Quando parli di una donnaascolta il vespro della sera riempie la mente .
LEI è l’acqua santa che
nutre e scorre.
L’aroma diffuso nelle tue nariciuna dea vestita d’acqua e saleun angolo di vento che scuoteuna bellezza che mai sfumauna bocca custodita.
Prospera musaforte e fragileamata risata che rallegraalchimia che placa!Amica ,Madre ,Sorella.
Addestra i tuoi spiriti di fuoco!
LEI è un bianco di nuvolail sognato domaniil taglio della menteun accumulo di luceuna perla d’ambrail poema nel solletico del mare.Benedetta da DIO
e dall’intenso rumore del cuore.
si gira e si rigira nella coperta grigia,
egli ha il voltastomaco e scende,
coi ginocchi contro il tremulo ventre,
col le dita dei piedi contratte.
Si desta continuamente,
in ricordo un debole suono,
lo spasmo di fanciulle innamorate.
Era una verde radura dove cantava un ruscello
che appendeva ai suoi steli i suoi cenci lucenti.
La luna scendeva come luminoso sipario
sul silenzio campestre.
Dormiva di schiena distesa,
non si curava del tormento,
dei piedi nudi e leggeri,
della gelida sera.
Su lacrime buone un lieve sorriso.
La sera, i raggi di luna sbavavano sul soffice seno,
sulla bagnata rosea pelle,
sugli aggrovigliati capelli,
nel verde cantuccio riposavano gli amanti
e i loro nidi di baci.
Il nostro fanciullo, ancora desto,
allora si dava gran pena:
"Quanta bellezza espressa tutta in quel giovane viso! Fanciulla cara non aprire quegli occhi! Ti prego!".
Poi pianse, più di tutti i fanciulli del mondo.
Affogato nella notte sorda
e nella fuga della felicità.
l’ho visto io stesso con i tuoi occhi.
Perché credi ai tuoi strani specchi
deformati non l’ho capito, ma ti assicuro
che per un baro quattro assi nella manica
sono meglio di una pistola carica.
C’è David col fantasma della madre
e Lizzy che sposa Collins, quel cretino
qualcuno cerca Lara sotto un tombino
mentre lei insegna storia a delle ladre.
La primavera qualcuno l'ha creata
Vivaldi dico io, tu ti fai una gran risata.
Come per l’estate, sostieni, è stato Dio
per autunno e inverno, non è dimostrato.
Il vicolo che dà sul porto è dissestato
e il bacio della buonanotte non è mio
sarà stato di un cacciatore di streghe
o di un balordo che ruba per farsi di droghe.
Ponzio Pilato oggi non si è visto
ha qualcosa di grosso per le mani
di sicuro si farà vivo domani
per sbrigare quella faccenda di Cristo.
C’è Bonaparte che intanto s’è intristito
s’è fatto un goccio alla festa di partito.
Distogli lo sguardo dai tuoi libri
e torna alla realtà, è tutto grigio
intorno e sulla tua bocca c’è lo sfregio
dell’età. I tuoi fantasmi sono ancora sobri
ma hanno già svuotato dei bicchieri
l’oggi è questo, ma i ricordi sono di ieri.
Annuncio l’estate
con la piena dei prati
-sono l’agronoma nei tuoi perimetri,
semino e m’innesto
E di quanti frutti saremo voraci
sai: come il succo ci fa bambini
-le gote diventano pesche di rossore
Così il tempo gira un’altra volta
al senso del sole
e brilli in emozioni
da scalfire le stelle e credere
che tutto stia lì scritto e censito,
con una lente il gioco nuovo
è conquistare l’universo
per mettercelo in tasca.
Ridendo
viaggiamo dentro la pelle
d’anima, maree e forze
d’attrazione
come spigoli di roccia
in un soliloquio di marea,
così orlerei grondaie di stelle,
grandinerei acquitrini di cuore,
sarei brina lunare sulla tua pelle.
Se tu mi amassi
come lacrima d’autunno
in un freddo giorno di settembre,
così scapiglierei frumento d’emozione,
abbacinerei aquiloni di cielo,
sarei valigia di colori ritrovata nel vento.
la vita cittadinesca, anima
fanciullesca, solleva dalle mura
a valle del pioppo e cattura: Ferrara.
Aulisce il suo vecchio respiro,
è perspicuo all'ombra dei rami,
il suo cuore nel castello celato,
che si leva lontano, ma batte
rinchiuso piacevoli ritmi, sicché pare
che vibri e pianga, ma di piacere,
sin dai porfidi della piazza,
su per la cattedrale, finché leggero
sfiora ogni pietra, ogni balcone o porta
o finestra tra le volte scure, ai giardini
sereni. Il tramonto su Ferrara lo si rammenta
fin da bambini, le mani intrecciate come
il tronco d'Olmo irto e pensoso, quanti
pianti hanno asciugato le tue radici,
quanto hanno udito i tuoi rami i sorrisi,
o le tue foglie accarezzato. Ferrara sei
bella, sei dei poeti la terra, che patria
hanno questi artisti se non nei crepuscoli
ammantati di luci, qua e là per vie giubilanti
e piazze allestite, e nelle fresche mattine
assopite, giacigli di braci di notturne passioni,
danzano con te tutte le anime, ti incontrano
sempre, anche quando non vogliono,
ti abbracciano, e tu doni loro il bacio
d'oro sulla fronte illibata, col canto
di musici di strada, ai confini di ebbre
taverne incantate e corroboranti
viottoli selciati, dove si mesce la fulgente
ardenza di animi buoni. Ferrara sei bella,
sei la farfalla azzurra appoggiata
su una bianca corolla, starti accanto
è stare accanto a un vecchio sogno.
Dei fuochi un fiato resta, un tempo indietro
che vorrebbe riaprirsi dagli occhi
Il tumulto ha preso ogni fregio
al volo, da spezzare i passi in fili rappresi
Sulle pietre calde c’è fame di ali
per correre dietro ad altri uccelli,
ma i nidi grondano di assenze
-dove vi hanno portate
creature striate di livido acerbo?-
l'antico sogno di Iperione,
l'amore ardente per Diotima...
oh tu, poeta dei poeti,
Sia, con gesta nuziali
l’antica comunione (mondo-terra),
...Canta ancora, Hönderlin,

era affollata di puttane e usurai
c’è chi dice “è stato un tipo losco”
chi che si erano cacciati nei guai.
L’esercito non si è ancora visto
le indagini stanno a zero
trecento spartani in un posto
così sono uno spreco per davvero.
Non c’è più acqua alle fontane
e Chiara non è più tornata
era andata via con delle gitane
nel giorno che trovarono la fata.
C’è poi la storia dell’espiazione
per lo specchio rotto da quel matto
tu pensi che non c’è più religione
io dico che ormai il più è fatto.
C’è da resistere cent’anni in questo stato
senza cedere al fascino dell’utopia
Platone in carne ossa è disoccupato
e campa vendendo libri di filosofia.
Già molto è stato azzerato
i sogni sono nella spazzatura
c’è un papa che fa lo scapestrato
e un monarca che vive all’avventura.
Le immagini della televisione
sono già nel profondo del mare
per i pesci sono una delusione
non un traguardo da festeggiare.
Mi guardi per l’ultima volta
c’è la città che si consola
ma la tua coscienza è assolta
e io non ho alcun nodo alla gola.
chiacchierio estivo, notturno e scanzonato;
ed io, solitaria, volteggio nella quiete.
Piccola camera
che profumi di sentimenti,
che custode sei
di intime emozioni,
lasciami ricordare l'ebrezza di attimi eterni!
Amore bizzarro,
amore scapigliato,
,
amore,amore mio lontano!
Vestita di candida seta,
mi lascio cullare da una leggera folata
che dolcemente a te mi conduce...
Ora, estasiata,
ora, disarmata,
mi perdo nel tuo sguardo intrigante,
e mentre il cuore palpita,
s'accende il gioco amoroso.
Al ritmo del flamenco,
i corpi sinuosi s'intrecciano,
s' inseguono,
e nel lungo abbraccio,
i baci scandiscono il tempo.
.
Tenero amore,
amante ed amico,
che il mio animo scrutavi;
puro amore
che cantavi la liberta',
che con ironia mi sorprendevi,
ancora,insieme,
vivremo intense emozioni,
ancora, assaporeremo,
la bellezza dell'infinito Amore.
ha disperso le nuvole
nell’azzurro del cielo
Dondola cullata dalle onde
Ha piovuto!
Dai vetri delle mie pareti bianche
il mio pensare
serena ora lo guardo
di sole
parole
fatte di fiori d'inchiostro e sale.
Sorrido ....
Come una nuvola
in solitudine
il giorno scompare!
E il tramonto infuoca .
che mi spinge
a toccare terra
io che sono partito
viaggiando tra i colori
respirando brezza e vento
raccogliendo luci
seguendo segnali lontani
mi sono innamorato
troppo spesso
del tempo che bussa
come un’onda
che mi trascina
su e giù
io che ho lasciato
e poi ripreso
il suono vicino
accarezzando l’amore infinito
immaginando di ritagliare
tutto il blu
e comporre il mio puzzle
dentro il mio specchio
come un’onda
che mi avvicina
e mi allontana
come un’onda
che riempie
e poi svuota








