Era lei così dolce:
l'amore...
Principessa di un regno lontano.
Come sabbia del deserto,
quando soffiava forte il simun
così caldo e prepotente
entrava nel cuore
senza abbandonare
ma ci potevi morire
se un giorno
t'avesse lasciato.
Era così dolce
tutte le volte che lui,
umile servo la osservava
senza poterla toccare,
o amare.
Osannò un inno al cielo:
Dea della pioggia
spegni l'ardore
di un uomo
che ogni giorno
diventa sempre più forte
fa che io possa amarla
più della vita.
Vayu antico Dio del vento
tu che puoi tutto
porta il mio cuore a lei
non dovrò così più piangere
o sognare...
Così dolcezza.
3 commenti
Un popolo felice
ha una città felice.
La città è come l’individuo...
...ha un anima
E’ figlia di derivato calcolo,
di complesse equazioni,
e maneggiati numeri.
Di spirito puro,
e contemplati classici equilibri:
l’architetto……scrive forme
che crea in ore sacre.
Ecco, le dispone
per chiarezza,
in rapporti di intima bellezza,
armonia, compostezza.
Creatore
di plastiche emozioni
con suscettibili elementi
da inebriarne i sensi.
Da esaudirne i desideri!
Son chiasmi addizionati,
sottratti , moltiplicati
e convulse consonanze.
A seminarne godimento!
A seminarne godimento!
Quel che è stile
diventa sentimento
e ci risveglia…
… Ci commuove!
Onesti materiali
che consentono
forme adirezionali,
spazi fluidi e dinamici.
…Passi poetici!
Pochi pilastri,
esili e sottili
a sostenere mille piani,
mille cuori.
Sospesi volumi
senza alcun sostegno.
Forme pure
le voltate cupole
gigantesche e leggerissime.
Muri che si fan vuoti
e i grattacieli salgono;
Il vetro che trionfa
trasformando
sofferenti
sofferenti
divise spazialità
in luminosissimo splendore .
Ellenistiche esigenze
di decoro ed evasione
con magnifici palazzi.
Metalliche facciate a rispecchiar
la mente del paesaggio:
della stagione, il suo colore,
dei mesi, il loro profumo,
dei giorni, il loro amore.
E Sistemi
d’ingegno difensivo
con Ninive… non più leggenda!
Architettura d’anima,
I business-man mi fanno ridere
con i loro interessi prima dell'umanità,
sempre
In questo studio
quel ragazzo idiota
che cerca di demolirmi lo spirito
vendendomi risposte facili
e beveroni da 4 soldi
Me la rido
Con la sua pseudoscienza delle scimmie
Perché non considera che finirà male
Il business-man molla la vecchia carcassa
per addentarmi le palle
ma sto per pisciargli in bocca
Me la rido
perché l'unico modo per demolire un'anima
è ingannarla
ma la mia è nata chiromante
con i loro interessi prima dell'umanità,
sempre
In questo studio
quel ragazzo idiota
che cerca di demolirmi lo spirito
vendendomi risposte facili
e beveroni da 4 soldi
Me la rido
Con la sua pseudoscienza delle scimmie
Perché non considera che finirà male
Il business-man molla la vecchia carcassa
per addentarmi le palle
ma sto per pisciargli in bocca
Me la rido
perché l'unico modo per demolire un'anima
è ingannarla
ma la mia è nata chiromante
“Fate attenzione alla tristezza. È un vizio.”
Cit. Gustave Flaubert
Le mot juste,
la perfezione,
poi la lacrima
che scende
su tutte
le cose
più belle
della mia vita,
col suo vago odore
di mandorle amare.
A te, dolce amore,
che leggi romanzi
e che poi intessi
le tue proprie
malvagie
bugie,
io
lascio
due gocce
di incanto
e di acido
prussico;
mentre
per me
serberò
il potere
di annullare
la misera fabula
che mai hai saputo
spingere verso di noi.
Forse è stato saziando
il tuo cuore affamato
che hai acceso
il mio animo:
però,
se vuoi
saperlo,
non ci sono
soltanto emozioni
ma anche paesaggi
che tolgono il fiato.
“Io sto morendo, ma quella puttana di Emma Bovary vivrà in eterno.”
Cit. Gustave Flaubert
Poligoni sagittali d’aurora
son emoglobina di papaveri,
gabbiani fra i mulini rintanati,
glicine dal cemento apostrofati.
Spighe d’anime ardono all’orizzonte
come fiammifero dal vento smorzato,
guizzo sanguigno d’atmosfere d’estate
son emoglobina di papaveri
fra grandinate d’edera ricamate.
son emoglobina di papaveri,
gabbiani fra i mulini rintanati,
glicine dal cemento apostrofati.
Spighe d’anime ardono all’orizzonte
come fiammifero dal vento smorzato,
guizzo sanguigno d’atmosfere d’estate
son emoglobina di papaveri
fra grandinate d’edera ricamate.
Come il girasole
che volge sempre lo sguardo verso la luce,
cosi lei, segue me
senza perdere lo sguardo all’orizzonte.
Come una formichina
piccola, fragile, indifesa
ma con un grande cuore,
pronta a difendermi,
in ogni istante, dalle insidie della vita.
Anche quando lei non c'è
la sento sempre accanto a me.
Ti voglilo tanto bene mamma
N.B.
Versi di mio nipote Ugo, 12 anni; I° premio poesia nella sua seconda media.
che volge sempre lo sguardo verso la luce,
cosi lei, segue me
senza perdere lo sguardo all’orizzonte.
Come una formichina
piccola, fragile, indifesa
ma con un grande cuore,
pronta a difendermi,
in ogni istante, dalle insidie della vita.
Anche quando lei non c'è
la sento sempre accanto a me.
Ti voglilo tanto bene mamma
N.B.
Versi di mio nipote Ugo, 12 anni; I° premio poesia nella sua seconda media.
Come quel tuo indagare
pungente
sul limitare del tramonto
- chi sei, se sei o non sei… -
Chi sono non lo so neanch'io
e non mi curo di un esistere di giorni
quand’è l’eternità a chiedermi un per sempre…
Se in me sospiri parole di un futuro
non domandarmi quanto ho camminato
o se ho sudato lacrime e
non pesare se ho gioito
amato… e ancora amato
Porto in grembo tutto l’amore che posso
e la soglia della notte non mi fa paura
Analogie tra le parole
che mi lascian tremolare,
si fa forte il tuo odore
ed é aspro il ricordare,
il tocco della tua pelle
un bacio sul mio collo,
mi elevi al cielo e accompagno le stelle
e sono pronto a perder l'orgoglio.
Io non ti amo
ma ti ho sempre amato,
e ora che sei così lontano
guardo indietro
e ti rivoglio.
che mi lascian tremolare,
si fa forte il tuo odore
ed é aspro il ricordare,
il tocco della tua pelle
un bacio sul mio collo,
mi elevi al cielo e accompagno le stelle
e sono pronto a perder l'orgoglio.
Io non ti amo
ma ti ho sempre amato,
e ora che sei così lontano
guardo indietro
e ti rivoglio.

Il viver nostro
cinico, rude, freddo.
Corso venèfico!
Al Ciel nessuno sguardo.
Non sogna un dì “magno”!
*****
La poesia, accenti metrici del Tanka (1-4-6), è nata scorrendo un aforisma del celebre Eugene Gladstone O’Neill, drammaturgo statunitense del 1900 e Premio Nobel per la letteratura conferitogli nel 1936 con la seguente motivazione: “per la forza, l’onestà e le emozioni profondamente sentite dei sui lavori drammatici che incarnano un concetto originale di tragedia”:
“Le nostre vite sono semplicemente tetri intervalli nella televisione del Padre Nostro”.
Il crepuscolo accompagna l'alba,
salutando la giornata.
Un angelo accompagna
i tuoi giorni, le tue notti.
Apparentemente
senza senso.
Ma tutto
ha un senso.
Tutto ha un perchè
un motivo.
Anche se ai nostri occhi
è invisibile.
Tutto scorre...
Gli occhi vogliono
stare al buio.
Nella speranza di riaprirsi
con il sole e la luce.
DEDICA AD UN CARISSIMO AMICO IN UN MOMENTO DI DIFFICOLTA', CIAO PAOLO.
salutando la giornata.
Un angelo accompagna
i tuoi giorni, le tue notti.
Apparentemente
senza senso.
Ma tutto
ha un senso.
Tutto ha un perchè
un motivo.
Anche se ai nostri occhi
è invisibile.
Tutto scorre...
Gli occhi vogliono
stare al buio.
Nella speranza di riaprirsi
con il sole e la luce.
DEDICA AD UN CARISSIMO AMICO IN UN MOMENTO DI DIFFICOLTA', CIAO PAOLO.
Siamo tutti quanti in fondo qua
perché è qui che ci troviamo
e cercando, cercando vive il mondo
solo adesso amico me ne rendo conto
c’è chi sta cercando la sua strada
chi l’ha cambiata 100 volte già
chi cerca tra mille occhi la sua metà
ognuno con l’idea del “comunque vada”
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
C’è chi prende il primo aereo e vola via
chi chiude gli occhi e sogna una vita diversa
chi ama stare sempre in compagnia
chi per pensare troppo a se stesso l’ha persa
Chi ha amato una sola persona
chi ne ha amati 100 ma adesso è sola
chi per aver sofferto troppo non perdona
e chi in una storia nuova si consola
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
Chi cerca un figlio, chi un lavoro
chi un modo per restare a galla
chi un posto al sole, chi una statua d’oro
chi un riparo dove dormire, una stalla
chi una vita migliore, una casa più grande
chi un rimedio al dolore, chi due nuove gambe
chi un cielo di stelle, chi insegue l’aurora
chi un motivo per cercare ancora
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
perché è qui che ci troviamo
e cercando, cercando vive il mondo
solo adesso amico me ne rendo conto
c’è chi sta cercando la sua strada
chi l’ha cambiata 100 volte già
chi cerca tra mille occhi la sua metà
ognuno con l’idea del “comunque vada”
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
C’è chi prende il primo aereo e vola via
chi chiude gli occhi e sogna una vita diversa
chi ama stare sempre in compagnia
chi per pensare troppo a se stesso l’ha persa
Chi ha amato una sola persona
chi ne ha amati 100 ma adesso è sola
chi per aver sofferto troppo non perdona
e chi in una storia nuova si consola
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
Chi cerca un figlio, chi un lavoro
chi un modo per restare a galla
chi un posto al sole, chi una statua d’oro
chi un riparo dove dormire, una stalla
chi una vita migliore, una casa più grande
chi un rimedio al dolore, chi due nuove gambe
chi un cielo di stelle, chi insegue l’aurora
chi un motivo per cercare ancora
Buscando…buscando
è per questo che siamo al mondo
Buscando…buscando
solo adesso amico me ne rendo conto
Te voglio bene assai.
Ti voglio tanto bene, amore mio.
Te lo dico con una semplice carezza,
o con una semplice canzone.
E' facile per me amarti,
ma è altrettanto straziante perderti.
Perderti tra le note di una canzone,
tra le lacrime che ogni giorno mi accompagnano
nel mio lungo cammino.
Te voglio bene assai.
Ti voglio tanto bene, amore mio.
Tanto che ti regalerei l'eternità,
pur di vederti ogni giorno,
pur d'amarti ogni giorno.
E' una canzone che dedico al grande Enrico Caruso, tenore italiano, è una canzone che dedico a mia moglie e a tutti quelli che hanno un cuore vero.
BUONA VITA A TUTTI e buona poesia.
Ti voglio tanto bene, amore mio.
Te lo dico con una semplice carezza,
o con una semplice canzone.
E' facile per me amarti,
ma è altrettanto straziante perderti.
Perderti tra le note di una canzone,
tra le lacrime che ogni giorno mi accompagnano
nel mio lungo cammino.
Te voglio bene assai.
Ti voglio tanto bene, amore mio.
Tanto che ti regalerei l'eternità,
pur di vederti ogni giorno,
pur d'amarti ogni giorno.
E' una canzone che dedico al grande Enrico Caruso, tenore italiano, è una canzone che dedico a mia moglie e a tutti quelli che hanno un cuore vero.
BUONA VITA A TUTTI e buona poesia.
Comprerei una carezza,
segmento d’un pentagramma di primavera,
isola alluvionale del pensiero trasfusionale,
cuore innevato del baricentro esistenziale.
Comprerei una carezza,
caseggiato barattato d’autostrade del dolore,
grammatica ribosomica d’un solstizio d’assenza,
lacrima d’un vestale equinozio di sfrattata indifferenza.
segmento d’un pentagramma di primavera,
isola alluvionale del pensiero trasfusionale,
cuore innevato del baricentro esistenziale.
Comprerei una carezza,
caseggiato barattato d’autostrade del dolore,
grammatica ribosomica d’un solstizio d’assenza,
lacrima d’un vestale equinozio di sfrattata indifferenza.
Vibranti sintonie a colorar cielo,
misture di pensieri in vagante beatitudine,
aria felice a coronar cuore.
Volo a tesser trama serena,
fulgida poesia in vibrazione di parole..
Oh! Anima in profusion di
bianco candore,
margherite a tatuar prati,
allegorie e, sottil enfasi di piacere,
carismatica fusione, gioia in sentor di vita.
Farfalla a inneggiar cielo,
lieve, piuma colorata e,
di fiore in fiore sparger amore.
Farfalla, anima variopinta,
beata meraviglia in
alternanza di battiti d'ali,
occhi a bearsi di natural beltà,
vivaci mutamenti e senso d'abbandono.
Con te “ VOLO.”













