Suonano le campane
e in questo giorno, seppur piovoso,
si consacra la festa;
di tocco in tocco la vita fugge,
eppur nell'attimo resta,
quando un alito, sul sembiante,
mi scivola di vento,
e l'eco dei passati dì allora sento,
o quando alto su la volta
un raggio dispensa il sole,
onde lungi lo sguardo si posa
e si tinge d'altro colore ogni cosa,
o ancora quando la tua bella imago vedo,
onde si ferma il tempo,
e più per il mondo non son vago.
e in questo giorno, seppur piovoso,
si consacra la festa;
di tocco in tocco la vita fugge,
eppur nell'attimo resta,
quando un alito, sul sembiante,
mi scivola di vento,
e l'eco dei passati dì allora sento,
o quando alto su la volta
un raggio dispensa il sole,
onde lungi lo sguardo si posa
e si tinge d'altro colore ogni cosa,
o ancora quando la tua bella imago vedo,
onde si ferma il tempo,
e più per il mondo non son vago.
11 commenti
Le sue gambe
sono così belle,
ti vien voglia
di dipingerle ad acquarello.
Con quei tacchi così vertiginosi
la tua testa
si perde in un secondo.
Vorresti salirci con le mani
ed arrivare pian piano
più in alto
Le sue gambe
e le calze velate,
è così sexy…
Un donna caduta dal cielo
ti vien voglia di gustarla
come una fragola
raccolta nel bosco
ed in quel bosco
vorresti perderti
in un erotico desiderio…
La gioia di fili d'erba, esplosi di colore
cuciti su tappeti
minuti fiori azzurri
occhi da poco nati
dai distratti passi, già calpestati
Rondoni a rincorrere moscerini
per la fame dell'inverno, ancora viva
nel giocare con i propri bambini
a becco aperto, sporgenti dai nidi
lo sgranchirsi d'ali, da tempo serviva
Bocche di leone
piccoli soli, a distesa sul pianeta verde
visitate da api laboriose
in attesa delle rose
La lucertola
spunta dentro i sassi
tastando il calore
scappando al percepir di ogni tremore
Il salice piangente
piega verso l'acqua, la sua criniera
suonando come arpa
al baciar della sera
Si ritiran i bambini
dalle guance rosse
fin qui scatenati
nella giornata di primavera
si son subito addormentati.
cuciti su tappeti
minuti fiori azzurri
occhi da poco nati
dai distratti passi, già calpestati
Rondoni a rincorrere moscerini
per la fame dell'inverno, ancora viva
nel giocare con i propri bambini
a becco aperto, sporgenti dai nidi
lo sgranchirsi d'ali, da tempo serviva
Bocche di leone
piccoli soli, a distesa sul pianeta verde
visitate da api laboriose
in attesa delle rose
La lucertola
spunta dentro i sassi
tastando il calore
scappando al percepir di ogni tremore
Il salice piangente
piega verso l'acqua, la sua criniera
suonando come arpa
al baciar della sera
Si ritiran i bambini
dalle guance rosse
fin qui scatenati
nella giornata di primavera
si son subito addormentati.
A primavera non puoi
sopire il respiro,
languire gli occhi,
non avere un sussulto
quando vai per le vie,
quando l'aria tu annusi.
A primavera non puoi
fingere alle montagne,
schernire il mare,
e i tuoi baci negare
al pesco in fiore.
Non puoi,
viaggiare tu devi
all'orizzonte,
lì dove il vento
fresco ancor non
vuol sfiorire.
sopire il respiro,
languire gli occhi,
non avere un sussulto
quando vai per le vie,
quando l'aria tu annusi.
A primavera non puoi
fingere alle montagne,
schernire il mare,
e i tuoi baci negare
al pesco in fiore.
Non puoi,
viaggiare tu devi
all'orizzonte,
lì dove il vento
fresco ancor non
vuol sfiorire.
Grandi fuochi ho sempre acceso
lungo gli amorosi sentieri
che riconducono all’estasi:
a quella pura idea dell’essere!
Nel labirinto del tempo
mi sono persa, dileguata!
Ma quel fuoco
non ha scaldato altro
che il divenire stesso,
generando interminabili ,
estese malinconie..
Ecco son qui ,
con la raccolta legna.
Arsa!…
... e la sua cenere in mano.
Ora, ancor
con tono grave
e imperativo fare,
mi chiedo:
quale immagine suprema
io vidi, contemplai ed inseguì
in quel Dì… mitico di ER,
tale, da puntarvi il dito
fino a scegliere
il Demone
”che mi accompagna
in indelebile,
nostalgica, amorosa sorte?
Ecco or son qui !
con la raccolta legna
ormai arsa… e la sua cenere in mano.
E Interrogo ..
Cloto,
Atropo e Lachesi:
Casualità…
…Destino o Necessità?
lungo gli amorosi sentieri
che riconducono all’estasi:
a quella pura idea dell’essere!
Nel labirinto del tempo
mi sono persa, dileguata!
Ma quel fuoco
non ha scaldato altro
che il divenire stesso,
generando interminabili ,
estese malinconie..
Ecco son qui ,
con la raccolta legna.
Arsa!…
... e la sua cenere in mano.
Ora, ancor
con tono grave
e imperativo fare,
mi chiedo:
quale immagine suprema
io vidi, contemplai ed inseguì
in quel Dì… mitico di ER,
tale, da puntarvi il dito
fino a scegliere
il Demone
”che mi accompagna
in indelebile,
nostalgica, amorosa sorte?
Ecco or son qui !
con la raccolta legna
ormai arsa… e la sua cenere in mano.
E Interrogo ..
Cloto,
Atropo e Lachesi:
Casualità…
…Destino o Necessità?
Allora vediamo
oggi cosa scrivo?
Delle stelle o dell'infinito?
Della luna o dell'amore?
Del vento o del dolore?
Magari scrivo qualcosa per meravigliare
qualcosa che potreste invidiare
da farvi alzare dalla sedia e applaudire
qualcosa che non m'appartiene
e lo farò solo per sfoggiare
il mio talento di poeta da strapazzo
l'arguta visione di un pazzo
che si serve della poesia
per sviscerare sentimento
da un'anima inquieta che non trova pace
che non trova la via d'uscita
nel guazzabuglio di gioia e tormento.
E allora ho deciso
oggi scriverò del futile
un inutile incastro di parole
sarò il servo scrittore
della mia monotonia
l'incontro tra me stesso
e l'amplesso della mia calligrafia.
Scriverò dell'orgasmo
lo scrivere di un lampo
per non morire di normalità
e mi farò violentare
fino a farmi eccitare
dai miei stessi versi
una sorta di autoerotismo
oltre quel recinto
che non ho il coraggio di varcare.
oggi cosa scrivo?
Delle stelle o dell'infinito?
Della luna o dell'amore?
Del vento o del dolore?
Magari scrivo qualcosa per meravigliare
qualcosa che potreste invidiare
da farvi alzare dalla sedia e applaudire
qualcosa che non m'appartiene
e lo farò solo per sfoggiare
il mio talento di poeta da strapazzo
l'arguta visione di un pazzo
che si serve della poesia
per sviscerare sentimento
da un'anima inquieta che non trova pace
che non trova la via d'uscita
nel guazzabuglio di gioia e tormento.
E allora ho deciso
oggi scriverò del futile
un inutile incastro di parole
sarò il servo scrittore
della mia monotonia
l'incontro tra me stesso
e l'amplesso della mia calligrafia.
Scriverò dell'orgasmo
lo scrivere di un lampo
per non morire di normalità
e mi farò violentare
fino a farmi eccitare
dai miei stessi versi
una sorta di autoerotismo
oltre quel recinto
che non ho il coraggio di varcare.
La ragazza dell'Hotel
non dice niente
si nasconde dietro
un nome che non ha.
La ragazza dell'Hotel
si alza presto la mattina,
colazione una brioche
e poi via...
Per un lavoro
che nessuno sa!
Alla gente non importa
del perché della sua scelta di vita.
La ragazza dell'Hotel
guarda triste una vetrina
colorata i Natale.
Pensa alla sua terra lontana,
ad un figlio
lasciato chissà dove,
ai suoi sogni spezzati
con amori pagati.
La ragazza dell'Hotel
scivola via
lungo quel fiume
con la sua malinconia.
E nessuno si ricorderà di lei...
Barcollare,
in questo disordine,
un esercizio difficile,
uno sforzo inumano.
Saltare,
in questo vuoto,
uno slancio sprecato,
una predisposizione errata.
Le spine del cosmo,
penetrano l’animo
sventrano il vuoto
dello spirito libero.
La ricerca dell’infelicità
La corsa lenta dell’universo
Il senso dell’inutile
La sanità del folle
Vivere,
scandire l’infinito
nella pienezza del vuoto
nella certezza del dubbio.
Siamo soli
In questo universo
Soli,
su questa terra nera
soli,
nella culla,
dei nostri pensieri,
soli,
soli.
in questo disordine,
un esercizio difficile,
uno sforzo inumano.
Saltare,
in questo vuoto,
uno slancio sprecato,
una predisposizione errata.
Le spine del cosmo,
penetrano l’animo
sventrano il vuoto
dello spirito libero.
La ricerca dell’infelicità
La corsa lenta dell’universo
Il senso dell’inutile
La sanità del folle
Vivere,
scandire l’infinito
nella pienezza del vuoto
nella certezza del dubbio.
Siamo soli
In questo universo
Soli,
su questa terra nera
soli,
nella culla,
dei nostri pensieri,
soli,
soli.
Il resto della chioma che,
castana un giorno,
le fu corona al volto pien di giovinezza,
oggi, lieve e d’argento, carezza la sua fronte stanca.
Bianca, delicata fronte,
che pensasti tanto
in su degli occhi tremuli e infossati,
oggi ancora non ti stanchi.
Cari, casti, venerati occhi,
qual lucerne brillate a dar la luce al viso:
un viso di venerande rughe
ch’al riso mai vidi donato,
e bimbo fui io pure.
La rattristante, irremovibil tua lunga amarezza
quanti baci strappò alle mie labbra,
e quante volte,
perchè ti son di noia,
li rituffai nel core.
Oh madre,
il viver tuo qual pena al petto mio riserva!
Grande croce inchiodò destino agli anni tuoi.
Nel volto tuo
il supremo scultor
di Cristo vide la dolente Madre e il duol del mondo.
Sorridi oh mamma,
dato non fu di rattristarti sempre;
se cerchi nessun ti vende gioia, sarà troppo costosa a noi,
me se tu cerchi, ma se tu scruti in te,
ne troverai un poco: un poco sempre c’è.
castana un giorno,
le fu corona al volto pien di giovinezza,
oggi, lieve e d’argento, carezza la sua fronte stanca.
Bianca, delicata fronte,
che pensasti tanto
in su degli occhi tremuli e infossati,
oggi ancora non ti stanchi.
Cari, casti, venerati occhi,
qual lucerne brillate a dar la luce al viso:
un viso di venerande rughe
ch’al riso mai vidi donato,
e bimbo fui io pure.
La rattristante, irremovibil tua lunga amarezza
quanti baci strappò alle mie labbra,
e quante volte,
perchè ti son di noia,
li rituffai nel core.
Oh madre,
il viver tuo qual pena al petto mio riserva!
Grande croce inchiodò destino agli anni tuoi.
Nel volto tuo
il supremo scultor
di Cristo vide la dolente Madre e il duol del mondo.
Sorridi oh mamma,
dato non fu di rattristarti sempre;
se cerchi nessun ti vende gioia, sarà troppo costosa a noi,
me se tu cerchi, ma se tu scruti in te,
ne troverai un poco: un poco sempre c’è.
Quanto fumo è passato per questa camera,
intriso l'odore in questa dolce metafora
che tra le coperte stropicciate alla luce del mattino
risveglia negli occhi la luce in un buio cammino.
Risiede nel cuore la paura primordiale,
saper andare via,saper perdonare,
le due regole fondamentali in materia d'azzardo
per azzerare le certezze celate in un timido sguardo.
Quanta gioia è rimasta per questi corridoi ormai freddi,
l'imperfezione velata dai grandi e tristi occhi spenti,
quando tagliando i tuoi polsi sedevi sul pavimento gelato,
guardavi la finestra poco lontana,
quel cielo rosso con te ha sanguinato.
E chi sarai domani,nella luce di un bagliore diverso?
avrai cambiato chi sei o rimarrai lo stesso?
Affrettare i tempi alla ricerca di tempo,
aprire volti bellissimi per capire ciò che c'è dentro.
Quante sigarette tirate da questo cornicione,
con gli amori miei più grandi ci guardavo scendere il sole
e loro mi dissero che non sarebbero mai andati via
ed ora son tutti morti nella terra della nostalgia.
intriso l'odore in questa dolce metafora
che tra le coperte stropicciate alla luce del mattino
risveglia negli occhi la luce in un buio cammino.
Risiede nel cuore la paura primordiale,
saper andare via,saper perdonare,
le due regole fondamentali in materia d'azzardo
per azzerare le certezze celate in un timido sguardo.
Quanta gioia è rimasta per questi corridoi ormai freddi,
l'imperfezione velata dai grandi e tristi occhi spenti,
quando tagliando i tuoi polsi sedevi sul pavimento gelato,
guardavi la finestra poco lontana,
quel cielo rosso con te ha sanguinato.
E chi sarai domani,nella luce di un bagliore diverso?
avrai cambiato chi sei o rimarrai lo stesso?
Affrettare i tempi alla ricerca di tempo,
aprire volti bellissimi per capire ciò che c'è dentro.
Quante sigarette tirate da questo cornicione,
con gli amori miei più grandi ci guardavo scendere il sole
e loro mi dissero che non sarebbero mai andati via
ed ora son tutti morti nella terra della nostalgia.

Camminando a piedi nudi
verso le acque del mare
fissi il mondo che passa
sempre di più le emozioni sgusciano via e
sceglierai la strada
passo dopo passo
l'onde le cancelleranno
e sarà così che non le troverai più
lacrime di sale
i ricordi più cari parlano
lasciando catturare dal vento
mentre il tempo vola via
l'onde le cancelleranno
e sarà così che non le troverai più
lacrime di sale
i ricordi più cari parlano
lasciando catturare dal vento
mentre il tempo vola via
Pistilli d’un semaforo di cielo
son le tue scintillanti frecce forgiate dal gelo,
piccole fiamme orlate d’universo stupendo,
orgogliosi cristalli d’una città di piume scucite
fra cortecce di nuvole rastrellate
ed attraenti coaguli di miele stellare.
Sole d’un brandello d’inchino straziato,
crudele segmento di mandorla amorfo,
dipinto cardiologico d’un guizzo d’arteria,
sentiero d’un rivolo di fiume senza foce,
il tuo nobile arco è un ventaglio di feroci esecuzioni.
Dello zodiaco sei l’indiscusso arciere cittadino,
dio selvaggio dalla stagione del vigore allattato,
sentinella apostolare degli abissi del firmamento,
cavaliere d’inchiostro di sogni e premonizioni,
guerriero specchiato in un palpito d’orizzonte.
son le tue scintillanti frecce forgiate dal gelo,
piccole fiamme orlate d’universo stupendo,
orgogliosi cristalli d’una città di piume scucite
fra cortecce di nuvole rastrellate
ed attraenti coaguli di miele stellare.
Sole d’un brandello d’inchino straziato,
crudele segmento di mandorla amorfo,
dipinto cardiologico d’un guizzo d’arteria,
sentiero d’un rivolo di fiume senza foce,
il tuo nobile arco è un ventaglio di feroci esecuzioni.
Dello zodiaco sei l’indiscusso arciere cittadino,
dio selvaggio dalla stagione del vigore allattato,
sentinella apostolare degli abissi del firmamento,
cavaliere d’inchiostro di sogni e premonizioni,
guerriero specchiato in un palpito d’orizzonte.
Domani parlerò con la luna,
sfogherò l'amore che ho dentro.
Farò in modo
che lei non sia solo miraggio
d'amore...
Dirò a tutti
lei è solo mia...
Mi sveglierò di notte,
la porterò alle porte dell'est
dove il sole luccica
e l'alba sorride.
Farò di un solo giorno
una vita intera.
Sarà di vento o sabbia
questa smania d'amore.
Aprirò la finestra del cuore
affacciandomi a lei,
alle porte dell'est
dove nasce l'ardore
e dice amore
si... Parlerò di lei.
Non mi stancherò mai
anche se i suoi occhi
si perderanno
in mezzo alla gente,
il cuor mio parlerà...
D'amore...
La luna chiama le stelle
gioca a fare le ombre
aggiunge dolcezza al ritmo
esplodono i colori
in ogni storia un viaggio
forse è sempre tempo
per una nuova canzone
il cielo chiama il sole
e si spruzza di ali
per continuare a volare
ancora il suon del flauto
implode dietro il blu elettrico
ogni bellezza è racchiusa
negli occhi di chi guarda
anche allontanandosi
è sempre tempo
per far fiore un nuovo giorno
per bagnare un nuovo amore
e continuare a correre
forse è sempre tempo
per una nuova canzone
è sempre tempo
per la musica
gioca a fare le ombre
aggiunge dolcezza al ritmo
esplodono i colori
in ogni storia un viaggio
forse è sempre tempo
per una nuova canzone
il cielo chiama il sole
e si spruzza di ali
per continuare a volare
ancora il suon del flauto
implode dietro il blu elettrico
ogni bellezza è racchiusa
negli occhi di chi guarda
anche allontanandosi
è sempre tempo
per far fiore un nuovo giorno
per bagnare un nuovo amore
e continuare a correre
forse è sempre tempo
per una nuova canzone
è sempre tempo
per la musica











