… Se avessi ascoltato
il rombo delle mie rabbie,
se solo non le avessi scambiate
per leggeri frusci sulla mia vita..
… Se avessi avuto, prima,
più cognizione di analisi
e fossi scesa
nei miei angoli più spigolosi…
… Se avessi gridato a me,
prima a me,
che stava già grandinando,
che non era pioggia sottile
quella che veniva giù…
… E se uno specchio
avesse riflesso ciò che mi negavo,
allora tempo avrei avuto
per stendermi su un campo assolato
colorato di papaveri,
invece di restare sotto la neve…
il rombo delle mie rabbie,
se solo non le avessi scambiate
per leggeri frusci sulla mia vita..
… Se avessi avuto, prima,
più cognizione di analisi
e fossi scesa
nei miei angoli più spigolosi…
… Se avessi gridato a me,
prima a me,
che stava già grandinando,
che non era pioggia sottile
quella che veniva giù…
… E se uno specchio
avesse riflesso ciò che mi negavo,
allora tempo avrei avuto
per stendermi su un campo assolato
colorato di papaveri,
invece di restare sotto la neve…
13 commenti
Non ti scordar di me,
mi dicesti in quell’ultimo bacio
e quell’ode mi disse il perché.
La tua ode a me dedicata
profumata è rimasta così
come torta appena sfornata.
Ugualmente se poi mi lasciasti
conservo il tuo verso scolpito,
anello legato al mio dito
quei versi mi sono rimasti.
Dio quanto tempo è passato,
ormai quasi tutta la vita
rancore giammai t’ho serbato
e di quell’ode mi sono nutrita.
Che piacere l’averti rivisto
insperato, un incontro imprevisto,
che piacere l’averti incontrato.
mi dicesti in quell’ultimo bacio
e quell’ode mi disse il perché.
La tua ode a me dedicata
profumata è rimasta così
come torta appena sfornata.
Ugualmente se poi mi lasciasti
conservo il tuo verso scolpito,
anello legato al mio dito
quei versi mi sono rimasti.
Dio quanto tempo è passato,
ormai quasi tutta la vita
rancore giammai t’ho serbato
e di quell’ode mi sono nutrita.
Che piacere l’averti rivisto
insperato, un incontro imprevisto,
che piacere l’averti incontrato.
Er sinnaco de la mi città
una de’ tante in questa civiltà
ce sta a illustrare li provvedimenti
c’ha preso pe facce contenti.
E, mentre parla, l’opposizion ribolle,
a le parole che sembrano d’un folle !
Questo e quello ed altro se farà
quanno ce so li sordi p’accumincià.
Poi se risiede e inizia ‘a discussione,
che mai porterà a conclusione
e a chi je chiede che se deve fa,
je dice de fa presto, deve annà.
Invece inde segrete der palazzo
se ferma solo pe contare er mazzo
de li favori c’ha distribuito,
co la sua faccia fresca d’impunito.
Che voi ? me dice, s’ha pure da campà,
c’è tempo alla pensione d’arrivà.
Mica sei tu che devi da pagà,
ce stanno i pensionati da sfruttà.
Che voi che sia quarche mijoncino
messo da parte sur mio conticino.
Stamme a sentì nun ce fa nessuno caso
Nun è nemmeno tanto disgustoso.
E mentre me svelava sti misteri
entrarono due o tre carabinieri.
Lo presero per portarlo via
co forza estrema e tanta energia.
Ma lui vortandose verso de me
disse, vieni domani che ce pijamo ‘n tè.
Che pensi che sol’io sono ‘n corotto
si ce giramo te ne fo vedè ottantotto,
qui, ar governo, mortiprica pe sette
e giusto a me me mettono ‘e manette ?
E c’hai ragione sei puro ‘n disgraziato,
risposi ar sinneco tanto sfortunato,
ormai anche solo per corruzione
li preti te ce danno assoluzione.
Ma appena che sarai uscito
dar carcere, servito e riverito,
‘nsegnece quer che dovemo fa
noi che vivemo solo d’onestà !
Com ‘è mutata la luminosità del sole,
ogni cosa.
I sogni!
Forse, nella nostra testa
sono assenti i grandi uomini!
Abbiamo infranto i culti,
e le passioni sono pronte ad assopirsi;
il nuovo tarda ad arrivare
giacchè dovrebbe rovesciare
ciò che dovremmo conquistare.
Andare a fondo nelle cose,
oggi , è solo un’iniqua qualità:
è meglio la bugia!
Meglio la ricerca di una strana quiete
che diventa solitudine…
…ma a viver soli, non si parla forte,
non si scrive forte,
e sordo è l'udito
che nessuno sente o ascolta ...
…e l’anima muore!

Il passato è un ricordo nascosto
Un modo di incontrarsi
Di rivedere il nostro vissuto
Il passato attanaglia la mente
sprofonda in una nostalgia arcana
struggente
un momento inafferrabile
che scivola lentamente
sul presente
il passato è solo illusione
di un esistenza vaga e nebulosa
Un modo di incontrarsi
Di rivedere il nostro vissuto
Il passato attanaglia la mente
sprofonda in una nostalgia arcana
struggente
un momento inafferrabile
che scivola lentamente
sul presente
il passato è solo illusione
di un esistenza vaga e nebulosa
Oltre la siepe
il fruscio d’un crine di giugno
cristalli corallini di luce tesseva
zesta di grano son carezze di mano,
rubini ciliegiati quei diamanti sul ramo.
Le spiagge son batuffoli di piume argentate,
scarabocchio d’una languida falce d’arena,
e le conchiglie sembran petali annuvolati di rosa,
aranciano l’orizzonte cullando l’alcova del sole.
Oltre la siepe
il ritratto d’uno squarcio di cielo si specchia
nel cuor d’un papavero ombrato d’ambra e di sera,
le nuvole son scialle di stelle sulla mia nuda pelle
ed il tramonto è aquilone d’un vento di poesia.
il fruscio d’un crine di giugno
cristalli corallini di luce tesseva
zesta di grano son carezze di mano,
rubini ciliegiati quei diamanti sul ramo.
Le spiagge son batuffoli di piume argentate,
scarabocchio d’una languida falce d’arena,
e le conchiglie sembran petali annuvolati di rosa,
aranciano l’orizzonte cullando l’alcova del sole.
Oltre la siepe
il ritratto d’uno squarcio di cielo si specchia
nel cuor d’un papavero ombrato d’ambra e di sera,
le nuvole son scialle di stelle sulla mia nuda pelle
ed il tramonto è aquilone d’un vento di poesia.
«Correrai ancor più veloce per le vie del cielo»
Una vita dentro e fuori,
dai colectivos, dal Mar de la Plata,
dalla Pampa di Martín Fierro il gaucho,
dal mondo egoista degli altruisti,
dagli slanci più romantici,
e poi, dalle fughe
della preda.
È per questo
che ora sono qui,
dove si chiude il cono del sud,
dove l’amicizia è una sbandata controllata,
e dove l’amore ha il profumo del mate.
Per una attimo, prima che il tempo
mi restituisca un cuore
cocido y lavado:
non più buono
per l’affondo
della nostra
bombilla.
E mo che t’aggie conosciuta,
mo che ho raggiunto a pace più assoluta,
nun parle cchiù, me s’è struzzata a voce,
ma ‘o strane è che, a me, nun me dispiace.
Si tu me vuò parlà, te sto a sentire,
si nun me vuò parlà nun ho che dire,
chelle ch’è ditte è ditte e pò bastare
‘na vota sola senza replicare.
‘O saie pecchè te faccie sta sonatina ?
Troppe parole fanno n’ammuina,
ditte ‘na vota e ripetute tre
te fanne a dubità chelle che d’è.
‘Na vota dissi “t’amme”, una soltanto,
nun me scurdaje a ditte pure quanto,
isse bastava pe l’eternità
e nun ce steva scopo pe l’aggiornà.
E, ‘o vero, pure tu mi corrispondi
e i pensieri tuoi non diffondi,
e che vuò dicere che non m’hai ditte già,
i’ te capische primma de parlà !
Ma oggi simme ‘cca, ‘ndinuocchiati,
co prievite, bomboniere ed invitati,
una parola ce la dobbiamo dì,
rispunne appriesse a me e dimme “Si” ! ! !
Traduzione
E ora che ti ho conosciuta,
ora che ho raggiunto la pace assoluta,
non parlo più si è strozzata la voce,
lo strano che, a me, non mi dispiace.
Se tu mi vuoi parlar ti sto a sentire,
se non mi vuoi parlar non ho che dire,
quello che è detto è detto e può bastare,
una sola volta senza replicare.
Lo sai perchè ti faccio ‘sta suonatina ?
Troppe parole fanno confusione
Dette una volta e ripetute tre
Ti fanno dubitare di quel che è.
Una volta dissi “t’amo”, una soltanto
e non dimenticai a dirti quanto
esso bastava per l’eternità
e non c’era scopo d’aggiornarlo.
E’ vero anche tu mi corrispondi,
ed i pensieri tuoi non diffondi,
cosa vuoi dire che non m’hai detto già
io ti capisco prima di parlare !
Ma oggi siamo qua inginocchiati
Col prete, bomboniere ed invitati,
una parola ce la dobbiamo dire,
rispondi assieme a me e dimmi “Si” ! ! !
Non so, se a parte la vita,
sia mai stato dato all’uomo
dagli Dei immortali,
uno dei doni più supremi.
E’ qualcosa come un gran rifugio,
che somiglia alla… possibilità,
al vantaggio di poter aver qualcuno
con cui parlar di tutto come a se stessi.
Una specie di buona sorte!
E’ un qualcosa che ovunque
tu ti rivolga, come Dio è sempre lì.
Mai inopportuna, mai noiosa!
E’ più dell’acqua, più del fuoco,
fa splendida la vita
e annaffia la speranza;
E’ come una casa stabile
che mai potrà esser rovesciata…
…l’amicizia, che unisce sempre!
Non conosco il disegno futuro.
Vivo il presente.
Ti Gusto Ogni volta che posso.
Poi ti vedo e...
Dolci ed inquiete emozioni
affiorano,
zampillano,
sgorgano,
e cresce il desiderio di stare con te.
Fremo
Al tuo pensiero e Ricordo
Tocchi furtivi,
appassionati baci
Il gustoso sapore
L'inebriante profumo,
Che mi lasci e resta con me.
Vivo il presente.
Ti Gusto Ogni volta che posso.
Poi ti vedo e...
Dolci ed inquiete emozioni
affiorano,
zampillano,
sgorgano,
e cresce il desiderio di stare con te.
Fremo
Al tuo pensiero e Ricordo
Tocchi furtivi,
appassionati baci
Il gustoso sapore
L'inebriante profumo,
Che mi lasci e resta con me.
nel passi lenti ed incerti
della notte che arriva...
Mi socchiudo in silenzio
in quel tiepido alito
che leggero sfiorava la piccola fronte,
la guancia posata
in un dolcissimo abbraccio,
mentre l'oblio dei sogni
apriva la porta.
Trema il pensiero,
e lo stomaco si chiude,
in un brivido fugace
del tuo esserci sempre
qui dentro di me...
E attendendo quell'alba,
che ti accarezza la notte,
faccio mio il tuo pensiero
e lo porto con me
in uno spazio dove ancora
ho il respiro di te...
Mi piace pensare che la sua "politica" fosse questa:
una catacomba in cui, più del cadavere,
facessero scalpore le scene di sesso sulle pareti.
E non era facile che qualcuno la facesse così.
In modo stravagante, ludico,
in un gioco della penitenza che ogni volta,
ridendo, diceva di volere un pezzo di corpo
e non di Anima.
E ci servivano il martedì i diritti civili
più scomodi, a volte amati e a volte odiati.
A volte l'errore scientifico era giustizia,
a volte ci sentivamo liberi di farci del male.
A volte sentivamo che la libertà era di tutti,
per questo la chiamavamo così.
Fumavamo anche noi. E come se Fumavamo.
Ma il nostro fumo non era la loro nebbia.
Vedevamo bene, come nessuno.
Eravamo stupefatti di tutte le loro idiozie,
ma quei pochi che ci ascoltavano
erano fiori spuntati dall'asfalto.
Mi piace pensare alle barchette
fatte con le schede bianche,
agli estremismi per far tacere gli estremisti.
E che lo si voglia o meno, l'ipocrisia
spesso ha messo in discussione gli ipocriti.
Mi piace pensare che fosse una bancarella.
Che alla sua politica mancasse un gambo;
Inutilmente giusta, per un pelo esagerata.
E mi piace pensare che il suo ultimo respiro
sia una scarpa immacolata:
perché no, la merda non porta fortuna.
una catacomba in cui, più del cadavere,
facessero scalpore le scene di sesso sulle pareti.
E non era facile che qualcuno la facesse così.
In modo stravagante, ludico,
in un gioco della penitenza che ogni volta,
ridendo, diceva di volere un pezzo di corpo
e non di Anima.
E ci servivano il martedì i diritti civili
più scomodi, a volte amati e a volte odiati.
A volte l'errore scientifico era giustizia,
a volte ci sentivamo liberi di farci del male.
A volte sentivamo che la libertà era di tutti,
per questo la chiamavamo così.
Fumavamo anche noi. E come se Fumavamo.
Ma il nostro fumo non era la loro nebbia.
Vedevamo bene, come nessuno.
Eravamo stupefatti di tutte le loro idiozie,
ma quei pochi che ci ascoltavano
erano fiori spuntati dall'asfalto.
Mi piace pensare alle barchette
fatte con le schede bianche,
agli estremismi per far tacere gli estremisti.
E che lo si voglia o meno, l'ipocrisia
spesso ha messo in discussione gli ipocriti.
Mi piace pensare che fosse una bancarella.
Che alla sua politica mancasse un gambo;
Inutilmente giusta, per un pelo esagerata.
E mi piace pensare che il suo ultimo respiro
sia una scarpa immacolata:
perché no, la merda non porta fortuna.
Nulla
quello che rimane
di una Domenica nitida e lucente.
Il risveglio della stagione
tra le rose
mentre scivola una lacrima
al ricordo dei tuoi occhi.
al ricordo dei tuoi occhi.
Pesante sosta sul vetro
quest'aria tiepida
in attesa di spalancare
gli occhi al cielo
e cercare
tra le tante fiammelle accese
quella nuova stella ...
la tua.
Ciao Carmina ...
gli occhi al cielo
e cercare
tra le tante fiammelle accese
quella nuova stella ...
la tua.
Ciao Carmina ...












