose, sabbia
di mare che costeggia la vita, ma non l'ingabbia.
di vita che ci resta, nell'angolo d'ombra
che abbiamo custodito, come può entrarci
l'amore che ci ha rapito e poi sfinito?
Dovremo sorvolare a ritroso il tempo vecchio
per tornare al punto in cui un vento di gocce,
un tuono, un lampo folgorante, uno scroscio
di pioggia, ci ha rinchiuso in uno specchio.
Atterreremo in un arido futuro di sentimenti,
di cui già scorgiamo i profili scuri, gli stenti
di luce, gli orizzonti muti, i fuochi fatui,
portandoci negli occhi i caldi umori dell'estate.
Perché ciò che è stato è quanto basta
per svuotare la notte dalle nubi e dalla nebbia:
siamo petali, non spine di rose, sabbia
di mare che costeggia la vita, ma non l'ingabbia.







