A tutte le genti urlare vorrei
mestizia che il cuore affligge
in questa stagione di calura.
I boschi vigorosi
della terra mia più non vivono
dall'inferno i demoni
si sono liberati
danzando per l'intera isola sarda.
Il verde hanno mutato
in orribile fiamma
e l'ossigeno in veleno.
Agire vorrei
per arrestare l'abisso in terra
ma altro non posso
che gli Angeli invocare
per armonia reintegrare.
mestizia che il cuore affligge
in questa stagione di calura.
I boschi vigorosi
della terra mia più non vivono
dall'inferno i demoni
si sono liberati
danzando per l'intera isola sarda.
Il verde hanno mutato
in orribile fiamma
e l'ossigeno in veleno.
Agire vorrei
per arrestare l'abisso in terra
ma altro non posso
che gli Angeli invocare
per armonia reintegrare.
2 commenti
Nel colore antico e inquieto del crepuscolo,
scorgo falchi
che studiano la preda...
....l'ultimo volo di colombe, eccolo!
La guerra è pronta!
scorgo falchi
che studiano la preda...
....l'ultimo volo di colombe, eccolo!
La guerra è pronta!
Rimbombi e suoni di campane
treni su rotaie che collegano nazioni
pioggie violente, e torri di Babele.
Ali rotte d’aeroplani,
la notte contro il giorno,
l’uragano contro il sole.
La bomba, che disegna un cerchio nero,
e l’albero non ha più radici;
il cielo... è una piega nera!
Il serpente sibila:
chissà quanti esseri viventi
saran tirati fuori da quegli abissi!
Scenario autentico,
orrbile giardino di enormi fiori neri
Scenario autentico,
orrbile giardino di enormi fiori neri
e ricordi ormai segreti …
… arde solo la brace!
L'ultimo volo di colombe. Eccolo!
E' il crepuscolo
e sento le mie mani vuote,
il suono dolce e infranto di antico flauto...
...arde solo la brace!
...
L'ultimo volo di colombe. Eccolo!
E' il crepuscolo
e sento le mie mani vuote,
il suono dolce e infranto di antico flauto...
...arde solo la brace!
...

Quella Domenica mattina
arrivai da te,
dormivi...
Forse costretta dai calmanti.
Quando apristi gli occhi...
Avrei voluto
non essere li,
avrei voluto vederti
come molti anni fa,
in cucina
a deliziarci
con i tuoi soliti manicaretti.
E' triste
non riconoscere
più i tuoi figli.
E' triste
sentire le tue imprecazioni,
tu che sei sempre stata
molto educata e religiosa.
E' terribile...
Quel mostro
ti ha tolto la serenità, la felicità,
ti ha tolto anche la dignità.
Non dovrebbero esistere
queste sofferenze.
Non dovrebbe esistere
questa malattia.
E triste vederti cosi
non sei più tu,
quel mostro
ti ha tolto la capacità di ragionare,
ti ha tolto l’anima.
E triste vederti cosi
molto triste...
DEDICA AD UNA DONNA CHE GLI DEVO MOLTO...MOLTISSIMO, COLPITA DA UNA BRUTTISSIMA MALATTIA, HO QUASI PAURA A PRONUNCIARE IL NOME DELLA MALATTIA, ALZHEIMER...
GRAZIE ANGELA, TI SARO' GRATA PER TUTTA LA VITA...
arrivai da te,
dormivi...
Forse costretta dai calmanti.
Quando apristi gli occhi...
Avrei voluto
non essere li,
avrei voluto vederti
come molti anni fa,
in cucina
a deliziarci
con i tuoi soliti manicaretti.
E' triste
non riconoscere
più i tuoi figli.
E' triste
sentire le tue imprecazioni,
tu che sei sempre stata
molto educata e religiosa.
E' terribile...
Quel mostro
ti ha tolto la serenità, la felicità,
ti ha tolto anche la dignità.
Non dovrebbero esistere
queste sofferenze.
Non dovrebbe esistere
questa malattia.
E triste vederti cosi
non sei più tu,
quel mostro
ti ha tolto la capacità di ragionare,
ti ha tolto l’anima.
E triste vederti cosi
molto triste...
DEDICA AD UNA DONNA CHE GLI DEVO MOLTO...MOLTISSIMO, COLPITA DA UNA BRUTTISSIMA MALATTIA, HO QUASI PAURA A PRONUNCIARE IL NOME DELLA MALATTIA, ALZHEIMER...
GRAZIE ANGELA, TI SARO' GRATA PER TUTTA LA VITA...
Doglia non mi reca il pensier di quel tempo,
d’ogni ricordo mortal giaciglio
e del dolor muto lamento;
voce ch’ebbero, di fatto non avranno
né il patir né la gioia,
qual vita che mai vide luce.
Altro è il pensier che mi strugge
da codardo uomo e vile:
per le pene dell’anima lenir
ed accogliere il tempo che morte prelude,
qual impavida fonte a me darà l’ardir?
d’ogni ricordo mortal giaciglio
e del dolor muto lamento;
voce ch’ebbero, di fatto non avranno
né il patir né la gioia,
qual vita che mai vide luce.
Altro è il pensier che mi strugge
da codardo uomo e vile:
per le pene dell’anima lenir
ed accogliere il tempo che morte prelude,
qual impavida fonte a me darà l’ardir?
Non lo avrei mai detto,
e non lo avrebbero mai detto
neppure le lucide perle nere
del tuo secondo matrimonio,
quello meno movimentato.
Evidentemente, per me,
un pugno di zucchero
e due di caffè
possono
bastare
ad allungare
di un altro giorno
questa vaga tristezza.
Ma per te, che non mi guardi
perché sono più povero dei poveri
e più in là delle tue cinque caste,
esistere non dovrebbe certo
essere la scelta sbagliata.
Comunque, lo ammetto,
lo spero ancora d'esser toccato
da qualcosa che non sia mediocrità
o la dura suola della tua lingua a ciabatta.
In Danimarca
tra teschi vento spille
e un po' di magia
la musica era come l'acqua
quei ragazzi correvano veloci
volevano carezzare l'aria
da sempre
aspettavano i fulmini
per abbracciarsi
In alto a cambiar nome alle stelle
le rune incise
c'era un suono per tutto
non si tornava indietro
da quando le voci
imploravano ascolto
I letti d'erba le case di neve
tra baci e sguardi
non era più amore
erano convinti neanche Dio
li poteva fermare
nessuna promessa
in nessuna dimensione !
Lei ...
da tempo poggiava le mani
sul volto
quella vecchia melodia
la voleva trovare
tra il dissolversi delle immagini
e la fine della scena rubata!
Tornava d'incanto
settembre
da qualche parte
era di nuovo con lei
tra caos ed armonia
il grano era luce
La ragazza che aveva perso
senza alcuna differenza
risplendeva ancora
dei colori piu lievi !
tra teschi vento spille
e un po' di magia
la musica era come l'acqua
quei ragazzi correvano veloci
volevano carezzare l'aria
da sempre
aspettavano i fulmini
per abbracciarsi
In alto a cambiar nome alle stelle
le rune incise
c'era un suono per tutto
non si tornava indietro
da quando le voci
imploravano ascolto
I letti d'erba le case di neve
tra baci e sguardi
non era più amore
erano convinti neanche Dio
li poteva fermare
nessuna promessa
in nessuna dimensione !
Lei ...
da tempo poggiava le mani
sul volto
quella vecchia melodia
la voleva trovare
tra il dissolversi delle immagini
e la fine della scena rubata!
Tornava d'incanto
settembre
da qualche parte
era di nuovo con lei
tra caos ed armonia
il grano era luce
La ragazza che aveva perso
senza alcuna differenza
risplendeva ancora
dei colori piu lievi !
Melodia il cantare,
notte d'argento
il tuo cullare,
soave riflessi
avvertire, la brezza
leggera il dormire,
altalena d'organza drappeggi
il tuo broccato vestire,
fatata notte in sogno
le stelle cadenti
inseguire, nostalgica
luna dormiente,
incalzi vitale
meta d'Oriente,
danzare beata tra
nuvole rosa,
ammantare silente
l' essenza preziosa
cuore ghiacciato,
nel limpido lago
al chiarore dell' alba
specchiato.
Nelle mie primavere
petali di rose rosse
sparsi sui passi.
Nell’immenso di ogni cosa
colorate farfalle
olezzano voli brillanti.
Un cielo vanitoso di rondini
arpeggia le sue sfumature
via via
terso e caldo
frantumando l’estate
in specchi di vita.
Evapora la notte
terso e caldo
frantumando l’estate
in specchi di vita.
Evapora la notte
affamata
mangio a piccoli morsi l’alba
mangio a piccoli morsi l’alba
il sole spande il suo merletto sul mare
tremula di colori
assaporo quella soave creatura
e mi sento leggera
fra le tende.
fra le tende.
Ho bisogno di sentire la tua voce
nel vento che soffia.
Ho bisogno di sentire
il tuo respiro sulla mia pelle.
Ho bisogno
del tuo tocco magico.
Ho bisogno di guardare i tuoi occhi
che parlano al tuo posto.
Il cielo coperto di stelle, come le nostri
notti insieme a spiare il nostro amore.
Cerco una voce nel cielo
che annunci il tuo arrivo.
Sono qua ad attendere
le tue carezze, i tuoi baci su di me.
Sono pronta a ricominciare
finchè la vita non ci separi ancora.
Questo tramonto
è nostro.
Non senti
il cielo ci parla...

E meno male che ce sta er pensiero
a ricordamme che t’amo davero,
ma l’anima, ‘o so, non more mai,
te penso sempre a scanso de li guai !
Sei tu la mia Primula rossa
che appari poi scompari in una mossa,
e io rimango qui ad aspettare
e nun me resta altro che pensare.
Semo sicuri che anche tu me pensi
quanno svanisci pe li cieli immensi,
tanto da nun potè manco mannà
‘n Sms pe famme consolà ?
Che me ne faccio dell’anima e er pensiero
si devo rinunziare a cor leggero,
de ascoltà ‘na singola parola
da te, cui inesorabilmente vola ?
Niente de che, nun stà a fa l’ombrosa,
a me lo sai me piaci in ogni posa,
si ho da stare zitto ed abbozzà
manco un fiato da me ne uscirà.
Mettemola come piace a te
Io te penso e penso anche a me !
a ricordamme che t’amo davero,
ma l’anima, ‘o so, non more mai,
te penso sempre a scanso de li guai !
Sei tu la mia Primula rossa
che appari poi scompari in una mossa,
e io rimango qui ad aspettare
e nun me resta altro che pensare.
Semo sicuri che anche tu me pensi
quanno svanisci pe li cieli immensi,
tanto da nun potè manco mannà
‘n Sms pe famme consolà ?
Che me ne faccio dell’anima e er pensiero
si devo rinunziare a cor leggero,
de ascoltà ‘na singola parola
da te, cui inesorabilmente vola ?
Niente de che, nun stà a fa l’ombrosa,
a me lo sai me piaci in ogni posa,
si ho da stare zitto ed abbozzà
manco un fiato da me ne uscirà.
Mettemola come piace a te
Io te penso e penso anche a me !
Ingranaggi rumorosi
nei congegni meccanici
della nuova società;
Accesori degli accessori
dell’umana inventività tecnica
di questa attuale pagliacciata…
….questo siamo!
Ingenti, umane,somme d’interiorità
dissipate, perse, nell’inutile ricchezza.
Ma ditemi,
dove stà il profitto
se non sappiamo più respirar liberamente?
Discorrere, sempre discorrere
del salire e scendere di potenza del denaro,
essere pronti ad esso…sempre!
Mio Dio!
Non è forse meglio migrare
per le selvagge e fresche contrade
dell’intero mondo,
perir guadagnar se stessi?
Intraprendere la via dell’avventura
affinchè abbia fine
qualsiasi servile condizione?
Non sarebbe il caso di rifondar …Nuovo Partito?
…Noi , la Nuova Classe Impossibile!


Oggi
mi son visto in mio padre:
ome faceva lui,
ho afferrato la bottiglia per il collo,
il Lambrusco m’ha guardato e m’ha sorriso,
non bevo;
mia moglie m’ha fissato in viso
con un gesto brusco.
Ma mio padre se l’accarezzava,
la guardava fisso,
se ne versava un goccio
e un goccio ancora
intanto la ministra si freddava.
mi son visto in mio padre:
ome faceva lui,
ho afferrato la bottiglia per il collo,
il Lambrusco m’ha guardato e m’ha sorriso,
non bevo;
mia moglie m’ha fissato in viso
con un gesto brusco.
Ma mio padre se l’accarezzava,
la guardava fisso,
se ne versava un goccio
e un goccio ancora
intanto la ministra si freddava.
Nelle ombre della notte insonne
speranze percuotono attimi
e il bocciolo
vulnerabile e giovane
che giace nel giardino
di chi ama e patisce
esso solitario e impassibile,nasce.
Inchiostro nell'anima
scrive nell'oscurità
parole silenziose
di un primordiale desiderio
che scuote la quiete
tra pensieri e l'indefinibile.
dove l'essenza di me
si cela,
nei sogni che scostano
nuvole da un cielo
che può essere osservato
solo con amore.
speranze percuotono attimi
e il bocciolo
vulnerabile e giovane
che giace nel giardino
di chi ama e patisce
esso solitario e impassibile,nasce.
Inchiostro nell'anima
scrive nell'oscurità
parole silenziose
di un primordiale desiderio
che scuote la quiete
tra pensieri e l'indefinibile.
dove l'essenza di me
si cela,
nei sogni che scostano
nuvole da un cielo
che può essere osservato
solo con amore.
Dalla superficie di ciottoli
lontani ormai da acqua e correnti
desiderose di sgorgare, posso alla fine guardare
il movimento impercettibile di una cavolaia,
forse bianca, forse gialla.
Prega quasi ad ali giunte i bricioli
di pane, sulla tavola vecchia bagnata di birra.
Ma
Ma
ci si alza poi per forza dalla panca,
ci chiama il nascituro tempo
del fuggire avanti
e del lasciare per sempre
gli angeli incontrati.

Coralli di ghiaccio
aggraziano d’autunno le foglie
e dentro me è inverno
ed un selciato di muschio di sole
corteggia pigmenti di colore.
I tuoi occhi rischiarano
solitari aquiloni del mio cuore
e dentro me è inverno
ed una carezza di galassie d’echi lontani
odo germinar come luce fra i sassi.
Colleziono il respiro dei giorni,
l’anima s’accenta di baci e corolle
e dentro me è inverno
ed una laguna stordita d’orizzonte
scheggia le mie scarpe tinte d’ombre.
Rododendri di luna
son lacrime scucite dai tetti
e dentro me è inverno
e brina d’altalena fra i sogni risplende
nell’allitterar di sangue di vita fluente.
aggraziano d’autunno le foglie
e dentro me è inverno
ed un selciato di muschio di sole
corteggia pigmenti di colore.
I tuoi occhi rischiarano
solitari aquiloni del mio cuore
e dentro me è inverno
ed una carezza di galassie d’echi lontani
odo germinar come luce fra i sassi.
Colleziono il respiro dei giorni,
l’anima s’accenta di baci e corolle
e dentro me è inverno
ed una laguna stordita d’orizzonte
scheggia le mie scarpe tinte d’ombre.
Rododendri di luna
son lacrime scucite dai tetti
e dentro me è inverno
e brina d’altalena fra i sogni risplende
nell’allitterar di sangue di vita fluente.












