Me sa che voi giocà co lo scopo

de fare tu er gatto ed io er topo.

Ma io non so ‘n sorcetto sprovveduto

so granne, grosso ed anche ‘n po’ canuto.

Ce lo so bene come evità

la trappola der gatto che me vo magnà.

An vedi quanto sei pischellina,

te pensi che te creda poverina !

Mò non mi ami, non m’hai mai amato

solo ‘n amico m’hai considerato.

Ma io te sento a me morto vicina,

quanno ce sei s’accenne a lampadina,

me parli ar core come sa far chi

sa che l’amore abita ormai li.

Lo voi negà pure a te stessa ?

Sei cotta, amò, e nun sortanto lessa.

Che poi tu ce abbia l’affari tua

e voglia apparir come ‘n ingenua,

nun toje che me possa amare

senza per questo volerlo ostentare.

Giochi co te, co a tua serenità

e nun capisco io che ce sto a fa.

Ma er topo no ! Tra le tue grinfie io

farei dell’altro, perdoni er Buon Dio,

che farmi prennere pe li fondelli

da gatti in carenza di cervelli !
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Profilo Autore: Bronson  

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Ho sognato il tuo sorriso 

e conosco ogni sua piega 

sulla pelle, delle labbra, 

che si stendono o si 

uniscono in un bacio, 

interpreto il segreto, 

delle pieghe di velluto 

sulle guance seguo il 

cammino fino agli occhi 

bagnati di gioia, delle ciglia 

osservo il libero volo, 

dell'iride ardente i cangianti 

colori dell'alba e del 

tramonto lontano, dei capelli, 

in rivoli sciolti, ascolto 

la corrente, delle mani 

osservo il ballo incantato, 

per i tuoi piedi gelati ho 

parole calde di consolazione, 

e tutto in te danza sotto le 

vesti, c'è vita in ogni luogo, 

dall'acqua liscia che 

scorre sulle tue gambe, 

fin sulle spiagge e ancora 

altrove, sulle montagne, fin 

al cielo notturno dei tuoi occhi, 

dove mi fermo, poiché 

è il luogo che più m'incanta, 

e lì osserviamo assieme le stelle 

e la timida luna.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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Mostro vituperato
deriso e sputacchiato.
Fenomeno da baraccone
esposto
in una giostra di periferia.
Grossa testa e doppio mento.
Fonte di spettacolo esilarante.
Sono l'uomo elefante
e marcisco nel fango.
Indegno di ricevere amore:
non sono alto,bello ,prestante.
Il deserto è luogo congeniale:
passeggiare per chilometri e chilometri
irrorato da sole cocente.
Piedi scalzi,
torturati da miliardi di granelli.
E a sera mi sdraio sulle aride uadi.
A te, Dio rivolgo
gloria e riconoscenza.
Hai mostrato al mondo
un volto corroso dai limiti,
ma vero
e che si beffa
della boria degli ipocriti
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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E' il poeta … (mnemosyne),
 grande occhio d' amore
eroe e semidio…
Rammemorazione!
 Vino, 
che fà dimenticare (l’ente)
 e nel contempo mantenerlo;
(ap-prensione) 
verso l’originaria idea
del disvelar se stesso
    in quel suo sentir (mancanza),
    nell'eterno lutto, (costruente attesa)
 a salvaguardar gli dèi fuggiti.

Il suo rioncorrerli, il ricondurli,
 tradurne i sacri cenni, il lor dettato,
 a preparar  nuovo ritorno,nizio, altro tempo d’amore!
 altro i
Allora?
Trionfi  pure la poesia
 su grandi padiglioni colorati!
…Ben vegano cento scritte
 illuminate ad intermittenza;
ci cadano pure addoso!
 Ci  ridiano Honderlin,
ci ridiano (l’esser-ci) 
e  nuovamente,
  più originariamente, sia:
 quel  calice odoroso…L’Ereignis!







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Profilo Autore: Hera  

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Ti sudava l'orlino della camicetta stinta,

tu seduta col ventaglio sulla pietra antica

che ascoltò il fiume e non le lacrime

delle lavandaie. 


Vorrei dirti (oso, non oso?) di provare a trasformarti,

che sono quasi sfinito.

Fa' di quel nulla che provi per me, fra le  magiche

parole che conosci, una Cetonia Dorata nell'afa.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Qualcosa ho visto o così credo
nel labirinto dei pensieri traditi
nelle gemme in svendita
al mercato dei ricordi confusi
nello scrigno delle emozioni in blu.

Eppure eri ancora tu a guidarmi
nelle vie di una città senza dolore
nei solchi del destino a puntate
nel vento che scuote foglie appassite.

Qualcosa hai visto e non ci credi ancora.
una grotta col cartello "affittasi a ore"
e la fila delle anime al settimo piano
del paradiso dei mendicanti d'amore.
Un film in cui la morte e la sua compagna
si baciano e non c'è nessuno da condurre
ai confini della foresta pietrificata.

Sono i sogni confusi di una notte tra tante
veri come un gioco d'ombre
in una sera senza luna, né stelle
o come un danzatore di flamenco
nella terra dei draghi e dei ghiacci.
Eppure restano impressi, scavano trincee
nel pozzo più profondo dell'anima.

Non hai capito nulla, anch'io mi chiedo
cosa c'è da sapere di più
se non che siamo stati un freddo inverno,
un arcobaleno che filtra tra la nebbia
una luce spettrale, un suono sordo
un temporale senza lampi
una preghiera recitata a metà.
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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Solitario, rivedo quel campo

ove adolescenti passi un dì solcarono

e ancora fioriscon papaveri.

Più non ondeggia il biondo grano

ma d’alberi in fila stormiscon le fronde.

Stride il campicello,

da grigie lingue ora cinto,

perché da solo osteggia il tempo.

Eppur dei perduti giorni l’eco

nel grembo porta seco

e la gioia che da quelli derivò.

M’arride ancora quel campo,

arride al corpo mio ch’è stanco

perché, col sole che bacia il mio volto,

in esso vuol esser sepolto.
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Profilo Autore: Pietro Luciano  

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Contenta è l'aria degli immobili 

abbracci del cedro, ella in cambio 

dona agli irti rami la parola, 

sicché il cedro fa cantare le 

sue foglie, il pino pure suona, 

e il platano altro strumento ancora, 

la foglia, secca, caduta, danza 

al ritmo, segue il ghiaiato sentiero, 

il passero libra le ali, si posa, 

ascolta, libra le ali, ancora, 

vola, riposa, e ascolta, 

lui pure a un tratto canta, 

riposa, ascolta, il rumore 

di una bicicletta, lontana, 

chissà dove...Ferrara.

Altro canto si aggiunge allora, 

la fontana, ancor più lontana, 

spruzzi d'acqua fredda, leggera, 

contro il sole della sera, e l'aria 

la muove con l'aiuto del vento, la muove 

contro un volto allegro, bambino, 

altro suono ancora, il suo sorriso, 

trasportato dall'aria fino alla magnolia 

lì appresso, così si gonfia anch'ella e si 

desta, le grandi foglie scosta in segno di 

festa, poi si allenta, s'assopisce, 

si ridesta, mentre un rondinino un 

ramoscello al suolo calpesta, 

altro suono allora, altro strumento, 

che si unisce all'orchestra...

Ferrara sei di poesia, e di musica 

la maestra. Il tuo parco respira, suona, 

vibra costante, e tu non lo senti? 

Sei forse troppo occupata? 

Serve l'aiuto di nuovo poeta.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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non so cosa siamo
con la sabbia tra i piedi
e un alcolico in mano.
Io che ti ammiro e insisto a bere,
tu che ne ridi e mi vuoi solo bene.
Ora è il mare che accoglie il mio respiro,
la salsedine tra i capelli e ancora son vivo,
ti amerò di nuovo domani alla luce del mattino,
ti amerò di nuovo domani tra bicchieri di vino.
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Profilo Autore: lorenzo  

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Il pensiero del peccato
ti aggredisce
contro la volontà.
Puoi accarezzarlo,
di lodi tesserlo,
o consegnarti con esso
nella fossa del demonio.
L'angelo delmale,
il serpente traditore,
assorbe l'anima in errore.
Il peccato è la tua ombra:
segue passo,passo,
un corpo solitario,
per poi la sera
adagiarsi con lui
sul guanciale;
e della tua debolezza sghignazzare;
il peccato
abbatte il ponte
che conduce
l'anima a Dio.
Costringe lo spirito
asostare sulla riva,
in attesa
dell'empio traghettator di genti.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Momenti difficili,
mi mancano le attenzioni
a cui ero abituata.

Mi mancano le carezze
che quel vento freddo ha
portato via.

Esternamente si scorge felicità,
oltre il sorriso
si cela il dolore.

Forse ho solo bisogno
che rinasca il sole
e torni a risplendere su di me.

Forse ho solo il bisogno 
che qualcuno mi guardi
con la stessa emozione
del primo giorno.

Con gli stessi occhi
che mi coinvolgono
e mi sconvolgono.

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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Lui, finiti già gli ottanta
scapolone per opzione;
lei, per poco nei sessanta,
vedovella in afflizione.

Me lo disse in amicizia
affidandomi il segreto
per la festa natalizia
lo conobbe lì a Grosseto.

Molto affabile ed arzillo
la convinse a trasgredire,
incollato come un grillo
la portava a rifiorire.

Si rinchiusero in ostello
per l’intera settimana;
lui fu meglio d’un novello,
un batacchio di campana.

Poi, ognuno al suo paese.
per sentirsi al cellulare
a convegno più palese.
Lei provò a telefonare,

due, cinque, dieci volte
ma nessuno rispondeva
poi frasi assai sconvolte:
la sorella che piangeva.

“Mai ti avesse conosciuto,
me l’ha tolto un crepacuore
non ci fosse mai venuto
tu sei viva e lui mi muore.”

La notizia fu agghiacciante,
la mia amica non credeva
all’incognito d’amante
breve amor così nuoceva!

Ripensò a tal beltade:

prestazioni da stallone!
Non sarà che tarda etade
impiegasse l’indurone?!
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Oh dolce canto, o mia poesia,

che custodisci le brusche epoche di questa vita

e vuoi  inseguir l’ebbrezza:

l’anima ordina  il proprio  stordimento

   e  finanche del pensare stesso !

Vuol  ribadirne l'originario stile

       e annunciar di nuovo il (Nuziale Evento)…

…a  riecheggiare  verità!

 

Oh ,tu, poesia…

…dolce  canto,

     che dischiudi la radura dolce,

     che disveli il gran nascondimento

     sei, come di Van Gogh, 
   il contadino,

       che prepara il dolce campo

       a custodirne  il seme!










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Profilo Autore: Hera  

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C’è stato un tempo in cui eri tutto

Per me

Onda e schiuma, lutto,

giostra a tre,

alba sul mare e notte a specchio,

luna, vertigine e fiato vecchio.



C’è stato un tempo in cui non eri nulla

Per me

Solo due sillabe morte, una data fasulla,

un perché e un per come

senza risposta, pugni chiusi,

tasche vuote e pensieri confusi.



C’è un tempo qui e ora che sfuma

Per te e per me

Senza la carezza di una piuma

O quel lampo negli occhi che non c’è.

Tutti i fantasmi di una vita intera

Nello scorrere veloce di una sera.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Sei a digiuno dal tempo, 

son affanni i tuoi respiri, 

non è colpa del fumo di sigaretta, 

lo sai per certo, son le braci 

dell'anima, sotto pesanti ceneri, 

non c'è ossigeno, solo il suo pallido 

calore, ma tu sei lontano, in un'altra 

stanza. Non aver memoria degli anni, 

dei giorni, o delle ore, essi non sono 

tuoi amici, considera noi minuti, 

sarai il primo a farlo. Alza allora il volto, 

nel blu soleggiato del cielo, là dimora 

il tempo, lo troverai come l'hai sempre 

voluto, abbondante e lento, lì c'è anche 

il vento, per le tue braci assopite.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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