Sì, hai proprio ragione,
sono un'opera difettosa!
Ma non ci posso far niente
perché sono uscita da una fabbrica
anch'essa difettosa.
Sono difettosa quando a stento
riesco a perdonare.
Sono difettosa quando la mattina
non riesco a svegliarmi.
Sono difettosa quando faccio mille progetti
ma non ne porto a termine neppure mezzo.
Sono difettosa quando esigo
un po' di attenzioni.
Sono difettosa quando parlo troppo.
Sono difettosa quando non porto fuori il cane.
Sono difettosa quando non ti cucino la pasta al dente
proprio come la vuoi tu.
E sono una macchina difettosa
quando da sola io, non mi basto,
non riesco proprio a stare.
Ho bisogno di te
che sai darmi
sempre un'aggiustatina
qua e là
quando serve.
Tu, essere, perfetto, o quasi?!
sono un'opera difettosa!
Ma non ci posso far niente
perché sono uscita da una fabbrica
anch'essa difettosa.
Sono difettosa quando a stento
riesco a perdonare.
Sono difettosa quando la mattina
non riesco a svegliarmi.
Sono difettosa quando faccio mille progetti
ma non ne porto a termine neppure mezzo.
Sono difettosa quando esigo
un po' di attenzioni.
Sono difettosa quando parlo troppo.
Sono difettosa quando non porto fuori il cane.
Sono difettosa quando non ti cucino la pasta al dente
proprio come la vuoi tu.
E sono una macchina difettosa
quando da sola io, non mi basto,
non riesco proprio a stare.
Ho bisogno di te
che sai darmi
sempre un'aggiustatina
qua e là
quando serve.
Tu, essere, perfetto, o quasi?!
6 commenti
Una trasfusione di cielo
s’ammanta d’acquitrino di foglie,
s’inalbera fra zampilli di vicoli e parole,
s’incamicia di grappoli di sole.
La scogliera lacrima petali di giglio,
inzucchera rovente mosto di nuvole,
confettura d’onda s’incapriccia di rondine.
L’arteria di settembre s’incipria di muschio,
rosseggia cravatte d’acquazzone lunare,
bacia un veliero di piume dal vento luccicate.
s’ammanta d’acquitrino di foglie,
s’inalbera fra zampilli di vicoli e parole,
s’incamicia di grappoli di sole.
La scogliera lacrima petali di giglio,
inzucchera rovente mosto di nuvole,
confettura d’onda s’incapriccia di rondine.
L’arteria di settembre s’incipria di muschio,
rosseggia cravatte d’acquazzone lunare,
bacia un veliero di piume dal vento luccicate.
Il tempo culla memorie, rincuora i domani
Si diverte a giocare con occhi di bambola
a mosca cieca con il fato, come in una favola.
Apro le vele al vento dell’età felice
tra i rimproveri disordinati di stoffa
il lettino contro il muro
dove colorare storie di bambina
e disegni lasciati tra i gessi.
Un brivido antico sbuccia la pelle.
Scalza sopra il tetto guardo le stelle
chiudo gelosa il mio mondo a chiave
Si diverte a giocare con occhi di bambola
a mosca cieca con il fato, come in una favola.
Apro le vele al vento dell’età felice
tra i rimproveri disordinati di stoffa
il lettino contro il muro
dove colorare storie di bambina
e disegni lasciati tra i gessi.
Un brivido antico sbuccia la pelle.
Scalza sopra il tetto guardo le stelle
chiudo gelosa il mio mondo a chiave
per reinventare nel sogno il pianto.
Ho la febbre dentro la carezza
lasciata da mamma sul comodino
e stringo forte nel cuore la magia
il mio mondo che muore lì vicino.
M’invento un’ala smarrita
fino all’ultima stella ,
simile a una danza, leggera
tocco delicato di zefiro d’anima.
Lancio nel vuoto ad occhi chiusi
la tenerezza nel cuore
come monetina che decide la sconfitta o la vittoria.
Coloro di respiro l’oceano in me, soffio e brezza.
Non temo l’amore e la vita
frammenti di specchio ognuno fiorito
in brocche scheggiate di dolore e infinito.
Ho la febbre dentro la carezza
lasciata da mamma sul comodino
e stringo forte nel cuore la magia
il mio mondo che muore lì vicino.
M’invento un’ala smarrita
fino all’ultima stella ,
simile a una danza, leggera
tocco delicato di zefiro d’anima.
Lancio nel vuoto ad occhi chiusi
la tenerezza nel cuore
come monetina che decide la sconfitta o la vittoria.
Coloro di respiro l’oceano in me, soffio e brezza.
Non temo l’amore e la vita
frammenti di specchio ognuno fiorito
in brocche scheggiate di dolore e infinito.
Ancora per l'amore e nell'amore,
mi avvolgo e taccio,
inebriata da un suo proferir di parola,
accolta nel giglio del suo cuore, che a me pare puro.
eppur mi colgo in meditazione assorta, mentre la notte sussurra i suoi lamenti,
o notte ingannevole, fa ch'io possa udire il tuo rantolo di dolore, che il tuo declinar sia implacabile,
tu che mestamente induci a dubitar del candore di un giglio,
che la luce del giorno possa sollevarti dagli inganni che induci in cuori timorosi;
notte perdona l'impudenza della chiarezza e l'ottusità di una voce stanca che ora può finalmente tacere.
mi avvolgo e taccio,
inebriata da un suo proferir di parola,
accolta nel giglio del suo cuore, che a me pare puro.
eppur mi colgo in meditazione assorta, mentre la notte sussurra i suoi lamenti,
o notte ingannevole, fa ch'io possa udire il tuo rantolo di dolore, che il tuo declinar sia implacabile,
tu che mestamente induci a dubitar del candore di un giglio,
che la luce del giorno possa sollevarti dagli inganni che induci in cuori timorosi;
notte perdona l'impudenza della chiarezza e l'ottusità di una voce stanca che ora può finalmente tacere.
Che sgradevole e amara sensazione, di inaccettabile e impotente sconfitta si prova, quando si va incontro ad un irrefrenabile, scontato declino fisico. Tu che ami correre e partecipare. Tu che non ti ritrovi in quel corpo che rallenta e cerchi di mantenere un passo svelto, ma vacilli perchè la sola volontà non basta. Tu che, guardandoti allo specchio, speri di ritrovare, in quel volto spento e pieno di grinzose pieghe, attuali narrazioni e baldanzose vicende. Tu che non osi più gridare e riflettendo, peschi nell'archivio dei ricordi un po' del tuo glorioso passato. Quanto rammenti di ieri? Quel tanto che basta per rivivere di nostalgia. Foto, diari e frammenti di passato, compongono un puzzle con qualche tassello mancante, ma pur sentendoti incompleto, ti accontenti. Poi sorridi e vivi un oggi intenso, sperando che il domani rallenti un po' la sua corsa...
Quanta cose te sape di 'na capa janca,
ca p'uòcchje tene duje lummine stanche.
Parla 'e oggi, dimane. Mmaje d''o futuro.
S' accummoglja pe sta' sempe ô ssicuro.
Te spiega pe te da' cocche lezzione.
'Nun tene tantu genio, nè 'mbizione.
Lle piace essere pensata e accarizzata.
Curresse si 'nun ll'ammancasse 'o ciato.
E' n'immaggina sculurita, da 'o tiempo,
cu 'a barba ca 'lle 'ncurnicia 'o mento.
A vvalle scenne n'eco purtatore
E' 'nna vocia abbrucata ca conta ore.
E' 'nu rilorgio 'nvicchiato pe ll'età.
'Ntanto ogni anno passa e và.
Djmane te guarda furastiero.
Se chiede si t'ha ncuntrato ajere!
Nun putenno parla' e "che sarrà?"
Speranzuso và guardanne ccà e llà.
Cunvinto ca nn'atu ghjuorno ce starrà,
ce spera ancora e continua a aspetta'.
Quanta cose te sape di 'na capa janca,
ca p'uòcchje tene duje lummine stanche.
Parla 'e oggi, dimane. Mmaje d''o futuro.
S' accummoglja pe sta' sempe ô ssicuro.
Te spiega pe te da' cocche lezzione.
'Nun tene tantu genio, nè 'mbizione.
Lle piace essere pensata e accarizzata.
Curresse si 'nun ll'ammancasse 'o ciato.
E' n'immaggina sculurita, da 'o tiempo,
cu 'a barba ca 'lle 'ncurnicia 'o mento.
A vvalle scenne n'eco purtatore
E' 'nna vocia abbrucata ca conta ore.
E' 'nu rilorgio 'nvicchiato pe ll'età.
'Ntanto ogni anno passa e và.
Djmane te guarda furastiero.
Se chiede si t'ha ncuntrato ajere!
Nun putenno parla' e "che sarrà?"
Speranzuso và guardanne ccà e llà.
Cunvinto ca nn'atu ghjuorno ce starrà,
ce spera ancora e continua a aspetta'.
Sei un Delirio
una voce impazzita
Sei un Delirio
che inebria la mia vita
Mi devssti
che sei una bomba
Ti vedo
anche dentro un' ombra
e divento fragile
prendi le mie mani che sudano di te
facciamo un viaggio nel sogno più bello che c'è .
Sei un Delirio
che rompe lo scoglio
Sei un Delirio
che sempre voglio
Centri
le mie più calde ossessioni
Muovi
la più forte delle mie passioni
e divento impaziente
poggia quella ciliega sulla mia pelle
facciamo l'amore sotto un giardino di stelle
una voce impazzita
Sei un Delirio
che inebria la mia vita
Mi devssti
che sei una bomba
Ti vedo
anche dentro un' ombra
e divento fragile
prendi le mie mani che sudano di te
facciamo un viaggio nel sogno più bello che c'è .
Sei un Delirio
che rompe lo scoglio
Sei un Delirio
che sempre voglio
Centri
le mie più calde ossessioni
Muovi
la più forte delle mie passioni
e divento impaziente
poggia quella ciliega sulla mia pelle
facciamo l'amore sotto un giardino di stelle
Sazio della realtà che lo circonda,
il Sognatore cavalca l'onda
della sua fantasia
Consapevole che è pura utopia
tutto ciò che immagina,
segue comunque la sua via,
essendo l'unica che lo affascina
Nonostante ingoi bocconi amari
al ritorno dall'ennesimo viaggio,
si rituffa nel mondo,
anche se fatica a stare a galla
quaggiù,
dove ci vuole molto coraggio
a legarsi ad un miraggio
Il Sognatore è fragile,
ma abile
nel suo mestiere,
riprodurre ogni suo volere,
questo è il suo grande potere
Il Sognatore è riservato,
non gli importa di essere apprezzato,
nemmeno riverito,
vuole solo essere capito
il Sognatore cavalca l'onda
della sua fantasia
Consapevole che è pura utopia
tutto ciò che immagina,
segue comunque la sua via,
essendo l'unica che lo affascina
Nonostante ingoi bocconi amari
al ritorno dall'ennesimo viaggio,
si rituffa nel mondo,
anche se fatica a stare a galla
quaggiù,
dove ci vuole molto coraggio
a legarsi ad un miraggio
Il Sognatore è fragile,
ma abile
nel suo mestiere,
riprodurre ogni suo volere,
questo è il suo grande potere
Il Sognatore è riservato,
non gli importa di essere apprezzato,
nemmeno riverito,
vuole solo essere capito
Non muore il pianto se scendendo da occhi affranti,
si trasforma in rose profumate e colorati papaveri.
Non luccicano invano stille azzurre negli occhi,
se compongono allegre sinfonie assieme ai ruscelli.
Non sono inutili le lacrime se producono ridenti emozioni.
Si rallegrano le pareti attorno al mondo,
quando trasudano gocce di esultante sensibilità.
si trasforma in rose profumate e colorati papaveri.
Non luccicano invano stille azzurre negli occhi,
se compongono allegre sinfonie assieme ai ruscelli.
Non sono inutili le lacrime se producono ridenti emozioni.
Si rallegrano le pareti attorno al mondo,
quando trasudano gocce di esultante sensibilità.
I cortei…i cortei!
Gli slogan!
Ci somigliavamo tutti ,
volavamo alto, senza mai toccare il suolo.
Scintillavano gli occhiali,
in mezzo ai fiori,
migliaia di schiene, e di scapole,
di nuche, di occhi che sussultavano.
Pensa, eravamo senza noia
e non avevamo fame!
La lotta era continua ,
la nostra danza intorno al fuoco
Nostalgy?
Oh, generazione di dormienti ,
non sarebbe più saggio ridestarsi?
Il mondo...
non è già accaduto!
non è già accaduto!
Il nostro,
è un essere in errore.
è un essere in errore.
Non esiste un assoluto inizio,
ma un assoluto... Ricominciare!

ma un assoluto... Ricominciare!

Caramelle di sabbia affaccendavano
l’equatore d’un sisma di conchiglie
ed un solaio d’organza nevicava
come batuffolo di pioggia frazionata
ed uno chignon di marea lacrimava
come raggio di luna arruffato da un fiore.
Ed il canneto mordeva l’orizzonte
come lapislazzuli ricamati d’argento,
solleticava coriandoli di porpora di cielo
e l’anima fu arcobaleno di mille galassie,
pergamena infinitesimale d’un bacio d’estate.
l’equatore d’un sisma di conchiglie
ed un solaio d’organza nevicava
come batuffolo di pioggia frazionata
ed uno chignon di marea lacrimava
come raggio di luna arruffato da un fiore.
Ed il canneto mordeva l’orizzonte
come lapislazzuli ricamati d’argento,
solleticava coriandoli di porpora di cielo
e l’anima fu arcobaleno di mille galassie,
pergamena infinitesimale d’un bacio d’estate.
Piccola grande stanza
d'emozioni m'ammanta
col rimando di tutte quelle allegorie
dipinte sulla volta e alle pareti.
Giro gli occhi ed ovunque vedo
scene d'amore sensuale,
mi suggestionano gli occhi
e mi riempiono l'anima
di richiami vagheggianti d'antiche voci
d'amori ancillari libidinosi
in pose flessuose
che espongono corpi formosi.
Persa nell'universo
di quel soliloquio d'anime denudate
mi sento smarrita ma aderente ad altra vita...
I miei sogni più belli dormono
sotto l'ombra delle mie ciglia,
hanno la dolce inclinazione d'ali bianche delicate
volteggianti in un azzurro cielo
e la levità di una farfalla che vola di fiore in fiore
e dona la carezza del suo tocco magico
ad illanguidire il cuore.
Così io sogno l'amore...
Vorrei fosse la natura,
quella del tuo cuore
che superlativamente
dipingi sulla tela con passione,
a proferir parole oggi per te.
Vorrei poter essere nuvola d’argento
che spinta alta dal vento
intrecciasse sui tuoi anni
tredici rose d’un rosa gentile
quale augurio di perenne amicizia.
Vorrei poter far piovere
stamane col sole di giugno
non acqua semplice di fonte
bensì mille sfavillanti stelle
che baciati dai caldi raggi,
potessero posarsi e farne
diadema tra i tuoi neri capelli
diadema tra i tuoi neri capelli
e dolci baci sulle guance
di gitana bellezza.
Vorrei affidar i miei semplici versi
all’usignolo dalla singolare melodia,
potesse lui cantare al posto mio
i miei versi d’auguri per te.
(Buon Compleanno Cate)
(Buon Compleanno Cate)

Tu la consapevolezza...
tu è la tua spinta di ottimismo
sempre al massimo...
tu e i colori della vita...
anche se distanti
siamo entrati in feeling perfetto
piano piano
ed è cosi
che sono passati anni
questa amicizia
è stabilità
quando tutto crolla
ci sei tu...
a rimettere i pezzi al posto giusto
come un puzzle
con la tua mancanza
a volte è incolmabile
e a volte è
come averti accanto
quasi a sentire
la tua mano sulla mia spalla
ed è cosi
che le emozioni si amplificano
sempre di più
ed è cosi che capisci
senza tante parole
che nella vita
nulla è impossibile
come quel giorno
che guarderemo
un tramonto insieme
in riva al mare.
BUON COMPLEANNO ALL'AMICA PIU' SPECIALE CATERINA, TANTI AUGURI, MAGARI UN GIORNO LO FESTEGGEREMO INSIEME, AUGURI.
tu è la tua spinta di ottimismo
sempre al massimo...
tu e i colori della vita...
anche se distanti
siamo entrati in feeling perfetto
piano piano
ed è cosi
che sono passati anni
questa amicizia
è stabilità
quando tutto crolla
ci sei tu...
a rimettere i pezzi al posto giusto
come un puzzle
con la tua mancanza
a volte è incolmabile
e a volte è
come averti accanto
quasi a sentire
la tua mano sulla mia spalla
ed è cosi
che le emozioni si amplificano
sempre di più
ed è cosi che capisci
senza tante parole
che nella vita
nulla è impossibile
come quel giorno
che guarderemo
un tramonto insieme
in riva al mare.
BUON COMPLEANNO ALL'AMICA PIU' SPECIALE CATERINA, TANTI AUGURI, MAGARI UN GIORNO LO FESTEGGEREMO INSIEME, AUGURI.
Quarantasette anni
e ho occhi curiosi di una bimba
che impasta e ingoia
venti leggiadri di vaniglia.
Tutto prende sapore
nei viaggi leggeri del cuore.
Fondali marini di carta bianca
essenza e balsamo per i miei sensi.
Tutto si dilata.
Un'isola eterea mi appare stropicciata...
Mi fermo e colgo uno stelo
circondato da una mescolanza di colori.
Ad ogni passo scorgo sagome ed ombre
e mentre vegliano il mio sogno
un bacio sulle labbra sa di buono e mi confonde.
E' inevitabile che io assapori quell'ardore
E' inevitabile che io assapori quell'ardore
ad ogni passo che io mi lascio indietro
un'aurea di luce mi appare.
Apro gli occhi e già
il sole diffonde i suoi raggi
come a Natale.
Buon Compleanno!
E ho una penna nelle mani
due stelle sui miei passi
un foglio di desideri
mi appoggio e scrivo i miei pensieri...
Tutto quello che vorrei
è già qua!


Una mattina fredda d'inverno
la brina si ghiaccia sui vetri.
Scrivo sui vetri...
la solitudine, la malinconia.
E scrivo...
Di quella spiaggia deserta
in pieno inverno.
La sabbia fredda
le onde si consumano a riva.
La schiuma
sparisce fra la sabbia.
Sguardo basso,
pensieri persi nel nulla.
Gli occhi sono attratti da una pietra
dal colore sospetto.
Scopro
una bellissima conchiglia.
Anche lei sotto la sabbia
in quella spiaggia deserta.












