Autostrade d’anima

verniciano faraglioni di cielo.


Scalzo è il mio sguardo terso,

silenzioso s’imbionda di ruderi e stelle

ed una pronominale vertebra di marea

allatta d’inchiostro i miei neri capelli.


Tachicardiche galassie d’avena

son brina ricamata sulla nuda pelle,

una camicia di pallido sole

aggroviglia il bacio solitario

d’una passeggiata d’ombre pensierose.


Autostrade d’anima

verniciano faraglioni di cielo

profumando, d’infinito sogno, la sera.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Il mercurio color cielo ti circonda.

E sotto, dal basso, betulle che ho preferito alle ragazze

agitano a tratti le foglie,

salutano la notte.

E sopra, dall'alto, ma ancora lontanissima la neve

già si posa di primi silenzi.

Ci si innalza grigi come vecchi camosci

a un rosa pallido di stelle fresche.





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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Passerelle sospese
fanno da ponte.
I ciotoli dei viottoli
luccicano.

La pioggerellina
sottile e fastidiosa,
costringe ad aprire gli ombrelli,
il vetro soffiato
illumina le vetrine.

Il ponte dei sospiri
fa da cornice
agli innamorati.
Persino l'odore dei canali
diventa profumo.

Come non amarla ?

A volte
il destino si mette contro.
Da romantica
si trasforma in prigione.

Una prigione
senza chiavi
per aprire i lucchetti.

Sofferenza...
Attesa...
Solitudine...

Ed è cosi 
che dall'amore,
si passa alla tristezza.


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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Nasce lieto il giorno fra chiacchiericci di note 
e conversazioni di esuberanti uccelli. 
Ovunque odo, narrazioni d'acqua, sussurri di fonti, 
mormorii di ruscelli, arpeggi di fontane 
ed echi montanari che intonano canti alpini. 
Mentre madre natura accorda i suoi strumenti,
vibro anch'io, in quel gaio e armonico spettegolìo di suoni.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Più morbo batte, urta e distrugge,
più le stagioni si rincorrono
disperdono gelo e vento
albe dorate e tramonti infuocati,
mari trasparenti da onde galoppanti
primavere traboccanti di svariati olezzi,
più con la mente torno
nel gaio percorso insieme vissuto
tra alunni da comprendere e da amare,
cultura da trasmettere
e le calde risate che la nostra vita intrecciavano.
Più desidero farti presente della recente sventura
che luce in tenebra mi ha trasformato,
più nel tuo cuore sofferenza trova dolce dimora.
Di te il Signore si serve, amica e collega adorata,
per realizzare i Suoi piani ti ha prescelta.
Noi miseri comprendere il destino non si può
il tuo Angelo vive di te e con te
armonia spande ove buio annulla,
mentre tua madre per sè serba il dolore,
gli altri consola con occhi di fede e di gioia.
Marcella, missione d'altruismo e d'amore,
il tuo risveglio immediato,
dopo lunghi anni, dal nostro buon Dio imploriamo!



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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

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Suonavi per me
immemori melodie
che io recepivo
assorbendone ogni sua nota
che mi regalava albe meravigliose
e giorni inghirlandati
riscaldati dal tuo fulgente sole
riflesso e richiamo del tuo amore.

Era il tempo dei nidi e dei pigolii incrociati
complicità di sentimenti
carezze alate nelle notti innamorate
che profumavano di te.

Poi foglie marce e nubi io vidi,
dell'ombra l'anima fu disseminata
e il cuore poggiò su spigoli appuntiti,
non ci furono più nuovr fioriture
a rinverdire le stagioni a venire.


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Profilo Autore: Grace D  

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C’è un dio che l’ha ordinato

uno dei tanti che arma la mano

di assassini spietati?



Siamo stati creati 

o siamo solo in movimento

tra galassie e buchi neri 

filamenti di tempo e cemento

embrioni di eternità 

solo intravista, veri

testimoni del male 

che percorre l’universo?



Non c’è soccorso 

o concorso di colpa

se sono queste le radici 

se il peccato originale

è nell’assenza di senso 

di questo vagare informale

tra deserti, nebbie e alveari

sulle sponde di flussi stellari.



La risposta non è il vento

a soffiarla, non c’è, punto.

C’è questo abbozzo di tragedia

un finale che è inizio

il moto circolare del pensiero

in mare aperto e l’indizio

lo squarcio inatteso che è speranza.


Gli spari, poi, un’altra mattanza.




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Profilo Autore: mybackpages  

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Rimando a te, o Musa, le memorie 

di ardori felici. Attendiamo insieme 

il tempo perduto, così sono le lacrime 

forti, sulle tenere guance assopite. 

Una piccola gioia, placida e fresca, 

nell'ultimo sguardo maturo. Sei in piedi, 

sulle scalinate bianche, 

che occhi sono i tuoi, i più belli 

e più tristi, Musa, quando il tuo 

cuore è distante dal mio ti amo, 

ti desidero follemente, sei così 

fragile e pallida, e le tue spalle 

sono contro il muro, non vuoi farmi 

notare che tremi, ma non c'è 

nascondiglio per i tuoi occhi. C'è tanta 

terra nel tuo cuore, verdi distese di 

pascoli a est, che incontrano ampie 

plaghe azzurrine, nelle spume d'onde 

sulla calme ripe di freschi fiumi, 

dai caldi monsoni debolmente scossi. 

Vorrei abitare nelle terre del tuo giovane 

cuore, costruire una casa graziosa, 

poco ingombrante, coltivare sogni, 

illuminare la sera di accesi falò, e 

giocare con le stelle del tuo cielo. 

Ma non posso. Non posso! 

Ci incontreremo un giorno, un giorno 

ci rivedremo, ci salutermo. 

E anche allora non potrò, non potrò 

che sorridere felice della tua vita compiuta.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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Il mormorio degli angeli

disegna cateti di sogni incantevoli

fra cicatrici d’asteroide di nuvola,

dardi di rondine e zucchero d’ombre.


Le coniugazioni del tramonto

son piume d’una confettura di sera

mentre prati d’amache sorseggiano

scapestrati riccioli di stelle cadenti

come nettare di crepe d’anima

fra lenzuola di passi e baci d’azzurro.


Il mormorio degli angeli

strattona frattaglie di luna cristallo,

stoviglie d’un vello d’ottobre

carezzano origami di vesti ed albori,

mentre galassie di vento fecondano

il rivolo d’un cullar di spighe di nebbia.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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La mia base è in quella palafitta

sul lungomare ad est della città

c’è più successo nel fallimento

dice chi non arriva a stento

a fine mese. Non chiedi la carità

all’angolo della chiesa sfitta

però suoni brani degli Intillimani

per chi vuole tornare indietro al domani.


Il lupo cattivo ha la gonna

della nonna, se la nipote

lo scambia per un travestito

è perché ne ha visto la foto in un sito

di scambisti. E’ la preda, l’ospite

da sfoggiare al concerto di Madonna

la nonna ha la faccia molto tirata

l’ultimo ritocco è stato una cazzata.


C’è un vento che spazza via l’amore

e la pioggia ha i colori della notte

il fuorilegge guarda l’orizzonte lontano

non ha più casa e famiglia e il grano

dei campi è il letto, il tetto è nelle grotte

nello scantinato del cielo senza colore.

Una giornata da disoccupato, le banche stanno

da qualche parte, ma in pochi ormai ci vanno.


Ti ho perso e non c’è sempre un motivo

nello specchio c’è una foto di prima

di quando le auto partivano a spinta

e tu non avevi una casa dipinta

con macchie di muffa e la trama

dei libri non era semplificata, lascivo

era il sogno, fragile il tempo in cui vivo.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Risplende di luce il 

sole che la notte l'occhio 

fanciullo abbaglia.

Risplende di ribellione l'immortale 

pianto dolce e amaro che 

irrigidisce in iroso rovello 

al solletico di vita che 

infuria e sorridi nel gran 

pianto sul petto della madre 

che impetuoso batte il 

malinconico tormento. Lasci 

piangere e disperi, anima 

vagabonda notturna, i perduti 

valori, i primogeniti amori, 

le nuove visioni. 

Compredimi, anima 

buona, che solo da marinaio 

avanzo in mari inesplorati di 

eventi e traccio la mappa nuda. 

La vecchia bussola che mi 

hai donato l'ho gettata lontano, 

non esiste importante 

scoperta senza naufragio. 

Questa è l'epoca del naufragio, 

della stagione più bella, armato 

di vigore ardente, salpo solitario. 

Canto i passi maledetti, canto 

la consapevolezza nuova, canto il 

viaggio, mentre affoga 

strozzato il tuo gran cuore.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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C'ero riuscito in gran segreto.
Lo avevano intuito soltanto
i mendicanti ai lati.
Ebbi la presunzione
di immortalare una smorfia
nel flusso indefinito degli eventi.
Aveva vinto anche la donna scalza,
la quale tratteneva il respiro
per poi sbuffare un uragano.
E il frantumarsi dei cristalli,
mi era vietato un attimo d'oblio.
Fra la canala e la parabola
un gatto guardava lontano,
urtando l'unico vaso di gerani del palazzo.
La sirena scarsa di un capriccio femminile:
ero tentato dal pietrificare Eco,
ma preferii continuare a sorridere in avanti.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Il tuo braccio di cenere ha conservato
una postura strana e vuota
in bilico nel tempo statico
che sfuma
tra le tende della dimenticanza.

Zanzare in caccia
mi seguono fastidiose
certi pensieri hanno luci spente

Da una sigaretta
espiro fumo, lieve che le disorienta
la punta infuocata ha bruciato a lungo
esala scie di tenue corposità
assumendo forme circolari...
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Profilo Autore: rosannag  

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Questa dei piedi addormentati è una costante
quando scrivo, e anche ora,
mentre ricordo di stamattina
la sensazione  frusciante 
di avere una bicicletta alle calcagna.

Ma non c'è nulla, no, 
e nessuno.
Girato lo sguardo
il cancello è chiuso, e sono quasi sicuro
che si muovevano solo delle camomille
la testa fuori dai nascondigli gialli.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Da Sant'Elena* in poi il mare
indicava l'orizzonte
per poi confondersi con esso
grande, limpido
una continua armoiosa sinfonia
interrotta da interludi di isole
nuvole smorzavano i raggi del sole
fluttuante nel suo azzurro infinito
mentre la sua luce rischiarava
la piccola Armenia** dove i mechitaristi
raccolgon rose coltivando speranze
sotto l'ombra protettiva del khatchkar***
ed io seduto su una panchina
la birra che invadeva l'anima
mi facevo trasportare
dall'odore del salso
dal suono dell'acqua
verso le montagne nello sfondo
e barche galleggiavano
verso lidi lontani oltre
le colonne d'Ercole degli occhi
così prendeva forma il viaggio senza meta
il viaggio senza fine
dove non c'è arrivo
ma solo partenza verso il non conosciuto
l'essere un eterno Ulisse senza un'Itaca
a cui approdare
senza Proci da scannare
quando l'aria leggera
come una rondine planava
sulla superficie dell'acqua
cha veniva cavalcata dalla bianca spuma
per poi finire la sua corsa
di cavallo imbizzarrito contro la riva
non era la baia di Frisco****
e le cose non dovevano cambiare
dovevano solo iniziare
da me dal mio foglio di carta
dalla lattina di birra distesa
al sole su una panchina.

*Isola di Sant'Elena quartiere della città di Venezia.

**Isola degli Armeni sede del monastero dell'ordine dei Mekhitaristi
dove viene prodotta una marmellata di petali di rose dagli stessi monaci.

***Croce di pietra armena. 

****Omaggio alla canzone di Otis Redding
(Sittin'on) the dock of the bay.

 
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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