Sei... poeta,
il grande fiume che ti brilla accanto;
il grande fiume che ti brilla accanto;
gli Dei ti han mandato il dolce incanto
e tu, sorridi ad esso.
La sua poesia è acqua scorre...
... zampillano i tuoi versi come le fresche fonti
... zampillano i tuoi versi come le fresche fonti
che i ruscelli fanno cantar.
Sei... come il tuo fiume,
ora lento, ora impetuoso...
ora lento, ora impetuoso...
… scorri da sempre!
Da sempre in viaggio,
oltre la foce,
oltre la foce,
oltre, ed oltre ancora.
A cercar magia ed agile parola
che dia eternità ad ogni cosa vana...
... a moltiplicar l’incanto, che da ogni cosa emana!

10 commenti
Devo lasciarti andar via,
allentare le maglie appiccicose
della mia inutile ragnatela,
e non oppormi
al triste
soffio
che
ci staccherà
dal ramo del melo
per lasciarci cadere
un pochino più giù.
Tu, con le tue ali,
volerai lontana
dalla fragilità
del bozzolo,
mentre io,
con caparbietà,
risalirò per il vuoto
che non si può riempire
con la trama e l'intreccio.
Non è la brevità della vita
il vero problema
del ragno,
è che lui
la felicità
non la vede,
gli ronza attorno.
Il vento finì la corsa sotto il frutto d'un gambo di calla,
ma non discese nessuno. Soltanto andavano
in su e in giù come su una passerella delle farfalle,
almeno un paio le classificai.
Accanto alla pianta una madama
muoveva il ventaglio per respingere il canto
delle cicale. Poi una delle tante lasciò cadere a terra
la vecchia gondola della sua giovinezza.
Mi ero promesso di non cercarti più
credevo di aver imparato la lezione
io povero illuso in cerca di blu
non ho ascoltato la ragione .
Sta già passando ma restano i lividi
di un coglione che cercava i brividi,
Sta già passando ma riaffiorerai
maledetta fragilità che non mi abbandonerà mai.
Avevo scritto sul calendario Stop
non vuole , ha paura d'amare
volta pagina , non ricaderci no !!!!
Invece sono sul precipizio a tremare.
Sta già passando come le estati e gli inverni
ma sulla pelle ho ancora ombre e segni ,
Stà già passando ma tornerai
quando sarà tardi ormai
per il maledetto tuo orgoglio
e io ti dirò " non ti voglio " .
credevo di aver imparato la lezione
io povero illuso in cerca di blu
non ho ascoltato la ragione .
Sta già passando ma restano i lividi
di un coglione che cercava i brividi,
Sta già passando ma riaffiorerai
maledetta fragilità che non mi abbandonerà mai.
Avevo scritto sul calendario Stop
non vuole , ha paura d'amare
volta pagina , non ricaderci no !!!!
Invece sono sul precipizio a tremare.
Sta già passando come le estati e gli inverni
ma sulla pelle ho ancora ombre e segni ,
Stà già passando ma tornerai
quando sarà tardi ormai
per il maledetto tuo orgoglio
e io ti dirò " non ti voglio " .
Di cosa ci si può incolpare ogni giorno
se sta cambiando sempre in peggio questo mondo
se riamaniamo dietro ai vetri a dar consigli
ed i sogni scivolano dalle mani senza stringerli
come fossimo addormentati mentre chi ci vuole male
è sveglio e non ha intenzione di farsi perdonare
È l’amore che non cerco che non do
È l’amore che non cerco che non do
L’odio come un’onda si spinge al confine
ribalta il gommone decreta la fine
di tutta l’umanità e non cadono le bombe
ma siamo noi micce accese nel buio dall’ostilità
Di cosa sono fatti i sogni due decenni che non si sa
qui si vive nelle paure si scambiano i bisogni con le velleità
C’è un primo ed un secondo grado, ma è il degrado
che sentenza la pena dell’umanità
Di cosa ci si può incolpare ogni giorno
se sta cambiando sempre in peggio questo mondo
hai trovato risposte perché io non ne ho…
È l’amore che non cerco che non do
È l’amore che non cerco che non do
se sta cambiando sempre in peggio questo mondo
se riamaniamo dietro ai vetri a dar consigli
ed i sogni scivolano dalle mani senza stringerli
come fossimo addormentati mentre chi ci vuole male
è sveglio e non ha intenzione di farsi perdonare
È l’amore che non cerco che non do
È l’amore che non cerco che non do
L’odio come un’onda si spinge al confine
ribalta il gommone decreta la fine
di tutta l’umanità e non cadono le bombe
ma siamo noi micce accese nel buio dall’ostilità
Di cosa sono fatti i sogni due decenni che non si sa
qui si vive nelle paure si scambiano i bisogni con le velleità
C’è un primo ed un secondo grado, ma è il degrado
che sentenza la pena dell’umanità
Di cosa ci si può incolpare ogni giorno
se sta cambiando sempre in peggio questo mondo
hai trovato risposte perché io non ne ho…
È l’amore che non cerco che non do
È l’amore che non cerco che non do
Ti ho lasciato dormire
sembravi leggero
sembravi lievitare sul divano
i piedi composti verso l’alto
sognavano salite
le curve ampie dei tuoi occhi chiusi
deponevano pezzi di sole
lontano da me.
Il tuo respiro
quasi inesistente
mi emozionava
come se tu fossi lontano dalla tua pelle
come se potessi non tornare mai più.
Ti ho scritto una mail
piena di terrore
per non disturbarti...
Immagine Renato Guttuso
sembravi leggero
sembravi lievitare sul divano
i piedi composti verso l’alto
sognavano salite
le curve ampie dei tuoi occhi chiusi
deponevano pezzi di sole
lontano da me.
Il tuo respiro
quasi inesistente
mi emozionava
come se tu fossi lontano dalla tua pelle
come se potessi non tornare mai più.
Ti ho scritto una mail
piena di terrore
per non disturbarti...
Immagine Renato Guttuso
E ti sei fatto notte
sparpagliando l'Inverno sui miei fianchi
ansioso di petali di papaveri
sulle mie labbra.
Nell'illusione ti porto con me nei miei sogni
fino a divenire essenza fruttata e soave
della Primavera.
Sospeso è il sogno
nell'attimo che apro gli occhi
svanisce e si frantuma in cerchi d'acqua
torna nube lasciando poche
armonie distratte.
Divelta apro la finestra
un vento tiepido mi desta.
Sei tu all'angolo del letto
con tuoi occhi verdi screziati
ed io come neve al sole mi sciolgo
mentre scrivo e tu mi scrivi dentro l'Estate.
sparpagliando l'Inverno sui miei fianchi
ansioso di petali di papaveri
sulle mie labbra.
Nell'illusione ti porto con me nei miei sogni
fino a divenire essenza fruttata e soave
della Primavera.
Sospeso è il sogno
nell'attimo che apro gli occhi
svanisce e si frantuma in cerchi d'acqua
torna nube lasciando poche
armonie distratte.
Divelta apro la finestra
un vento tiepido mi desta.
Sei tu all'angolo del letto
con tuoi occhi verdi screziati
ed io come neve al sole mi sciolgo
mentre scrivo e tu mi scrivi dentro l'Estate.
Bianca la tua mano,
tesa,
cullata come per saluto,
testa girata, indifferente e offesa
quasi per dir <ma chi t’ha mai veduto!>
Ma quella mano lisca affusolata
s’è aperta e chiusa,
modellata a ciao,
a segno di non aver scordato
quel bacio appassionato
e il contorno
che turbò quel giorno.
La rimanenza è storia,
ma basta così,
trionfi la memoria.
cullata come per saluto,
testa girata, indifferente e offesa
quasi per dir <ma chi t’ha mai veduto!>
Ma quella mano lisca affusolata
s’è aperta e chiusa,
modellata a ciao,
a segno di non aver scordato
quel bacio appassionato
e il contorno
che turbò quel giorno.
La rimanenza è storia,
ma basta così,
trionfi la memoria.
Nel ciondolante castigo
D'alcol della notte
Il vento d'estate caldo
Su per la chioma degli
Alberi sciolti lo spirito
Poeta divampa dal
Morente tetro arbusto
Fin sulle estinte pelli
D'angelo nel parco
Turchese vetro del mondo,
Scevro di penna e di foglio
Attende gocce di pioggia
Sulla fronte e sul corpo nudo
Sicché si raffreddi
L'inatteso ardore.
D'alcol della notte
Il vento d'estate caldo
Su per la chioma degli
Alberi sciolti lo spirito
Poeta divampa dal
Morente tetro arbusto
Fin sulle estinte pelli
D'angelo nel parco
Turchese vetro del mondo,
Scevro di penna e di foglio
Attende gocce di pioggia
Sulla fronte e sul corpo nudo
Sicché si raffreddi
L'inatteso ardore.
Ed una trasfusione di sole
fiorisce tra altalene di gigli,
un graffio di cielo arrossisce
ed il giorno è compleanno di cuore,
pentagramma di neve sbucciato d’errore.
Fra sassolini di zucchero diamantati,
zigomi di foglie e corolle
son grembiule d’un volo di rondine,
cocktail d’orizzonte sorseggio
ed il pensier è sagitta scagliata nel vento.
fiorisce tra altalene di gigli,
un graffio di cielo arrossisce
ed il giorno è compleanno di cuore,
pentagramma di neve sbucciato d’errore.
Fra sassolini di zucchero diamantati,
zigomi di foglie e corolle
son grembiule d’un volo di rondine,
cocktail d’orizzonte sorseggio
ed il pensier è sagitta scagliata nel vento.
Ho amato
la vita.
Ed ho resistito
alle intemperie.
Ho imparato
a lottare.
Ed a capire
il bene dal male.
Ho aperto
il cuore all'amore.
Ho aperto
l'anima alla felicità.
Ma non
è servito.
La vita mi
ha girato le spalle.
Mi ha sconfitta
mi ha battuta.
Adesso cammino
con il cuore infranto.
Ho chiuso
le porte alla vita.
la vita.
Ed ho resistito
alle intemperie.
Ho imparato
a lottare.
Ed a capire
il bene dal male.
Ho aperto
il cuore all'amore.
Ho aperto
l'anima alla felicità.
Ma non
è servito.
La vita mi
ha girato le spalle.
Mi ha sconfitta
mi ha battuta.
Adesso cammino
con il cuore infranto.
Ho chiuso
le porte alla vita.
Un giorno dopo l'altro
si spegne la speranza
in una vita all'insegna della fratellanza.
Le strade ormai non sono più sicure
e le città son divenute antri di paure.
Ogni giorno è uguale all'altro,
non dà avvenire di pace e sicurezza.
Branchi di lupi mimetizzati tra gente civile
predano ignari agnelli da aggredire
e sangue innocente far scorrere
impunemente.
Occhi speranzosi cercano invano
un ritorno ad avvenire normale, sereno, tranquillo
che si prospetta alquanto incerto ed assai lontano.
Dilaga la paura di colpi
che troppo spesso attaccano basso.
La speranza è ormai un'abitudine,
l'abietto orrore arriva da altra latitudine.
Balla per me
per questa notte
infinita come l'amore,
muovi i fianchi della mente
agita il desiderio del cuore
dammi il bacio più puro
più impuro del mio pensiero.
Ti tengo tra le braccia
con il respiro della mia pelle
e avvolgo le tue paure
dentro la forza di questo amore
che balla sulle punte
di anime come le nostre
come due cieli sfiorati
come due mari affogati.
per questa notte
infinita come l'amore,
muovi i fianchi della mente
agita il desiderio del cuore
dammi il bacio più puro
più impuro del mio pensiero.
Ti tengo tra le braccia
con il respiro della mia pelle
e avvolgo le tue paure
dentro la forza di questo amore
che balla sulle punte
di anime come le nostre
come due cieli sfiorati
come due mari affogati.
Insostenibile. Date oscurità al silenzio. Datemi l’irrisolto tra il trascorrere del tempo e l’innocenza del sentire, lo sberleffo della parola nuda tra brandelli di carne e il bisogno di volare. Non è il chi sono che mi potrà dar sollievo ma il dove potrò andare senza la certezza d’essere. Leviga il passo l’agonia, affila il muto assetto, il vuoto partorito dall’assenza di sogno, immobile dolore denudato al cuore del ricordo. Rigurgito promesse di felicità ma il viaggio ha occhi chiusi e valigie vuote e l’urlo ha ingoiato partenza e arrivo nell’addio. Non ha più senso il pensiero lasciato domo ai piedi dell’oblio e l’anima , la guancia autentica e libera della bellezza ha nella salita il rifiuto della vetta. L’amore non decide più le sue ragioni ma si diverte a spillare speranza e a far sanguinare il desiderio. Non resta molto nel dopo se non il gelo della notte delle cose morte e le stelle a letto di pianto nell’illusione della tristezza e della necessità effimera di sentire il bisogno di sentire anche solo il miraggio del respiro dolente. La morte è il mio cappotto, ma non ripara dalla furia della solitudine, dalla rabbia, dalla rinuncia. L’addio ha il suo fiore più bello ai piedi della valle, il suo testamento fiorito sul mio petto. Il sole non ha più il suo cielo. Il fiume non ha più il suo mare. Io non ho più attese.












gran Dio!