Quante volte Egli ti ha supplicato
di invertire la rotta?
E tu capitano come hai risposto?
Accanendoti a navigare
nel mare della morte.
Ti accorgi
che non ti sarà concesso
saltare nel tempo
e frodare
come hai fatto sino ad ora.
Lingua mendace,
biforcuta e assassina,
non inchina le armi
alla misericordia divina.
Infame bestemmia
raccoglie proseliti,
come ad ottobre
l'uva si raccoglie a vendemmia.
Quante volte hai profanato
la divina requie,
con un distacco ovattato,
ma amplificato
da pubbliche dichiarazioni di apostasia?
E quante volte ti dannerai
inscenando un coro come gli ossessi;
brucerai le poche energie rimaste;
ti estinguerai come la cera di una candela
maledicendo il Creatore
di essere nato?
Sempre! Sempre?
di invertire la rotta?
E tu capitano come hai risposto?
Accanendoti a navigare
nel mare della morte.
Ti accorgi
che non ti sarà concesso
saltare nel tempo
e frodare
come hai fatto sino ad ora.
Lingua mendace,
biforcuta e assassina,
non inchina le armi
alla misericordia divina.
Infame bestemmia
raccoglie proseliti,
come ad ottobre
l'uva si raccoglie a vendemmia.
Quante volte hai profanato
la divina requie,
con un distacco ovattato,
ma amplificato
da pubbliche dichiarazioni di apostasia?
E quante volte ti dannerai
inscenando un coro come gli ossessi;
brucerai le poche energie rimaste;
ti estinguerai come la cera di una candela
maledicendo il Creatore
di essere nato?
Sempre! Sempre?
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Spogli i miei desideri
come pergolati di neve
cullati d’ortografia d’autunno
e nell’anima mia sei luce di marea,
pinacoteca d’un rossetto di cometa.
Le labbra respirano l’alveare del ricordo,
assoldano cartoline di sterili parole,
affrancano baci di cipria lunare coccolati
e la pelle è un uragano di rose recise,
scapestrata epistassi di sguardi indecisi.
Spogli i miei desideri
come lenzuola d’incantevole tramonto
ed il vento del tuo cuore m’assaggia
come clessidre d’un cielo d’oriente,
germoglio fra scogli di nuvole indifese.
come pergolati di neve
cullati d’ortografia d’autunno
e nell’anima mia sei luce di marea,
pinacoteca d’un rossetto di cometa.
Le labbra respirano l’alveare del ricordo,
assoldano cartoline di sterili parole,
affrancano baci di cipria lunare coccolati
e la pelle è un uragano di rose recise,
scapestrata epistassi di sguardi indecisi.
Spogli i miei desideri
come lenzuola d’incantevole tramonto
ed il vento del tuo cuore m’assaggia
come clessidre d’un cielo d’oriente,
germoglio fra scogli di nuvole indifese.
L'aria è ferma su un piccolo pantano giallo
che riflette il sole delle nove. Tutto è calmo.
Un mattino, decisivo, come se avessi atteso proprio questo momento
per andare col pensiero al padre del padre
del padre del primo guardiano dei bufali indiani,
il bastone infangato,
già ci aveva visti,
tra le vespe morte.

Una bimba e la sua bambola rosa
sull'asfalto chiazzato di rosso
a ridosso del cielo e del mare.
C'erano state chitarre e fanfare
poi giochi di luci e lo spasso
di una notte di festa famosa.
Non doveva finire così, una vita
rubata e spezzata senza un senso
non era scritto, perché tanta
ingiustizia, dimmi, racconta.
Chi l'ha progettata questa gita
di sola andata verso l'immenso?
Chi fa i conti lassù, un sadico
un computer freddo e infettato
uno stupido tagliatore di teste?
La bimba adorava le feste
magari aveva finito un gelato
era tutto bello, quasi magico.
Non può esserci perdono
per chi fa male a un bambino
nessuna pietà per chi spara
nel mucchio, sarà una gara
a chi è più spietato, il destino
non c'entra, non ci sarà condono.
sull'asfalto chiazzato di rosso
a ridosso del cielo e del mare.
C'erano state chitarre e fanfare
poi giochi di luci e lo spasso
di una notte di festa famosa.
Non doveva finire così, una vita
rubata e spezzata senza un senso
non era scritto, perché tanta
ingiustizia, dimmi, racconta.
Chi l'ha progettata questa gita
di sola andata verso l'immenso?
Chi fa i conti lassù, un sadico
un computer freddo e infettato
uno stupido tagliatore di teste?
La bimba adorava le feste
magari aveva finito un gelato
era tutto bello, quasi magico.
Non può esserci perdono
per chi fa male a un bambino
nessuna pietà per chi spara
nel mucchio, sarà una gara
a chi è più spietato, il destino
non c'entra, non ci sarà condono.
C'è un'esistenza sottile
nel brivido che pervade le
sostanze delle cose;
è questo pneuma vitale
un soffio di vita che
si distende sempre più su di me...
-Ma chiudi la finestra,te ne prego!-
La mia pelle non sopporta questi suoni,
cristalli svelati da venti immobili e così lontani:
è ancora l'onda veloce della tua voce
a toccarmi..
Lascerò che la mia insopportabile vetrina
si rompa per sempre,e mi farò lama tagliente
per le mani che mi raccoglieranno.
Non più pena per palmi troppo vigorosi
e prese deboli,malate,affanni di vecchi spiriti,
ma timore divino,agrodolce scoperta dei miei vertici
spigolosi
e sangue,sangue del tuo pensiero
che mi liberi per sempre
della sua cornice inaudita.
nel brivido che pervade le
sostanze delle cose;
è questo pneuma vitale
un soffio di vita che
si distende sempre più su di me...
-Ma chiudi la finestra,te ne prego!-
La mia pelle non sopporta questi suoni,
cristalli svelati da venti immobili e così lontani:
è ancora l'onda veloce della tua voce
a toccarmi..
Lascerò che la mia insopportabile vetrina
si rompa per sempre,e mi farò lama tagliente
per le mani che mi raccoglieranno.
Non più pena per palmi troppo vigorosi
e prese deboli,malate,affanni di vecchi spiriti,
ma timore divino,agrodolce scoperta dei miei vertici
spigolosi
e sangue,sangue del tuo pensiero
che mi liberi per sempre
della sua cornice inaudita.
Embarghi di nuvole,
algebrici topazi di fumo,
aeroplani claudicanti di farfalle,
stelle di carta ubriache:
le labbra della terra lacrimano,
stracciano lamiere di luna,
infuocano poligoni di velenosa bruma.
Pungiglioni d’emoglobina
mordono cartoline d’asfalto,
ed i calendari son carneficine solari,
clessidre allucinate dipinte nei mari:
le labbra della terra lacrimano,
graffiano ruggine d’anime sbagliate,
caramellano vestali di fiori scorticate.
algebrici topazi di fumo,
aeroplani claudicanti di farfalle,
stelle di carta ubriache:
le labbra della terra lacrimano,
stracciano lamiere di luna,
infuocano poligoni di velenosa bruma.
Pungiglioni d’emoglobina
mordono cartoline d’asfalto,
ed i calendari son carneficine solari,
clessidre allucinate dipinte nei mari:
le labbra della terra lacrimano,
graffiano ruggine d’anime sbagliate,
caramellano vestali di fiori scorticate.
Il blu si tuffa nel Mediterraneo a cascata.
Alle bòtte superbe del verde, a fontana
si ripiega sulla baia
ed entrambi giocano a rincorsa
col giglio colossale
nell'ultima gioia del bianco e del rosso:
14 Juillet! 14 Juillet!
14...
Sullo scaffale dei grattacieli
c'è la buona marmellata d'ananàs.
S'innalza una preghiera che ricorda belli
tutti i nomi di Maman.

14...
Sullo scaffale dei grattacieli
c'è la buona marmellata d'ananàs.
S'innalza una preghiera che ricorda belli
tutti i nomi di Maman.

Ho incontrato un avaro che si piegava per un centesimo,
Ho incontrato un avaro che chiedeva parte del panino ad un bimbo,
Ho incontrato un avaro che si vantava del suo pancione,
Ho incontrato un avaro che sedeva su una panca per non stancare le sue natiche,
Ho incontrato un avaro che mi disgustava al solo vederlo,
Ho incontrato un avaro che incamerava tutto, persino le pietre che lanciava a chi non lo esaudiva...
Caspita però, vorrei sapere che terapia seguiva per curare la stipsi con tutto quello che menava giù.
Ce ne vorranno di clisteri per svuotare il tutto…
Impossibile fare a meno
del sangue nelle vene.
Dovrei rinunciare
a vivere.
E' il principio della vita
scorrere nelle vene.
Brividi mi
portano lontana.
Un'emozione
mi pervade.
Vibrazioni...
Scorri velocemente
dolcemente.
Dentro
di me.
Impossibile
fare a meno di te.
Impossibile fare a meno di quel suono
che mi pervade l'anima.
del sangue nelle vene.
Dovrei rinunciare
a vivere.
E' il principio della vita
scorrere nelle vene.
Brividi mi
portano lontana.
Un'emozione
mi pervade.
Vibrazioni...
Scorri velocemente
dolcemente.
Dentro
di me.
Impossibile
fare a meno di te.
Impossibile fare a meno di quel suono
che mi pervade l'anima.
Siam tristi ancor prima d'aver conosciuto la tristezza.
La vita, quella vera, incomincia dalla tristezza
e finisce dove seppelliamo i nostri dolori, i nostri pianti.
Non sorridete se prima non avete pianto nella vostra vita
almen una volta, e una volta ancora.
Non sorridete, sarebbe un sorriso immeritato.
Sarebbe come cancellar il senso d'esser uomini o donne.
Non sorridete se prima non avete pianto
e fatto piangere il mondo intero.
La vita, quella vera, incomincia dalla tristezza
e finisce dove seppelliamo i nostri dolori, i nostri pianti.
Non sorridete se prima non avete pianto nella vostra vita
almen una volta, e una volta ancora.
Non sorridete, sarebbe un sorriso immeritato.
Sarebbe come cancellar il senso d'esser uomini o donne.
Non sorridete se prima non avete pianto
e fatto piangere il mondo intero.
Tragedia immane
in una notte d'estate.
Evento importante
da festeggiare:
gente sul lungomare
bambini, palloncini
che s'involano al cielo
bancarelle d'ambulanti
in allegra cacofonia.
Persone integrate di varie etnie
in un convivio d'armonie
passeggiano serenamente
ma in un momento
scatta la più becera follia
di mente malata
ed all'odio indottrinata.
Nella brezza leggera
d'una notte festosa di gioia illuminata
massacro d'ignari esseri umani
che inermi tra cruori e lacrime
la vita hanno avuto spezzata.
L’errore di cui mi pento è l’aver sbagliato dio.
Quando mi hanno parlato del dio dei lebbrosi
o degli emarginati e di quello dei misericordiosi
forse avrei dovuto prendere il cappello e dire addio.
Perché ora che mi ritrovo sul palco di questo teatro
con una pallottola nello stomaco e l’altra nel cuore
ho capito in un lampo che c’era un dio del rancore
nascosto nella sala che mi ha sprofondato in un baratro.
Il dio degli assassini in nero e della dura sorte
dei kalashnikov assordanti e dei passamontagna
delle lame affilate e delle granate di montagna
delle preghiere recitate come litanie di morte.
C’era un riff di vita prima degli spari
e chitarre blues lancinanti con giochi di luce
Ora solo lamenti nel buio e odore di brace
vite spezzate o deragliate su oscuri binari.
L’ultimo attimo di silenzio può servire a capire
cosa è davvero successo e dov’è infine l’uscita
quale è il dio che mi aspetta a festa finita
e se potrà esserci ancora un altro concerto da sentire.
Quando mi hanno parlato del dio dei lebbrosi
o degli emarginati e di quello dei misericordiosi
forse avrei dovuto prendere il cappello e dire addio.
Perché ora che mi ritrovo sul palco di questo teatro
con una pallottola nello stomaco e l’altra nel cuore
ho capito in un lampo che c’era un dio del rancore
nascosto nella sala che mi ha sprofondato in un baratro.
Il dio degli assassini in nero e della dura sorte
dei kalashnikov assordanti e dei passamontagna
delle lame affilate e delle granate di montagna
delle preghiere recitate come litanie di morte.
C’era un riff di vita prima degli spari
e chitarre blues lancinanti con giochi di luce
Ora solo lamenti nel buio e odore di brace
vite spezzate o deragliate su oscuri binari.
L’ultimo attimo di silenzio può servire a capire
cosa è davvero successo e dov’è infine l’uscita
quale è il dio che mi aspetta a festa finita
e se potrà esserci ancora un altro concerto da sentire.
La mia poesia?
Smarrita nel dolore innocente
urla giorni in false attese
ha pene d'affrontare
in silenzio solleva polvere
scuce destini in controluce
ha ombre di anime perse
in roghi e inferni
tele consumate e pene condivise.
Sangue sulle gelide pietre
fate d'inchiostro e demoni alati...
Il mondo
ha un battito di cuore lento.
E tu impotente sei ...
Contro le guerre
crei la pace.
L'aura cupa hai
di struggente malinconia.
Nella tiepida brezza della sera
l'armonia di un gabbiano
è già poesia....


Com'è acerba oggi, l’anima dell’uomo,
poco sà del mondo, poco della terra,
della docile miscela divina!
Scorre a ritroso il fiume...
…abbiam dimenticato ogni tremore ogni incanto;
inavvertitamente usiamo i nostri giorni!
Eppure... il Tempio è stato eretto,
eppur esso mondeggia!
Sulla dolce pietra accade,
si dischiude, soccorrendo il mondo,
conquistando la poetica radura…
Oceano di atemporalità e preghiera,
in esso è la risposta,
in esso il mondo si fà spazio:
l'odoroso incontro con gli Dei!
in esso il mondo si fà spazio:
l'odoroso incontro con gli Dei!
Eppure ...
è ancora acerbo l’animo dell'uomo,
è ancora acerbo l’animo dell'uomo,
e il Tempio è stato eretto
inaugurando senso ed equilibri,
bellezza e sensatezza,
possibilità e …salvezza!











