E siccome, tutto ci incoraggia a non sperare
e il vuoto crea la sua violenza…
…necessita il futuro, un tempo nuovo.
Urge l’infaticabile vitalità del nostro spirito
lasciarsi sedurre dalla meraviglia,
diventar complici d’incanto e redenzione.
Non temere il poter della bellezza,
aprir le porte alla favola
con le sue promesse di riscatto e verità.
L’accader del mondo
non può diventar rimpianto
su cui fondar l’inferno!
Urge morir d’amore per i nostri desideri,
dobbiamo imparare a sperare...la speranza!
dobbiamo imparare a sperare...la speranza!
14 commenti
Conosco la casa di Connie
dove qualcosa sembra trascurato,
e gli avori della tenda
velano le torri antiche di quel tanto
che basta per immaginarsi
completamente soli.
NON RIESCO
A DIMENTICARE
IL TUO PROFUMO,
LA TUA PELLE
LO SGUARDO PROFONDO
DEI TUOI OCCHI
IL DOLCE SUONO
DELLA TUA VOCE
LA TUA RISATA CRISTALLINA
M’INEBRIA IL CUORE E L’ANIMA
SEI BELLA COME LA LUNA
CHE ILLUMINA LA SERA
SEI BELLA COME L’ALBA ED IL TRAMONTO
A DIMENTICARE
IL TUO PROFUMO,
LA TUA PELLE
LO SGUARDO PROFONDO
DEI TUOI OCCHI
IL DOLCE SUONO
DELLA TUA VOCE
LA TUA RISATA CRISTALLINA
M’INEBRIA IL CUORE E L’ANIMA
SEI BELLA COME LA LUNA
CHE ILLUMINA LA SERA
SEI BELLA COME L’ALBA ED IL TRAMONTO
Questa luna spenta e vuota
aspetta l’alba.
Vuole soltanto che il sole la venga a cercare
e si accorga che ancora esiste.
Anch’io come ella questo anelo.
Voglio semplicemente
che il mio cuore
venga riscaldato dal tuo.
E che i nostri battiti
divengano un solo battito
e poi coccolandoci con questo speciale tintinnio
danzeremo tutto il nostro amore …
Ma come non accorgersi
che tu scappi da me,
ogni giorno di più …
Siamo così vicini
eppure così lontani …
Cerchi stoltamente l’amore altrove.
Ho paura del nostro futuro.
E maledico il nostro passato.
Maledico il giorno che ti ho incontrato.
La nostra storia
scritta su una pergamena
destinata a non essere completata.
Ammetto che ho terrore che divenga
come quella gatta miserabilmente abbandonata
su quel marciapiede
che si farà spingere dall’istinto,
e si allontanerà sempre più
da quella che un tempo osò chiamare casa.
E il suo destino lo ha già scritto.
Sarà dimenticata
e dimenticherà di essere stata amata
una volta
una volta sola
nella propria vita solitaria!
aspetta l’alba.
Vuole soltanto che il sole la venga a cercare
e si accorga che ancora esiste.
Anch’io come ella questo anelo.
Voglio semplicemente
che il mio cuore
venga riscaldato dal tuo.
E che i nostri battiti
divengano un solo battito
e poi coccolandoci con questo speciale tintinnio
danzeremo tutto il nostro amore …
Ma come non accorgersi
che tu scappi da me,
ogni giorno di più …
Siamo così vicini
eppure così lontani …
Cerchi stoltamente l’amore altrove.
Ho paura del nostro futuro.
E maledico il nostro passato.
Maledico il giorno che ti ho incontrato.
La nostra storia
scritta su una pergamena
destinata a non essere completata.
Ammetto che ho terrore che divenga
come quella gatta miserabilmente abbandonata
su quel marciapiede
che si farà spingere dall’istinto,
e si allontanerà sempre più
da quella che un tempo osò chiamare casa.
E il suo destino lo ha già scritto.
Sarà dimenticata
e dimenticherà di essere stata amata
una volta
una volta sola
nella propria vita solitaria!
Mi hai cercata...
tra le trame del tempo
tra le trame del tempo
e mi hai trovata seduta in un angolo di vita....
non mi hai voluto ai tuoi piedi, ma di fronte...
per immergere le mie piaghe nelle tue,
in un dialogo che non conosce i confini dell'Infinito,
ma solo i margini delle mie debolezze,
oltre il senso, oltre il suono,
oltre il silenzio, oltre le parole.
Mi hai cercata...
Mi hai cercata...
sulla soglia delle mie paure,
lasciando che mi attraversi il frastuono delle mie inquietudini.
E sei venuto... sapevi che ti attendevo,
E sei venuto... sapevi che ti attendevo,
sullo stesso piano, nudi di ogni sacralità, spogli di noi stessi....
uomo e Uomo...
Chiunque tu sia stato.
Ha un cuore di grazia la dimenticanza.
alberga ombre, carezze del tempo lontano
e immemore ripete al ricordo “noi, eco”
nella solitudine colma di vecchia speranza.
Un vorrei mai osato reclama il suo lutto
lì nell’oblio in sosta al soffitto.
Ha un cuore di grazia la dimenticanza
coltiva nell’anima la sua cagione
l’effimero alato così vicino all’amore
da risanare anche l’ultimo vezzo recluso.
Ha un cuore di grazia la dimenticanza
il volto ignoto del mio canto d’infanzia
un dolore emotivo addormentato all’assolo
una paura arresa all’ultima grazia.
Tace la voce gelida
d’ironica fattura,
vuota la mente
aspetta la sua creatura.
Muta la Musa langue
tra selve in Elicona,
tra nebbie non distingue,
silenzi colleziona.
Orsù, dall’alto colle,
ridonami vigore,
ho tanto ancor da dire
non rendermi più molle.
La lingua è prolassata,
la mente immacolata,
restare senza idee,
credimi, è un po’ morire.
Fammi peccare ancora
d’arguzia smaliziata,
forse un po’ esasperata
dalla trascorsa età.
Anche se poi farò
soltanto un po’ sorridere .
gioisci pure tu
perché è questo vivere !
d’ironica fattura,
vuota la mente
aspetta la sua creatura.
Muta la Musa langue
tra selve in Elicona,
tra nebbie non distingue,
silenzi colleziona.
Orsù, dall’alto colle,
ridonami vigore,
ho tanto ancor da dire
non rendermi più molle.
La lingua è prolassata,
la mente immacolata,
restare senza idee,
credimi, è un po’ morire.
Fammi peccare ancora
d’arguzia smaliziata,
forse un po’ esasperata
dalla trascorsa età.
Anche se poi farò
soltanto un po’ sorridere .
gioisci pure tu
perché è questo vivere !
Era un amore
di cielo e di terra
capace di strisciare
tra le pieghe dei desideri,
costretto a baciare
le labbra delle stelle
dentro occhi liquidi di mare.
Gambe fragili lo sostenevano
nelle tenebre di lacrime
versate e mai ricordate
e ogni giorno viveva
del sole nelle mani,
raggi di luce intrecciati
nelle corde del cuore.
Era un amore
di cielo e di terra
fatto di respiri
nel tempo
nel vento
nell'onda calma del dolore.
di cielo e di terra
capace di strisciare
tra le pieghe dei desideri,
costretto a baciare
le labbra delle stelle
dentro occhi liquidi di mare.
Gambe fragili lo sostenevano
nelle tenebre di lacrime
versate e mai ricordate
e ogni giorno viveva
del sole nelle mani,
raggi di luce intrecciati
nelle corde del cuore.
Era un amore
di cielo e di terra
fatto di respiri
nel tempo
nel vento
nell'onda calma del dolore.
Le vedo oggi
Le sogno domani
Quelle mani...
Asciugami le lacrime
curami il dolore
Bellissima Dea
Salvami d'amore
Le sento vicine
anche se siamo lontani
Quelle mani...
Io già ti amo
indicami il sentiero
liberami dal tormento
da questo abisso nero
allungami Quelle mani
Colorami il domani
Le sogno domani
Quelle mani...
Asciugami le lacrime
curami il dolore
Bellissima Dea
Salvami d'amore
Le sento vicine
anche se siamo lontani
Quelle mani...
Io già ti amo
indicami il sentiero
liberami dal tormento
da questo abisso nero
allungami Quelle mani
Colorami il domani
Tramontane d’agosto
schiudevano un vespro di baci e parole,
brina di nuvole infuocavano,
perle di foglie d’universo squarciavano,
coralli d’ambrosia sui tetti ricamavano.
Scodelle di giorni perduti
furono briciole di virgole di giglio,
un fagotto di luce abbottonato
dal crepuscolo d’un fermaglio di grano.
Tramontane d’agosto
spremute di luglio abbozzolavano,
rigagnoli d’orizzonti brizzolavano
e l’anima fu amaca d’ostello di stagioni,
culla anaforica di dolce rima meravigliosa.
schiudevano un vespro di baci e parole,
brina di nuvole infuocavano,
perle di foglie d’universo squarciavano,
coralli d’ambrosia sui tetti ricamavano.
Scodelle di giorni perduti
furono briciole di virgole di giglio,
un fagotto di luce abbottonato
dal crepuscolo d’un fermaglio di grano.
Tramontane d’agosto
spremute di luglio abbozzolavano,
rigagnoli d’orizzonti brizzolavano
e l’anima fu amaca d’ostello di stagioni,
culla anaforica di dolce rima meravigliosa.
Ricorda l'aria della primavera
il suo odore
lo senti nel respiro dei prati
nello sguardo assolato di maggio
nell'erba che accoglie il nostro corpo
e ci culla verso un fresco torpore
da dove l'aututnno del mondo
è escluso
il verde muschio
che circonda le tombe
chiama la luna a fare da guardiano
e l'insistente melodia dell'acqua
accompagna il riposo
spargendo la fama
del poeta americano
mentre rose fioriscono
coprendo il marmo freddo
e crisantemi ondeggiano
nel riflesso ventoso della notte
ricorda i tulipani neri
regali e fieri sparsi tra i mulini
ridevano in faccia al mare
raccolti da scorbutici marinai
viandanti del mondo
come semplici doni
e dati per eternare
la devota amicizia
alle compagne di una vita
o solo di una notte
essi fanno brillare
il nostro sogno
dolce voglia
di un non ritorno
la glicine fa sgorgare
i suoi fiori viola
annaffiando il tuo corpo di petali
e noi ci abbeveriamo
alla fonte di un piacere onirico
ed impudente
sogno di una bellezza
primordiale nel suo splendore
irraggiungibile nella realtà.
il suo odore
lo senti nel respiro dei prati
nello sguardo assolato di maggio
nell'erba che accoglie il nostro corpo
e ci culla verso un fresco torpore
da dove l'aututnno del mondo
è escluso
il verde muschio
che circonda le tombe
chiama la luna a fare da guardiano
e l'insistente melodia dell'acqua
accompagna il riposo
spargendo la fama
del poeta americano
mentre rose fioriscono
coprendo il marmo freddo
e crisantemi ondeggiano
nel riflesso ventoso della notte
ricorda i tulipani neri
regali e fieri sparsi tra i mulini
ridevano in faccia al mare
raccolti da scorbutici marinai
viandanti del mondo
come semplici doni
e dati per eternare
la devota amicizia
alle compagne di una vita
o solo di una notte
essi fanno brillare
il nostro sogno
dolce voglia
di un non ritorno
la glicine fa sgorgare
i suoi fiori viola
annaffiando il tuo corpo di petali
e noi ci abbeveriamo
alla fonte di un piacere onirico
ed impudente
sogno di una bellezza
primordiale nel suo splendore
irraggiungibile nella realtà.
“Ti guardiamo noi, della razza di chi rimane a terra.”
(Eugenio Montale)
Che non vada perduta l’eco
del respiro della vita,
a questo penso:
io, che sono
indefinito
e casuale, io,
che sono dimesso
come una mente
senza pensieri.
Ma per voi,
piccoli
miei,
solo lampi
improvvisi
a turbare
la
dolce
esistenza
di chi ancora
riposa acquietato
e con l’immaginazione
si osserva: come sa fare
soltanto chi è intento
ad osservare
se stesso.
Nessun
lato oscuro,
nessun chiacchierio,
nessuna intuizione
o confessione,
solamente
il risveglio
di un sapere
già presente:
l’ultima barriera
al di sopra del relativo,
e appena sotto all’essenziale.
Così, in questo breve passaggio,
sarete voi la congiunzione
fra il nostro passato,
il vostro presente
e il loro, ahimè,
indecifrabile
futuro.
« Mente e movimento di pensiero sono inseparabili; la cessazione di uno è la cessazione di entrambi. »
Aspetta disse il vento
e passo'...
Aurora
Meriggio
Tenebre
Fu' di nuovo mattino
Aspetta urlo' il vento
e passo'....
La donna sulla collina
Seduta sulla panchina
Udi' il vento parlare
E il tempo vide passare
A rincorrere col vento
La giovinezza di un tempo
Chiusa a chiave nel suo cuore
La donna sulla collina
D'amore penso'
E di felicita' gli occhi chiuse
Senza piu' vento
Nel silenzio
Di pietra divento'
Resta!
Resta pensiero raggomitolato
nel chiaro delle lenzuola.
nel chiaro delle lenzuola.
Resta fiammella briosa
di grano e papaveri.
Fragile luce
di un'alba maggese
tra le righe e l'inquietudine
di un cuore grande
che ancora ti pensa
di un cuore grande
che ancora ti pensa
vestito di rugiada...
mentre seduto il sole sussurra.
mentre seduto il sole sussurra.
Quel casolare immerso nel verde,
ti ha visto entrare che non eri tu,
eri in confusione, lontano dalla realtà.
Ti hanno aiutato, curato,
ti hanno sventrato il cervello
e lo hanno rimesso in sesto.
Riparato come il motore
di una macchina
già una macchina umana...
Sei rinato
e come rincontrare
un'altra persona.
Le luci della città
le hai viste
sempre da lontano.
Sentivi gli uccellini
e le cicale cantare
il profumo del verde degli alberi.
Tanti anni passati la dentro
ma sono serviti
sei rinato.
Adesso puoi vedere
anche il sole
specchiarsi nel mare.
Finalmente
hai riconquistato
la tua vita.
PER UN CARO AMICO.
ti ha visto entrare che non eri tu,
eri in confusione, lontano dalla realtà.
Ti hanno aiutato, curato,
ti hanno sventrato il cervello
e lo hanno rimesso in sesto.
Riparato come il motore
di una macchina
già una macchina umana...
Sei rinato
e come rincontrare
un'altra persona.
Le luci della città
le hai viste
sempre da lontano.
Sentivi gli uccellini
e le cicale cantare
il profumo del verde degli alberi.
Tanti anni passati la dentro
ma sono serviti
sei rinato.
Adesso puoi vedere
anche il sole
specchiarsi nel mare.
Finalmente
hai riconquistato
la tua vita.
PER UN CARO AMICO.













