Pianto invisibile
lamento indicibile.
Tenebra e male
distacco totale,
Vuoto ed arsura
senza misura.
Fiele ed aceto
d’umore inquieto.
Forse tristezza
una dubbia certezza.
Una vana agonia
dopo forte allegria.
L’errata reazione
ad un’emozione.
Malinconia
è pur nostalgia
di quella città
spesso chiamata
felicità.
lamento indicibile.
Tenebra e male
distacco totale,
Vuoto ed arsura
senza misura.
Fiele ed aceto
d’umore inquieto.
Forse tristezza
una dubbia certezza.
Una vana agonia
dopo forte allegria.
L’errata reazione
ad un’emozione.
Malinconia
è pur nostalgia
di quella città
spesso chiamata
felicità.
La città dorme.
I pensieri, lentamente, sì ridestano ed ascendono come il fumo dalle braci d'un fuoco quasi smorzato che a fatica continua ad ardere.
Sì propongono all'intelletto nudi e bradi, senza la belluria delle vesta;
così come vengono forgiati dell'incudine e dal martello d'un fabbro esperto.
Sono attimi eterni che si concedono, svogliati, ai disii dell'avventore che sa plasmarli da voglie eteree a circostanze carnali.
Il loro arrivo viene salutato con fragore dal commiato della razionalità che di buon grado si diluisce nei liquori
I pensieri, lentamente, sì ridestano ed ascendono come il fumo dalle braci d'un fuoco quasi smorzato che a fatica continua ad ardere.
Sì propongono all'intelletto nudi e bradi, senza la belluria delle vesta;
così come vengono forgiati dell'incudine e dal martello d'un fabbro esperto.
Sono attimi eterni che si concedono, svogliati, ai disii dell'avventore che sa plasmarli da voglie eteree a circostanze carnali.
Il loro arrivo viene salutato con fragore dal commiato della razionalità che di buon grado si diluisce nei liquori
…
Cosa mi chiedi ragazzo mio?
Caravaggio, Leonardo, Michelangelo:
…uomo o donna?
Ma l’arte è androgina!
E’ donna, presente-assente,
è uomo, presente –assente.
Nostalgia e desiderio insieme.
Non è diritto ottuso!
L’arte è divenire totalizzante,
non vi è distinzione delle parti,
solo pura onnipotenza dell’essere!
E’ il femminile che si fa maschile
e viceversa;
…Cosa vuoi saper di più ragazzo mio,
in arte, tutto è delizioso,
tutto è… .. tutto non è.
E se nella storia è bella l’uguaglianza,
meravigliosa è nell’arte, la simbiosi.
Ben mi capirai, lo spero!
Con essa , è la nostra infanzia
che vogliamo perpetrare…
L’arte…. è bambina!
È La più grande gioia
contro
la fragile maturità che si corrompe
è provvidenza
che riorganizza l’innocenza,
e gli angeli , tutti, giocano tra loro.
E’…depensamento!
Momento di speranza e fede
è… tutte le domande e tutte le risposte!
Cosa mi chiedi ragazzo mio?
Caravaggio, Leonardo, Michelangelo...
…uomo o donna?
L'artefice è totale!

Zucchero di stalattiti trapuntate d’argento
son roseti caramellati di nuvole diamantate,
rugiada di borotalco di stella e madreperla:
ecco la pioggia che carezza la sera.
Chignon d’asfalto d’arterie son le strade
sciroppo di cunicoli d’azzurro imbiancati,
champagne di comignoli dal vento glassati,
castelli di rondine d’autunno ghiacciati.
E le foglie sanguinano zaffiri di luce,
sembran spremute d’un temporale di grano,
cocktail d’orzata di mercurio mandorlato,
fagotto di ruggine sui tetti dal buio incravattato.
La pioggia è squarcio lacrimale di pane dal cielo,
valigia d’un fragile costato d’arcobaleno,
spezia d’immago rastrelli di zolle e cobalto,
ciondola sulle finestre come ciglia di cristallo.
son roseti caramellati di nuvole diamantate,
rugiada di borotalco di stella e madreperla:
ecco la pioggia che carezza la sera.
Chignon d’asfalto d’arterie son le strade
sciroppo di cunicoli d’azzurro imbiancati,
champagne di comignoli dal vento glassati,
castelli di rondine d’autunno ghiacciati.
E le foglie sanguinano zaffiri di luce,
sembran spremute d’un temporale di grano,
cocktail d’orzata di mercurio mandorlato,
fagotto di ruggine sui tetti dal buio incravattato.
La pioggia è squarcio lacrimale di pane dal cielo,
valigia d’un fragile costato d’arcobaleno,
spezia d’immago rastrelli di zolle e cobalto,
ciondola sulle finestre come ciglia di cristallo.
Carezze pretenziose sfiorano la tua pelle olivastra levigando il tuo viso con la lima della tenerezza.
Baci trasparenti si posano come uccelli sulle tue gote, rosse di pudore,
quando trascino la mia mano sul tuo costato.
Quest'anno, la primavera vanitosa si lascia ammirare in tutta la sua bellezza
ed infonde il soffio della vita in un nuovo nato
che già mai fu creazione di ventre femmineo.
Oh mio dolce pensiero e ragione di miei tanti sospiri.
Oh angelica posseditrice della mia anima che, docile e remissiva, si consegnò a te, magneticamente, senza il cenno d'un ripensamento,
continua ad associare un'ulteriore argomentazione al verbo della tua arringa,
aggiungendo eleganza ad un'orazione perpetua.
Emana la tua sentenza che risuonerà, grave, tra le aule del tribunale;
dissipando e soffoncando qualsiasi titubanza.
Prometti,accostando il tuo palmo al sentimento, che l'unico verdetto che riecheggerà tra gli atri del tuo cuore sarà il mio nome!
Baci trasparenti si posano come uccelli sulle tue gote, rosse di pudore,
quando trascino la mia mano sul tuo costato.
Quest'anno, la primavera vanitosa si lascia ammirare in tutta la sua bellezza
ed infonde il soffio della vita in un nuovo nato
che già mai fu creazione di ventre femmineo.
Oh mio dolce pensiero e ragione di miei tanti sospiri.
Oh angelica posseditrice della mia anima che, docile e remissiva, si consegnò a te, magneticamente, senza il cenno d'un ripensamento,
continua ad associare un'ulteriore argomentazione al verbo della tua arringa,
aggiungendo eleganza ad un'orazione perpetua.
Emana la tua sentenza che risuonerà, grave, tra le aule del tribunale;
dissipando e soffoncando qualsiasi titubanza.
Prometti,accostando il tuo palmo al sentimento, che l'unico verdetto che riecheggerà tra gli atri del tuo cuore sarà il mio nome!
I colori non piangono
ma li puoi vedere in una goccia di rugiada.
Sfioriamo con le dita i fiorellini
di un quadro appena dipinto.
I colori possono essere una leggera sfumatura
o vivacità.
I colori possono essere tenui
o uno spruzzo di vernice.
I colori sono sempre con te.
I colori non finiranno mai.
Ricordali in una giornata uggiosa
e di mestizia
e metti un nastro variopinto tra i tuoi capelli.
Regala matite colorate ad un bimbo
e lui ti colorerà la sua gioia
e te la darà in dono.
E ricorda anche un cieco sa vedere a colori
quando sogna …
ma li puoi vedere in una goccia di rugiada.
Sfioriamo con le dita i fiorellini
di un quadro appena dipinto.
I colori possono essere una leggera sfumatura
o vivacità.
I colori possono essere tenui
o uno spruzzo di vernice.
I colori sono sempre con te.
I colori non finiranno mai.
Ricordali in una giornata uggiosa
e di mestizia
e metti un nastro variopinto tra i tuoi capelli.
Regala matite colorate ad un bimbo
e lui ti colorerà la sua gioia
e te la darà in dono.
E ricorda anche un cieco sa vedere a colori
quando sogna …
“Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
1. A essere contento senza motivo.
2. A essere sempre occupato con qualche cosa.
3. A pretendere con ogni sua forza quello che desidera.”
(Paulo Coelho)
Non penso
che sia disfatta
la mia diserzione:
è quasi amarezza,
è solo stanchezza,
è il piano inaridito
su cui vo mesto
e sfiduciato
(da troppo
tempo)
senza
aver
più
nulla
per cui
lottare.
E anche se
non sono nessuno
se non l’altro pargolo
della génération perdue,
quello illegittimo,
il non voluto:
io
non
mi sento
ugualmente
meno solo
di voi.
"Fui, e sono tuttora, soddisfattissima di questo ritratto. Per me, sono io: ed è la sola immagine di me che sia me."
(Getrude Stein)
Lontano alle porte del desiderio
la mia lingua ha la tua solitudine
divorata da morsi senza senso
scacco matto nascosto nell’anima
rigirando giorni all’intuito senza testa
come chi fugge dall’incanto
con ricordi rapiti come farfalle ai lacci.
Stordisce la fame, ha occhi di febbre
il sogno vissuto nella devozione
lascia fiorire la lettera ai piedi del bacio
lascia che chi legga il cuore espiato
abbia corpo a nostalgica coperta di pace.
Stanca mente dilegua l’apatia al tonfo
sorregge il risvolto al collidere stravolto
raschia il fondo nel bisogno d’essere
anela l’infinito nella speranza dell’incontro
nell’illusione che non abbia più luce il sogno
se non annega nell’amore alla risacca
per dare senso al senso di noi senza senso
nel timore frantumato di mille falsi sospesi
dogma ad immagine sanguinanti e arresi.
Tutto deforme: àncora di fede la pena stabilita
l’amore svetta pensiero oltre la morte.
Illumina il risorto d’un ardore infinito
il pianto acceca il lampo allevato al tuono
naviga intensità il vivere l’errore,
noi, caso al tramonto eterno di destino.
la mia lingua ha la tua solitudine
divorata da morsi senza senso
scacco matto nascosto nell’anima
rigirando giorni all’intuito senza testa
come chi fugge dall’incanto
con ricordi rapiti come farfalle ai lacci.
Stordisce la fame, ha occhi di febbre
il sogno vissuto nella devozione
lascia fiorire la lettera ai piedi del bacio
lascia che chi legga il cuore espiato
abbia corpo a nostalgica coperta di pace.
Stanca mente dilegua l’apatia al tonfo
sorregge il risvolto al collidere stravolto
raschia il fondo nel bisogno d’essere
anela l’infinito nella speranza dell’incontro
nell’illusione che non abbia più luce il sogno
se non annega nell’amore alla risacca
per dare senso al senso di noi senza senso
nel timore frantumato di mille falsi sospesi
dogma ad immagine sanguinanti e arresi.
Tutto deforme: àncora di fede la pena stabilita
l’amore svetta pensiero oltre la morte.
Illumina il risorto d’un ardore infinito
il pianto acceca il lampo allevato al tuono
naviga intensità il vivere l’errore,
noi, caso al tramonto eterno di destino.
E poi è dentro l'amore
che piove l'azzurro del cielo
quell'istante
scrive più delle parole.
Diafane trasparenze
che sui prati umidi e sui vetri
librano intarsi d'anima e di luci.
Sono carezze!
Lascia che io mi riempia le mie mani
di quella freschezza
è un profumo di te.
E ti bevo a piccoli sorsi
come un fiore assaporo
ogni singola goccia che cade.
Echi sordi
nella nostra stagione i lampi
quando mi baci.

Attimi
gocce di pianto svelate
da un battito di ciglia
Attimi
di vita sospesa a guarire
i fiori malati
del mio cielo bambino
Gli attimi
sono il nome di mia madre defunta
sono spade di ghiaccio
che un tuo sorriso
potrebbe sgelare
Gli attimi
sono schegge impazzite
desiderio di sesso e d'amore
dolci labbra ardenti
intensi brividi
e luci di barche sul mare
Gli attimi
sono vene pulsanti
la tua immagine virtuale
a travolgere silenzi
la voglia e l'illusione
di non essere soli
Gli attimi..sono la mia follia.
gocce di pianto svelate
da un battito di ciglia
Attimi
di vita sospesa a guarire
i fiori malati
del mio cielo bambino
Gli attimi
sono il nome di mia madre defunta
sono spade di ghiaccio
che un tuo sorriso
potrebbe sgelare
Gli attimi
sono schegge impazzite
desiderio di sesso e d'amore
dolci labbra ardenti
intensi brividi
e luci di barche sul mare
Gli attimi
sono vene pulsanti
la tua immagine virtuale
a travolgere silenzi
la voglia e l'illusione
di non essere soli
Gli attimi..sono la mia follia.
Il senso del nulla
inganna nella sua identità
un pensiero arcano
fisso perpetuo
mi spinge nel
barlume di una esistenza
vana e nebulosa
in silenzio
pensieri tristi
affollano la mia mente
l’ultimo viale della vita
poi il nulla
l’oblio di ogni attimo
di vita .vissuta
l’incessante paura
di un destino immutabile
inganna nella sua identità
un pensiero arcano
fisso perpetuo
mi spinge nel
barlume di una esistenza
vana e nebulosa
in silenzio
pensieri tristi
affollano la mia mente
l’ultimo viale della vita
poi il nulla
l’oblio di ogni attimo
di vita .vissuta
l’incessante paura
di un destino immutabile
Presi l'ennesimo antidolorifico
nella speranza che la strada di notte
mi rendesse l'arcobaleno
I tuoi passi bollenti a bassa frequenza
restavano alla penombra dei lampioni
e tu eri tutto ciò che volevo
Una sagoma nera e inquietante
Da anni aspettavo la sentenza
la decapitazione improvvisa
Veloce e dolorosa
Fatta di occhi e di odio
Eri tornata per vendicarti
e il mio impermeabile da pervertito
non aveva più né organi né anima
ma soltanto un corpo chino
Mi fermai. Le braccia spalancate,
gli occhi chiusi nel loro vanitoso buio
e mi sniffai la mente.
Ti aspettavo per eseguire la sentenza,
ma mi avevi già condannato a vivere.
nella speranza che la strada di notte
mi rendesse l'arcobaleno
I tuoi passi bollenti a bassa frequenza
restavano alla penombra dei lampioni
e tu eri tutto ciò che volevo
Una sagoma nera e inquietante
Da anni aspettavo la sentenza
la decapitazione improvvisa
Veloce e dolorosa
Fatta di occhi e di odio
Eri tornata per vendicarti
e il mio impermeabile da pervertito
non aveva più né organi né anima
ma soltanto un corpo chino
Mi fermai. Le braccia spalancate,
gli occhi chiusi nel loro vanitoso buio
e mi sniffai la mente.
Ti aspettavo per eseguire la sentenza,
ma mi avevi già condannato a vivere.













