Corre la discesa
seguita dall'acqua
sforzi senza applausi
passi benedetti
riccioli d'aria, erba fiorita
caramelle di zucchero
non siano etti
Fragranze e ciotoli
unici al sentire
scende la gioia
dalla calma all'impeto
trasporta quel suo unire
In fondo aspetta
il calesse per il suo servizio
il mancar di fiato aumenta
di tanto in tanto quel brutto vizio
profumo di torte e biscotti
adornano la sagra
che duri molto tempo
prima che arrivi il sole di Luglio
bruciando ogni cosa
al calor
suo tormento
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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In questa splendente giornata di sole
è germogliato il grano all'improvviso.

In questo mare giallo oro
che fluttua dolcemente all'alito di vento
risaltano qua e là papaveri
a disegnare proficue ed intense macchie
di rosso colore che si offrono al cielo
omaggio alla natura
che s'è risvegliata a nuova vita...

mi sorge un sogno all'improvviso
portato da bagliori gioiosi di pensieri
e intanto lo sguardo si perde
in questo mare ondeggiante

che domani donerà il suo seme abbondante.

Il rosso tramonto
pare voler abbracciare
quest'onda fluttuante
con un colore acceso d'amante...

profumo di terra smossa
appena bagnata
il vento smuove in una soave folata inebriante
come dono da inalare
a me che ammirata da tanta beltà
rimiro emozionata...


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Profilo Autore: Grace D  

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Non hai più il tuo centro,  
oh, mio unico Universo!
    Ogni i sostanza  si è disciolta nella relazione,
le identità non hanno approdo,
 e le inutili cerimonie dell’io.

Irripetibile,
mio unico Universo,
sei ormai quasi infrequentabile!
Si  dissolvono i significati
     e incontrollabili divengono i processi…

Come?
       La  via di fuga, l'agognato approdo?
  Urlo:
   La lotta!   La lotta!…

   Non vi è  niente di peggio
    di questa orribile decisione…funesta!
      Calunniatrice, avvelenata, dannosa
        di tutta l’ostilià contro la vita .

Non guardi bene  tu che m’assomigli?
Han preparato tutto
 i nuovi profeti del perire:
ovunque vedo  una sorta d’isteria,
l’attenzione alla rovina,
e quel raro uomo che parla di avvenire
è  forse  cattivo o quasi stolto…

Urlo:
….Ecrasez  l’infame!
 





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Profilo Autore: Hera  

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Sò ll'acqua ca leva 'a sete e sciacqua sanghe malato.
So' ll'acqua ca te bive quanno nun sì ancora nato.
So' sporca si sto' appantanata e 'ntosseco si so' 'nquinata.


So' chella ca scenne 'a cielo e addò nuote ll'estate
So' duttile, plasmabile e sempe mm'adatto.
Me piglio tutte 'e fforme e traso e ghiesco a dinto 'e bbuatte.


Te lavo, te purifico e levo macchie 'e sudore.

Pulezze 'ndumente ca 'mprufummano 'e lavoro.
Dinto 'e mmente criative addevento acqua surgiva.


So' fforte, putente trasparente e primmitiva.

Alluvione, esondazione mme fanno faticà.
Songo talmente chiena ca me sento 'e 
'nfraceta'!


Vulesse regnere sempe cundutture e cisterne.

Là mme 'nfezzasso e desse 'a bere pe ll'eterno.
'Nvece abboffo puzze addo' nun ce stà capienza,


dongo a bbevere mente povere e prive 'e cunuscenza.

'O posto 'e dissetà chi tene sete e s'è assiccato,

votto acqua dint''e tterre ca stanne già annacquate.

So' ssete 'e sapienza, pe chi tene 'na cuscienza,

però disseto pure chi tracanna onniputenza!
L'acqua e' necessaria e 'nce ne vò overo tanta,


ma fosse assaje chiù bello, sì bevesseme tutte quante!


Traduzione


L'acqua

Sono l'acqua che ti disseta e sciacqua sangue malato.

Sono l'acqua che bevi quando non sei ancora nato.

Sono sporca se sono impantanata e intossico se sono inquinata.

Sono quella che scende da cielo e dove nuoti d'estate.

Sono duttile, plasmabile e sempre mi adatto.

Prendo tutte le forme ed entro ed esco dalle buatte.

Lavo, purifico e tolgo macchie di sudore.

Pulisco indumenti che profumano di lavoro.

Nelle menti creative divento acqua sorgiva.

Sono forte, potente, trasparente e primitiva.

Alluvione,esondazioni mi fanno lavorare.

Sono talmente piena che mi sento infracidire.

Vorrei sempre colmare condutture e cisterne.

M'infilerei lì e darei a bere in eterno.

Invece riempio pozzi dove non c'è capienza,

dando a bere menti povere e prive di conoscenza.

Anziché dissetare chi ha sete e si è seccato,

vado ad irrigare terre già annaffiate.

Sono sete di sapienza per chi ha una coscienza,

però disseto pure chi tracanna onnipotenza.

L'acqua è necessaria e ce ne vuole davvero tanta,

ma sarebbe molto meglio se bevessimo tutti quanti.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Lascia ch’io insegua sul finire la tregua
la voce allevata a sognare fragili tempeste
per illuminare l’inquietudine del vivere
con la malia di colorare l’assoluto corso
imbastito di sogni precari d’un pensiero imploso
immagini allevate alla deriva dal buio intimo
cullante accidenti covati lungo il percorso.
Lascia ch’io faccia male la somma e la culli
di parole amate nella solitudine del gioco
nostalgiche rincorse di smorfie grottesche
dall’inchiostro infuso di scrittura
all’alba dell’occhio nuovo.
E che il compreso sia un tempo infinito
allevato di dolcezza nell’incerta e sorda incompiuta mestizia
d’un aquilone che nel cielo liberatosi dal filo
di certo non si cura dove andrà a finire
perso nel profondo etereo infinito volo
fluttuando lieve, come piuma senza memoria.
Lascia, infine, amore ch’io insegua ossessiva
il mio destino di scultura incompiuta
il soffio tenue d’un’anima smarrita
lungo pendii pietosi dell’io
lungo pelle inarcata da fanciullesca passione
a cercare nella sabbia il tesoro più grande,
la mia sola ragione: l’illusione.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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M’hai invitato a venì a vedè

er calcio alla tv su da te.

Io nun volevo famme giudicare

quanno ‘n pallone vedo rotolare,

perché so ‘nartro omo quanno tifo,

so l’ombra de un umano, faccio schifo!

M’accoji sur divano e attorno a me

piazzi li stuzzichini e un po’ de the,

me pare quasi d’essere in tribuna

de cui nun ho dimestichezza arcuna

Accendi la tv a schermo nero.

granne come…un cimitero intero.

Me fai senti come un gran pascià

me trovo a dì : che cosa ce sto a fa !

Abituato ar mio vecchio mobilio,

me sento come er papa ar gran consijio !

Te siedi cor tuo garbo accanto a me,

indossi er tricolore come un collier.

E mo che la partita è iniziata

te strigni a me, sei quasi impaurita.

Io lo sono forse più de te,

t’abbraccio e nun domandà perché.

‘Na vita ce sta sempre quarche cosa

che pe scacciarne n’artra è più ‘mperiosa.

Comincio a stringette ed arrivamo ar dunque,

a partita può aspettà e poi comunque….

“Amò, me dici, stanotte cosa famo ?”

“ ‘A rivincita amò, chi ce trovamo !”
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Profilo Autore: Bronson  

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C'è il vento oggi, 
che parte distante
dal luogo del tempo,
e porta una lieve carezza
rinchiusa tra pagine scritte.
Riemerge,
tra nebbioline di giorni
e velati pensieri,
tenendo per mano
un ricordo lontano.
Rimane il sorriso
e il rumore di un'onda,
che rinsacca la riva,
e resta un'impronta
sulle sponde di un lago.
C'è il vento oggi,
seduto su quella panchina,
solitario, leggero e in silenzio.
C'è il vento oggi...
e quella carezza
nel luogo del tempo.
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Profilo Autore: Juli Moranduzzo  

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Mé sale le scale Signùr,
'if salìde a pò Ó
per nà söl Monte Calvario.


Accette lunghissime cadranno sulle passerelle 

in una veste d'oboe a dar segnale

che la cena è terminata. Cade già radendo il colle

a una nuca grigiastra il sole - così si chiama, lo sai? -

lo dicevano astro di vita e del centro dello spazio.


Io salgo le scale Signore,
le avete salite anche Voi
per andare sul Monte Calvario.




Risultati immagini per christo passerella lago iseo

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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Relativo
il decorso del tempo.
La memoria dei tuoi cari
fissa l'eternità.
La luce del Padre
riscalda di misericordia
fredde e nude ossa.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 240 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Scialuppe d’agosto

s’avviluppano di luce,

zebrano d’indaco i limoni,

carezzano orologi di sole.


Via lattea è la marea,

sfuma cristalli di sale,

sfama capricci di more,

sfibra riccioli d’amore.


Il borgo d’afa s’abbottona

come grappolo d’uva matura

ed i suoi vicoli son alveare,

amache di case disordinate.


Le finestre son petali d’orizzonte,

ferite di giorni, profumi e parole,

miele d’ebbrezza arruffa la pelle

ed ecco carezzar uno squarcio di sera.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1078 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 Un mondo invisibile,
nascosto, misterioso
vive nella nostra mente
accompagna la nostra esistenza
Sento nel profondo della  anima
l’armonia di quel mistero,
il pensiero di camminare e volare
su questa triste realtà quotidiana
la mia anima si libera del tempo
che irradia solo effimere illusioni
C’è un mondo diverso presente in noi
Un mondo di luce ,
di speranza di vero amore
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Profilo Autore: sossio  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

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Profilo Autore: sasha  

Questo autore ha pubblicato 264 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Per ogni ferita che io possa averti causato, ne ho causata una uguale a me stessa. Perciò ti prego, non volermene. Sono un essere incompiuto, ben più di quanto tu creda.
Haruki Murakami (da Tokyo blues)

Come una signora alla finestra
panorama incompiuto il suo cuore,
disinganna i desideri di profondità disciolte
nella notte della storia sotto la magrezza del tempo.
Liquida gorgoglia l’ego sulle cicatrici dei sensi
riflessi ondeggianti miraggi d’orizzonti trasognati
schegge su cui tessere febbrilmente lacrime di stelle
lasciandosi inondare oceano sinfonico di stupore
col caldo bacio del divino sulla carne diluita di fede
nell’umano calpestio d’istanti tonanti
animaleschi richiami vitali di dolorosa furia.
Lontano alla fine dell’arcobaleno c'è sempre stato lui
stretto al suo ricordo di quando lentamente le leggeva dentro
spogliandola della difesa per soggiogare la sua paura
al pianto liberatorio nella delizia della resa.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

Questo autore ha pubblicato 442 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 

Spoglia dei miei orpelli l'anima
denuda il mio io
scandaglialo con delicatezza
come foglia danzante
e leggera all'alito di vento.

Io sarò radice
e assorbirò il tuo canto.
Sentirai la mia anima abbracciarti
trasmettendoti il mio puro sentimento.

Sentirai il rosso fuoco
che in essa arde
come tramonto in un cielo d'estate.

Ti parlerò dei miei sogni d'amore
che come ciliege rosse
invadono la mia mente
ed il mio cuore
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Profilo Autore: Grace D  

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Io abito qui …
… e terra dura è questa mia,
di roccia impervia e pioggia,
di vecchie strade e arretrate case.
Di luoghi agresti, di ruscelli,
 e centenari roveri.

E’ mite il cielo e le amene piantagioni,
che inquiete e desolate
le loro braccia alzano al cielo.

E qui che io abito!
In immensi azzurri mari,
in distese senza fine e ancora vergini.
Ed è qui che io mi anniento,
m’invento e mi reinvento.

Ho l’età della mia terra!
Porto i segni dei suoi miti
e dell’oscura prigionia.

Son di migliaia d’anni
e nessuno può conoscermi,
nessuno può vederne l’agonia
e l’estrema  lotta.

Oh, miei cari fratelli,
 andate,
     e dite alla mia terra
   che io sempre tornerò;
    che abito le mie radici!

Son sirena
in questo mare d’ogni tempo;
andate,
dite che perduro
e che mai io me ne andrò.

Abito qui
in catapecchie su cui girano lucertole,
su cui caldo batte il sole;

qui davanti al travagliato e saggio ulivo
che è immagine riflessa
d'morosa guerra
dei suoi volenterosi figli.

Oh, mia dolce terra!
Tu sei maledizione …e sei poesia!
  

 

 

 
 

 

 


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Profilo Autore: Hera  

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